Brembilla, Candidati (PD e non), ‘ndrangheta e voto di scambio

 Il tema è caldo nel Sudovest Milano perché Bruna Brembilla risulta votata fra i candidati PD  e le questioni sulla contiguità con ambienti ‘ndrangheta di cui ad inchieste (chiuse in istruttoria), intercettazioni, di cui parlano in questi giorni i giornali (VEDI). Città Ideale al riguardo si è fatta le sue valutazioni, che qui è il caso di riprendere.

Intanto, riguardo all’ex presidente del Parco Sud Milano, può essere interessante valutare i voti  raccolti entro il PD nei comuni del Sudovest:  Cesano 200, Gaggiano 104, Corsico 87, Rosate 43, Buccinasco 41, Assago 23, Trezzano 16. Viene riferito che a Rozzano avrebbe ootenuto 350 preferenze. Nella zona supera 800 indicazioni su un totale nella provincia di 1893. Numeri che dicono due cose: la più votata PD nella zona, 14ma della provincia su 21 candidabili.

I numeri ci dicono anche: Brembilla è politica conosciuta e radicata sul territorio fra gli elettori del PD; ha una riconoscibilità consistente anche entro la Provincia. Si dovrebbero escludere in queste primarie voti pilotati dalla ‘ndrangheta; forse dall’apparato. Non si tratta di un candidato venuto su lì per lì e cresciuto partendo dagli agganci o sponsorizzazioni (magari della ‘ndrangheta). E’ cresciuta entro l’attività politica locale. Come si dice: viene dalla gavetta.

Attività politica di base che svolge ancora oggi: la ricordiamo nei banchetti per la certificazione delle firme alle liste elettorali di Buccinasco, nello scorso anno. Per il PD ed altri della lista Maiorano.  Ci è sembrato certificare anche per la lista Toti Licata (che ha avuto funzioni sostanziali di disturbo per la Coalizione  Civica), contribuendo così al successo del nostro Sindaco…

Perché raccontare la “normalità” politica quando l’argomento riguarda la richiesta/di voti dalla ‘ndrangheta?  Perché riteniamo torni utile nel far capire la normalità ormai acquisita nel permearsi di affari e politica. Non si tratta più di comportamento “anomalo”. Nell’utilizzo di pacchetti di voti come merce di scambio (questa e non altro può essere la finalità di chi agisce per finanziare candidati o procacciare voti: ed è struttura o persona che svolge attività con l’area pubblica, sia essa impresa pulita o ‘ndrangheta) il far politica diventa a rischio.

Non lo fanno tutti?   Certo. Non tutti hanno necessità o sono disponibili a percorrere scelte del genere.  Ciò rientra nel modo di competere elettorale se le regole consentono con poche preferenze di ottenere l’eleggibilità. Lo sconcio, che è grave, anzi gravissimo, sta nel non essere più eccezione, non è episodico, fa parte del gioco quasi in forma sistemica anche se non organica.

Ce lo confermava un onesto, disarmante commento dell’ex Sindaco Cereda sulla vicenda Zambetti. Altra e autorevole testimonianza ribadisce ora il giudice  Gratteri, il quale arriva a valutare in 380mila voti (4 volte i votanti PD per la scelta dei candidati)  in Lombardia che la ‘ndrangheta sarebbe in grado di mettere in gioco. Cifra da prendere con le pinze, ma riflettere sul tema è un obbligo (VEDI).

Mettiamoci ora nei panni di un dirigente regionale PD che deve decidere: questi nomi mi consentono di raccogliere xxx voti che vengono anche da quell’area. Li rifiuto e magari faccio vincere candidati altri (miei, ma meno della mia squadra o, peggio, di altri partiti) che si sostituiscono nell’operazione di scambio?  La risposta dovrebbe essere SI, sono voti da rifiutare. Ma nelle elezioni conta vincere, non sventolare la bandiera della legalità. Questo agire non è diverso, non è cosa estranea al sistema partitocratrico.  Il PD: ne è partecipe e non solo non si distingue, ma non agisce per modificarlo.

Le domande che vengono:  perché il sistema elettorale non obbliga a indicare la preferenza ?  Perché intanto tutti i partiti e il ministero non fanno informazione chiedendo agli elettori di fare un piccolo sforzo e indicare  sempre una preferenza (in tal modo vanificando le possibilità del loro mercimonio)?  Questo è il buco. Questa è la dimostrazione del livello indecoroso dei partiti, della partitocrazia fatta sistema di potere.  Potere divenuto primario: conquistare, amministrare, ripartirsi.

SI ALLA  POLITICA DI SERVIZIO  

FARE per FERMAREILDECLINO: 

 I PARTITI A CASA  -  VOTIAMO LA  SOCIETA’ CIVILE    

Tag: , , ,

  1. #1 scritto da Saccavini il 9 gennaio 2013 09:22

    Considerata la situazione e la campagna ormai divenuta nazionale, Brembilla ha deciso di comunicare il ritiro della candidatura. Lo ha fatto con una lettera inviata ieri sera al segretario PD regionale:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/08/elezioni-2013-brembilla-non-si-candida-col-pd-rinuncio-per-senso-di-responsabilita/464421/#.UOy_ed3KuVp.mailto

    situazione che non modifica l’analisi svolta: si tratta di una scelta contingente. Un bilanciamento fra vantaggi e svantaggi, in piena fase elettorale.
    Il ritiro dalla candidatura significa che non sarà Onorevole (ove eletta); non dovrebbe mutare compiti e ruoli, che svolge nel PD e negli organismi amministrativi della zona.

