Oscar Giannino: MPS nazionalizzata, ripulita e rivenduta entro due anni

Due miliardi di sovrapprezzo sull’acquisto della Antonveneta,

nel 2007. Basati in una banca di Londra, formalmente nella disponibilità di Santander, di fatti in rientro in Italia a tranches in coincidenza di condoni con rientro che blinda il proprietario/destinatario al fisco. Due miliardi di euro, non di lire.

Uno per mille del PIL annuo!  Mentre i soldi girano in operazioni ad alta speculazione con la banca che rischia e misteriosi partner che intascano rendite. Tutti i partiti, tutti i politici che si chiamano fuori, che si dicono estranei mentre Bankitalia fa ispezioni ed Approva, raccomandando di capitalizzare la MPS.

Sono dentro tutti e per questo è come se non vi fosse responsabilità di nessuno, l’articolo su Repubblica (VEDI) è la certificazione di una vergogna nazionale di tutto il sistema partitico politico. Se ci fosse ancora bisogno di un casus belli per definire la totale ripulsa di questo sistema, eccola.

Costoro che ci hanno governato  sono organicamente aggrappati alle mammelle delle risorse dello Stato che i Cittadini versano, pronti a condividere le operazioni e le presumibili ricadute in termini economici e di consenso. Che i Cittadini tutti si impegnino a salvare il paese mandando a casa questa congrega. Forse qualcuno non lo merita, ma l’insieme è una rappresentanza indegna di amministrarci. Ecco il sintetico giudizio di Giannino.

 Pubblicato: Sab, 26/01/2013 – 11:30  •  da: Oscar Giannino

Dobbiamo scongiurare che a decidere sia in futuro un governo Bersani Camusso.

 “E’ un nonsenso derubricare a colore politico la nostra proposta su Mps”, dichiara Oscar Giannino, candidato premier di Fare per fermare il declino.

“Già dall’anno scorso Mps opera grazie a risorse e patrimoni pubblici, tanto vale riconoscerlo invece di fingere che sia una banca a controllo privato”.

“Solo nazionalizzandola de iure oltre che de facto – prosegue Giannino – la si può ristrutturare e pulire con i severi paletti del fondo salvastati e salvabanche europeo, l’Efsf”.

“Da ultimo, solo stabilendo ora e subito la procedura con impegno a riprivatizzarla in due anni, si estromette per sempre la politica senese, gorgone dei guai, e si scongiura anche che un domani a decidere sia un governo Bersani- Camusso”, conclude Giannino.

A CASA IL SISTEMA DEI PARTITI AL POTERE

 IMPEGNO CIVICO PER LA RINASCITA DELLA NAZIONE

 FARE per FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 00:12

    Una citazione avvertimento da incorniciare.

    “Sento da destra, dalla Lega e dal Pdl, dai loro giornali, che a loro modo lasciano quasi intendere che attorno al caso Mps ci sarebbe qualcosa di men che corretto da parte nostra: lo affermino e li sbraniamo”. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante un comizio elettorale a Genova. “La gente – ha proseguito il leader del Pd – ha avuto a che fare con cose tipo Credit Euro Nord e Credito Cooperativo Fiorentino. Si azzardino ad aprire bocca. Se ci cercano – ha concluso Bersani – ci trovano”.
    di Cesare Peruzzi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/MQC7T

    Il segretario del PD manda un avvertimento?

    Ben poco congruo perché sia la banchetta della Lega che quella toscana del coordinatore PDL Verdini sono piccoli bruscolini rispetto al botto di un ricarico di due miliardi di euro che può essere considerato nell’affaire MPS.
    Difficile pensare che a metterla in essere, a renderla possibile sia stato qualcuno da solo, senza l’accordo o condiscendenza di tutti (almeno tutti coloro che contano).
    Forse l’avvertimento è rivolto al mondo Mediaset ?…..

    Anche da ciò trova conferma l’esigenza di nazionalizzare una banca sostanzialmente fallita, a termine dopo aver riorganizzato tutto.
    A gestirla mettiamoci Cittadini, non politici.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 09:23

    Due piccoli refusi: due miliardi di euro sono circa l’uno per mille del PIL.

    A mio modesto avviso l’adesione allo Scudo Fiscale non mette affatto al riparo chi avesse eventualmente commesso degli illeciti.

    Anzi l’anagrafe tributaria ha i loro nomi e, in caso di inchiesta, sarebbe un attimo, volendo, andare a vedere esattamente le cifre!

    Per tale motivo dubito che quella pista porti a qualcosa: sarebbe una leggerezza eccessiva da parte di persone che conoscono perfettamente la materia.
    Ma con i termini di prescrizione come siamo messi?

    Possibile che dal 2007 il bubbone scoppi solo ora?
    MPS è sottoposto al vaglio dei sindaci (quelli contabili non quelli di Siena), dei revisori, delle società di rating, della Banca d’Italia, della BCE
    (VEDI), della CONSOB! Nulla?!?

    Tutte queste istituzioni sono lì per tutelare il mercato o no? Un normale cittadino può ancora avere fiducia in queste istituzioni?
    Gli stress test della BCE dicono qualcosa di veramente utile per i Cittadini o no?

    Bersani sembra un felino ferito: ruggisce, scalpita e, messo all’angolo, morderà davvero, ma questo dimostra anche che ha sentito la ferita!
    Consiglio di leggere il libro “L’Affare Telecom”: lo ritengo molto istruttivo (VEDI).

    Purtroppo il sistema bancario italiano soffre la sua storia (di sistema di provenienza pubblica e molto poco concorrenziale): negli anni sono stati molti i casi di mala-gestione (sono tante le banche, anche se, visto il ruolo delicato che ricoprono, ci si attenderebbe una governance a prova di bomba) e poche, troppo poche, le condanne.

    C’entra sempre la politica?
    No, non sempre, ma il fatto che a volte si preferisce mettere la polvere sotto il tappeto …

    RE Q
  3. #3 scritto da Flavio T. il 28 gennaio 2013 09:41

    Le indagini sui conti truccati per far salire il prezzo di Antonveneta ?

    “Il modo più semplice per fare soldi nel mondo finanziario è quello di far apparire meno rischiosi dei titoli”
    (Luigi Zingales).

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 09:44

    Bella definizione, Flavio.
    Anche qui una questione di comunicazione fa diventar reale (economica) l’apparenza comunicata.
    Una volta chi restavano in mezzo era definito “parco buoi”

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 09:56

    Vero l’errore sul rapporto… uno per mille.
    Duemilamiliardi di euro (tremilioniseicentosettantaduemilamiliardi di vecchie lire!) è una cifra così stratosferica da far perdere il senso delle proporzioni.

    Interessante la affermazione di Andrea sulla blindatura assoluta dello Scudo Fiscale così assicrata da Tremonti.
    Il sistema finaziario può arrivare a conoscere nomi e cognomi ma credo che non possa farne uso, né in sede civile e neppure penale…
    Sarebbe da augurarsi che così non fosse, ma la regola sembra fatta a posta per coprire le vergogne del sistema.

    C’entra sempre la politica?
    C’entra Andrea, c’entra: basta leggersi come acutamente già nel 1950 Ernesto Rossi descriveva l’incongruità e la pericolosità del suffragio universale in una democrazia fatta di partiti come organizzati allora (ed ora ancor di più).

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 10:29

    A mio avviso, lo scudo ter (quello del 2009) offre una copertura limitata (VEDI):

    Con la sentenza 28724/2011, la Cassazione ha dichiarato infondati i ricorsi dei contribuenti, ritenendo priva di valore l’asserzione da loro sostenuta sulla valenza ontologica della dichiarazione di emersione, che sarebbe atta a coprire ogni tipologia di infrazione penale commessa.

    In altri termini, l’esonero riguarda esclusivamente le condotte che fanno riferimento ai capitali oggetto, prima di espatrio illegale e, dopo, di rimpatrio sanato attraverso lo scudo fiscale.

    Occorre, quindi, che ci si riferisca a reati di fraudolenta, omessa o infedele dichiarazione riconducibili alle somme che si sono riportate in Italia, ma l’assenza di un siffatto legame rende del tutto sterile la “protezione”, con la conseguenza che se non si riesce a dimostrare, come nel caso di specie, che le somme rimpatriate (o regolarizzate) sono quelle trasferite all’estero a seguito della commissione dei reati contestati, nessuna esclusione di punibilità può essere invocata.

    In concreto, quindi, lo scudo fiscale non può comunque coprire reati legati agli omessi versamenti dell’Iva e delle ritenute alla fonte (rispettivamente articoli 10-ter e 10-bis Dlgs 74/2000) o reati legati a condotte illecite diverse da quelle espressamente previste, come il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (articolo 11 Dlgs 74).

    Oppure (VEDI):

    Reati punibili

    Omesso versamento delle ritenute d’acconto e dell’Iva *

    Emissioni di fatture false

    Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte sui redditi o Iva, di sanzioni o interessi*

    Riciclaggio di proventi illeciti

    Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

    False comunicazioni sociali nelle varie forme*

    *Per un ammontare superiore a 50.000 euro.

    *Per un ammontare superiore a 51.645,69 euro.
    [...] Con la nuova versione dello scudo restano ancora fuori dalla “protezione” i seguenti reati tributari: emissione di fatture false, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, condotte di omesso versamento delle ritenute e dell’Iva (per un ammontare superiore a 50.000 euro), indebita compensazione, riciclaggio di proventi illeciti, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

    Mi auguro, in ogni caso, che le conseguenze “civilistiche” di risarcimento del danno nei confronti dei manager o degli amministratori che avessero eventualmente sottratto ingenti somme agli azionisti non si estinguano anche in caso di prescrizione del reato penale (qualora vi fosse, visto che, per ora, ci si basa su indiscrezioni giornalistiche e non su richieste ufficiali di rinvio a giudizio)!

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 28 gennaio 2013 10:54

    Bella la definizione di: “felino ferito” data da Andrea D.

    Certo che i messaggi che si sentono esprimere da quel felino non sembrano proprio … “democratici” e chissà che cosa vorrebbero lasciar intendere: ” … li sbraniamo”!

    Un diverso modo per far intendere che è meglio infilare …”la polvere sotto il tappeto”?

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 11:13

    Complicata la questione Andrea
    Forse nel nostro Stato questo sovrapporsi di dichiarazioni di principio e di applicazioni pratiche che il principio superano, come succede quasi sempre, ha l’effetto di salvare il fondo schiena ai pesci grossi, di far pagare i pesci piccoli, di consentire agli uffici una discrezionalità di applicazione stando formalmente nelle regole.
    Quindi (posto che sia così): la faccenda MPS non colpirà nessuno, farà forse volare qualche straccetto.

    Una previsione da pessimisti sull’efficienza del nostro Stato: vero.
    Come si fa a non esserlo?

    Nb
    quanto alla fonte della notizia sui 2miliardi. questa è quanto mai seria perché perviene da fonti giudiziarie che hanno a ruolo la fase inquisitoria e dovrebbero concludere a breve….
    Questo è quanto viene attribuito dai giornalisti, fino adora l’unica precisazione dei giudici riguarda dettagli di procedura, mentre viene implicitamente confermata la sostanza.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 11:21

    Due cose non dice ma lascia intendere il segretario del PD:
    a) l’obiettivo della risposta non sono le due banchette citate, di cui si sa già tutto o quasi… ma si riferisce a ben altro e ben di più: se no, che avvertimento è? Diventerebbe più logico pensare ad una spartizione nella quale il PD si sia preso meno (ma è una deduzione interpretativa, senza basi, pura speculazione).
    b) il termine: li sbraniamo, lascia capire che nel cassetto sono a disposizione documenti molto pesanti verso i critici. Può anche essere un millantare polemico da campagna elettorale, ma anche qui la logica farebbe ritenere concreta la minaccia: ce n’è per tutti.

    Infatti si sta parlando d’altro… : l’avvertimento ha colto nel segno?

    Questa è la politica del nostro Paese, anno 2013……

    RE Q
  10. #10 scritto da Flavio T. il 28 gennaio 2013 14:25

    Avrà studiato in fretta Socrate,
    il compagno Luigi Bersani ..

    Che, se mai, dovesse vestire i panni dell’Alcibiade,
    sappia che la leggenda è fatta
    per metà dalle nostre azioni,
    per metà da quel che di esse pensa il volgo.

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 15:03

    MPS non è un problema del PD è un problema di Siena”

    “Siena era speciale. …. le nomine le facevano i partiti, al tesoro si teneva conto di questo.”

