Evasione, Redditometro: elezioni e paese normale

Qualcosa sfugge al lettore sulle polemiche che riguardano i temi dell’evasione e il redditometro. Non si capisce bene se e come uno strumento del ministero, dell’Agenzia delle Entrate, generi tanti timori.  D’accordo che il nostro è uno stato borbonico. Il promotore di FARE per FERMAREILDECLINO lo definisce “ladro”, per una serie di codicilli e strumenti poco coerenti, volti a raccattare soldi dovunque badando poco agli effetti che ne derivano, in una condizione già troppo gravosa per la tassazione.

Quando si tratta di definire gli strumenti che consentano di giungere al pareggio della spesa, una delle prime e più semplici proposte è: “invece che aumentare le tasse, lo Stato vada a prendere gli evasori”. Giusto, legittimo, perfino banale: perché chi già paga tutto (e tutti conosciamo le categorie che sono massicciamente colpite) deve pagare di più, lasciando esenti i lestofanti che già evadono?

Ridurre l’evasione non è cosa che si risolva in due battute. La situazione è complessa, occorrono metodi e strumenti appropriati, occorre soprattutto una maturità condivisa dei Cittadini, delle professioni, delle aziende, perché l’agenzia delle entrate si renda efficiente e perché il Cittadino senta come improprio non partecipare alle spese generali del Paese.

Aiuterebbe in questo consenso generale, non poco, anche una amministrazione che fosse oculata ed efficiente. Credibile, seria e severa: nel perseguire soprattutto perché lo è nello spendere. Anzi: proprio perché l’amministrazione dello Stato è seria e severa nello spendere ha autorevolezza e riconoscimento da parte del Cittadino contribuente.

Monti va al governo e prende sul serio la faccenda (forse per la prima volta da quando c’è la repubblica od addirittura prima ancora): promulga leggi e adotta normative in  essere mai applicate e fa mettere a punto uno strumento che consente di incrociare dati individuando le situazioni  fuori parametro su cui fare i controlli: il redditometro.

Apriti cielo! Siamo in campagna elettorale e le categorie professionali interessate fanno valere la capacità di pressione, chiedendo modifiche, attenuazioni nei controlli, ecc. I partiti, i politici di mestiere, tuonano contro lo Stato occhiuto, che si mette in grado di mirare meglio sugli evasori potenziali, andando a scovarli.

Commercialisti, ragionieri, avvocati et similia, sono categorie che in periodo elettorale pesano perché hanno capacità di orientare masse elettorali non trascurabili, potenzialmente in grado di spostare le centinaia di migliaia di voti che fanno vincere o perdere. Ed ecco che si assiste a quanto stiamo vedendo. Tutti a sparare sul Redditometro, perfino Monti che si costringe ad attenuare.

Il giornale di Confindustria, i giornali di centro, di destra e di sinistra, le Tv locali e nazionali, pubbliche e private, giù con le critiche. Non su una tassa nuova ma su uno strumento che si propone di ridurre l’evasione, che scova il Cittadino infedele è lo costringe a pagare. Allora: lotta all’evasione (per ridurre le tasse) o chiudiamo un occhio su chi evade?

Vi è la tendenziale diffidenza verso lo Stato, giustificata da una amministrazione pastrocchiata, spesso dalle scelte pilotate, portato a colpire i più deboli e lasciar stare i grandi, ecc. Vero e non contestabile. Se dobbiamo uscire da questa situazione crediamo sia conveniente raccogliere la sfida e abituarci ad una agenzia delle entrate efficiente e severa, pretendendo che agisca così con tutti.

Noi, maggioranza dei Cittadini che le tasse le paghiamo tutte, fino all’ultimo centesimo, possiamo restare tranquilli ed offrire il caffè al funzionario che ci venisse a trovare, mettendogli a disposizione con serenità i documenti che chiede. L’esattore delle imposte non è un nemico, anzi è un nostro alleato che fa pagare il dovuto a coloro che non si comportano come noi. Un mondo oggi ancora poco reale ma verso il quale dobbiamo andare.

PAGARE  TUTTI PER PAGARE IL GIUSTO

FARE  per FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Roberto De Micheli il 3 febbraio 2013 14:12

    Saccavini buongiorno,
    non sapevo dove scriverle questa “notizia” e allora la posto quì !
    Ieri sera un aereo Alitalia è finito fuori pista a Fiumicino e ci son stati 16 feriti.

    Adesso vado in internet a leggermi la notizia e vedo che è scoppiata la polemica perchè all’aereo Alitalia con tanto di marchio ben visibile nelle foto scattate ieri sera….sono state occultate le scritte del logo Alitalia con fogli adesivi bianchi in tempo record…..dalla sera alla mattina……!!!
    Ma quando fallirà l’Italia… secondo lei copriranno con l’adesivo bianco anche tutti i tricolori…?

    P.S.
    Vorrei sapere il nome di chi ha dato il permesso di mettere le mani su una prova calda calda del disastro ( l’aereo )….perchè oltre ad apporre gli agli adesivi si poteva contemporaneamente cercare di manomettere le prove del disastro……o no ????!!

    Ma in che Paese siamo….???

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 3 febbraio 2013 18:20

    Buon giorno Roberto.
    Le esigenze di marketing sono prioritarie e, non solo in Italia, si fanno i conti di quanto costa la foto di un aereo finito fuori pista con il logo Alitalia (aereo che porta il marchio ma è gestito da altra compagnia a seguito di un ccordo commerciale).
    Personalmente ritengo la “correzione” un atto non molto utile; tuttavia le aziende in genere fanno così.

    L’Italia e i lsuo fallimento.
    Nonostante la maggioranza dei politici oggi in lizza sembra fare di tutto perché al falimento ci si vada davvero, credo non non ci andremo, in fallimento.
    Paese che quasi mai ha avuto politici di vaglia (adesso siamo ad un livello che fatico nella storia a trovare peggiore) ma che sempre, anche in condizioni disperate, è poi riuscita a venirne fuori.

    Almeno speriamo e soprattutto, da Cittadini, adesso che abbiamo il compito di scegliere chi meglio (meno peggio) rappresenta la via di uscita per lo sviluppo.

    FARE per FAREILDECLINO

    RE Q

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