Buccinasco: Materna don Stefano Bianchi. Non ne usciamo

Città Ideale è stata invitata ad una riunione del Comitato Genitori per capire quali siano gli aspetti disallineati fra le parti, illustrare le criticità e le eventuali possibilità di una soluzione. Città Ideale ribadisce che punto di partenza è la sentenza della corte dei conti già richiamata, che ribadisce la piena legittimità operativa e funzionale della materna che svolga funzioni paritetiche e faccia parte integrante del sistema istruzione pubblico.

Le buone parole della amministrazione sono appunto buone parole e fino ad ora non si va oltre. Cominciando dal quantum che viene stabilito come massimo, indipendentemente dagli iscritti. Facciamo un esempio: se per le più diverse ragioni chiedono di iscriversi alla Materna Parrocchiale Romano Banco  350 bambini anziché gli attuali 280, comunque il comune non erogherà più di un importo complessivo di 470mila euro l’anno. Anche se ciò portasse a chiudere un asilo statale con il conseguente risparmio per i Cittadini di circa un milione l’anno.

Anzi, viene introdotto un principio rovesciato: prima si devono comunque coprire i posti delle materne statali (compreso un container di emergenza ancora oggi in uso?) se questi posti non sono tutti occupati, chi volesse iscriversi alla scuola materna parrocchiale pagherà di più!  La garanzia statalcentralistica che garantisce i posti a tutti indipendentemente dalla efficienza del servizio: dipendenti che possono lavorare senza stimolo alcuno, aspettando che suoni la campanella, aspettando che arrivi la pensione. Posto garantito.

Se poi il servizio denotasse carenze e per una ragione o per l’altra ci fossero famiglie che preferiscono far uso legittimo della Materna parificata, si introduce la penale. Non sfiora la mente di costoro che se la domanda si rivolge da un tipo di servizio all’altro vi sono motivazioni di efficienza e qualità. A loro importa che la scuola statale resti aperta: inefficiente ma aperta. Questo è il concetto di efficienza, di meritocrazia di questa coalizione alla guida della Comunità avendo ottenuto una maggioranza della minoranza dei Cittadini. Noi Cittadini moderati ricordiamocelo la prossima volta.

C’è altro? Parliamo dei rendiconti. Un amministratore normale che ha responsabilità di controllo su un fornitore di servizi pretenderebbe da lui un bilancio certificato, stabilendo principi cui deve attenersi chi certifica. Non si sognerebbe neanche (come viene riferito) di pretendere un diritto di ispezione su tutte le carte e documenti della scuola, il bilancio preventivo, ecc. ; sarebbero maggiori costi. Per tutti e benefici per nessuno. Una clausola vessatoria! e ancora….

Il personale deve avere ricevuto i pagamenti e devono essere stati fatti i versamenti agli enti contributivi. Il Comune non sappiamo come agisca con la cooperativa che oggi gestisce un paio di asili con 35 assistenti circa. Hanno fatto cose turche e il comune  adesso paga dipendenti perché la cooperativa precedente ha incassato tutto e se li è intascati (300mila euro!). Speriamo che con questa nuova cooperativa si sia provveduto.

Logico quindi che il Comune si cauteli e pretenda di non trovarsi esposto: avrebbe dovuto farlo da prima! Bene, comunque. Anche qui chiede di ottenere dichiarazioni e documenti:  pretende ispezioni e controlli, esibizione di cedolini paga, documenti bancari, ecc. Non è suo compito e non può chiederlo. Potrebbe invece chiedere: l’elenco del personale in forze e la singola dichiarazione firmata a fine esercizio (o cessazione) su un modello tipo, con il quale il dipendente attesta di essere regolarmente retribuito e non aver nulla a pretendere. Modello che può essere anche collettivo.

Ancora? La  Materna Romano Banco ha in essere un ricorso al TAR sulla convenzione come stabilita dal commissario. Siccome i criteri e le somme che adotta questa seconda convenzione sono sostanzialmente inalterati, c’è il rischio che una sentenza favorevole alla Materna obblighi il Comune a corrispondere in modo maggiore o diverso. Ecco: il Comune pretende che questo ricorso al TAR la scuola materna lo ritiri prima di firmare la convenzione. C’è da domandarsi se questa amministrazione debba aver paura della legge…. e non si preoccupi di rispettarla.