    “… perdemmo le elezioni. Cambiò il governo, la città nominò Mussari alla guida della fondazione…”

    “… Mussari passò dalla fondazione alla banca, in una situazione di evidente conflitto di interessi .. Sono sicuro che se ci fosse stato Mario Draghi alla guida del tesoro quella operazione non sarebbe passata” (presidente MPS da 04.2006 a 04.2012. …. Accusa al ministro pro tempore Padoa Schioppa e poi Tremonti, sotto la cui presidenza l’operazione è stata perfezionata).

    “… ho anche potuto verificare che Mussari ha un ottimo rapporto con l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti… Quando ci sono in ballo queste cose qui (Antonveneta) le appartenenze politiche diventano sempre molto lasche…”

    Di chi sono queste dichiarazioni feroci verso i sistema PD – Siena – MPS?
    Dell’ex Ministro Vincenzo Visco… più PD di così?

    Il basso profilo che tiene l’area Tremonti Berlusconi non dà la sensazione di un accordo di fatto per evitare che scoppi un bubbone enorme?

    Comunque la frase “non sanno gestire una banca, immaginarsi il Governo” appare verosimile; deve far riflettere seriamente.

    L’apparato è fatto nella quasi totalità da burocrati, che seguono le direttive di coop e sindacati. A Siena hanno sostanzialmente lasciato fare.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 15:13

    La leggenda (l’immagine che esprime di sé pubblicamente) per un politico è importante..

    Per il paese contano le azioni da fare; soprattutto l’Italia, che deve essere rifatta.

    le sue lenzuolate dell’ultimo governo Prodi si è visto come sono finite.
    Un esempio? il ritiro della legge sui taxi e l’accordo con il Sindaco Veltroni per Roma, fra cui 2 euro in più per le corse che partono da stazione Termini.. (sovrapprezzo che esiste ancora oggi..)

    RE Q
  13. #13 scritto da Rinaldo Sorgenti il 28 gennaio 2013 16:11

    Caro Saccavini,

    Oltre al riferimento dell’articolo di cui al post. nr. 1, sarebbe quanto mai opportuno inserire il riferimento all’articolo di Stefano Zurlo pubblicato oggi su Il Giornale, che narra con molti dettagli quanto per il momento emerso dalle segnalazioni del “DIMISSIONATO in TRONCO” Direttore Finanziario della Fondazione MPS.

    Quello che in parte sorprende sono gli anni che sembrano essere trascorsi da quella segnalazione, all’emersione dei dati sul buco MPS e sovra-valorizzazione dell’acquisto di Antonveneta.
    C’è davvero da sperare che non venga tutto accantonato, a dopo le elezioni.

    E’ ben evidente che la “minaccia di sbranare” non possa riferirsi alle due banchette da quel signore citate.

    E’ così superficiale ed arrogante la reazione che potrebbe far indurre a pensarlo, ma la dimensione del crack è di un altro ordine di fattori e la smentita al fatto che “il partito fa il partito e la banca fa la banca”, l’ha data lo stesso D’Alema (che forse per “cautela” ha precisato l’altro giorno che Mussari l’avevano cambiato loro proprio un anno fà!)

    E’ tale la confusione ed il tentativo di “scaricare il barile” che solo un povero illuso può pensare che le responsabilità siano da ricercare altrove.

    Poi gli organi di vigilanza speriamo spiegheranno perché … tanto silenzio!

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 16:15

    Il sottosegretario del presidente del consiglio: Ernesto Polillo, afferma a radio24:

    «Alcune carte sono state occultate - ha ammonito però dai microfoni di Radio 24 il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo – e non si capisce quante sono le perdite non contabilizzate.

    Dobbiamo prima fare un’opera di pulizia all’interno della banca vedere quant’è il patrimonio effettivo della banca stessa.

    Sulla base di questo poi si potrà ragionare: se il patrimonio è del tutto insufficiente, allora si può pensare probabilmente anche un’ipotesi di nazionalizzazione.

    Però la premessa di tutto ciò, è capire esattamente come stanno le cose dentro MPS».

    Bene… la proposta secca, chiara e precisa di Oscar Giannino comincia a farsi strada.

    Solo così può avvenire che chi si è messo in tasca i danari li torni a mettere sul piatto.

    Se MPS rimane nell’ambiente bancario, anche con un investitore cui si cede una quota perché sia lui a coprire le perdite, si è quasi certi che tutto resti sotto il tappeto: cane non morde il cane.

    In pratica, così, a pagare le perdite saremmo sempre noi Cittadini, lo stato che riduce la sua partecipazione pubblica a copertura delle perdite (delle distrazioni o malversazioni?)

    RE Q
  15. #15 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 16:54

    Buon giorno Sorgenti..

    ecco quanto trovo su ilgiornale online di oggi:

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/scandalo-mps-patto-segreto-spartirsi-plusvalenza-879692.html
    a firma Raffaello Binelli però.

    Io mi fermerei sui 4 miliardi di delta in pochi mesi, fra quanto ha pagato Santander e quanto ha speso per l’acquisto di Antonveneta MPS. sembrerebeb dalle ricostruizioni: 1 miliardo a JpMorgan (per finaziamenti?); alcune centinaia di milioni all’area Santander (assistita da JpMorgan nell’operazione?) e un paio di miliardi gestiti dall’area MPS (banca o fondazione o entrambi o strutture del gruppo).

    Il resto, le operazioni stupide per far quadagnare inconosciuti finanzieri possono essere:
    a) incapacità gestionali? (difficile)
    b) meccanismo architettato per arrivare all’ “utilizzatore finale” come mirabilmente si è pronunciato per altre faccende l’avv. Ghedini?

    Insomma: s ideve ricostruire tutto, tutti i passaggi, andando ad individuare la fonte dei capitali, i transiti e la destinazione.

    Il malloppo è una enormità ed è da ritenere escluso che il Tesoro, Bankitalia, i governi pro tempore e i ministri in qualche modo collegati, ABI, Consob, non sapessero nulla…..

    Come si definisce nel mondo arabo: questa è davvero la “madre delle tangenti” e qui ci sono dentro pressocché tutti.
    Chiunque consigli prudenza e tenda a coprire, o parli d’altro, pò avere qualcosa da nascondere…. meglio diffidare.

    Bersani, se ha delle cartucce, invece di avvertimenti, spari cannonate senza remissione, anche se c’è dentro qualcuno dei suoi.

    Da quei funzionari eredi di Suslov con cui si trovano a doversi affidare, è anche possibile che i marpioni li abbiano fatti fessi e siano rimasti con una parte minore (minore si fa per dire…).
    Sempre nell’ipotesi che di questi 4 miliardi di cui si sono perse le carte e oggi non si trova traccia, poi vengano fuori dimostrando che tutto è a posto (ad esempio un certifcato di xx miliardi a garanzia su una banca usa, che poi la banca dichiara essere falso, come è successo con la Parmalat)…
    Che bel paese con questi partiti, con questi politici….

