Giannino: correremo da soli perché troppo taglienti. «Con Berlusconi tasse a manetta»

Un’intervista su ilsole24ore di oggi, che mette in chiaro la logica con cui entra i competizione FARE per FERMAREILDECLINO. Totalmente da condividere: proprio non si comprendono i timori a parlar chiaro, a dire le cose come stanno, venute da coloro che si presentano come i principali. Proposte troppo coraggiose, troppo taglienti: la ragione per la quale preferiscono prendere le distanze.

Perderebbero voti dai vari gruppi, dalle consorterie interessate. Ebbene: è venuta l’ora che i al popolo, agli elettori (come loro chiamano i Cittadini) si parli chiaro e si spieghi la situazione, dicendo le cose come stanno. A cominciare dal taglio alla spesa pubblica. Si dovrà tagliare! Tutti sono convinti ormai di questa necessità, nessuno che lo dice. Probabilmente vogliono tenersi le mani libere e poter mercanteggiare la scelta favorendo la categoria ics, penalizzando quella ipsilon in modo da mantenere il consenso.

Giochini da bella stagione, come giocare al pallone sulla spiaggia. Dobbiamo invece affrontare un lungo e freddo inverno e non si potrà farlo senza  pagare dazio. Ciascuno per parte sua, secondo equità. Senza favori, senza scambi di favori. Ecco perché FARE per FERMAREILDECLINO ci convince di più. Un segnale forte a prenderci sul serio, per farci davvero sentire. Dimostrare quanti sono i Cittadini sani e coerenti che guardano in faccia ai problemi, che non mettono la testa sotto la sabbia. Ecco l’intervista di Oscar Giannino.

«Fare per fermare il declino» correrà da sola. Il leader della lista Oscar Giannino accetta la scommessa. Nella conferenza stampa organizzata a Milano per presentare candidature e campagna elettorale, il giornalista (ed economista) ha anticipato che la lista correrà da sola sia alla Camera che al Senato, cercando di superare autonomamente la soglia di sbarramento del 4 e dell’8 per cento. Missione non facile.

Lui ha informato la stampa di aver ricevuto alcune proposte da Monti e da Berlusconi rivolte ad evitare la presentazione di una nuova lista in cambio di «alcuni posti garantiti in Parlamento». Secondo Giannino la scelta di non cercare alleanze «è stata dettata dal fatto che le nostre proposte sono ritenute troppo taglienti, troppo coraggiose per essere accettate da un partner».

La priorità: rilanciare il turismo. “Fermare il declino”, ha annunciato, punterà sul rilancio del turismo ,«vera grande risorsa del nostro Paese che deve essere riorganizzata affidando la promozione internazionale non alle singole regioni ma ad un valido piano di rilancio globale per tutto il Paese».

Expo 2015: il grande assente nella campagna elettorale  Giannino ha attaccato il trio Maroni, Umberto Ambrosoli e Gabriele Albertini, colpevoli, a suo avviso, di non aver (ancora) tirato fuori – in piena campagna elettorale – il tema di Expo 2015. Quanto poi alla candidatura dell’ex sindaco di Milano da parte di Monti nella lista unica al Senato, il giornalista ha spiegato che l’operazione è una sorta di “cavallo di Troia” per mettere all’angolo il Pd al Senato, evitando così a palazzo Madama che il Partito democratico possa portare a casa il premio di maggioranza.

«Berlusconi rinato perché la gente dimentica»  Giannino ha anche criticato Silvio Berlusconi: ha bocciato senza appello l’ipotesi di una candidatura dell’attuale governatore della Bce Mario Draghi al Colle. «In questi giorni Berlusconi è rinato perché tutti dimenticano che lui ha fatto l’opposto». Il leader del Pdl – ha poi sottolineato – «ha aumentato nettamente le tasse – ha ricordato in un’intervista a Radio Capital – negli ultimi anni ha aumentato sempre la spesa pubblica e tanto l’ha aumentata che poi con Tremonti ha messo a manetta tasse in più».   13 gennaio 2013

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  1. #1 scritto da Loris Cereda il 17 gennaio 2013 23:35

    Come non essere d’accordo; mi auguro che qualcuno ricordi ancora quando nel 2010 dissi che “bisognava fare dell’Italia il più grande villaggio turistico del mondo”.

    Ovvio che su Monumenti naturali e storici nessuno ci può tenere testa, altresì ovvio che la diffusione del benessere data dalla globalizzazione crea ogni giorno nuovi potenziali clienti del “sistema turistico italiano”.

    Del resto i privati che hanno investito in arte e cultura (opere di artisti internazionali o immobili di pregio a Venezia) sono stati grandemente ripagati.

    Eppure il Ministero del Turismo in Italia conta pochissimo ed è senza portafoglio.

    L’unica spiegazione è che con turismo e cultura è più difficile creare dipendenze clientelari e/o sistemi di spesa da aggredire.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 18 gennaio 2013 00:05

    Se non ricordo male (cito a memoria e potrei confondermi) il ministero del turismo in passato aveva un portafoglio ed una dotazione fatta di un ente che … “spendeva” (dire che investisse oculatamente, e probabilmente improprio).

    Dopo una infilata discandali e inchieste su costi, posti di comodo e che altro, si è andato prosciugando.
    Come sempre tagli lineari (a capocchia): i risultati sono quelli di cui parla Cereda.

    RE Q
  3. #3 scritto da Loris Cereda il 18 gennaio 2013 13:15

    E’ da considerare che lo stesso di tipo di approccio va fatto proprio anche dagli amministratori locali.

    Io mi attivai per valorizzare l’area del laghetto, i prodotti dei nostri agricoltori (accordo Auchan per cui finii in carcere), la “casa del latte” e tante altre piccole iniziative atte a richiamare sul nostro territorio interesse turistico (anche il drive Auchan, più in generale, rispondeva a questa esigenza).

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 18 gennaio 2013 14:43

    Il sistema di acquisto supermercato in auto in Francia sta avendo successo e ora arriva a coprire il 15% del totale venduto.
    Auchan che ha iniziato, domina questo settore e sta partendo in Italia con due tre iniziative, che allargherà.
    Bucicnasco ha perso un treno… per una buccia di banana…
    L’iniziativa sembrava intelligente, utile alla immagine e a flussi di Cittadini sul territorio…, a valorizzare il parco Sud.

    RE Q
  5. #5 scritto da Loris Cereda il 18 gennaio 2013 16:45

    Grazie, sì, pensi che avremmo inaugurato prima di ogni altro, ci sarebbe stata un’attenzione positiva sulla città che dava spazio all’innovazione, lavoro, ecc…
    Lo ribadirò durante il mio interrogatorio al processo in forma ancor più ufficiale.

    RE Q

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