Italia, le tasse e le spese e le elezioni: parliamo chiaro

L’unico che di ce pane al pane è Oscar Giannino; meglio la coalizione  civica di docenti di macroeconomia che intorno a lui ha costituito FARE per FERMAREILDECLINO. Perché il Paese possa ripartire e tornare a crescere, perché il declino si fermi, lo Stato deve costare meno. Togliamo 200 miliardi di spesa pubblica. Riduciamo le tasse alle imprese e al lavoro; destiniamo il rimanente a investimenti per lo sviluppo e alla ricerca. Ed è fatta: l’Italia torna bella come il sole.

Non ci sono altre medicine. Certo, in Europa dobbiamo spingere perché anche noi si adotti una giusta misura di svalutazione competitiva come fanno USA, CINA, BRASILE, GIAPPONE, ed altri. Viviamo in un mondo globale e non puoi chiuderti in casa:  il mercato mondiale vive della competizione globale. La Germania lo deve capire perché il suo mercato non è la sola Europa.

La svalutazione per altro non può essere senza freni,  non è l’unica strada. Diciamo che si può assestare l’euro su 1,20, forse anche a 1,15 sul dollaro. Oggi che si sta arrivando a 1,35 l’export europeo ne esce penalizzato. Non può però essere la sola medicina; è una componente  per mantenere l’equilibrio competitivo con le altre economie principali del globo. 

Una analisi dei programmi dei partiti esce oggi su ilsole24ore (VEDI). Articolo nel quale nessuno parla di riduzione delle spesa pubblica (neppure quella di FERMAREILDECLINO viene citata, per evitare l’argomento!): tutti d’accordo sulla dismissione di immobili e beni dello stato. Che si realizzeranno lentamente se non si vuole svendere e che, se non accompagnate dalla riduzione della spesa pubblica, in tre anni ci faranno ritrovare al punto di partenza.

Sostenere la riduzione delle tasse, abolire l’IMU, farsi concorrenza a chi promette di più è davvero da pifferai. Che non sono solo Berlusconi, il quale conosce bene i suoi polli  e sa come solleticarli.  Dice a tutti i partiti: riduciamo di poco la spesa e spingiamo per la svalutazione in Europa. Musica eccellente per la partitocrazia (tutti i politici di mestiere di qualsiasi tendenza)  che sulla spesa pubblica fa le sue fortune sulle spalle dell’intero Paese.

Linea che si accorda ed è funzionale con i programmi del PD: loro la medicina amara la fanno pagare alle imprese e ai Cittadini con una bella patrimoniale. La spesa pubblica ferma, spingono anche loro sulla svalutazione keynesiana. Promettono posti di lavoro inefficienti opere pubbliche che te le raccomando (viene subito alla mente LSU, lavori socialmente utili, cioè in perdita, a carico dei Cittadini, sulle spalle del paese).  Non lasciano a casa nessuno nelle finte imprese para pubbliche, che forniscono posti e reddito alla politica.

Uno spavento solo a pensarci. Poi vogliono l’accordo con Monti perché gli serva da coperta, di immagine, per portare avanti l’unica politica per loro possibile che salva l’apparato, il partito, gli stipendi a gogo, i dipendneti che sono la base del loro elettorato. Preghiamo perché Monti non ci caschi e li lasci nel loro brodo, nudi a dimostrare la verità di regressisti quali sono. 

L’Italia ha davanti una scelta importante e delicatissima, come non mai. La campagna elettorale è nata male e sta proseguendo peggio, con troppi pifferai, venditori di salcicce,  demagoghi che agiscono come se fossimo in condizioni di normalità. Così come stanno facendo gli amministratori della nostra Buccinasco: abbelliscono i giardini e le scuole, fanno sette chilometri di strade rinnovate e neanche un nuovo posto di lavoro…. Mentre il sito locale del PD esce con una teoria economica fatta di Keynes et similia.. esattamente ciò che non si deve fare.

Alle elezioni mancano ancora quaranta giorni e può succedere di tutto. E’ indispensabile che si parli chiaro, che i Cittadini sappiano, che conoscano l’esigenza vera del Paese. Il taglio della spesa pubblica, il taglio  dei costi per fermare un declino che prosegue ormai inarrestabile da almeno dieci anni. Poter  riprendere a crescere è alla nostra portata, si parli chiaro al Paese come nel nostro piccolo facciamo noi di Città Ideale, perché bisogna

FARE per FERMAREILDECLINO

 ELIMINARE GLI SPRECHI 

TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA PER RIPARTIRE

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 17 gennaio 2013 09:49

    In buona misura concordo con il fatto che le politiche di austerity non abbiano prodotto i risultati sperati, ma non sui motivi: ha prevalso la logica dello stato obeso, ma intoccabile e dei contribuenti già magri, ma ulteriormente maltrattabili, per cui le manovre sono state fatte di tante nuove tasse e di pochi tagli (VEDI).

    ……………….

    segue nell’articolo:
    Crisi dei paesi avanzati, Italia, elezioni. Un contributo importante di Andrea Dalseno

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 17 gennaio 2013 10:16

    Una piccola riflessione in merito ai recenti articoli riportati con enfasi dal blog locale del PD: l’uomo è mortale, la terra gira intorno al sole, l’economia è ciclica! Lo si accetti, piaccia o non piaccia, ma è così! Alcune manovre hanno carattere recessivo: sì! La bacchetta magica non esiste, non in economia. I mercati si espandono e poi si contraggono.

    Le ricette di “sinistra” sulla spesa pubblica danno risultati migliori? NO!

    Se così fosse l’URSS (l’Albania, la Corea del Nord…), uno stato in cui l’economia era fatta tutta da spesa pubblica, sarebbe la maggior potenza mondiale oggi esistente, mentre, al contrario, si è dissolta!

    Questa è la realtà: non esistono ricette indolori e quando si sbaglia, per colpa propria o altrui (per la propria incapacità di prevedere le colpe altrui), si paga il prezzo, solo che alcune cure, pur dolorose, portano poi alla guarigione, altre, apparentemente più dolci, alla morte!

    Non c’è stato al mondo che abbia concretamente applicato i dettami marxisti e che sia prospero!

    La Cina? La Cina applica i concetti del libero mercato col resto del mondo, ma internamente è nei fatti una dittatura, senza libertà personali, di parola, con la censura, con milioni e milioni di persone che muoiono di fame e altre che lavorano in condizioni disumane (i gerarchi, però, a quanto pare hanno i figli che girano in Ferrari).

    Se per voi è un’alternativa allettante, per me sarebbe un incubo!

    Quella che stiamo vivendo è una crisi finanziaria che si è trasferita all’economia reale, ma che ha origini PUBBLICHE! E’ bene averlo ben presente.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 17 gennaio 2013 12:12

    Due osservazioni sulla “anomalia cinese”: paese “comunista” a forte vocazione statale (come l’Italia, sotto questo ambito) ma ad un crescente liberalizzazione e apertura al vituperato mercato, alla iniziativa privata.

    Sul piano ideologico non è il caso neppure di soffermarsi. siamo ad una concezione politica vecchia e superata, affrontata forse con pragmaticità propria, che consente adeguamenti.
    Resta ancora lontanissima rispetto ad una concezione di democrazia come intesa dalla quasi totalità del globo, dalla matrice originaria “greco-ateniese”, arricchita da Hobbes e Montesquioeu, dalla separazione dei poteri, dal suffragio universale.

    Sul piano economico la liberalizzazione del mercato ha i suoi innegabili effetti positivi, che si irradiano su tutto il paese. Vi sono ancora sacche di sopravvivenza su una agricoltura che ha in corso una modernizzazione spinta.
    Senza dimenticare che abbiamo di fronte non un paese ma un continente, grande ormai cinque volte gli Usa; tre volte l’intera Europa: i tempi sono lunghi.
    Idem per condizioni di lavoro, sufficienze sanitarie e alimentari:…

    E’ struttura avviata a divenire il principale centro propulsore dell’economia mondiale in un globo sempre più vicino, fatto di centri di interesse che dovrebbero portare ad aggregazioni analoghe (ad esempio Europa intera, Russia compresa); sono fenomeni geopolitici lunghi, che richiedono diversi decenni.
    Tuttavia l’evoluzione dell’umanità ha in essere una marcia accelerata: nelle scienze, nell’innovazione, nell’economia e conseguentemente nei mercati. Ciò che solo il secolo scorso ha richiesto decenni, adesso può avvenire in tempi più brevi, sulla spinta razionalizzante dei mercati.
    In questa fase dinamica, quel che sembra rimanere indietro, fare da freno, è la apertura culturale dell’uomo (inteso come collettivo, umanità), l’aggiornarsi e riuscire a interloquire con questo “divenire accelerato”… Questo il nostro impegno di individui per restare nel presente (presente che cambia ogni giorno).

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 17 gennaio 2013 14:31

    Un aggiornamento che rientra perfettamente nel discorsoevolutivo mondiale dell’economia.
    Si tratta di una tabella del FMI (fondo monetario internazionale) pubblicata oggi da ilsole24ore… :

    http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2013/01/classifica-paesi-2050.pdf?uuid=3179e924-608f-11e2-a18c-93799c726205

    c’è di che riflettere ma anche da tenere ben presente ragionando sul nostro paese.
    Questa analisi parte dal presupposto che le realtà statuali siano invariate… e probabilmente non sarà così.

    RE Q
  5. #5 scritto da Roberto De Micheli il 17 gennaio 2013 15:37

    Andrea quì siete un po troppo intellettuali…si fà un pò fatica a seguirvi….

    P.S.
    Ma Loris Cereda lo sà che anche i figli dei Gerarchi Comunisti Cinesi hanno la passione per le Ferrari rosse ?

    Che ci sia in giro un nuovo “virus” che si stà diffondendo nel nostro mondo globalizzato e che colpisce indistintamente comunisti e liberisti…?

    P.S.2
    Andrea, secondo te, quando Saccavini parla di aggiornarsi e riuscire ad interloquire con questo “divenire accelerato” ….intende riferirsi ai figli dei Gerarchi Comunisti in Ferrari o cosa stà cercando di dirci….?

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 17 gennaio 2013 16:04

    Chiedo scusa per la ermeticità, Roberto.
    Lo sento ocme un mio limite, ma spesso gli argomenti sono complessi.
    Non sempre è facile dipanarli ordinatamente e in modo chiaro per tutti.

    La Ferrari: come ogni prodotto, nel nostro mondo globalizzato, ha un target di mercato cui si rivolge, che ne è attratto. Le ideologie non sono pro o contro la Ferrari o il suo uso…
    siamo in campagna elettorale e si può raccontare tutto di tutti, su tutti gli argomenti
    Per essere simpatici, per acquisire consenso su concetti molt osemplici o banali, per essere simpatici… piuttosto che parlare del Paese in modo serio, affrontando problemi seri.
    Non ci si metta anche lei, Roberto.

    Quanto al mondo che corre e all’uomo che si trova in un ambiente troppo accelerato per il suo adeguarsi mentale, la mia è una riflessione antropologica/economica e se si vuole anche filosofica.
    Riguarda tutti: trasmetto un mio limite e una esigenza, una inadeguatezza.
    D’altra parte nella seconda metà del settecento, in tutto il globo c’erano a malapena un miliardo di persone, probabilmente meno. I ricercatori e i tecnici progettisti saranno stati a fatica un centinaio.
    Passati due secoli: siamo 7 miliardi ed andiamo verso i 9; i ricercatori nel mondo nelle diverse discipline sono qualche milione.

    Inevitabile che il mondo, le tecnologie, i cambiamenti avvengano molto in fretta.
    Troppo in fretta rispetto alle abitudini mentali di noi poveri umani…, costretti a rincorrere.

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 17 gennaio 2013 17:42

    Caro Saccavini,
    guardando all’interessante statistica riportata nel link del post nr. 4, pare che la Banca Mondiale non sia rimasta troppo “impressionata” (in positivo) dalle performance del Governo Monti e non creda neppure nel suo futuro, visto che le previsioni per l’Italia sembrerebbero quelle di un distanziamento importante (al 2030) anche dai nostri più diretti e confrontabili concorrenti (Francia ed U.K., per non parlare di Germania)!

    C’è evidentemente qualcosa che non quadra (sulla credibilità di taluni), oppure è l’evidenza che sia ancor più indispensabile cambiare rotta ed affrontare davvero i problemi cronici e strutturali che riguardano il Paese ed il suo consociativismo, unito all’ideologismo speculativo pseudo ambientalista.

    Ho letto ieri un interessante articolo (da pag. 1 e 19 de Il Giornale) sulla questione Ilva e se le cose stanno come descritte (e non c’è ragione perchè quei dati e riferimenti non siano reali, c’è davvero di che svegliarsi e reagire a tanta speculazione e disfattismo, iper dannoso per un Paese moderno ed industriale.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 17 gennaio 2013 19:27

    La crescita nei prossimi quarant’anni dell’economia mondiale.
    Si tratta di stime di larga massimabasate sul medio termine precedente.
    L’Italia viene da 12 anni nei quali ha avuto un PIL cresciuto del 5% (in 12 anni!); naturale che tenda a perdere posizioni. Abbiamo capacità e grinta per uscirne meglio, ma dobbiamo mettere ordine in casa, prima di tutto.

    RE Q
  9. #9 scritto da Rinaldo Sorgenti il 17 gennaio 2013 19:59

    Infatti, e questo lo sostengono sia FARE per Fermare il Declino (Oscar Giannino ed economisti collegati), che il PdL.
    Come peraltro gli stessi sostengono in relazione all’assoluta necessità di ridurre il debito pubblico, portandolo quanto prima abbondantemente sotto al 100%.

    C’è invece chi (i veri “clarinettisti”, della banda del buco) dice che vuol ridurre parte del patrimonio immobiliare per fare investimenti, che ricorda molto le logiche da: “economia pianificata” di certe ideologie catastrofiste sperimentate nel passato e con gli stessi negativi risultati.

    Gli investimenti in opportune e necessarie opere infratrutturali (che producono lavoro e benessere) le si possono e devono fare MA con le economie (ampie e cospicue) che di devono e possono fare con il taglio della spesa pubblica improduttiva, ormai insostenibile!

    Ma l’avete sentita l’ultima (si, so che ormai sono numerose e continue) del Monti pensiero?
    Quella che l’export italiano sarebbe calato significativamente negli ultimi 10 anni, mentre lui ha invertito la tendenza con le sue manovre degli scorsi 14 mesi ???

    Ma dove, ma quando?
    Esattamente il contrario, se solo non si vuole gabbare il pubblico e si vanno davvero a guardare le statistiche ufficiali.
    E’ proprio nell’ultimo periodo che l’export italiano è andato in sofferenza, mentre la realtà degli ultimi 10 anni è fortunatamente risultata significativamente in crescita (+ 50%)!

    Caspita, ma chi se lo sarebbe immaginato un cambiamento di “stile” e di pensiero come quello che stiamo paurosamente osservando. Sarà l’influenza dei … compagni di viaggio?
    Non so perchè mi pare di poterli associare al “Gatto e la Volpe” che nei giorni scorsi la TV pubblica ci ha peraltro opportunamente riproposto con la storia di Pinocchio.
    Vuoi vedere che dobbiamo fare maggiore attenzione all’evoluzione del naso di costoro?

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 17 gennaio 2013 20:08

    Ciao Roberto, non credo sia questione di essere intellettuali; è che i problemi sono spesso molto più complessi di quanto li si voglia far apparire. Prendi il discorso “quote latte” per esempio: credi che grazie al lavoro dei media il pubblico si sia formato la giusta opinione?

    E’ vero certi discorsi possono apparire un po’ complessi, ma lo sono.
    Si può tentare di renderli in parole semplici, ma il rischio è quello di banalizzarli e offrire il fianco a facili e opportunistiche speculazioni.

    Comunque tentiamo: il denaro oggi le banche centrali lo creano dal nulla. La FED ha negli ultimi anni ha enormemente aumentato la massa di denaro in circolazione.

    E cosa succede per la legge della domanda e dell’offerta quando l’offerta aumenta?
    Il bene in questione si svaluta, perde di valore; la perdita di valore del denaro si traduce in una debolezza nei confronti delle altre valute da una parte e nell’inflazione dall’altra.

    Noi con la Lira queste cose le conosciamo bene.
    Situazioni ottime per il debitore, ma pessime per il creditore: per il creditore estero se il debito è contratto in valuta nazionale soggetta a svalutazione, per i creditori interni a causa dell’inflazione che ti porta ad avere la stessa quantità nominale di denaro prestato a cui, purtroppo, corrisponde un minor potere d’acquisto.

    Se con il cambio alla pari compri un milione di euro di titoli USA (quindi 1 milione di dollari) e poi il dollaro si svaluta e scende a quota 1,5 allo scadere del prestito, gli USA ti restituiranno il tuo milione di dollari, che però, a quel punto corrisponderà a poco più di 650.000 euro!

    L’indebolimento della valuta, inoltre, rende convenienti le tue esportazioni e più onerose le importazioni: un bene USA che costava mille dollari, col cambio alla pari lo avresti pagato mille euro, col cambio a 1,5 poco più di 650!

    Il contrario per le importazioni USA: il bene europeo da mille euro avrebbe avuto un prezzo di mille dollari col cambio alla pari e di mille e cinquecento col cambio a 1,5.

    RE Q
  11. #11 scritto da Loris Cereda il 18 gennaio 2013 16:57

    Ad una platea attenta come quella di Città ideale penso di poter proporre questo scritto di un autore “anonimo” tedesco nel 1926:
    Si pensi, di quali pietosi elementi siano composti, in generale, i cosiddetti «programmi di partito», e come di tempo in tempo vengano spolverati e rimessi alla moda!
    ……………..

    continua con l’articolo:
    Partitocrazia e la sua crisi: crisi della Democrazia

    RE Q

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