Agenda Monti: prime impressioni. FERMAREILDECLINO (Alberto Bisin)

Oltre ai contributi di tanti della nostra Buccinasco aggiungiamo il parere, senz’altro più autorevole del nostro, di un docente d’economia a NY  che a Buccinasco ha fatto le scuole primarie. Quasi uno di casa, oltretutto fra i promotori di FERMAREILDECLINO. Leggiamo con calma e meditiamo, perché stiamo lavorando per il nostro futuro.

La visione da NY può aiutare a formulare una analisi meno impastata di faccende contingenti locali, che possono portare fuori rotta o distorcere un giudizio. Riflessione utile della quale ringraziamo il nostro “compaesano…”  ecco il contributo, che reca la firma e si trova in FERMAREILDECLINO.

 Complice il Natale, tra una cena e un’altra, isolato, con la famiglia, mi sono letto l’Agenda Monti. Tutta quanta ed in dettaglio. Lettura anche piacevole, scritta in modo scorrevole, senza troppe liste, ne’ dettagli, ne’ numeri. (Certo, per uno come me questo e’ un problema, me ne lamentero’ in seguito; ma dal punto di vista esclusivo della lettura, dopo un buon cappon magro abbondantemente  innaffiato da Sharis Livio Felluga  – che poteva esser peggio ma mi aspettavo meglio – e’ andata bene cosi’.)

L’analisi economica sottostante l’Agenda Monti e sostanzialmente condivisibile: la crisi ha richiesto interventi fiscali di emergenza volti a rassicurare investitori e partner politici e commerciali dell’affidabilità dell’Italia come debitore, della sua capacità di sostenere sacrifici per garantire i debiti; nel medio periodo però il paese deve tornare a crescere e nel contempo ridurre il rapporto debito-pil per evitare ricadute.

La crescita richiede liberalizzazioni profonde, in molti settori e mercati, e minore imposizione fiscale su famiglie e imprese; la riduzione del rapporto debito-pil non puo’ quindi ragionevolmente avvenire solo attraverso nuova crescita (perché   la crescita richiede minore imposizione e quindi maggior debito, coeteris paribus) ma necessita invece di importanti tagli di spesa pubblica. 

L’unico (ma importante) neo dell’analisi e’ la mancanza di riferimento alcuno ai mercati finanziari e soprattutto al settore bancario (tranne un generico “migliorare l’accesso al credito” a p. 8). La sua organizzazione industriale poco competitiva,  la sua inefficiente governance che lo porta a dipendere in modo perverso dal settore pubblico, la sua sottocapitalizzazione e la struttura del suo portafoglio, eccessivamente esposta verso il debito pubblico, dopo la crisi, sono gravi e pericolosi vincoli alla crescita del paese.  

L’omissione e’ grave non solo perché  vizia l’analisi, ma perché  essendosi Monti da sempre occupato del settore bancario, sia accademicamente che come consulente, essa potrebbe segnalare una sorta di sottomissione ideologica e/o psicologica che avremmo preferito non dover rimarcare.

La filosofia dell’Agenda Monti, stabilita esplicitamente già dalla prima pagina e declinata poi a mezzo di esempi verso la fine, e’ quella della economia sociale di mercato.

In buona sostanza, liberismo economico associato ad sistema di welfare e ad un sistema fiscale redistributivo che lo finanzi. Non c’entra molto con l’analisi di cui sopra. E’ una etichetta che Monti vuole sia attaccata a sé e al suo programma – una garanzia per la Chiesa, i moderati ovunque essi siano, e anche per certa sinistra.

Ma veniamo alle proposte di politica fiscale specifiche più importanti: UNO: pareggio di bilancio strutturale dal 2013; DUE: riduzione del rapporto debito-pil del 5% l’anno a partire dal 2015 fino ad un rapporto stazionario del 60%

A parte questo, il resto e’ nebbia: si parla di dismissioni del patrimonio pubblico senza dettagli riguardo a come (alla Cassa Depositi e Prestiti?) /cosa/quanto/quando? e soprattutto solo all’interno dell’espressione “valorizzazione/ dismissione del patrimonio pubblico” (p. 4); si parla di spending review con cambiamenti strutturali della spesa ma senza dettagli, sostituiti da espressioni come <<non […] solo “meno spesa”, ma “migliore spesa”>>  (p. 5.Lo dicevo che mi sarei lamentato della mancanza di dettagli e dati).

Si parla di ridurre le tasse ma sempre associando l’espressione a qualificativi del tipo “se si tiene la rotta”, “non appena le condizioni generali lo consentiranno” (p. 5); si parla anche di “trasferimento [del carico fiscale] sui grandi patrimoni” (p. 5), che puzza di patrimoniale, ma non la solita vecchia buona patrimoniale, roba nuova avanzata, associata a “meccanismi di misurazione della ricchezza oggettivi e tali da non causare fughe di capitale”.

Non si parla di federalismo fiscale, e si accenna genericamente ad un “federalismo responsabile e solidale”  e soprattutto “che non scada nel particolarismo e nel folclore” (p. 21). Il “folclore” sì quello ci terrorizza. La strategia, espressa dal governo Monti (Vittorio Grilli in particolare), di far transitare qualunque pezzo del paese in dismissione da una Cassa Depositi e Prestiti (CDP) legata a filo doppio a politica e Fondazioni bancarie, quella non ci fa paura. No.

Nemmeno una spending review che cerca e trova bruscolini ci fa paura. Ma il folclore… non ci dormiamo la notte. Tra gli altri interventi di politica economica si parla di: UNO liberalizzazioni nei settori delle industrie a rete, servizi pubblici locali, lavoratori autonomi e professioni, energia; DUE decentramento della contrattazione salariale; TRE: riforma della giustizia; QUATTRO riforma della scuola; CINQUE vari interventi di semplificazione burocratica

Sempre pochi dettagli. Alcune parole quasi rivoluzionarie sulla scuola: “autonomia e responsabilità come principi fondanti”, “meccanismi di incentivazione dei dirigenti scolastici […] e degli insegnanti (p. 10; anche se poi per questi ultimi si prevede solo carota senza bastone). E poco altro: sulla giustizia, la riforma va “continuata”;  mentre sull’università si fa riferimento ad un fantomatico “piano di investimenti in capitale umano (p. 10).

Pur senza mai riferire alla politica industriale, che Monti lo sa che non si fa, si  prospettano vari interventi che si potrebbero qualificare come tali: la creazione di un “Fondo per le ristrutturazioni industriali” (p. 8), l’attuazione della ”Agenda digitale” (p.11), vari interventi nella “economia verde” (p. 11-12), una nuova “strategia energetica nazionale”, protezioni alla economia agricola (p. 13), strategie di intervento nel turismo in “partnership pubblico-privato” e “intese” con “le fondazioni di origine non bancaria” (p. 13; perché  solo quelle di origine non bancaria?), investimenti in ricerca. 

Un capitolo a parte e’ quello sul welfare, quello in cui si declina, come dicevo, in che cosa consista il “sociale” in “economia sociale di mercato”. Il tutto e’ motivato da concetti alti: merito, responsabilità, trasparenza. Alcuni obiettivi sono mirati e precisi: i giovani, le donne… ma un “Piano Occupazione giovanile (p.16)? Quote rosa (p. 17)?

Si propone anche la “detassazione selettiva dei redditi da lavoro femminile” (p. 17). Non cosa pensare di questo. Si esprime la determinazione a spostare la protezione dell’occupazione dall’impresa  al lavoratore, cosa buona e giusta – fondamentale direi in Italia, oggi. Altri obiettivi sono invece un po’ ridicolmente velleitari: “ridurre a un anno il tempo medio del passaggio da una occupazione all’altra.

E poi c’e’ una lista di provvedimenti relativamente minori e inorganici; ma  tutto ok, direi, a prima vista. Per il resto l’Agenda naturalmente sottolinea i successi del passato governo, da quelli veri come la ristabilizzazione di una certa credibilità dell’Italia in Europa, a quelli veri con qualche ombra come la riforma delle pensioni, a quelli sostanzialmente inesistenti come le liberalizzazioni. Insomma, luci e ombre. Poche luci. Tra le frasi più belle c’e’ senza dubbio “aperti ma non disarmati sui mercati globali (p. 9).

FARE  per  FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Roberto De Micheli il 30 dicembre 2012 16:04

    Saccavini buongiorno,
    molto interessante questo post di fine anno di Alberto Bisin.
    Leggo che il “Vostro” Mario Monti è molto preoccupato del “folclore”,mi fa piacere sta cosa!

    Le volevo chiedere come mai se in Google si digitano le due parole MARIO MONTI… subito sotto ne compaiono tre…due uguali alle prime due e la terza è MASSONERIA….???
    Che sia una questione di folclore ?
    Saluti e buon anno nuovo….!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 16:58

    Non mi intendo di libri su riti esoterici, sette più o meno diaboliche, grembiuli o che altro.

    Se e quanto esistono davvero sono risibili: tale è l’effetto che qualche gran maestro ha fatto quando ha parlato di sé e delle gran logge.
    Con l’esclusione di un tal Gelli, che era un pericolo pubblico di suo e probabilmente della massoneria ha fatto uso prendendo per il naso i più o meno illustri portatori di grembiuli (o forse grembiali).

    Mi auguro che Monti non faccia parte di congreghe del genere… lo ritengo forse di un raziocinio superiore al livello medio dei partecipanti.
    Più probabile e di peso la partecipazione (non per volontà ma per chiamata da altri) in più o meno ristretit pensatoi sul mondo e sull’economia come Aspen o cose del genere.

    Le ricambio di sincer iauguri per il nuovo anno; per lei.
    Mi lasci dire anche per il nostro paese…

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 dicembre 2012 18:54

    Saccavini, grazie per aver messo questa interessante sintesi di valutazione della ormai (purtroppo) “famosa” Agenda Monti.

    Mi pare che, con molta eleganza e con l’intenzione di NON scatenare pesanti reazioni, i commenti siano alquanto chiari della inconsistenza e della genericità dei punti contenuti nell’Agenda stessa.

    Ho allora preso la briga di rileggerne le prime 9 pagine e devo dire che il mio SCONCERTO e STUPORE sono ad un limite di difficile contenimento.

    Sembra un insieme di espressioni generiche e scontate che, peraltro, si prestano a letture di ogni tipo !

    Peraltro, non pare proprio un programma scritto da chi ha appena avuto le mani in pasta e totalmente libere di fare quello che era necessario fare, o meglio, pare inevitabile domandarsi ma a cosa sia servito questo “rodaggio” di ben 13 mesi (oltre 400 giorni) se poi si arriva a dire ciò che è scritto in queste pagine?

    - 1° Pagina: espressioni generiche e scontate.
    - 2° Pagina: … in Europa occorre una presenza costante e vigile per far valere il proprio punto di vista (!). … non serve battere i pugni sul tavolo !
    - 3° Pagina: Genericità e PRESUNZIONE eclatanti.

    L’azione ha permesso di rafforzare e rinsaldare i legami in Ue e USA!
    Ma dove eravamo prima, … a fare i pirati nel Mar Rosso?
    Fantastica l’analisi sullo spread e sull’onere per l’Italia, con un’analisi che parte – guarda caso – proprio e solo dal Nov. 2011!

    E……………
    (L’ANALISI DI SORGENTI SEGUE NEL SUO COMMENTO #5)

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 19:10

    Qui in Città Ideale riguardo ad ogni questione si adotta il criterio della analisi e della discussione nel merito, Sorgenti.

    Io traggo giudizi totalmente diversi e soprattutto vedo per la prima volta espresse le criticità del nostro paese e delle sue strutture, indicando con chiarezza le terapie. Anche ed in particolare riguardo al Lavoro, che uscirà domani.

    L’analisi sulla situazione internazionale, che l’Agenda pone agli inizi, sembra di particolare vigore e sapore.
    Condivido totalmente al riguardo il principio che nelle relazioni europee e internazionali si deve convincere portando argomenti e credibilità: il pugno sul tavolo lo si può usare al bar giocando alla morra…
    (questione di indole, ma anche di Machiavelli e Talleyrand, che del ragionare freddamente sono stati maestri)

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 dicembre 2012 19:16

    Segue l’analisi dell’Agenza Monti. Mi è scappata una battuta di tasto errato. Riprendo e per cortesia rendilo continuo con il precedente commento (vista la lunghezza, meglio il doppio spazio, con un continua; ndr) :

    E 6-12 mesi prima, qual’era la situazione?

    - 4° Pagina: Punto 2 – crescita.
    Definire ciò che è scritto, spudorato e speculativo è poco! Solo un tentativo di attribuirsi un merito personale, sulla pelle di chi lo ha indebitamente dovuto subire. Incredibile!
    Tanto è vero che, nello stesso tempo (13 mesi) il debito NON è affatto diminuito!

    - 5° Pagina: idem come sopra.

    - 6° Pagina: … entro i primi 100 giorni (???) una “consultazione” per IDENTIFICARE le 100 procedure da eliminare o ridurre con priorità assoluta!!! Ma come, ed i primi 400 giorni a che cosa sono serviti ???

    - 7° Pagina: L’anno passato ha segnato un salto di qualità negli interventi per l’apertura dei mercati ??? … Rivitalizzare la vocazione industriale … ??? STUPEFACENTE, davvero.

    Nei mesi scorsi, migliorare il contesto competitivo per le imprese è stato il filo rosso dell’azione del governo! (Ma davvero? Se ne è accorto qualcuno?)

    Dulcis in fondo pagina: … conseguita una riduzione dei costi di approvvigionamento energetico !!!
    INCREDIBILE, davvero!
    Ma se abbiamo raggiunto un livello astronomico di costi aggiunti per incentivi al sistema elettrico nazionale (che loro stessi dicono nella SEN) pari a 170 miliardi di euro per i prossimi 20 anni, ai quali – nella SEN – si propongono di aggiungerne SOLO altri 70 miliardi entro il 2020 ???
    La nausea è arrivata ad un livello quasi pericoloso !

    - 8° Pagina: Occorre continuare a lavorare per la riduzione del costo dell’energia!?! Sottolineato.

    Nel 2011 la Bolletta energetica nazionale è stata di 62 miliardi di Euro e nel 2012 sarà di 64 miliardi di Euro!
    Ma ci fa o ci è ??? INCREDIBILE!

    Poi, in altro capoverso: … regime delle start-up, … che aiuti i giovani nella primissima fase di avvio della loro impresa!
    Si, con la costituzione di una società con un capitale di 1 Euro !!! Lascio a voi ogni aggettivo appropriato!

    - 9° Pagina: leggere cosa dice sulle imprese “grandi” italiane ed il resto è … stravolgente! (ndr.: il sistema Paese è fatto per oltre il 90% da PMI!).
    Poi aggiunge: Adesso (???) si è iniziato a invertire la rotta!

    Caro Luigi, occorre prendere il coraggio di dissociarsi da tanta assurda presunzione, banalità e … spudorataggine.

    Ricordo che c’è qualcun altro che ha preso l’iniziativa (insolita) di scrivere il PROGRAMMA elettorale (non moltissimo tempo fa) e sarebbe proprio il caso di andarselo a rileggere e comparare.

    Altrimenti, basta dire (come abbiamo più volte sentito dire da altro): … noi garantiamo che sapremo governare il Paese!
    (C’è da sperare NON come fatto negli 8,5 anni di predcedenti governi di sinistra).

    Dimmi pure che sono POLEMICO, ma ti prego prima prova a rileggere quel documento, avendo cura di prendere prima una buona dose di aspirina e di tranquillanti!
    Buona serata e … speriamo che il futuro ci riservi qualcosa di … sorprendente (almeno la speranza, come giustamente ci ha ricordato Flavio).

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 22:54

    Credo che il lettore faccia fatica a capire il pensiero di Sorgenti (che coglie aspetti anche oggettivamente da considerare).
    Mi propongo di riuscire a stendere l’Agenda Monti con le chiose che Sorgenti indica ad ogni punto, in modo che la sua analisi possa compararsi con il suo pensiero.

    Mi permetto di consigliargli di sostituire avverbi e aggettivi apodittici (validi di per sé, senza motivazioni, se non implicite), con riflessioni più comprensibili al lettore…

    Restiamo della convizione che il documento è una buona se non ottima base, proposizione di lavoro.
    Un ragionare sulle cose, mettendosi in discussione: una cosa che in Italia da tempo si è dimenticato di fare, se non appunto con affermazioni vuote, promettendo cose, senza indirizzo.
    Qui si trovano per ogni punto l’analisi per l’esistente e l’indirizzo che si intende affrontare per il Paese.

    Un programma è sempre squalificabile essendo per l’appunto un programma, non una analisi di quanto fatto.
    Basta dire che chi l’ha scritto non vorrà farlo.
    Non è così che si analizza un programma; non voglio pensare cosa sarebbe successo se questo programma fosse stato di un Monti che si presentava premier entro il PDL.

    Cerchiamo di fare l’interesse del Paese, e mettiamo da parte la partigianeria…. almeno noi.

    A far caciara saranno già i mestieranti dei partiti (è il lro mestiere). Cerchiamo di distinguerci e diamo alle nostre valutazioni almeno il beneficio della buona fede, se non della correttezza e lealtà.

    FARE per FERMAREILDECLINO.

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 31 dicembre 2012 14:15

    Luigi, comprendo che trovare chi non si adegua in un’apoteosi alle molte valutazioni generiche e personalistiche (contenute nell’Agenda Monti) possa dare fastidio.
    Ma dato che io non metto in discussione la serietà di analisi (seppure non la condivida), ti prego non lasciarti neppure vagamente scappare che la mia possa essere non in buona fede, corretta e leale!

    Per fare questo, quanto suggerisci (cioè di riprendere punto per punto – o pagina per pagina) quanto espresso nell’Agenda e affiancarvi le mie valutazioni mi parrebbe il modo migliore per ragionarci su e vedere come davvero si possono porre le cose e come le si dovrebbero interpretare, peraltro alla luce dei fatti: i 13 mesi di dominio istituzionale concesso al prelodato.

    E’ proprio per tentare di far riflettere su quelli che sono davvero gli interessi del Paese, che mi dedico a queste analisi, come sempre fatto peraltro anche nel mio passato.

    Avevo suggerito di fare una riunione, dove magari esaminare con serenità e con i documenti sotto mano questo “Manifesto” e le considerazioni finora scambiateci mi sembra la rendano ancora più opportuna. Io, nel caso, ci sono.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 31 dicembre 2012 16:09

    Non ci sono problemi di relazione Sorgenti, assolutamente.

    Noi siamo strutturalmente nelle condizioni in cui sono impegnati ed agiscono i promotori di FERMAREILDECLINO: non ci muove interesse personale, ma quello del Paese.

    Quanto alla analisi sembra interessante l’articolo di Zingale che è uscito su ilsole24ore, che coglie aspetti critici in buona parte già messi in evidenza da Sorgenti e Dalseno…

    Vedremo come evolverà la situazione….

    Intanto prendiamo atto che, come previsto, l’apparato PD ha scartato i renziani promuovendo nomi nuovi e donne dell’attivo storico….
    I non iscritti del PD avranno di che meditare al riguardo, circa il modo moderno di applicare il “centralismo democratico”, come ben descritto dall’articolo di Ainis che ci ha suggerito Cereda.

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 2 gennaio 2013 11:21

    Su questo Luigi hai colto nel segno: il 40% di Renzi alle primarie costituisce un ghiotto boccone elettorale per i montiani!
    E’ da lì che sperano di pescare a man bassa, più un po’ di indecisi, i loro voti storici (pochini, pochini) e qualcosa dal cdx. Abbastanza per pesare, ma assolutamente insufficienti per vincere.

    E’ una manovra elettorale, nulla più, o almeno così mi appare.

    Allo stesso tempo è un bel grattacapo per Bersani che vedrà voti in uscita verso Monti e altrettanti se non di più verso Vendola e compagni (in tutti i sensi): rischia di ripetere l’esperienza siciliana con il M5S primo partito!

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 11:49

    Un percoso ancora da fare per almeno il 90%… siamo ai primi passi e la politica (arte del possibile, non dimentichiamolo) ci riserverà sicuramente altre e diverse sorprese.

    Non sarei cosi assolutista, oggi, sui risultati.
    A entrambi gli schieramenti (destra/sinistra) conviene insistere sul tema per trasmettere mediaticamente un segnale che loro fa comodo.

    Sarà tutta da vedere e vivere…

    RE Q
  11. #11 scritto da Rinaldo Sorgenti il 2 gennaio 2013 15:12

    Per essere un pochino “provocatorio”, mi verrebbe la voglia di suggerire (qualora non ci avessero già pensato (ma alla primissima occasione, mi premurerò di verificarlo con alcuni del vertice) di ipotizzare/tentare un collegamento con il movimento M5S (Grillo, per intenderci)!

    Sono il primo a criticare la demagogia di diverse delle posizioni cavalcate da Grillo (che specula sulla sua capacità oratoria e da cabaret (ma ognuno gioca con le armi che gli vengono meglio) ma, quantomeno, a quanto appare, pare che costoro pescheranno abbondantemente dalla “società civile” (inteso dal mondo che non fa già parte degli apparati politicanti noti e storici) e, quindi, quantomeno si avrebbe a che fare con molta gente non già compromessa o dinosauri del mestiere, ben poco credibili, di cui ci si vorrebbe finalmente liberare.

    Inoltre, al M5S la cosa potrebbe anche interessare perchè nel Movimento di: ” FARE per FERMARE IL DECLINO ” ci sono seri ed ottimi professionisti del libero mercato che non hanno cose da farsi perdonare, mentre darebbero certo un valido contributo di esperienze utilissime poi nell’attività politica, una volta eletti.

    Purtroppo, per essere eletti occorre infatti raggiungere e superare le soglie minime previste, che andando da soli difficilmente saranno raggiungibili e per questo sono previste agevolazioni alle aggregazioni, sia alla Camera, ma ancor più al Senato.

    Questo favorirebbe quindi l’opportunità per alcuni rappresentanti di questo ambito sicuramente liberale di potersi esprimere dove serve.

    Che ne pensate?

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 15:44

    L’attenzione verso i movimenti cosiddetti anti-sistema, fa parte delle variabili di una politica condotta con intelligenza, Sorgenti.

    Aspettiamoci di tutto, senza escludere nulla: recuperare ad una politica che sia per il paese positiva il consenso verso il movimento Grillo, indirizzata seriamente ad una rifondazione dello Stato, non solo è positivo ma crediamo anche altamente meritorio.

    Dipende dal come e quali sono i costi da dover pagare… ci vuole grande acume politico… e spero che i nostri siano in grado di esprimerlo.

    RE Q

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