Agenda Monti: emergenze da affrontare per il Paese. Il Sud

Nell’Agenda Monti non si parla del Sud. Probabilmente si sarà voluto evitare un ritornello che parla di sostegno agli investimenti, lotta alla criminalità organizzata e cose del genere. Questioni reali ma tanto ripetute e generiche da apparire rituali e nel contempo prive di effetti concreti se ci si limita ai principi. La domanda però rimane: cosa dice al Sud l’Agenda Monti?

Alcuni pezzi fondamentali: la ricostruzione di legalità, efficienza della amministrazione, gli investimenti in agricoltura, nel turismo, nel patrimonio artistico sono elementi che riguardano in particolare il Sud, comuni al Paese ma che nel Sud  hanno maggiori spazi  di impiego per la rinascita. Questo però non basta, non è sufficiente.

Per l’Italia dei problemi, il Sud è il problema principale. Il primo problema da affrontare in modo organico valutando l’esistente e individuando percorsi nei quali i Cittadini del Sud si riconoscano. Cittadini Nuovi, propri di un paese moderno che deve competere nel mondo globalizzato. Perché un sistema in cui i Cittadini del Sud si riconoscono oggi c’è, un sistema che li vede sudditi più che Cittadini, assuefatti alla politica partitocratrica che qui ha sviluppato il massimo di organizzazione e sfruttamento. Vogliamo provare a parlarne?

Il Sud è il serbatoio di voti che fa la maggioranza nel Paese.  Se non si riesce a individuare un progetto che coinvolga davvero il Sud, che dia una prospettiva concreta di uscita dalla situazione attuale. Prospettiva concreta di rinascita, abbandono del voto di scambio, pastrocchio partiti/governo/malavita organizzata. Meccanismi oliati e diffusi. Per demolirli occorrono  prospettive davvero rivoluzionarie nei modi e nelle persone, con progetti nuovi proposti da rappresentanti seri.

Non è questione soltanto da pensatoio del Centro Nord Italia vicino all’Europa. Le prospettive che oggi si vedono sono il ripetersi di questo condizionamento dell’economia Centro Nord  da cui prelevare risorse per lo scambio partitico/elettorale del Sud; la camorra, la ‘ndrangheta, la mafia, la corona unita che fungono da intermediari canalizzatori di voti, controllori del territorio, in un equilibrio che costa in termini di sostegno sostanziale all’antistato che mai potrà generare sviluppo.

Un piano per il Sud che non sia erogazione di danari ma progetti. Che parta da rappresentanti nuovi della società civile, veramente nuovi ed esterni rispetto alle camarille di tutti i partiti, nuovi anche rispetto alle chiamate populistiche alla Masaniello. Deve svilupparsi dal Sud il Risorgimento, il Risorgimento nuovo che è poi ancora il primo, perché il Sud il Risorgimento non l’ha mai avuto.

Si dice un’ovvietà ormai, sostenendo che il Mezzogiorno è una risorsa. Lo è ma deve diventare un piano concreto per il futuro.  Amministrando con estrema cura i soldi pubblici, istituendo controlli dalle aree che generano risorse impiegate nel Sud, perché condividano gli investimenti e ne siano interessati allo sviluppo. Si deve dire basta alle erogazioni a pioggia, agli sperperi decisi da una autonomia che diventa spregio verso le aree che mettono a disposizione risorse.

Un Nuovo Risorgimento per il Sud è indispensabile, e da subito. Urgente perché le ricchezze inespresse del Meridione contribuiscano alla ripresa del paese, perché sulla crescita condivisa e compartecipata  delle due macro aree oggi economicamente divise, che fra loro hanno in comune molto poco, si costruisca  una Italia federale vera, non più squilibrata.

La crisi morderà ancora per molto, non facciamoci troppe illusioni. O siamo in grado di affrontare il problema o la separazione fra le due Italia rischia di diventare di attualità economica non differibile. Non vi sarà molto tempo ancora; non si tratterà più di ampolle e sceneggiate campestri con fazzoletti verdi: quando la crisi economica morde davvero la questione in breve è destinata a diventare questione di vita o di morte.

Nell’Agenda Monti questo tema Città Ideale lo trova nettamente sottostimato. 

FARE per FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 5 gennaio 2013 12:45

    Caro Saccavini, sfoglia, sfoglia e ci si rende conto della evanescenza della proposta Agenda.

    Per dare un possibile contributo all’argomento, che non riguarda certo solo il Sud, ma che anche al Sud ha dei casi eclatanti di contraddizione, posto qui sotto una mia nota consegnata qualche tempo fa al sottosegretario Claudio De Vincenti (MiSE).
    …………….

    segue il commento nella forma di articolo…

    RE Q

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