    Quindi una scelta di mera opportunità….

    RE Q
  2. #2 scritto da pierino il 9 gennaio 2013 10:26

    Città Ideale la santa, il PD qualsiasi cosa faccia è sbagliato e non va bene.
    Proprio un teorema scientifico, di quelli tosti.
    Non si rende conto che state ragionando fuori dalla logica?
    Altro che fuori dal sistema.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 9 gennaio 2013 11:29

    signor pierino, capace di semplificare pro domo sua (ma il PD è davvero casa sua?)
    La vede in questi giorni la televisione? Li legge i giornali?
    Si rende conto del modo di agire di tutti, proprio di tutti i partiti delle vecchia scuola, a qualsiasi congregazione si siano abbinati?
    Non è neppure il caso che si facciano elenchi.
    La scelta delle candidature, dai nomi in entrata e in uscita, più o meno presentabili, vengono confermati o scartati in funzione del loro portafoglio di voti: non è scandaloso di per sé, ma questo é.
    Ovvio quindi che se il sistema di voto consente con pochi voti di pilotare le elezioni, si affaccino fornitori di voti messi in vendita. Lo scambio per questa fornitura può immaginare quale sia: è già spiegato nell’articolo.

    Poi vi sono le candidature acchiappa voti, che servono a darsi una patina di pulizia e verginità. Una volta, stiamo parlando degli anni cinquanta, non ricordo più se inventato da Guareschi, Longanesi o Montanelli, era utilizzato il termine “utili idioti”.

    Personaggi credibili e stimati messi in lista appunto per dare lustro, senza alcun potere decisionale.

    Adesso non è più neppure il caso di far uso di quel termine: non sono idioti (inconsapevoli), ma dato il tempo e l’impiego, sanno bene il ruolo loro assegnato: sta loro bene così, nel rapporto fra ruolo svolto, impegno lavorativo e compensi diversi della funzione di parlamentare, vale la pena.

    Città Ideale non è antipolitica, non ci giochi dentro anche lei.
    Siamo decisamente contro e combattiamo la partitocrazia: la politica divenuta potere, amministrato e gestito in proprio.

    POLITICA DI SERVIZIO!

    FARE per FERMAREILDECLINO

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 9 gennaio 2013 12:02

    Il Renato Caporale citato nel documento è il direttore di Sì o No o è solo un caso di omonimia?

    Perché, invece delle preferenze, non dovremmo avere dei collegi uninominali secchi?
    Il candidato sarebbe solo quello scelto, dalle primarie o dalle liste, e questo sterilizzerebbe TOTALMENTE la strumentalizzazione di pacchetti di voti, piccoli in sé, ma che possono essere determinanti in più di un’occasione per far eleggere Tizio invece di Caio!

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 9 gennaio 2013 12:10

    Riceviamo da terzi una lettera dichiarazione di Bruna Brembilla pubblicata su social network, che ci sembra corretto pubblicare per i lettori che fossero interessati:

    http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/wp-content/uploads/2013/01/04-01-13-bruna-brembilla-presentazione.pdf

    un documento che contiene aspetti propri e personali sui quali non è il caso di esprimersi; l’interessata cerca di presentare una vita politica con tutte le sue vicissitudini (la rinuncia è con tutta evidenza venuta dopo).
    Non si ritiene il caso di riproporre virgolettati da intercettazioni emerse in corso di indagine (da cui è prosciolta in istruttoria).
    Come abbiamo scritto ha svolto ed esercita attività politica concreta, che può definirsi normale, tipica di un politico di mestiere.
    Cresciuta nei ruoli ha dovuto affrontare e confrontarsi con situazioni forse nuove o da livelli diversi rispetto ai precedenti: politica di mestiere appunto, con un tessuto relazionale ampio, anche con ambienti che nel territorio contano. Non è il caso di ripetersi.
    La politica, soprattutto quando assume rilievo superiore ad una cittadina, non è più quella degli anni cinquanta: purtroppo si deve prendere atto che è diventata cosa diversa (non in meglio).

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 9 gennaio 2013 12:15

    Può essere una alternativa, Andrea.

    Per poterla applicare i partiti la devono votare in parlamento e le segreterie rinunciare a predeterminare la composizione della squadra.
    Già questo andrebbe in una direzione che ridurrebbe lo strapotere della segreteria (soggetta a cambiamenti in funzione degli esiti elettorali); aumenterebbe l’autonomia degli eletti, più responsabili verso i propri elettori e meno condizionabili dalle indicazioni delle segreterie…

    Sarebbe già un bel passo avanti, ma immaginiamo le resistenze ad una scelta del genere.
    Credo si faccia prima a mandarli a casa.

    RE Q
  7. #7 scritto da Loris Cereda il 9 gennaio 2013 13:51

    Il fatto che Renato Caporale (Direttore SìoNO) sia stato il regista occulto della mia elezione è divertente…
    probabilmente è vero. E’ stato così abile ad occultarsi che nemmeno io me ne sono accorto.

    Ecco quando pur di buttar lì qualche nome in più si scrivono certe stupidate…. il valore complessivo dell’articolo è assai dubbio

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth