Agenda Monti: Casini è il problema non la soluzione

 L’articolo che segue viene da Noise from Amerika 31 12 2012 a firma Sandro Brusco, fra i fondatori di FERMAREILDECLINO, docente di economia politica all’Università di NY Stony Brook. Collaboratore fra i più significativi del sito di italiani d’America, docenti che descrivono e commentano da oltre oceano sulle situazioni del nostro Paese.

Le note e le critiche in questa fase elettorale servono a chiarire e chiarirci le idee. Come sempre Città Ideale è terreno di confronto e dibattito. Coscienti che nella proposta del nuovo far politica da parte di Cittadini consapevoli, del fare democrazia partecipata, in questa fase si deve aggregare, cercare di unire più che distinguersi, certi però che proprio per questo la trasparenza e l’individuazione dei principi, delle linee guida sono questioni vitali su cui si costruisce una identità certa.

I vecchi esponenti dei vecchi partiti sappiamo che si distinguono in poche cose, solo l’abito ne fa la caratterizzazione. Schemi e movimenti sono sostanzialmente comuni. Non sono costoro che formano la risorsa emergente del movimento trasversale che si rivolge a tutti, siano Agenda Monti o FARE per FERMAREILDECLINO o altro. Il movimento in questi due mesi corti è vorticoso ma fondamentale. Dobbiamo farci conoscere, soprattutto far conoscere la politica nuova, la grande opportunità che queste elezioni mettono in campo.

Saranno i Cittadini in grado di FERMAREILDECLINO con un programma di totale rinnovo del paese e del far politica, della economia, della giustizia, dello Stato della nostra democrazia, ritornando alle origini della democrazia di servizio, spazzando via i mestieranti che di esperienza ne hanno ormai solo sul gestire in veste proprietaria le risorse a fini di consenso per perpetuare la loro presenza. Un modo in mesto, miserevole tramonto, da sostituire con Cittadini veri che non fanno politica di mestiere.  Ecco i contributo del professor Sandro Brusco (VEDI anche sul sito).

La scelta di rifiutare l’alleanza con Casini e con i vari rottami che ora usciranno dal centrodestra non è la conseguenza di estremismo infantile, ma la naturale conclusione di una riflessione sulle cause del declino italiano. Chi vuole cambiare l’economia e la società in Italia non può allearsi con le principali forze che puntano alla conservazione del sistema. Chi vuole fermare il declino, non può allearsi con le forze politiche che del declino sono la principale causa.

Si parla molto in questi giorni di ”Agenda Monti”, che ha finalmente cessato di essere un luogo dello spirito e si è incarnato in un documento concreto di 25 cartelle. Non starò a commentare ulteriormente il contenuto del documento, di cui già altri hanno segnalato i limiti e le ambiguità. Mi preme invece porre l’accento sulla strategia di alleanze che sembra francamente in contrasto con gli obiettivi conclamati dell’agenda.

Voglio qui essere positivo. Assumerò quindi che lo sbilancio sul versante delle entrate che ha caratterizzato la politica di risanamento della finanza pubblica durante il governo Monti sia stato indotto da un lato dalla necessità di intervenire in tempi molto rapidi e dall’altro dalle difficoltà che la ”strana maggioranza” su cui poggiava il governo avrebbe posto in caso di una seria aggressione della spesa pubblica. Assumerò inoltre che la timidezza mostrata nell’opera liberalizzatrice sia la conseguenza di pressioni politiche nel parlamento corrente, piuttosto che di convinta difesa delle varie corporazioni che ingessano l’iniziativa economica del paese. Lo faccio con certa esitazione perché, per esempio, veder continuamente riportato nel documento come grosso merito del governo la liberalizzazione del mercato del gas (ossia il passaggio della Snam dall’Eni alla Cassa Depositi e Prestiti) è cosa che fa onestamente dubitare della buona fede di chi ha scritto quel documento.

Ma bando ai dubbi e assumiamo che dietro all’Agenda Monti ci sia un potenziale leader che vuole abbassare al contempo spesa pubblica e tasse e liberalizzare l’economia italiana. La domanda a questo punto è: come si può onestamente pensare di attuare un’agenda simile alleandosi con l’UDC e altri esponenti del ”centrismo” (per mancanza di una parola migliore) italiano? 

È molto facile trovare personaggi indigeribili nell’UDC o rimproverare a tale partito la fattiva collaborazione alla demolizione economica del paese avvenuta nell’ultimo decennio, per cui mi porrò un obiettivo molto più limitato, guardando unicamente a ciò che è stato fatto durante l’esperienza del governo Monti. 

  • Dal punto di vista economico. In quante e quali occasioni UDC ha spinto per approfondire le misure di tagli alla spesa e alle tasse o ha appoggiato l’adozione di misure di liberalizzazione? Sul serio intendo, non come generica petizione di principio. Io non riesco a ricordare una sola circostanza in cui ciò è accaduto. Non ho invece alcuna difficoltà a ricordare circostanze in cui è accaduto l’esatto contrario. Per esempio, solo prendendo l’ultimo mese, l’UDC ha votato (insieme a PD e PdL, è giusto aggiungere) la proroga di 5 anni alle concessioni balneari, contro il parere del governo, lo scorso 4 dicembre. Non è stato un improvviso colpo di sole, l’UDC aveva da tempo manifestato la sua posizione contraria alla liberalizzazione del settore. Oppure si è espressa ufficialmente contro la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Niente di nuovo, viene da dire. È al contrario l’ennesima manifestazione del modus operandi standard di questo partito, sempre pronto a seguire qualunque conventicola e corporazione che assicuri qualche voto in più. È questo quello che ha in mente Monti quando pensa a una coalizione per le riforme?
  • Dal punto di vista delle riforme istituzionali. In questo campo l’UDC ha moltissimo da farsi perdonare, dato che è stato il principale partito responsabile dell’introduzione delporcellum. Infatti la riforma elettorale del 2005 porta la firma di Calderoli ma fu attivamente promossa, e poi votata, proprio dai leader dell’UDC, che da sempre sperano di reintrodurre un sistema elettorale proporzionale che permetta loro di partecipare a governi di destra o sinistra senza doversi sottoporre al giudizio degli elettori. Bene, cosa è cambiato da allora e cosa è successo in questo ultimo anno? È successo che l’UDC ha continuato nel perseguimento del disegno allora iniziato, ossia nel tentativo di far tornare il proporzionalismo da prima repubblica. Legittimo da parte loro perseguire questo disegno. Legittimo da parte nostra osservare che tale disegno è basato unicamente sul perseguimento del potere da parte di una elite ristretta di politici di professione che campano a suon di spesa pubblica, e non prefigura nulla di buono per il paese. 

A noi pare che i comportamenti concreti dell’UDC, non nel passato ma nel presente, siano chiaramente incompatibili con il perseguimento di un’agenda di riforme. L’argomento ”realista” secondo cui è necessario, per ottenere rappresentanza istituzionale e promuovere quindi le riforme, allearsi anche con forze che chiaramente non hanno una prospettiva riformista lascia il tempo che trova. Se il punto è sedersi in parlamento a tutti i costi, immagino che vada bene. Ma pensare che si possano fare riforme serie quando la possibilità di ottenere rappresentanza parlamentare dipende dall’alleanza con una forza che in concreto e in modo coerente si è sempre opposta alla riduzione della spesa pubblica e alla liberalizzazione dell’economia è abbastanza bizzarro. Come abbiamo detto, Casini è il problema, non la soluzione.

FARE per FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 5 gennaio 2013 13:32

    Caspita, si potrebbe dire: finalmente una disamina efficace ed obiettiva della realtà che sta, purtroppo, sotto i nostri occhi, anche se qualcuno cerca di mascherarla, imbellettarla, confonderla con puntiglio ed arroganza, ma del tutto EVIDENTE.

    L’insieme delle varie considerazioni sarebbe ghiotto per un ulteriore commento. Mi limiterò però solo ad alcuni punti:

    Sopra si dice:

    A) Si ipotizza che: ” … dietro all’Agenda Monti ci sia un potenziale leader che vuole abbassare al contempo spesa pubblica e tasse e liberalizzare l’economia italiana.” C’è di che dubitarne, visto cosa abbiamo dovuto osservare e subire negli ultimi 14 mesi (nonchè i comprimari, come detto sopra) e se c’e davvero l’attesa e la speranza di un tale leader, beh allora non sta proprio in quel gruppo e bisogna guardare bene intorno.

    B – “… lo sbilancio sul versante delle entrate (prodotto dal Governo Monti) sia dovuto dall’urgenza e dalla … strana maggioranza…”. Secondo me è dovuto ad un’assurda azione fiscale che, anzichè stimolare la ripresa economica, l’ha imbalsamata ed addirittura contrastata. Soprattutto in un periodo di crisi recessiva come questa, la pressione fiscale avrebbe dovuto essere ridotta, per stimolare l’economia ed i consumi e le entrate fiscali (IVA, IRPEF, ecc.) sarebbero significativamente aumentate. Ma occorreva coraggio che non è proprio un dono per tutti.

