Agenda Monti: cosa dice e prime impressioni. Mercato del lavoro e welfare

Oltre all’imperativo assoluto della riduzione del debito pubblico, la questione altrettanto importante per venir fuori dal pantano in cui l’Italia si trova riguarda il sistema del lavoro e delle sue regole. Non solo ma anche la analisi del welfare volta ad individuare quanto e cosa si deve conservare perché prioritario e cosa si può ridurre se le esigenze lo richiedono.

Questo argomento ha carattere frontale verso la Cgil, arroccata sulla difesa intoccabile delle “conquiste”. Ciò che in anni più facili (l’Italia aveva un costo del lavoro competitivo nei confronti dei paesi industrializzati: meno della Cina oggi ma comunque significativo) è stato possibile accordare e su cui oggi è richiesto che vengano riparametrate all’Europa. 

Questo insieme di norme così come le garanzie per il posto a tempo indeterminato vengono definiti  “diritti”, ma non sono equiparabili ai fondamentali Diritti dell’Uomo. Nel tempo possono e devono modularsi in funzione delle situazioni contingenti, ridimensionarsi nelle fasi economicamente critiche per consentire lavoro e ripresa successiva. Restare fermi peggiora la situazione per tutti: riduce i posti di lavoro.

Coinvolto direttamente su questo fronte è il PD, la rappresentanza politica del versante sindacale para comunista. Chi pensa all’Agenda Monti, accusandola di essere strumentale progetto per condividere con il PD la gestione post elettorale dovrebbe riflettere su questa parte del programma.

Mai si è visto un programma che parla così chiaro sugli interventi ed attento nel modulare le decisioni che forzatamente sono da prendere. Anche qui una prima volta… un fondamentale guardare ai problemi senza promettere salsicce, ma dosi di verità e serietà: garanzia che si farà bene e con misura, tutelando tutti, ciò che è necessario per rilanciare il Paese.(pagine 14  – 19 dell’Agenda Monti)

 Costruire una economia sociale di mercato, dinamica e moderna. Mercato del lavoro. La riforma del mercato del lavoro rappresenta un passo avanti fondamentale per il nostro paese; sono quindi necessari:

-         una drastica semplificazione normativa e amministrativa che non sia una barriera ma diventi una carta da giocare per chi vuole investire nel nostro paese.

-         Il superamento del dualismo fra lavoratori sostanzialmente protetti e non protetti

-         Coniugare il massimo possibile di flessibilità produttiva con il massimo di sicurezza economica e professionale dei lavoratori

-         Spostare il baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro

-         Correggere la riforma del lavoro completando le parti mancanti: ammortizzatori sociali, formazione e apprendistato, politiche attive rendendo efficaci i servizi per l’impiego.

-         Creare un reddito di sostentamento minimo, condizionato alla partecipazione a formazione e inserimento professionale.

Incrementare il tasso di occupazione giovanile e dei lavoratori anziani mediante forme di sostegno all’inserimento nel lavoro e detassazione per chi assume giovani sotto i trent’anni. Promuovere l’invecchiamento attivo che agevoli e premi l’occupazione degli over 55.

Le donne nell’economia italiana: se raggiungessimo il 60% di occupazione femminile  il PIL aumenterebbe del 7% (oggi 140 miliardi). Una detassazione selettiva dei redditi da lavoro femminile; politiche di conciliazione famiglia – lavoro; facilitare la maternità e la cura dei figli.

Il welfare del nostro tempo: la persona è il primo capitale da proteggere. Lo stato sociale è il cuore del modello sociale europeo e della sua sintesi fra efficienza ed equità. Mercato e solidarietà. Realizzare obiettivi di redistribuzione e lotta contro le disuguaglianze senza attenuare le energie per la crescita è la sfida politica centrale del nostro tempo.

L’Europa non limita i modi con cui si possono perseguire fini sociali e di equità ma impedisce di realizzarli con una illimitata creazione del debito.

L’Europa ci impone di capire che il modello che abbiamo costruito si sta incrinando sotto il peso del cambiamento demografico  e della sempre più difficile sostenibilità finanziaria. L’alternativa che abbiamo davanti è conservare il welfare state come è rassegnandoci a tagli e riduzioni di servizi per far fronte ad una spesa sempre crescente. L’Alternativa è provare a rendere il sistema più razionale aprendo all’innovazione.

Nella sanità bisogna garantire il diritto alla tutela della salute organizzando il sistema sanitario secondo principi di appropriatezza delle cure, costo/efficacia, riduzione al massimo degli sprechi, gestione manageriale basata su una valutazione trasparente dei risultati. Non contrapporre sanità pubblica a sanità privata perché ombre e luci, meriti e sprechi, esistono in entrambe. Potenziamento della assistenza domiciliare per i parzialmente sufficienti o non autosufficienti.

Attuare la riforma dell’ISEE per rendere più obiettivo e trasparente l’accesso a prestazioni agevolate.  Sanità e sicurezza sociale sono la più grande industria e servizi del Paese. Promuoverla significa anche sostenere crescita e innovazione.

Riconoscere e valorizzare il ruolo del volontariato nell’assistenza, nell’educazione e nella formazione degli adulti. Far crescere un modello di impresa  sociale che in Italia è sviluppato e anche in Europa è guardato con interesse.

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  1. #1 scritto da michele il 2 gennaio 2013 16:28

    ho 53 anni per il governo italiano sono da buttare non servo piu.

    Ho famiglia e senza reddito da 9 mesi. questo stato di cose mi ha sotterrato.

    Spero che mi contattiate telefonicamente al 3294906999 per spiegarvi cosa mi ha fatto lo stato italiano.
    Per il reddito minimo dovrebbero applicarlo subito senza aspettare elezionied altre cose
    distinti saluti
    esposito michele

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 16:50

    Buona giornata signor Esposito.

    la contattremo al più presto fornendole ogni indicazione utile.

    Non possiamo garantire nulla ma lei ci metta l’impegno e la buona volontà che sono sicuro non le manca.
    Un posto che permetta di lavorare vedremo di trovarlo.

    Buona serata.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 2 gennaio 2013 18:03

    Saccavini,
    Utilissimo riflettere anche su questi altri punti.
    Bisognerebbe però poterlo fare non solo leggendo proclami di principio e parole generiche, se non affiancate da specifiche misure di come intervenire e finanziandole con quali mezzi.
    Altrimenti, la solita presa …(non quella della corrente elettrica).

    Visto che si parla anche e soprattutto della famosa “splendida” riforma epocale del lavoro della Ministro ELsa Fornero, proprio l’editoriale di oggi su Libero di Franco Bechis ci ricorda anche che tale maestosa riforma prevedeva 22 Decreti attuativi, a fronte dei quali il Governo Monti ne ha varato 1 (UNO) solo. Quindi la famosa riforma è, nei fatti, inattuata.

    Speriamo che li facciano ora, visto che per due mesi saranno ancora in carica e questi decreti debbono prima di tutto essere fatti dagli uffici ministeriali.

    Altrimenti, … si tratta della solita prosopopea elettoralistica che, a quanto pare, si impara presto a fare.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 20:43

    Sorgenti, lariforma del lavoro impostata da Fornero era già nata insufficiente e di prospettiva burocratico centralistica
    Poi ci si sono messi i sinistri regressivi a cominicare dalla CGIL: tutti indefessi sostenitori del governo tecnico.
    Taglia di qui, modifica di là, elimina di su, ecc. ci hanno messo sei mesi ad approvare un pastrocchio che il governo attuale credo non sia entusiasta di approvare.

    Se dovesse mai gestire il dopo elezioni, questa riforma sarà da buttare nel cestino (con buona pace del ministro Fornero, forse competente e tecnicamente preparata, ma che personalmente poco conosce di economia e gestione di impresa.

    La cosa meno riuscita e meno autonoma del governo tecnico

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 3 gennaio 2013 13:03

    Vero. Se poi andassimo a vedere cosa la Riforma Fornero ha previsto per il lavoro a tempo determinato (saltuario/intermittente), è davvero una “meraviglia” per stimolare l’occupazione.

    Infatti, mi pare di ricordare, è attuabile solo per giovani che non hanno compiuto i 24 anni o meno giovani che hanno superato i 55 anni!

    E’ gli altri? E quelli che stanno nel mezzo (e che sono anche le forze più inclini al lavoro) e quelle attività che per loro natura sono solo temporanee, intermittenti (non per loro decisione, ma per il tipo di mercato e committenza) e/o stagionali ?

    Molto meglio “stimolare” l’occupazione, con la rinuncia a tutte queste attività!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 3 gennaio 2013 14:12

    La riforma del lavoro, che Fornero ha avuto la eccessiva gentilezza di farsela attaccare al proprio nome, è un pastrocchio che non muta la sostanza del lavoro in Italia.
    C’è da rifare e semplificare tutto, come del resto dice l’Agenda Monti.
    (lo dice, naturalmente, senza incolpare Fornero, proprio ministro).

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 3 gennaio 2013 15:00

    E non sembra incredibile, per non dire assurdo, che uno scriva un programma che è il contrario della riforma che ha appena varato?

    La riforma Fornero l’ha fatta il Governo Monti, o no?
    E’ questa la credibilità?
    Ma perché le cose che ha scritto nell’agenda non le ha inserite nella riforma?

    Perché non le avrebbero votate, o almeno una certa parte politica non le avrebbe votate? E allora?

    Non mi si venga a dire che senza la riforma Fornero il Paese sarebbe sprofondato?

    Non sarebbe cambiato nulla e saremmo andati al voto avendo ben chiare le posizioni: così facendo, invece, questi signori stanno facendo campagna elettorale accusando il PDL di aver fatto cadere il Governo! E’ questo che è per me inaccettabile!!!

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 3 gennaio 2013 15:41

    Sorgenti, è giusto insistere ma anche necessario prendere atto della lezione che viene dal governo tecnico.

    Una soluzione anomala, di emergenza, che si reggeva su un appoggio interessato.
    Molto largo nei numeri, debole nella sostanza perché i veti erano dietro ogni angolo, dietro ogni porta.

    Teniamo conto della lezione. agiamo perché la maggioranza moderata e per bene del Paese trovi la sua espressione autonoma, priva di condizionamenti.

    Ci riusciremo?
    non si tratta di indovinare i risultati.
    L’esigenza e gli interessi del Paese oggi impongono che si lavori per questa soluzione.

    RE Q
  9. #9 scritto da Rinaldo Sorgenti il 3 gennaio 2013 16:17

    Condivido ed è per questo che non ci si può far ingannare da prosopopea che risulta sterile e per di più vuota di numeri e di riferimenti precisi su come si agirebbe per realizzare quegli stessi concetti.

    Ma come, si accusa altri di cambiare troppo velocemente idea e posizione (perchè non si è in grado di comprenderne la logica!) e poi si dice che si vuole abbassare le tasse (1% per carità, … senza dire come – ma facilmente induttivo quando si ricordi cos’era stato da loro previsto recentemente nella bozza di Legge di Stabilità è poi eliminato in Parlamento, perchè sarebbe stato più costoso per i contribuenti stessi di quanto apparentemente gli si riduceva come IRPEF), mentre solo 15 giorni prima diceva che questo non è assolutamente possibile; come per la eliminazione dell’IMU solo sulla 1° casa, ecc. ecc.!

    L’unico Movimento che parla chiaramente di cifre è stato, guarda caso, FARE per FERMARE IL DECLINO; il che, ovviamente, disturba.

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 3 gennaio 2013 16:56

    I numeri sono ostici in un programma elettorale…. Sorgenti.

    FARE per FERMAREILDECLINO è una postiva anomalia…

    RE Q
  11. #11 scritto da michele il 11 gennaio 2013 13:25

    Signor Saccavini buon giorno…
    Le scrivo per informarla che ieri in data 10 01 2013 sono stato alla lavorint di via Toledo. La ringrazio della disponibilità; in agenzia sono stati molto cortesi, anche se per ora non c’è alcuna opportunità di lavoro.
    Qual’ora dovessero esserci novità la ricontatterò per avvertirla.
    Cordiali saluti
    Michele Esposito

    RE Q
  12. #12 scritto da michele il 27 marzo 2013 07:23

    S.O,S.

    RE Q

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