C’è dell’altro: purtroppo si c’è ancora altro ed è forse la questione peggiore. Una norma relativa alla gestione e al trattamento degli iscritti che avessero bisogno di supporto perché diversamente abili. Ci sembra una questione di rilievo importante, per la sua valenza sociale ed etica. Da quanto riferitoci siamo di fronte ad un comportamento non corrispondente all’etica né al sociale. Dedicheremo a ciò un articolo apposito dopo aver approfondito la materia. Intanto le famiglie continuano la loro richiesta di equità (VEDI). Perché questo far faccia feroce verso una Materna che opera bene da una vita, con soddisfazione di tutti,  Che ha fatto e fa risparmiare milionate ogni anno al Comune e allo Stato?

SCUOLE PARIFICATE LIBERE  

 PARTECIPAZIONE INFORMATA

ETICA – TRASPARENZA  – LIBERTA’

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 gennaio 2013 11:16

    Nonostante le tante disamine ed i riscontri svolti negli ultimi 2 anni, ancora ci si trova davanti ad un approccio “ideologico”, con numerosi personaggi che osteggiano la realtà, unicamente perché non di naturara statalista, a prescindere dalla sua funzionalità, efficacia, ed economicità!
    Incredibile davvero.

    Eppure i punti fondamentali di tutto questo dovrebbero peraltro essere:

    A – quanti posti le strutture pubbliche statali sono in grado di offrire alla cittadinanza e qual’è la legittima domanda dai residenti nel Comune?

    B – Qual’è il costo medio pubblico delle strutture statali, per propriamente compararlo con l’offerta alternativa e COMPLEMENTARE (apparentemente indispensabile, per poter garantire quel servizio essenziale) delle strutture parificate?

    C – La garanzia dell’assoluta equivalenza da garantire a ciascun Cittadino sul costo per tale servizio essenziale (che sia erogato da strutture statali o parificate), perchè se non c’è sufficiente capienza nelle statali è inaccettabile che il Cittadino sia anche obbligato a pagare di più (in proprio) per poter accedere al servizio.

    Tale differenziale di costo-retta mensile dovrà eventualmente riguardare coloro i quali (le relative famiglie) NON sono veri RESIDENTI nel Comune che, poi, potranno eventualmente chiedere il rimborso della differenza ai rispettivi Comuni di residenza, qualora sul loro territorio l’offerta locale sia insufficiente a coprire le esigenze per questo servizio.

    Per chi si riempie la bocca di libertà e si abbellisce di aggettivi (come ad esempio quello di “democratico”), sarebbe il caso di fare una opportuna riflessione, per superare il pregiudizio, illogico ed ideologico che li condiziona.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 30 gennaio 2013 11:50

    Un po’ ce la siamo voluta, Sorgenti.

    Siamo stati noi Cittadini moderati, con le divisioni, con il non voto, o seguendo consigli sballati (magari per coltivare altri interessi) a determinare il risultato elettorale.
    he almeno ci serva a tutti di monito e ci renda più avvertiti in futuro.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 gennaio 2013 13:50

    Verissimo Saccavini.

    Ma questo non può giustificare il “settarismo ideologico” di quella parte politicante che ritiene inaccettabile che i principi di: EFFICACIA – EFFICIENZA ed ECONOMICITA’ che dovrebbero sempre ispirare il servizio pubblico, a prescindere da chi lo esercità per delega temporanea siano i parametri base per valutare l’opportunità, la necessità e la funzionalità di soluzioni che sono dettate da un insieme di fattori specifici.

    E’ evidente che, fintanto che le strutture Statali NON sono disponibili per soddisfare la legittima richiesta ed aspettativa dei cittadini, il buonsenso deve prevalere, tanto più se poi questo buonsenso è anche confortato da valutazioni che rispondono ai principi sopra accennati che, addirittura dovrebbero prevalere sull’opportunità di realizzare strutture Statali quando queste risultassero meno valide proprio all’esame di quei parametri!
    O no?

    Invece, quanti sono gli orientamenti POLITICI che non tengono in considerazione oggettivamente questi elementi?
    E’ opportuno che il cittadino elettore ne tenga conto, al momento opportuno.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 30 gennaio 2013 14:39

    Assolutamente non giustifica il settarismo ideologico, Sorgenti.
    I comportamenti della nostra attuale amministrazione sono censurabili e devono essere denunciati ai Cittadini; non solo.

    Esprimere tutta la solidarietà alla scuola Materna che ha svolto e svolge un servizio encomiabile, facendo risparmiare parecchio alla Comunità. Occore dare alla scuola ogni forma di sostegno possibile.
    Qualora ne sussistessero gli estremi, anche tutelandosi in sede amministrativa e civile perché i diritti della Scuola siano riconosciuti.

    Purtroppo non possiamo sperare molto da una visione statlistico proprietaria che pretende di intervenire nella privacy di una amministrazione privata e sociale (sostanzialmente una parrocchia!) a controllare i singoli documenti.
    Una violazione che ha il carattere di una violenza e nello stesso tempo l’inefficacia di burocrati di poca competenza.

    Neanche un po’ di imbarazzo hanno costoro?

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 31 gennaio 2013 12:15

    Occorre un cambio di mentalità che faccia capire ai cittadini dove stiano gli sprechi e che ridia alle famiglie la libertà di scelta, responsabilizzando le scuole, i docenti, i dirigenti scolastici e il sistema tutto: più servizi con meno costi (perché si arriverà, finalmente ad azzerare gli sprechi).
    Come? Lo abbiamo detto altre volte, lo dice Fermare il Declino lo dicono anche qui (VEDI):

    Per quel che riguarda la scuola dell’obbligo, viene fatto salvo il principio per cui il costo dell’istruzione deve essere coperto dalla fiscalità, almeno in larga misura. L’allocazione di queste risorse pubbliche deve però essere decentralizzata attraverso un sistema di quote capitarie. In altre parole, una scuola ottiene risorse in funzione di quanti studenti riesce ad attrarre, in quanto per ogni studente viene riconosciuto un “costo standard” a favore dell’istituto.
    Insieme a questa meccanismo deve essere assegnata ai singoli istituti la massima autonomia finanziaria, didattica e nella gestione del personale, in modo che ciascuno possa avere tutti gli strumenti per migliorare la propria offerta e convincere gli studenti a iscriversi in quella sede piuttosto che in un’altra.
    Un simile modello di sistema scolastico paritario è quello finlandese, dove la piena autonomia degli istituti (che si estende addirittura alla definizione dei programmi didattici), insieme al meccanismo di finanziamento per quote capitarie, ha prodotto risultati eccezionali in termini di apprendimento e efficienza.

    Perché, mi chiedo, chi si definisce “democratico”, “a favore del pluralismo”, “sostenitore delle diversità” ha poi paura di concretizzare questi concetti dando, finalmente, la libertà di scelta alle famiglie e pretende, invece, di omologare tutti sacrificandoli sull’altare del pensiero unico?

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 31 gennaio 2013 12:45

    Aggiungerei alle ottime e chiarissime considerazioni un aspetto economicamente collaterale ma di importanza strategica sul piano sociale e della promozione, della valorizzazione delle capacità potenziali dei giovani, superando la griglia della famiglia di origine.

    L’Italia è notoriamente il peggior paese evoluto in termini di osmosi sociale: in altri termini è difficile, sempre più difficile che il figlio dell’operaio possa frequentare scuole medie e superiori, università che consentano la crescita sociale.
    Situazione peggiore rispetto ai paesi che hanno una struttura autonoma, decentrata, competitiva sul piano della qualità dell’insegnamento.

    Una riflessione per i sostenitori della scuola statale centralistica eguale per tutti: i risultati sono socialmente inefficienti, anzi contrari alla premessa ideologica che si danno.
    Penalizzano e schiacciano gli strati sociali inferiori: lo dicono i numeri, i risultati.

    RE Q

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