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 17:36

    MPS, ancora sulla analisi di operazioni forse improprie per una banca che non è di investimenti maa territoriale.
    Un interessante articolo lo si trova su ilsole di venerdì 25:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-25/quando-speculava-italia-063716.shtml?uuid=AbRXqvNH

    dal titolo che è un programma: Quando MPS speculava sull’Italia, a firma Morva Longo.

    Siamo ancora in una analisi tecnica di operazioni che non dovrebbe avere a a che vedere con la compravendita di Antonveneta (salvo l’ipotesi che questa operazione fosse architettata in accordo con JpMorgan per consentire loro una monetizzazione pulita di compensi non proprio dichiarabili.

    andremo avantio..

    RE Q
  17. #17 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 17:51

    In un altro articolo si riporta appunto il maggior tasso di erogazione (VEDI) rispetto alle previsioni, ma sembra una colossale bufala: ok, il tasso di erogazione è stato del 2,44% invece del 2% preventivato, e allora?

    Posto che il 2% appare un tasso decisamente prudenziale, può quello 0,44% in più aver portato al prosciugamento del patrimonio nel giro di un quinquennio o poco più?
    Anche volendo capitalizzare quell’extra, la diminuzione avrebbe dovuto essere dell’ordine di qualche punto percentuale, o no?!?

    Intendiamoci lo 0,44% di un patrimonio miliardario potrebbe rappresentare comunque cifre notevoli, ma si tratta di una frazione modesta di tale ingente patrimonio, a meno che anche la matematica non sia diventata un’opinione!

    RE Q
  18. #18 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 18:01

    Tanto per capirci l’esempio numerico riportato alla fine dell’articolo sopra citato risulta falsante: una famiglia che guadagna 2.000 euro al mese ne spende 3.000. Se così fosse il danno sarebbe di ben altra portata, ma stando ai numeri riportati quella famiglia avrebbe speso nell’arco dell’anno 24.105,6 euro anziché 24.000, con una differenza di 105,6 euro! Il tutto a fronte di un patrimonio di un milione e duecentomila euro (il rendimento, i 24.000 euro, doveva essere il 2% del patrimonio). In cinque anni la differenza avrebbe potuto essere di poco più di 500 euro (stante il deprezzamento del patrimonio), cifra non giustificata, ma sopportabile!

    RE Q
  19. #19 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 18:08

    Concordo pienamente Andrea.
    Su una faccenda come quella di MPS diventa indispensabile prendere in mano il bandolo della operazione madre: la compravendita di Antonveneta e tenere lì il punto.

    Non è l’unico elemento di pasticcio?
    è probabile ma il resto sono peanuts rispetto alla decodifica di flussi per 4miliardi di euro.

    Proprio per questo preferirei mantenere il pallino su Antonveneta, sulle firme e gli ok che devono per forza essere venuti da Bankitalia e dal Ministero del Tesoro perché una operazione del genere si potesse compiere.

    a) su chi ha firmato del Tesoro e di Bankitalia;

    b) sugli studi e le valutazioni fatte dagli staff di ciascuno circa l’operazione: cosa dicono al riguardo, come valutano l’enorme differenza di valore in pochi mesi fra l’acquisto fattto a 6,3 fa Santander e quello ad oltre 10 da MPS…

    Sono forse spariti anche questi documenti?
    da Bankitalia?
    dal Ministero del Tesoro?
    da CONSOB ?

    Siano resi pubblici.
    Fuori le carte e vediamo chi ha sbagliato, chi non ha visto.
    Perché i giornali su ciò sono in silenzio totale come tutte le forze politiche?
    Premier in carica compreso?

    Non si inventino la cautela o la prudenza: aprire le finestre subito per fare chiarezza sulle istituzioni che sono preposte al controllo e alla ratifica di operazioni complesse così rilevanti.
    Si cominci a valutare come hanno agito loro e chi ne sono i responsabili.

    Ogni giorno che passa senza che vengano rese cognite le carte, è una perdita di credibilità e serietà per tutto il Paese (oltre che per coloro che hanno ricoperto all’epoca e ricoprono oggi gli scranni da cui le decisioni vengono)

    Impressione triste, che se corrispondesse al reale rende indispensabile la reazione dei Cittadini perché fosse così:

    I PARTITI CONTROLLANO TUTTE LE CARICHE CHE CONTANO E SONO LORO A CONDURRE LA DANZA E MANTENERE TUTTO SOTTO IL TAPPETO.

    PARTITOCRAZIA CHE MANDA IL PAESE ALLO SFASCIO…

    FARE per FERMAREILDECLINO

    RE Q
  20. #20 scritto da Andrea D. il 28 gennaio 2013 18:23

    Occorre una legislazione chiara sui CdS: intendiamoci potrebbero anche essere strumenti utili per la gestione del rischio, ma chi comprerebbe dal sottoscritto una polizza assicurativa su un fabbricato che in caso di evento negativo mi vedrebbe obbligato a versare, ad esempio, un miliardo di euro?

    Nessuna persona sana di mente ovviamente, perché sapendo che io non ho un miliardo di euro saprebbe benissimo che sta comprando un’assicurazione a vuoto! Insomma, chi accetterebbe la fideiussione di un nullatenente? Nessuno, ovviamente, ma i Cds impazzano imperterriti!

    Perché sul mercato dei CdS tutto questo non è regolato e quando il crack avviene gli Stati, cioè noi contribuenti, devono correre a mettere una pezza per garantire la stabilità del sistema? Consentendo ai fessi, che in realtà fessi non sono (e qui sta il giochino), di incassare le fideiussioni dei nullatenenti a spese dei contribuenti!

    Inoltre, a differenza dei normali premi assicurativi che spalmando il rischio su una molteplicità di soggetti tende a frazionarlo, nei CdS i rischi possono essere concatenati per cui il fallimento di uno Stato di una certa dimensione potrebbe trascinare con sé altri Stati in un domino terrificante: chi dispone delle risorse per assicurare questi rischi tra loro collegati?

    RE Q
  21. #21 scritto da Flavio T. il 28 gennaio 2013 21:02

    E io concordo con lei, Luigi,
    che i banchieri fanno i banchieri.

    “La procura di Siena sta indagando sulle operazioni in derivati e sulle ristrutturazioni dei vecchi finanziamenti, con l’ipotesi che si siano volute occultare le perdite e che qualcuno possa avere preso delle mazzette per realizzare i contratti” – corriere.it -

    E, so bene, il matematico in banca non fa il matematico, perchè al massimo gli dicono bravo quelli del Controllo di Gestione per i report.

    Figuriamoci se nella mole di derivati ed opzioni
    conta molto il rischio valutato con conti scientifici, quello di cui sentiamo parlare dagli economisti 70enni “nei bei vestiti grigi”.

    Conta “il mandare avante i contratti”: come ?

    Così i matematici puntigliosi “vanno a casa”
    a gestire il loro patrimonio personale,
    tutte balle, – a fare esperimenti di finanza per conto proprio, con ceci e lenticchie -
    mentre i bravi banchieri “vanno in pensione”.

    Se qualcuno si chiede “dove va l’Italia”,
    non sarò certo io, ancora giovane, a rivelarlo al Lettore.

    RE Q
  22. #22 scritto da Saccavini il 28 gennaio 2013 21:59

    Si torni all’abaco e si misuri, Flavio.

    I ‘onti, l’aranno fatti a Palazzo Koch, ai i’ Ministéro, In piazza de la borza a Milano, prima che si principiasse ad accattare?
    L’hanno fatti i ‘onti costoro?

    Dove sono ora? che l’abbiamo pagati a ffare codesti?

    Ssa da pigliar le forche per vedere le ‘arte ch’abbiamo pagato?
    Ci stanno minchionando, costoro!

    Possibile che a nessuno viene in mente che tutti i pareri favorevoli, con gli incartamenti dell’analisi devono essere esibiti subito?
    Adesso!

    Adesso Renzi!
    Almeno te….

    RE Q
  23. #23 scritto da Andrea D. il 29 gennaio 2013 09:32

    Ciao Flavio, solo una piccola annotazione: dai documenti letti non sono riuscito a capire esattamente a quanto ammonta la perdita sull’operazione “Nota Italia”, ma mi sembra decisamente consistente.

    Quale fine modello matematico avrebbe potuto produrre, per JP Morgan si intende, un simile ritorno dell’investimento?

    Vi invito a leggere il seguente articolo:
    http://icebergfinanza.finanza.com/2013/01/28/mps-jpm-e-deutsche-bank-speculatori-da-strapazzo/

    Poi riflettiamo attentamente:
    a) sul repentino balzo degli spread,
    b) sull’obbligo di valutazione dei titoli di stato (solo di quelli, perché tale obbligo non vale per i titoli privati) da parte delle banche al valore di mercato,
    c) sul commissariamento del nostro governo da un tecnico (chiamiamolo così, visto che si candida a guidare il Paese, ma non si presenta alle elezioni?!?) e compagnia bella.

    Ognuno poi, trarrà le conclusioni che crede, tenendo presente che un imprenditore di successo, rischiando i soldi suoi, ci mette una vita per mettere insieme, ad esempio, qualche milione di euro mentre un gruppetto di funzionari in pochi giorni riescono a fare un buco da qualche miliardo, coi soldi degli altri!

    Cosa non funziona in questo sistema?

    Se non si dà una risposta precisa a questa domanda, stiamo solo nascondendo la testa sotto la sabbia!

    Se invece pensate, come fa qualcuno, che questa sia la prova che il sistema di mercato e le teorie liberiste hanno fallito, allora avete un’opinione molto diversa dalla mia: i mercati non hanno fallito, ma hanno “abilmente” (e spregiudicatamente) sfruttato le reti di protezione che la politica e gli Stati hanno offerto loro!
    E che ancora oggi stanno offrendo!

    Chi di Voi oggi presterebbe soldi al Monte dei Paschi? Chi sottoscriverebbe le obbligazioni che quella banca emette in questo momento per quattro miliardi di euro?

    Ve lo dico io: tutti, perché lo fa lo Stato al posto vostro e senza azzerare (cioè punire come dovrebbe fare i mercati con chi sbaglia) i vecchi azionisti!

    In questo senso andrebbe letta la proposta di Giannino: punire il moral hazard!

    Solo così i mercati possono tornare a funzionare, in caso contrario l’incentivo a correre rischi non giustificati sarà sempre maggiore, perché in realtà, se e quando le cose dovessero andare male, la perdite le subirà qualcun altro e gli azionisti saranno meno motivati ad esercitare un controllo stretto sul management.

    RE Q
  24. #24 scritto da Saccavini il 29 gennaio 2013 10:10

    Molto interessante l’analisi tecnica Andrea,

    Direi molto indicata per annacquare il problema del prezzo Antonveneta e del sovrapprezzo…

    questi aspetti e queste problematicità che descrivi sono proprie di tutto il sistema finaziario mondiale e per quanto ne capisco a NY e Londra non ci pensano neppure a mettere ordine…: ci vivono sopra

    Sono aspetti che contribuiscono ad una gestione da “senesi”, ma il problema, sul piano politico resta il sovrapprezzo di 2mila miliardi…., anzi di 4mila e rotti (comprendendo i compensi all’area Santander e jpMorgan)…

    Nel concreto: perché lo Stato deve finanziare e garantire le esposizioni di una banca lasciando a questa la gestione dei soldi pubblici, anziché statalizzare pro tempore per individuare un acquirente dopo aver messo ordine (e mandato a casa tutti coloro che devono esserlo)?

    RE Q
  25. #25 scritto da Flavio T. il 29 gennaio 2013 10:52

    Nessuno di noi ha sottomano
    i derivati di M. Paschi,
    il poco che apprendo, lo sento in radio.
    Ricordo però come si espresse S. Bragantini
    sui primi scandali nell’era Fazio, parlando sul Corriere di “concerto”.
    Chi è che va a vedere le tante “armoniche” truccate ?
    Guardate che basta solo un pacchetto di armoniche per produrre, se ho letto bene, 0,40% di variazioni, e su capitali immensi, come dici tu, Andrea.
    La Natura è ancora più severa della Procura,
    perchè vibrazioni alle specifiche frequenze di risonanza, proprie di ogni singolo oggetto, posson produrre addirittura crolli di strutture o ponti.
    Gli swap sono costruzioni dell’uomo
    e in Consob siedono o sedevano commissari a controllare.
    Concludo dicendo che domenica scorsa
    ero seduto a fianco di un costruttore di strumenti musicali,
    si, un amico fisico che progetta di mestiere le canne degli organi, canne di una sola nota.
    Sai, Andrea, purtroppo da ogni poltrona si osserva solo quel che si può osservare.

    RE Q
  26. #26 scritto da Saccavini il 29 gennaio 2013 12:53

    Buon giorno Flavio,

    non c’entra con la finanza creativa ma con MPS sì.

    Mi riferiscono che in un noto talk show un politico o candidato abbia dichiarato (senza smentite) che i dipendenti a Siena di MPS sono tutti iscritti al PD e devono versare una quota pre definita dello stipendio percepito (che naturalmente sarà superiore ai minimi contratuali)….

    Non vengono i mente gli stipendi parlamentari ?……

    Coloro che sbandierano il vessillo dell’etica e della correttezza, forse è il caso che smettano per un attimo ogni attività fisica e, facendo funzionare la cervice, riflettano su dove stiano andando…..

    RE Q
  27. #27 scritto da Saccavini il 29 gennaio 2013 16:04

    Ancora su MPS, affaire che non cessa di stupire,

    UNO: Stamani abbiamo letto tutti che sono stati rilevati bonifici su estero per oltre 17 miliardi (di euro!) la cui ricostruzione nei passaggi è complicatissima e si dovrà mettere in luce (evidentemente MPS non dispone di documentazioni che chiariscano in modo esaustivo)

    DUE: audizione dle ministro Grilli. vedi ilsole24ore:
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-29/alle-diretta-audizione-ministro-122638.shtml?uuid=AbFlPEPH

    ove chiarisce poco e soprattutto salva bankitalia e ministero per i controlli effettuati dal 2010 in poi… che definisce puntuali accurati ecc. e dispone di procedure sanzionatorie per occultamenti, ecc.
    Non dice assolutamente nulla su come sia stata valutata in sede di controllo l’operazione Antonveneta, come Bankitalia e ministero pro tempore (nel 2008 non nel 2010…!!!!) si sono adoperati e quali giudizi abbiano espresso!!

    Un amministratore d’azienda che viene a raccontare le favolette agli azionisti (il parlamento rappresenta i Cittadini, il popolo sovrano) non può esserepreso sul serio.
    Siccome non abbiamo di fronte un incapace (Tremonti lo proponeva in alternativa a Draghi) dobbiamo pensare che sia reticente?

    Tutti i partiti di tutte le coalizioni stanno recitando una ben meschina storiella. Noi Cittadini non ci lasceremo prendere in giro.

    BANKITALIA, MINISTERO E CONSOB DOCUMENTINO I LORO INTERVENTI E LE LORO VALUTAZIONI A PARTIRE DAL 2007 E FINO AL 2010!!!
    RENDANO PUBBLICO TUTTO

    DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE INFORMATA!

    RE Q
  28. #28 scritto da Saccavini il 29 gennaio 2013 16:10

    Cigliegina sulla torta:

    l’ineffabile Bersani annuncia che ha pronto un dossier per inchiodare i governi che si sono succeduti dal 2009 ad oggi (Berlusconi e Monti)… vedi ilfattoquotidiano:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/29/caso-mps-grilli-riferisce-in-commissione-e-pd-si-prepara-ad-attaccare-in-dossier/482860/

    lo annuncia, mica lo pubblica, mica lo deposita alla procura della Repubblica…

    secondo avvertimento… ma parte dal 2009….

    se questa non è una consorteria, è forse una associazione a sottrarre?

    SI RENDA PUBBLICO TUTTO IL DOSSIER FIN DALL’INIZIO

    DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE INFORMATA

    RE Q
  29. #29 scritto da Saccavini il 29 gennaio 2013 17:24

    Ancora sui mezzi per creare ammuina, cioè confusione e non parlare del merito (10 o 17 miliardi di euro??)

    letto l’articolo ecco la perla:
    Ecco, secondo il Pd, questa scelta operativa pro sistema bancario è una responsabilità politica del governo Monti senza appello. Al pari di quella, altrettanto pesante – sempre a parere del Pd – che riguarda la mancata “vigilanza” sullo scandalo Mps attraverso il ministero (ma anche Bankitalia). “Per quanto ci riguarda – si sosteneva infatti ieri sera al Nazareno – Grilli, Monti, Tremonti e Berlusconi pari sono sul fronte della responsabilità oggettiva della gestione economica e finanziaria del sistema bancario. Il caso Mps è questione a sé, le responsabilità politiche riguardano il deciso asservimento dei governi Berlusconi e Monti ai voleri e al tornaconto esclusivo delle banche a discapito della finanza pulita e dei risparmi delle famiglie italiane”.

    ancora:
    E chissà che le notizie relative ai nuovi fascicoli in mano alla procura di Siena sul ruolo svolto da Jp Morgan sull’intera vicenda Antonveneta (Monti è stato a lungo consulente della banca d’affari e oggi lì lavora ancora il figlio Matteo) non rendano questo calo di consensi ancora più vistoso nei prossimi giorni.

    MPS è problema a sé, parliamo d’altro: di come secondo il PD è da valutare la legge sulal tobin tax, di come il figlio di Monti ha operato entro Antonveneta (che è la merce nell’affaire Santander MPS, non chi agisce: controllata al 100% dall’una, le azioni sono passate all’altra): che cavolo c’entra Monti con i 6 o 10 o 17 miliardi? (in questa faccenda, si badi, quanto al resto non è qui il caso di parlarne)

    QUI CI SONO DUE MILIARDI (O SETTE?) DI CUI LA GESTIONE MPS DEVE RISPONDERE…

    VOGLIAMO LE CARTE, I DOCUMENTI, SIANO RESI PUBBLICI.

    BASTA CON I TEATRINI DELLA POLITICA

    RE Q
  30. #30 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 gennaio 2013 20:16

    Attenzione a non farci deviare l’attenzione (post 28 ed altri precedenti) dal fulcro del problema: la malversazione nella gestione MPS da parte dei suoi dirigenti ed amministratori, non ultimi i Revisori dei Conti che non possono non aver visto e controllato.

    E’ evidente la strategia del finto “comico” di creare un bel polverone, sbraitando al vento per tentare di guadagnare tempo e confondere le acque.

    Certo (e non potrebbe essere altrimenti) che le uscite dall’Italia dei 10 o 17 miliardi di Euro siano tutte ben documentate (ci mancherebbe altro), ma non è poi proprio difficile ed impossibile (tenuto conto che si tratta i primari Istituti bancari europei), di andare a vedere quali sono i valori registrati poi in entrata nei registri contabili di questi Istituti e quali operazioni potrebbero essere state messe in atto (eventualmente) per far uscire quello che doveva ritornare a qualche interessato gruppo di amici.

    Abbiamo sentito dire che lo scandalo è peggiore di quello Parmalat, ma nessuna azione giudiziaria cautelativa è stata annunciata nei confronti di alcun amministratore, quantomeno a protezione dei piccoli azionisti (migliaia) e correntisti (centinaia di migliaia) che hanno subito la truffa con il deprezzamento delle loro azioni e con il rischio di perdere parte dei loro risparmi, perchè lo Stato copre solo fino ad una cifra modesta (100.000 Euro).

    Certo, ci sono poi le Autorità preposte a questo settore (Bankitalia e Consob) ma questo viene eventualmente dopo, NON prima, come taluni cercano di sollevare (il solito polverone che, guarda caso, viene poi evocato come occultato da altri)!
    Lapsus casuale ???

    Su un altro piano, ricordate i richiami e le speculazioni attuate da questi stessi … “smacchiatori di giaguari” e venditori di tappeti, ma anche dallo stesso Premier e Presidente della Repubblica, sulle ripercussioni dei mercati che si volevano addebitare a Berlusconi, solo per aver finalmente tolto la fiducia a quel pateracchio di governicchio tecnocratico?

    Sono bastati 2 giorni e poi i mercati e le borse hanno addirittura migliorato sia i valori azionari che diminuito lo spread e nessuno che abbia più detto nulla.

    Ed ora?

    Silenzio assoluto, come se questo inverecondo pateracchio che riguarda la terza banca più importante dello Stato e che porta un discredito enorme nei confronti dell’intero sistema bancario italiano e la sua affidabilità non dovrebbe avere una enorme ripercussione sulla credibilità del ns. Paese!

    Ah, già, ci sono le elezioni e non si vuole che chi ha architettato il tutto per un esito dato per scontato possa svanire nel nulla!!!

    Che schifo e che miseria.
    Immagino la vergogna di tanti comuni cittadini che hanno creduto in questi personaggi ed hanno sempre votato ad “occhi chiusi” e questa volta come faranno a rifarlo?

    Turandosi anche il naso???

    Che si sia deciso di dare i 4 miliardi di Euro di prestito a MPS per consentire loro di NON FALLIRE (soldi della collettività, di chi le tasse le paga, IMU compresa), senza pretendere di avere formalmente quote/azioni della Banca, mi pare molto, molto strano. Avete presente quando andate in Banca a chiedere un prestito od un mutuo? Vi chiedono minimo la garanzia della vostra prossima vita, oltre a 3-4 volte l’equivalente valore in altri beni immobiliari e la garanzia di altri parenti od amici. Qui, invece,senza sapere con certezza qual’è la situazione vera della Banca e dei suoi conti, si va sulla “fiducia” !!!

    Ma voi la dareste la fiducia a questi politici ed amministratori pubblici (politici) che gestiscono così i beni collettivi?

    RE Q
  31. #31 scritto da Flavio T. il 29 gennaio 2013 21:57

    Tutti gli studenti di Ist. Fisica Teorica sanno che la descrizione “a livelli dell’atomo” si fa con le equazioni “agli stati quantistici” e la funzione d’onda ψ, nelle sue soluzioni, esprime la probabilità di trovare una configurazione quantica, non la certezza della Meccanica newtoniana.

    C’è un solo modo per conoscere con precisione e rendere trasparenti le esposizioni ai rischi delle banche e finanziarie quotate, ed è attraverso i calcoli degli scenari di probabilità.

    Tali scenari consentono di sapere quanto e con che probabilità un investimento in derivati fa guadagnare o perdere la banca, per poter così dare un prezzo a questi prodotti, visto che i prezzi si fanno con le probabilità.

    Sono proprio contento per i risparmiatori !!
    Mi sfugge a cosa possa servire la falce,
    ma il martello ..

    Ringrazio le splendide persone di questo blog:
    con Voi conosco
    la libertà di Parola
    e la libertà di Credo !

    RE Q
  32. #32 scritto da Saccavini il 30 gennaio 2013 00:07

    Buona notte Flavio,
    grazie, con un reciproco grazie e inno alla libertà.

    Sempre viene alla mente l’aria del Don Giovanni di Lorenzo da Ponte, musicata da Mozart

    ….. venite pure avanti,
    …….
    è aperto a tutti quanti,
    viva la libertà
    viva viva la libertà,
    la libertà, la libertà…

    l’autore dello scritto, la musica di Mozart, i cantanti, gli spettatori e la corte fra essi, tutti, sentono questo breve coro cantato da servitù e contadini, canto in forma di marcia ed in crescendo, come il maturare del cambiamento che da lì a poco si sarebbe concretizzato nella rivoluzione d’America e di Francia.

    Sentendo oggi questo pezzo si capisce concretamente quanto i tempi avevano già introitato e fatta propria l’urgenza del nuovo, dell’uomo sintetizzato in “liberté egalitè fraternité”

    buona notte Flavio

    RE Q
  33. #33 scritto da Saccavini il 30 gennaio 2013 00:36

    Ecco la relazione Bankitalia datata 28 gennaio (da ilsole24ore):
    http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2013/01/grilli-Interventi-mps.pdf?uuid=2ef5df06-6a34-11e2-acc6-f6ebff12bcf8

    ad una veloce lettura le prime impressioni sono:
    1. Bankitalia non ha svolto alcuna valutazione sulla dimensione dell’acquisto Antoveneta per 10 miliardi e rotti; forse non fa parte dei suoi compiti.
    Qui si può vedere un limite della attività ispettiva. Se il controllato non è obbligato a fornire elementi di mercato che giustificano l’operazione, la funzione di controllo è monca.
    Se questo aspetto non c’è, si deve introdurlo al più presto. Bankitalia deve poter valutare e deve esprimere un parere di congruità.
    2. i compiti ispettivi descritti non vedono alcun rapporto con il Ministero del Tesoro (il che appare assurdo). I rapporti devono essere intensi e trasparenti. Anche con il sistema avendo quale riferimento l’ABI.
    3. L’unico tipo di intervento di Bankitalia si sostanzia nella denuncia alla magistratura. Siamo all’assurdo anche qui. la capacità di intevento deve prevedere ben altre possibilità. Appare un po’ come la politica che, fintanto che non va in giudicato, può continuare a svolgere la funzione …
    4. l’insieme dei poteri è troppo tenue, alcuni aspetti della descrizione hanno quasi carattere notarile.

    Lo si poteva immaginare ma, la responsabilità di questi poteri è dell’esecutivo. La politica vuole che i controlli siano deboli e inefficaci…

    RE Q
  34. #34 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 gennaio 2013 11:01

    Grazie Saccavini per aver messo in linea l’interessante Relazione della Banca d’Italia, che ricostruisce quanto avvenuto e dalla stessa fatto nella sua attività di Vigilanza, sin dal Gennaio 2008.

    Sintomatico che alcune delle principali azioni (narrate nei primi 4 copoversi della Relazione) siano state avviate priprio all’inizio del 2008, quando vi era in corso il Governo di centrosinistra, che in quel periodo non prevedeva certo di cadere da li a poco, dopo soli 2 anni dal suo insediamento! Sicuramente una casualità temporale, ma forse … degna di osservazione.

    Numerose poi le azioni di approfondimento che nel corso degli anni successivi, operate dall’organo di Vigilanza che (… guarda caso la “coincidenza” …) focalizza con determinazione i gravi problemi prorpio nell’autunno – Novembre 2011 – quando improvvide forzature istituzionali hanno portato all’interruzione forzosa del Governo democraticamente eletto ed in carica!!!

    Ovviamente una pura coincidenza temporale ma, come diceva l’On.le Andreotti …, che forse potrebbe lasciar intendere dell’altro?
    Certo, col senno di poi si possono più facilmente affermare tante cose e molte di queste cose ci sono (a noi semplici osservatori che devono basarsi su quanto ci narrano i media) sostanzialmente ignote.

    A pensar male (come è abituale fare), bisognerebbe anche domandarsi (e gli amici che lavorano nel settore creditizio e finanziario potranno commentarlo meglio di me) se quanto richiesto ed attuato a fine 2011 dall’EBA (l’Organismo di controllo bancario europeo) potrebbe non essere … “casuale”, vale a dire l’obbligo di valutare gli enormi capitali detenuti dalle banche in Titoli di Stato, valorizzandoli alle quotazioni di borsa e non al livello del valore nominale (come pare facesse MPS) sugli oltre 25 miliardi di titoli detenuti.

    Incredibile che il tutto sia stato tenuto ben sotto traccia, nonostante che i riscontri delle varie attività di Vigilanza fossero molto frequenti già dal 2009-2010 e solo dopo la caduta del governicchio tecnico comincino ad emergere anche alle cronache! Del tutto “casuale” ovviamente.

    Meno male (direbbe qualcuno) che il sistema e la BCE siano infine arrivati a decidere di distribuire agli Istituti bancari cifre enormi (mi pare oltre 1.000 Miliardi di Euro come prestiti ad un tasso nominale risibile), per aiutare le banche ad aumentare la loro liquidità ed anche per consentire loro di guadagnare facile, essendo stati invitati a comprare i Titoli di Stato italiani per contribuire a far scendere lo spread (speculativo in quel periodo portato a valori eccessivi e fuorvianti), lucrando sul differenziale di interesse guadagnati (proprio grazie allo spread, rispetto al bassissimo tasso BCE sui prestiti faraonici.

    Che meraviglia. Ed intanto l’economia langue ed è in continua e profonda recessione, perchè nonostante l’enorme rifinanziamento dalla BCE le Banche si guardano bene dal mettere quei capitali a disposizione delle imprese e dei cittadini per sostenere le loro attività e quindi l’economia nazionale e l’occupazione.

    Per fortuna, nel caso MPS, la politica pare si … limitasse ad … assumere il personale, a nominare i vertici aziendali, a nominare i Consigli di Amministrazione (non so se anche i Sindaci ed i Revisori dei Conti), ecc. ecc.
    Pensate se in tali “compiti” fosse rientrata anche la gestione dell’attività creditizia!

    Povera Italia.

    RE Q
  35. #35 scritto da Saccavini il 30 gennaio 2013 11:43

    Beh, Sorgenti: la relazione rende per la prima volta ufficiale ciò che i ministeri delle finanze di tutti i paesi (europei e non) adottano per poter controllare l’assorbimento delle nuove emissioni di debito pubblico:
    a) la BCE presta alla banche a tasso quasi zero
    b) gli stati emettono bond sovrani e chiedono alle banche del paese di sottoscrivere quantità determinate delle nuove emissione per non creare tensioni e insoluti presso i grandi sottoscrittori internazionali
    c) le banche nazionali impiegano le risorse fresche ottenute da BCE per sottoscrivere i bond e lucrano sulla differenza.

    E’ così: lo fanno tutti I PAESI e lo fanno per importi crescenti.

    Il debito pubblico drena le risorse destinate alle imprese e ai privati; queste si riducono a pochissimo e ciò è uno degli elementi che blocca investimenti, domanda internazionale, e domanda interna, blocca i mutui e l’edilizia.

    Questo scenario non viene illustrato sui media: renderebbe evidente quanto sia necessario, obbligato abbassare i costi della pubblica amministrazione, per ridurre la domanda di danaro a bankitalia e quindi le nuove emissioni, consentendo alle banche di supportare la domanda di imprese e privati per investimenti.

    Non ci fosse altro, basterebbe questa ragione per sostenere e votare

    FARE per FERMAREILDECLINO

    RE Q
  36. #36 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 gennaio 2013 13:58

    Già!
    Se poi ci mettiamo che queste evidenti speculazioni finanziarie hanno:

    - determinato il fittizio repentino aumento degli SPREAD;
    - che questa forzatura ha portatop taluni a forzare le regole DEMOCRATICHE e sovvertire il libero voto espresso democraticamente dalla maggioranza degli elettori;
    - che per far apparire come beneficio della “medicina” forzosamente imposta con il cambio di Governo e l’invedtitura di un governicchio (non eletto democraticamente come da Costituzione vigente);
    - che si decide nei termini già detti la disponibilità di finanza/liquidità sui mercati e a disposizione del LIBERO MERCATO, consentendo peraltro di fare FACILI e “leciti” guadagni ad un settore economico “privatistico” (facile fare gli “imptrenditori” in questo modo !!!), a danno di numerosissimi altri settori lasciati nel mare magnum della competizione e del libero mercato;

    beh, ce n’è abbastanza per dire che così NON va e che occorrono altre regole e non sono più accettabili derive/forzature che di “DEMOCRATICO” non hanno proprio nulla!

    RE Q

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