Elezioni e preferenze: tutti siamo obbligati ad esprimerne una

La campagna elettorale parte e sono in giro i venditori di pacchetti di voti: veri o millantati. Per candidati boccaloni o per più tosti e controllati. Disposti entrambi a contrattare l’acquisto pur di ottenere le preferenze, sapendo cosa ciò comporta. Il lettore non si limiti a ciò che scrivono i giornali: 10 euro, o 20 oppure 50 euro a preferenza: questa è una finta, oppure una parte minore dello scambio.

Perché sia il proponente che l’acquirente di preferenze sanno entrambi bene cosa c’è in ballo, quale sia lo scambio: una legge, un codicillo, il voto in una commissione, un appalto pilotato, una fornitura, ecc. Il partito / politico di mestiere scambia il suo potere di condizionare e di decidere per ottenere l’elezione. In questo scambio, è poi da mettere in conto che qualcosa del ritorno economico arrivi ad approdo prossimo al politico / partito (a nostre spese, ovviamente).

Perché in questo scambio non conta il singolo candidato ma anche il partito, il primo interessato a vincere, prima ancora del candidato. Quindi lo scambio è articolato e complesso. Contano le amicizie altolocate nel partito, le conoscenze, l’essere “introdotti”. Insomma la possibile compravendita  di preferenze è elemento fondamentale di potenziale corruttela e siccome la macchina partito alle elezioni gioca per vincere, … succede spesso che “la carne è debole”…

Naturale precisare che, con il sistema elettorale in vigore, per Camera e Senato votano anche gli analfabeti (nel 2013!) essendo richiesto il voto su candidati obbligati, senza possibilità di scelta. Il nome dato a questa legge elettorale è troppo noto e purtroppo corrispondente a come valutato dai Cittadini. Le regionali però consentono di scegliere e la preferenza conta.

Il lettore dirà: “vale per molti dei partiti ma non credo sia così anche per il mio”; “il candidato che conosco è irreprensibile, ha la mia totale fiducia”; “una descrizione così pessimista è antipolitica da condannare, non posso crederci”, ecc. Non importa cosa pensi il lettore, il Cittadino elettore; si tenga pure le sue convinzioni e vada egualmente a votare, faccia le sue scelte. Però:

 SCEGLIAMO  SEMPRE UNO DEI CANDIDATI

 

METTIAMO UNA PREFERENZA

 

Se non conosce nessuno ed è incerto o imbarazzato non fa nulla! Scelga a caso o prenda consigli da persone che conosce e di cui si fida. Facciamo in maniera che Buccinasco sia la prima città italiana dove le preferenze non si possono vendere, perché anziché essere una minoranza le schede con preferenza arrivino ad essere la maggioranza, o la quasi totalità.

Più preferenze sono espresse, meno contano i commercianti di preferenze (acquirenti candidati o venditori che siano). E’ un diritto del Cittadino e facciamolo valere. Non cambierà da solo il sistema. Sarà però un piccolo ma significativo aiuto ad avere parlamentari alla Regione o a Roma un po meno compromettibili.

Nessuno dei candidati fa propaganda per le preferenze a tutti: nessuno dei partiti. Lo fa  Città Ideale: questo vorrà pur dire qualcosa. Se poi il lettore intenda davvero dare un chiaro segnale di cambiamento, per costruire un futuro vero per il Paese, ebbene: dia il suo voto (e scelga la preferenza) per

FARE per FERMAREILDECLINO

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