    C – Liberalizzazioni: Se queste debbono riguardare le Farmacie (come ad augurarsi che i cittadini abbiano bisogno di farvi maggiore ricorso!), oppure i Taxi (con il risultato di costringere questi lavoratori autonomi a cercarsi un altro lavoro, perchè con ulteriore spietata concorrenza ci potrebbero lavorare solo super sfruttati autisti extra-comunitari), l’evidenza della fuorviante impostazione è macroscopica. L’esempio poi di Snam da ENI a CdP è semplicemente paradossale. Se poi si pensa che la SEN ampiamente ipotizza e sostiene la creazione di una nuova linea di metanodotti da Sud a Nord per creare l’araba fenice di un fantasioso “Hub del Gas Sud-Europeo” (il tutto finanziato dal sistema bancario e garantito dagli oneri caricati in Bolletta del consumatore (anche se NON serve a nulla, avendo già una rete sovra-abbondante con consumi peraltro elevati), beh è evidente che stiamo parlando di cose o capziose o molto discutibili, sulle quali occorre fare molta, ma molta attenzione!

    D – Per quanto riguarda il “nuovo” che scalpita (con Casini e … Fini), mi sto interrogando su quale dovrebbe essere lo stupore di un ipotetico (perchè spero siano davvero pochi) elettore che dovrebbe barrare l’ipotesi dell’Agenda Monti (con al traino questi neofiti politicanti, Casini e Fini), con l’evidente probabile esito poi di andare a negoziare laute posizioni per aiutare il centrosinistra di Bersani-Vendola-Ingroia a governare. Saranno in molti, in tal caso, a rivoltarsi nella fossa!

    Infine, visto il meccanismo dell’attuale legge elettorale, c’è davvero da fare un grande sforzo di pazienza e tolleranza e magari sperare che le forze nuove che si presentano alle elezioni trovino il modo di collegarsi in una coalizione (FARE e M5S – per ragioni numeriche) così da avere davvero una possibilità di entrare in Parlamento con persone nuove ed anche con un gruppo qualificato.

    Un’abbondanza di Utopia, come si vede, ma chissà che qualche forzatura a volte possa FARE bene.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 5 gennaio 2013 14:43

    Le osservazioni critiche che pone sono quasi interamente da condividersi, Sorgenti.

    Giusto sottolinearne l’importanza, come del resto fa l’articolo relativo al Sud.
    Teniamo comunque conto che l’area entro cui vi è una possibile uscita è difficile che non comprenda l’Agenda Monti (con quanto di buono e quanto di assente, con il meglio ed il meno peggio).

    Provi a pensare che sarebbe questa camapgna elettorale senza l’Agenda Monti.
    Avremmo un probabilissima ripetizione del voto siciliano….. e sarebbe naufragio per il Paese.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 5 gennaio 2013 15:00

    Quando si manipolano le cose e si altera il normale funzionamento del sistema, come abbiamo più volte dovuto osservare e subire, è evidente che non ci si possa attendere molto di buono.

    Quello che disturba, è di vedere come si mistifica il tutto con certi comprimari e con l’arroganza che si manifesta in maniera eclatante.

    Non c’è dubbio che si debba apprezzare (seppure spintonea) l’iniziativa (apparente?) di D’Alema e Veltroni di farsi finalmente da parte. Quanti non avrebbero sperato che avvenisse anche da parte di Fini e Casini e tutti quelli che sono in Parlamento da oltre 20 anni ???

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 5 gennaio 2013 15:13

    Un mondo dei sogni, che i partiti e i politici se nestiano fuori per lameno cinque anni ?

    Sarebbe il paradiso ed il Paese avrebbe davvero possibilità consistenti di fermareildeclino, Sorgenti.

    facciamo di tutto perché questo avvenga, ma bisognerà accontentarci del possibile che risulterà, anche con qualche mosca cocchiera (genere del resto così ubiquitario, che è quasi impossibile eliminarlo del tutto).

    nb
    la scusa con cui sostengono la loro indispensabilità i vecchi marpioni è l’esperienza. Una fola: in politica conta la chiarezza di idee, la volontà e la capacità d ifare squadra.
    Ciò che possono trasmetterci è l’esempio in negativo: cosa non fare, inciuci e pastrocchi da evitare, ecc. Insomma la loro politica di potere, la partitocrazia è costruzione da abbattere per liberare il Paese, nulla da conservare.

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 6 gennaio 2013 16:30

    Dopo le miserevoli ed iraconde esternazioni del Prof. Monti (c’è da augurarsi per lui che nessuno gli debba dare un voto, perchè altrimenti dovrebbe essere radiato dall’Ateneo), c’è un efficacissimo articolo di Fausto Carioti – pubblicato su Libero – che merita di essere letto per comprendere qualcosa di come sono andate le cose e del perchè della forzatura al sistema democratico nazionale.

    E gli artefici di quel colpo di mano sarebbero i nostri benefattori? Verrebbe da dire: Libera nos ….!

    Brunetta risponde a Monti: “E’ un premier di bassa statura”
    L’ex ministro replica su Libero all’ironia del prof sulla sua statura: “E’ ossessionato da me”
    di Fausto Carioti

    Dopo aver prodotto 268 dossier in un anno, tutti o quasi dedicati a Mario Monti (titolo tipo: Il grande imbroglio dello spread), Renato Brunetta può godersi il riposo del guerriero.
    A fargli campagna elettorale sta provvedendo il presidente del Consiglio in persona. E’ un chiodo fisso. L’economista veneziano è stato chiamato in causa per giustificare il mancato accordo con Silvio Berlusconi (“è prevalsa la linea di Brunetta”, lamentava il premier).
    E’ stato citato da Monti nella conferenza stampa del 23 dicembre (“i bollettini della Bce, del Fmi, della Ue, delle banche d’investimento non coincidono con le considerazioni dell’onorevole Brunetta”). Ieri, l’apoteosi: Brunetta additato dal premier come emblema delle posizioni “estreme e settarie” del centrodestra. Con annessa battuta stile Crozza su Brunetta “professore di una certa statura accademica” (guarda il video). Oops.

    Professor Brunetta, il professor Monti ce l’ha con lei.
    “Sono la sua ossessione”.
    Ha un’idea del motivo?
    “Sono l’unico che gli dice che il re è nudo, che non è il salvatore della Patria. Perché non c’era nessuna Patria da salvare. Monti è solo un tecnocrate autoritario”.
    Che ha pensato quando ha sentito Monti definirla “professore di una certa statura accademica”?
    “Spero per lui che non fosse una battuta”.
    Dice che lei e Stefano Fassina, del Pd, dovreste essere silenziati.
    “Questo definisce bene la statura del senatore Monti”.
    Duecentosessantotto dossier. L’interesse del premier se lo è andato a cercare.
    “L’interesse di Monti mi onora. La mia è stata una semplice operazione verità. Ho aiutato gli italiani e gli opinion leader internazionali a capire cosa era successo”.
    Cosa era successo?
    “Semplice: da giugno-luglio del 2011 l’Italia è stata oggetto di un grande attacco da parte della speculazione finanziaria, avviato dalle banche tedesche”.
    Perché ce l’avevano con noi?
    “Erano cariche di titoli tossici e titoli greci e gli stress test avevano rivelato che stavano in cattive condizioni. Così, per sviare l’attenzione da se stesse, hanno aperto un’operazione ostile nei confronti dei Paesi del Club Med. Di punto in bianco la Deutsche Bank vendette tutti i titoli del debito sovrano italiano”.
    L’attenzione fu sviata molto bene.
    “Altroché. I rendimenti del debito sovrano italiano e di quello spagnolo schizzarono dal 4-5% al 7-8%, mentre quelli dei Bund tedeschi passarono dal 3 all’1%. La tempesta perfetta”.
    Dunque è stata un’operazione finanziaria, non politica, come dice invece Berlusconi.
    “Una cinica operazione finanziaria, innescata dalle banche e poi assecondata dall’asse franco-tedesco per liberarsi dei fastidiosi condizionamenti dei Paesi del Club Med. In particolare dell’Italia e di Berlusconi, personaggio scomodo anche per ragioni geopolitiche: pensiamo al suo ruolo in Nord Africa, alla sua Ostpolitik energetica, all’apertura a Vladimir Putin…”.
    A quel punto si sarebbe dovuto votare.
    “Certo. Ma la sinistra ha avuto paura di doversi sobbarcare un anno di sangue, sudore e lacrime. Così è venuta fuori la soluzione che già da tempo macinava nelle menti delle lobby: la svolta tecnocratica”.
    Non solo la sinistra. Anche voi avete assecondato questo esito.
    “Berlusconi aveva la pistola puntata alla tempia. Io sono stato da subito contrario alla soluzione Monti, ma ero in minoranza nel mio partito. E sono diventato ferocemente contrario quando ho visto che Monti, per aumentare la propria credibilità come presidente del consiglio, distruggeva la credibilità del governo precedente”.
    Ha detto che avevate portato l’Italia sull’orlo del baratro.
    “Una falsità”.
    Ha detto che non c’erano più i soldi per pagare i dipendenti pubblici.
    “Ridicolo. La massa salariale dei dipendenti pubblici è pari a 170 miliardi l’anno. La tempesta è costata meno di 5 miliardi”.
    Alla fine, però, gli interessi sono scesi.
    “Se si riferisce allo spread, esso misura i differenziali di rendimento sul mercato secondario. Ai fini della finanza pubblica contano i rendimenti delle aste di collocamento dei titoli di Stato. E questi dicono che il costo del servizio del debito nel 2012 è stato superiore a quello del 2011″.
    Resta il fatto che l’atteggiamento degli investitori è cambiato: ora lo spread è sotto quota 280, nel novembre 2011 era a 574.
    “Lo spread è sensibile solo agli interventi della banca centrale. Mario Draghi ha fatto le aste da mille miliardi per rifinanziare le banche e ha annunciato che avrebbe fatto tutto il necessario per salvare l’euro, avviando così la nuova strategia della Bce”.
    E Monti si è preso i meriti di Draghi?
    “Assolutamente sì. Monti dove ha messo le mani ha fatto disastri. La manovra è tutta sul lato della pressione fiscale. La tassazione sulla casa ha distrutto il mercato immobiliare. La riforma del lavoro ha aumentato i disoccupati. La riforma delle pensioni ha creato gli esodati. È colpa sua se oggi abbiamo una recessione senza precedenti”.

    ven, 04 gen 2013 11:05:55

    E costoro stanno ancora brigando per tenerci in questa condizione di sudditanza.

    Ora si può capire perchè il Prof. si sia permesso – nella sfacciata conferenza elettorale di 2 ore (altro che par condicio) di dare dei cretini agli italiani che non hanno compreso il suo operato!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 6 gennaio 2013 19:24

    Vede Sorgenti, l’area liberale dei partiti (in questo caso il PDL), ssembra lottare freneticamente contro l’ala moderata della società civile….

    Può essere che alcune considerazioni siano opportune, anche personalmente giudico impropria l’impostazione nazionalistica internamente alla UE.

    Ripeto ancora l’inverso di Clausewitz, adattato all’oggi:
    La politica economica e finaziaria è un altro diverso modo di condurre la guerra (nel secolo XXI);

    Che entro la UE ciascuno giochi pro domo sua (anche troppo rispetto ad una confederazione in costruzione), è da dare per scontato.
    Le scelte sono due:
    a) si adotta la politica dei paesi UE in modo da aggregarli e rendere prevalenti le nostre posizioni;
    b) ci si sente totalmente estranei ed isolati entro l’UE. non si riuscira ad avere il riconoscimento delle nostre pretese.
    Nel primo caso si vince la guerra con una politica di qualità.
    Nel secondo si apre una analisi: le posizioni che sosteniamo e non ottengono la maggioranza sono improprie o vengono sostenute in modo non appropriato: si corregge opportunamente il tiro. Se il convincimento del Paese è una divaricaizone entro l’Europa da cui non si uscirebbe, allora si affronti l’alternativa dell’uscita dalla UE (magari con un referendum).

    L’accusa di subordinazione del nostro governo ad un Paese altro, dovrebbe essere estranea al dibatitto politico.
    Se vi sono elementi concreti: esistono le procedure di tradimento dello stato.

    Insistere su queste polemiche che considero povere, fa solo male e divide il paese su questioni improprie.

    Bisognerebbe invece, nonostante tutto, cercare ciò che unisce: nell’interesse del Paese.

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 7 gennaio 2013 09:38

    Totalmente d’accordo, ma marciare uniti e convinti non vuol dire chiudere gli occhi di fronte all’evidenza e magari avallare accuse ad altri solo per compiacere il proprio ego od interesse.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2013 10:10

    Assolutamente: abbiamo gli uomini che abbiamo, nell’agone politico, non solo in Italia, ma come la solito noi cerchiamo di non essere secondi a nessuno nella ricerca delle posizioni di fondo classifica.

    Siamo in una fase discendente dell’Occidente e forse è necessario che la crisi arrivi a mordere parecchio di più perchè vi sia un risveglio tale da divenire un rivolgimento del vivere democratico.

    NB
    sto leggendo un saggio sul debito pubblico dei paesi occidentali, che mi sta facendo vedere grigia la realtà a venire….
    buona giornata Sorgenti.

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 7 gennaio 2013 11:53

    Pur rimanendo, per ora, montiano così si esprime Passera:

    «Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato», ma durante la riunione dello scorso 28 dicembre «hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini.»

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2013 12:05

    Condivido il pensiero dell’ex ministro Passera.

    Oggi l’Agenda Monti avrebbe probabilmente più forza e autorevolezza se non avesse imbarcato truppe mercenarie di complemento.
    Rimane ciononostante la novità di una coalizione della società civile, dichiaratamente estranea alla partitocrazia, trasversale rispetto agli schemi destra/sinistra.
    Comprensibile che questa novità venga attaccata dagli altri: sembra molto attenuato il palio fra guelfi e ghibellini.
    Una novità che può aiutare i Cittadini a riflettere sulle cose.

    RE Q
  11. #11 scritto da Rinaldo Sorgenti il 7 gennaio 2013 12:25

    Quella sembrava (od era ipotizzata) l’intenzione.
    Poi i soliti personaggi l’hanno sostanzialmente stravolta e condizionata.
    Oltre a quelli citati, non bisogna mai dimenticare Fini ed il suo evanescente FLi che è talmente “evaporato” che ora costoro fanno di tutto per evitare che ci sia qualche altra aggregazione che presumibilmente non arriverà al minimo del 2% dei voti, così da sperare nella deroga e possibile salvataggio (ripesco a favore del “migliore” del perdenti) per quella lista che più si avvicina all’obiettivo mancato del 2%.

    Come si fa quindi a considerare quell’aggregazione … “dichiaratamente estranea alla partitocrazia …” senza peccare di evidente mistificazione in termini (presa in giro)???

    Ci penserei quindi bene a dare il mio voto ad una tale aggregazione che si batte per fare “… l’ago della bilancia”, cioè condizionare la parte che non disponendo di una chiara maggioranza, negozierà il supporto, garantendo posti e cariche ai soliti NOTI?

    Diamo una definizione che aiuti a qualificare anche questi “pseudo centristi”, visto che si continua a definire gli altri (centrodestra vero e centrosinistra): “guelfi e ghibellini”.

    Se non trovi di meglio, potremmo definirli: “opportunisti” ???

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 7 gennaio 2013 12:51

    La politica credo che debba essere opportunistica, quasi per definizione.

    Si tratta quasi sempre di dover scegliere la soluzione di compromesso più funzionale in un momento dato.

    Certo che se a condizionare le scelte vi sono elementi che non rendono liberi nell’agire, si commette un grave errore perché la decisione possibile non è più il compromesso massimo funzionale ma qualcosa d’altro (e chi ci rimette è il Paese).
    Il progetto di aggregazione civile che tenga fuori i partiti ne esce indebolito (distinguere nei metodi Casini da Fini è compito arduo); speriamo che nonostante tutto regga.
    (io sono tendenzialmente ottimista e spero che Monti abbia ben soppesato i pro e i contro della scelta (esistono aspetti che a noi certamente sfuggono, non essendo noti).

    RE Q
  13. #13 scritto da Andrea D. il 7 gennaio 2013 15:32

    Funzionale agli interessi di chi?

    Questo è il dilemma!
    Se, come sembra, l’opportunismo politico è meramente funzionale agli obiettivi personali di pochi è ovvio che appaia come il peggiore dei mali.

    Li potremmo definiere ghibelFini?

    RE Q
  14. #14 scritto da Rinaldo Sorgenti il 7 gennaio 2013 15:53

    Appunto.
    Circa la definizione è … simbolica, ma deficita del naturale riferimento anche ai Casini e compagnia cantante, che faccio fatica a non definire almeno … “opportunisti”!

    Certo è che se uno va indietro anche solo di qualche legislatura e somma tutti gli scempi prodotti da coloro che hanno abbondantemente cavalcato il “proporzionale” (giusto per essere sicuri di esserci, sempre), si potrebbe tranquillamente usare quel famoso motto: “… se li conosci, li eviti” !

    RE Q

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