Politici, elezioni e la storia. Piani diversi mischiati per prendere in giro i Cittadini

Nelle elezioni i capipartito hanno l’esigenza di dividersi e marcare le differenze. Poi (o prima), uniti in questo caso, non più divisi,  concordano direttamente o per interposte persone come ripartire le megatangenti oscene di MPS.  Devono però sceneggiare la divisione per i Cittadini che, nella veste di elettori sono considerati dei tredicenni con cultura e comportamenti da terza media.

Ecco che, in questo caso, ogni argomento è buono per distogliere l’attenzione da duemilamiliardi di euro (MPS). Tirare fuori la battuta su cui si innesta la polemica, il teatrino che non serve a nulla: ha appunto la funzione di cambiar discorso, insieme a quella di dividere le fazioni, vellicare il proprio elettorato. Una recita certamente indecorosa, che forse si può arrivare a definire squallida.

Ecco che, nell’occasione meno opportuna del ricordo della shoah, un contendente se ne esce con una ovvietà cui dà il senso di una provocazione. Espressa in modo da stuzzicare reazioni finte dei finti contendenti del potere (condiviso per ciò che conta: la pecunia). Presa la palla al balzo, ecco: rilanciano subito e associano i rispettivi vassalli e valvassori i quali, pronti ad obbedire, alzano e diversificano i toni.

Mussolini è defunto da ormai settant’anni. Fa parte della storia del novecento. Certo come testimonianza di un’epoca che tutte le persone con un minimo di materia grigia auspicano non si ripeta. Ciò non vuol dire che qualsiasi cosa abbia fatto sia da condannare, sia sbagliata, per il fatto stesso che è da lui compiuta. Più ovvio di così, non sappiamo cosa possa esserci.

Noi Cittadini a questi giochini da circo non dobbiamo abboccare. Dovrebbero per primo rifiutarrli i media, i giornalisti (una categoria quanto mai degradata e mal ridotta in questa fase declinante del vivere democratico). Non è neppure necessario il disprezzo: eccessivo di fronte a tali boutades strumentali. Dovrebbe bastare l’indifferenza, il silenzio.

Basta l’indifferenza: su tutto, sia chiaro. La provocazione perché non si parli dei due miliardi di euro chissà dove e come finiti, o quale altro sia l’obiettivo. Egualmente ed anche merita indifferenza l’interessata difesa di una memoria che nessuno discute. Un teatrone della politica di cui il nostro paese non crediamo possa andar fiero. Discutiamo invece delle nostre tasse che costoro si intascano bellamente; enormi e fuori controllo partendo da compensi da loro per se stessi decisi, senza  aver istituito controlli stringenti sul loro impiego.

Intascano o spendono e poi recitano in un circo Barnum con entrata gratis.  Spettacoli da circo per ottenere il nostro voto e farci dimenticare la sostanza. Il debito pubblico, le tasse insostenibili, soprattutto il costo enorme che non sono capaci, non vogliono ridurre: dei  partiti e tutta l’organizzazione, i ministeri e gli enti dello Stato. I problemi e l’esigenza di cambiamento possiamo risolverli, mandandoli tutti a casa; proprio tutti. Ricominciando da capo, rifondando il Paese con uomini nuovi.

BASTA ALLA POLITICA INDECOROSA DEI BURATTINAI

 POLITICA DI SERVIZIO, AL SERVIZIO DEI CITTADINI

 FARE per FERMAREILDECLINO

  1. #1 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 09:54

    E’ il solito gioco delle parti e la diretta conseguenza del pensiero unico e del mondo in bianco e nero: tutti gli errori solo da una parte e tutte le cose giuste, comprese le più atroci nefandezze, altro che Monte dei Paschi, sempre e solo dall’altra.

    Entrata gratis un corno!
    E’ il biglietto più caro che si possa mai pagare e vale quasi il 60% del nostro PIL!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 10:01

    La rappresentazione è gratuita per l’elettore con il cervello di un tredicenne, senza studi….
    Poi tutti gli elettori, tutti i Cittadini pagano il conto.

    (Andrea, non sminuisca la patata MPS… vale molto ed è una faccenda che coinvolge governi, istituzioni, bankitalia, ABI, controlli europei, partiti, ecc.: la ved odavvero drammatica).

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 10:34

    Non sminuisco affatto la questione MPS che, se confermata, è grave – e la gravità non colpisce la sola Italia, ma l’Europa intera, essendo stata un’operazione internazionale – ma se confrontata coi milioni di morti delle “purghe” appare, ai miei occhi, meno terrificante.

    RE Q
  4. #4 scritto da Roberto De Micheli il 28 gennaio 2013 11:21

    Il “pifferaio magico” o lo “psciconano” come lo chiama Beppe Grillo trova ogni occasione per far parlare di sè ed è abilissimo.

    Raschierà il fondo portando Balotelli o KAKA’ al Milan…o entrambi ….e tenterà di recuperare in politica come stà facendo il Milan con la classifica nel calcio….pensa lui…!!

    Nell’ultima settimana di campagna elettorale giocherà la sua ultima carta più credibile: il terremoto dell’Aquila !!

    Lo paragonerà a tutti i terremoti precedenti,l’ultimo in Emilia….e dimostrerà che lui è stato più bravo….!!

    Io, che ho perfino cambiato squadra e seguo adesso solo il CHIEVO VERONA e non il MILAN….gli riconosco che nel terremoto dell’Aquila ha agito bene, ma non basterà per farmi cambiare opinione su di lui…!

    Se gli italiani riusciranno a farlo pareggiare anche in politica….si meritano la crisi….!!
    Saluti.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 11:34

    Buon giorno Roberto,
    Non è il caso di fermarsi sul comportamento del giocatore che smuove le acque, sapendo far bene ciò che fa..

    Stanno venendo dietro tutti, come il pifferaio magico, appunto:
    la mia impressione è che i seguenti lo facciano volentieri per far uso di argomenti elettorali banali, per farci fessi.
    Così non si parla di:

    a) MPS (duemilamiliardi di sovrapprezzo di cui biosgna ricostruire tutti i passaggi e capire dove sono finiti)

    b) taglio alla spesa pubblica: la madre delel riforme, senza la quale si va a fondo

    Parlano del lavoro come problema, non parlano dell’unica possibilità che abbiamo per risolverlo. far ripartire l’economia spendendo meno per far funzionare lo Stato, destinando a imprese e lavoro quanto si risparmia ottenendo la competitività necessaria.

    I giocatori, le sceneggiate, le boutades sono solo comunicazione recitata di nessuna utilità per il paese.

    Le lezioni non dovrebbero avere il PAESE come tema da risolvere?

    RE Q
  6. #6 scritto da Loris Cereda il 28 gennaio 2013 12:19

    Io credo che anche i “grandi capi” abbiano grosse difficoltà a “pensare strategico”.

    Nel caso specifico mi pare assai più probabile che SB abbia visto un sondaggio dove si legge che molti tra gli elettori delusi sono gli ex fedelissimi di AN ed ecco il colpo di teatro per spingerli ad andare a votare.

    Se domani leggesse che tra gli astenuti c’è un altissima percentuale di cinofili si fa fotografare con un barboncino.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 12:35

    Certo Cereda, lo strumentale in chiave di consenso,
    ma anche lo strumentale in chiave di recita a soggetto in modo che gli altri attori si muovano in sintonia…

    Se questi, ricevuto l’invito a danzare “le galop final” eseguono con partecipazione, visti gli argomenti sul capo da trattare, le considerazioni dei comprimari sono convergenti, se non condivise.

    RE Q
  8. #8 scritto da Roberto De Micheli il 28 gennaio 2013 14:11

    Loris, il sondaggio sugli astenuti cinofili quelli del PDL l’hanno già “metabolizzato” altrimenti il TG BAU su Canale 5 e la Ministra Brambilla Michela Vittoria che senso avrebbero d’esistere…..???!!!

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 31 gennaio 2013 11:47

    Ecco una proposta liberista (ma molto molto cauta e realisticamente attuabile) per Risanare l’Italia, in linea con quanto propone Fare per Fermare il Declino.
    http://www.liberarelitalia.it/index.php
    Una breve descrizione si può trovare qui:
    http://www.capiredavverolacrisi.com/?p=278

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 31 gennaio 2013 12:03

    Per quanto riguarda il debito pubblico e l’auspicato ruolo della BCE nel gestire la speculazione trovo illuminante il seguente articolo:
    http://www.capiredavverolacrisi.com/?p=199
    Meno condivisibile, ma comunque degno di riflessione quest’altro:
    http://www.capiredavverolacrisi.com/?p=235

    Occorrerebbe riflette bene, in particolare, sulla “svendita” dell’Italia in atto da tempo e su come chi beneficia di questa svendita a prezzi di saldo di (larga) parte del nostro benessere possa preferire chi gli garantisce che i saldi continueranno mentre veda come fumo negli occhi chiunque cerchi di impedirlo, salvaguardando il nostro patrimonio e il nostro benessere futuro!

    L’Italia ha certamente dei problemi e non sono certo io a negarlo, ma attenzione a non gettare via il bambino (e il futuro dei nostri figli) con l’acqua sporca!

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 31 gennaio 2013 12:15

    Certo Andrea, buona giornata.

    Liberare l’Italia è struttura promossa dall’IBL – Istituto Bruno Leoni, che promuove imprese e liberalizzazioni, fucina da cui provengono non pochi dei promotori ed esponenti di FARE per FERMAREILDECLINO

    RE Q
  12. #12 scritto da Andrea D. il 31 gennaio 2013 12:21

    Ciao Luigi, suggerirei di sostituire “sono usciti” con “provengono” perché qualcuno potrebbe intendere “uscire” nell’accezione di abbandonare che in questo caso sembra fuori luogo.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 31 gennaio 2013 12:23

    Purtroppo vero, Andrea, anche questo.

    Una vera debolezza del paese è la carenza di etica imprenditoriale accompagnata da consorterie che da sempre hanno lavorato per impedire la crescita di gruppi sovranazionali.
    Rimane comunque una robusta presenza della piccola e media impresa, ma siamo carenti di strutture che la rappresentino e ne sostengano il valore strategico per il futuro del Paese.
    Confindustria è drammaticamente debole e non ha svolto questo ruolo, mai.
    Una delle carenze forti è stata proprio l’incapacità o la non volontà di trasmettere lo spessore e l’importanza del mondo imprenditoriale.
    In Italia siamo così in mano a partiti che gestiscono imprese nazionali pronti a svenderle, a pretendere assunzioni preelottorali o “sociali” che le mandano in miseria, troppo frequentemente soggetti ai voleri di multinanzionali straniere, interessate ad acquistare le imprese strategiche italiane.
    Insomma, manca da almeno quarant’anni una politica industriale…..

    Queste sono le conseguenze

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 31 gennaio 2013 14:01

    eseguito, grazie e saluti

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth