Agenda Monti prime impressioni: le valutazioni di Sorgenti

Rinaldo Sorgenti è un professionista esperto in energia; nel suo campo è persona di vaglia. Su Città Ideale è frequente commentatore, apprezzato e letto da molti, è da credersi quindi con interesse. Quando assume posizioni politiche assume un agire deciso, anche polemico.

Tuttavia siamo sempre in un ambito non banale, dai contenuti che vanno letti, anche degni di meditazione. Gli aspetti della realtà sono molto spesso complessi. Se poi parliamo del nostro Paese in questo periodo, il rischio di perdersi è facile.

Proprio per questo è bene ed utile informarsi e conoscere le  diverse posizioni. Sono tutte legittime, direi nostro dovere affrontarle con animo aperto e disponibile. Si imparerà sempre qualcosa, che potrà alla fine convincerci o farci permanere nelle nostre posizioni ma in ogni caso  ne usciremo arricchiti. Il confronto ci è sempre utile.

 Avere dubbi sull’impostazione che il “montismo” avrebbe l’intenzione di portare avanti mi sembra quantomeno illusorio, se non cieco delle evidenze. Non basta tutto quello che ha fatto in 13 mesi di regno assoluto ed incontrastato (?) e quello che HA DETTO, non più di 6 giorni fa??? Quanto ha già detto Andrea D., mi sembra perfetto e totalmente da sottoscrivere:

“Ben detto, la divisione dei moderati che a Buccinasco ha fatto vincere la minoranza: e la discesa, pardon la salita (?), in campo di Monti che spara a palle incatenate contro la vecchia maggioranza, democraticamente eletta, per spaccare l’elettorato moderato, come la dovremmo chiamare?

Questo è quello che sta avvenendo con Monti, non il contrario: se Monti avesse voluto unire avrebbe dovuto cogliere al balzo l’offerta di Berlusconi di guidare la coalizione di centro-destra. Ha preferito dividere! Sbaglio? ”

Ma voi come lo qualificate l’inopportuno viaggio di Monti al Congresso PPE di Bruxelles del mese scorso? Alla luce di quanto ha detto e fatto meno di un mese dopo, che cosa ci è andato a fare? È davvero incredibile e … SENZA PUDORE!

Occorre proprio evitare l’errore di dividersi che è stato fatto a Buccinasco, salvo che nelle intenzioni, non ci siano poi gli inciuci con la sinistra, pur di galleggiare e condividere, in termini di vantaggi personali. So che questo non è certo nello stile e nelle intenzioni di Saccavini e quindi è però opportuno che non si inducano – involontariamente – altri nell’errore.

Se abbiamo dovuto subire quanto successo ed evitare che si ripeta, occorre non dimenticare lo spudorato vontafaccia di Fini e suoi congiurati e distinguersi da qualunque aggregazione che coinvolga ancora costoro: è un MUST obbligato!  In questo sventurato caso, molto meglio Grillo (che è tutto dire)!

Guardiamo allora alle migliori esperienze moderate, davvero social-democratiche (non solo nel nome, usato per mistificare) e liberali che vanno riaggregate e stimolate a partecipare, per evitare il disastro annunciato.

Vero che i problemi dell’Italia non sono stati causati dagli ultimi 13 mesi di “forzoso montismo” – non certo espresso dal libero voto –.  Semmai questo li ha esacerbati e resi ancora più gravosi e penalizzanti in un periodo di difficoltà dovute alla situazione internazionale.

Ma è proprio grazie alle chiare evidenze dei disastri fatti dalla Prima Repubblica, che non bisogna fare l’errore di una sua restaurazione sotto false spoglie.

Le pretese e forzature della Lega in Lombardia sono esagerate ed incomprensibili (personalismi fuori luogo, alla luce anche dei recenti eventi che li hanno riguardati ben da vicino) che rischiano davvero di portarci ad una grave involuzione.

Peccato anche l’incomprensibile voltafaccia di Albertini (che, serietà vorrebbe, completasse il mandato Europeo a cui è stato eletto, in rispetto di chi lo ha votato), ha complicato le cose ed in questi casi, un “terzo” nome, davvero di centrodestra, sarebbe auspicabile. Staremo a vedere perché  – per fortuna – le cose non sono ancora definite.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 14:08

    Eccezion fatta per una sottigliezza in merito alla posizione su Albertini (voltafaccia prevedibile e comprensibile, legato a personalismi che nulla hanno a che fare con il concetto di politica di servizio; personaggi il cui ego sembra sopravanzare di gran lunga le capacità), sottoscrivo in pieno.

    RE Q
  2. #2 scritto da Flavio, cittadino il 1 gennaio 2013 20:54

    Ditemene UNA, chiedeva il Dr. Rinaldo
    dell’Anno Monti.
    Forse, i Proff. Monti e Passera avranno avuto come obiettivo
    abbassare il Rischio di Insolvenza, più che lo spread.

    Tanto più solide e liquide sono le nostre banche,
    tanto minore è il rischio di una crisi di fiducia – avranno detto –

    E lavorando sulle ratio di liquidità, da Buoni Banchieri Centrali, avranno detto: perchè prestare alle Imprese, visto che tali prestiti non sono considerati liquidi ?
    E, forse, con unico obiettivo quello di aumentare il coefficiente di liquidità, per salvaquardare il Rischio d’Insolvenza, si sono lasciati ingannare dall’unico beneficio anticrisi raggiunto – il miglioramento del mercato del nostro debito pubblico -

    Infatti il coeff. di liquidità aumenta indirettamente la domanda di titoli di Stato italiani da parte del sistema bancario.

    A fronte della riduzione Rischio Insolvenza, c’è stata una forte, fortissima contrazione economica.

    E, tra l’altro, una riduzione del PIL mette in dubbio la solvibilità di lungo periodo del nostro Paese.
    I due illustri Proff. hanno combattuto il credit crunch da Banchieri, comprando titoli, non da Capi di Stato, elargendo prestiti alle imprese.

    Merkel in Germania ha potuto giocare una mossa cui nessuno in Europa può replicare: la svalutazione competitiva, non attraverso il tasso di cambio (fisso), ma attraverso il livello dei prezzi,
    e poi l’aumento di investimenti in ricerca tecnologica,
    e poi il taglio di posti nel settore pubblico,
    e poi la riduzione delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ..

    Mi sono permesso di scrivere questo commento, preso in larga parte dalla lettura di L. Zingales, Il mercato.

    Dear Prof. Monti,
    per favore, non chiami la sua idea di Lista, “La banca per l’impresa”, perchè se esce a Marzo in quella forma la Tobin Tax, mi rimangono gli esperimenti nell’orto.
    Mille ringraziamenti alle firme di Città Ideale
    per il dibattito sollevato

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 1 gennaio 2013 21:46

    Tecnico ma molto stimolante nelle sue note il commento di Flavio.

    Per un verso è da considerare inevitabile che se sei debole, gli altri operatori profittino della tua debolezza per fare mercato e tu ne subisca le conseguenze.
    Questo avviene anche a livello di stati.

    La finanza a livello globale è sregolata (come anche oggi è venuto dal Papa): una mancanza di regole che diversi Paesi non vogliono che vengano introdotte.
    Draghi lo ha denunciato e proposto al FMI nel 2008.
    Inseguire le scelte giuste in queste condizioni è opera faticosa e spesso senza effetti. Un po’ come svuotare il mare con il secchiello da spiaggia.

    Un terreno da seguire quello della finanza, tutt’altro che risolto.
    La Tobin tax, applicata entro una parte del globo è destinata a fallire. Il presupposto di una appliczione efficate è lasua validità nel globo.
    Regole come quelle ventilate (che non conosco in dettaglio), sembra siano da considerare trovate politiche su richiesta di qualche candidato che ne fa uso in termini elettorali.
    Ciò tuttavia obbliga chi ha in mano le leve del potere ad agire valutando tutte le opzioni con grande cura.

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 2 gennaio 2013 11:54

    I mercati non vanno gestiti secondo fantomatiche logiche di equità ed equi-distribuzione, tanto arbitrarie quanto estranee al funzionamento dei mercati stessi, ma secondo logiche di efficacia ed efficienza.

    Ogni regola artificiale volta a penalizzare comportamenti ritenuti inopportuni è destinata a fallire, perché tale logica è arbitraria e ci sarà sempre qualcuno che non la condivide e non la applica.

    Se, al contrario, la regola è volta a rendere il mercato più efficiente tutti si dovranno, giocoforza, adeguare!

    Le mie nozioni di finanza mobiliare risalgono ai tempi dell’università e quindi sono parecchio datate, ma provo comunque a fare un esempio, che spero non sia troppo fuori dal tempo: qual’è l’utilità di avere un book trasparente se poi le informazioni in esso contenute non sono reali, e quindi espressione del sentiment di mercato, ma manipolate?

    In quest’ottica il prezzo pagato avrebbe un senso perché renderebbe più efficienti le informazioni presenti e più efficaci le transazioni: sarà sempre e comunque un trade-off tra costo e beneficio, ma sarebbe collegato alle logiche del mercato.

    Stesso discorso per quanto riguarda i derivati come i futures che hanno ormai completamente perso la loro caratteristica di strumenti per gestione del rischio o, peggio ancora, dei CDS in cui il rischio di controparte non è correttamente determinato (chi sottoscriverebbe una polizza con una compagna che in caso di incidente si rivelasse insolvente?).

    Flavio, che è più tecnico di me sulla questione potrebbe dare qualche utile suggerimento.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 12:30

    Flavio c’è, Andrea.

    attendiamo che batta un colpo…..

    RE Q
  6. #6 scritto da Flavio, cittadino il 2 gennaio 2013 21:25

    Andrea, ciao,
    provo ad aggiungere alcune note,
    pur essendo un semplice Matematico, che fa trading, e non un laureato in Economia.

    Ci eravamo lasciati sul come sostenere il mercato del nostro debito pubblico, per scongiurare l’insolvenza bancaria.
    Se nell’agosto 2011 gli italiani avessero perso immediatamente fiducia, avrebbero rifiutato di investire sui titoli italiani – e la spirale sarebbe stata un collasso -

    Mi piacciono molto le tue prime affermazioni sul mercato standardizzato – del debito pubblico, o del private equity (acquisizione da parte di investitori istituzionali di azioni in società non quotate su mercati regolamentati).

    Anche se, abbrevio le idee di Zingales:
    - l’incertezza sulla solvibilità delle banche rende loro difficile raccogliere fondi sul Mercato
    - la ricapitalizzazione delle banche, così diceva Barroso, dovrebbe essere effettuata dal Mercato, visto che i Governi nazionali non ne hanno forse le risorse
    - il massiccio intervento dell’Europa a sostegno del debito di ITA e SPA dovrebbe essere (almeno potenzialmente) illimitato; se ci fosse un tetto, il Mercato andrebbe subito a testarlo.
    Dunque Mercato, Mercato, Mercato !

    Viene da chiedersi se il mandato a Monti
    non sia stato un colpo di stato dei Mercati ! – per salvarci da un ancor peggiore commissariamento del FMI.

    Se ho ben compreso il fine era l’indipendenza dal Mercato !!

    Esiste quindi una sola via d’uscita che ci mette al riparo dalla volatilità del Mercato: raggiungere il pareggio di bilancio diciamo nell’arco di 1 anno.

    Non dovendo più dipendere dal Mercato per finanziare la spesa pubblica, l’ITA darebbe un segnale credibile che sta rientrando dal debito, non solo in %Pil, ma anche in valore assoluto.

    Capirai, Andrea,
    in tutto questo mettersi al sicuro, non c’è più spazio, credo, neanche per il mediocredito di aprire tanti contratti di default swap CDS, di coperture cioè che rientrano più nella tattica, che nella strategia,
    almeno, io la leggo così.

    E tu dici poi i futures:
    quanto constatò G. Tremonti un 2-3 anni orsono, dopo il 2007, sono “tornati i bankers”,
    credo, che non sia poi così vero.

    Io, nell’Anno Monti, ho sempre visto ben distinto la sua regia dal mio lavoro fatto di discreti volumi (grazie alle leve), con margini risicati ed elevati rischi.

    Mi tengo il buon maestro di trading, Nassim Taleb, le tecniche di approssimazione imparate a Fisica e le Matematiche di Mandelbrot sullo studio del caso.
    Ringrazio della stima, Andrea,
    buon lavoro e Buon Anno.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 3 gennaio 2013 08:29

    Un grazie e buona giornata da Città Ideale, Flavio.

    Chiaro e ben descritto…

    Tenere accese tutte le luci perché ogni domani è un altro giorno (e non sai cosa ti aspetta)

    grazie di nuovo

    RE Q

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