Agenda Monti prime impressioni: il pensiero di Loris Cereda

Questo sottostante è un commento che, per i suoi contenuti, Città Ideale ritiene di far salire (in italiano andremmo meglio “elevare”, ma adesso il salire è sinonimo d’uso fra operatori dei media) all’attenzione di articolo.

Non significa naturalmente che ad articoli vadano solo contributi che Città Ideale condivide. Non è questo lo spirito e l’intento: la nostra è una palestra aperta e rispettosa di tutti. Quando all’assunto di Cereda, che risale dall’articolo di Ainis, costituzionalista di vaglia (VEDI) qualcosa dovrebbe essere meglio tarato.

In particolare dare all’Agenda Monti un carattere elitario appare decisamente eccessivo. E’ innanzitutto la risposta alternativa ai politici di mestiere, ai partiti: in Italia dagli esiti fallimentari, questi si elitari e chiusi, divenuti antipolitica. Alternativa che apre a tutti, in base alle competenze. Rifiuto di camarille e conventicole.

La giustizia: ha ragione Cereda. La giustizia nella Agenda Monti non  è  richiamata. In Città Ideale faremo onestamente l’elenco delle cose che riteniamo sottostimate o mancanti. Ve ne sono, come il rinnovamento del sistema costituzionale. Per le parti inattuale innanzitutto e per i meccanismi entro cui declinare l’autonomia del potere, oggi a livelli degradati. Ecco il contributo di Cereda.

L’articolo di fondo del Corriere di oggi (Michele Ainis) è geniale nella sua semplicità e sintetizza, direi in modo perfetto, le opzioni che oggi vengono offerte agli elettori italiani. Non parla dei programmi ma dei modelli istituzionali di riferimento (del resto Ainis è un costituzionalista).
E’ evidente però che i modelli tracciati da Ainis sottintendono i programmi, perchè i modi in cui le varie forze propongono le loro legittimazioni sono le basi su cui si regge la loro proposta di Governo.
Per chi, come me, ha condiviso ed approfondito le proposte della scuola di scienza politica italiana di Mosca, Pareto, Michels e del Prof. Albertoni (incoerentemente poi sbarcato nella Lega) è evidente l’attrazione che il modello elitario di Monti può esercitare e le rivoluzione che esso rappresenta. L’ideale di un Governo di persone preparate, che non vivono di politica, e che offrono la loro esperienza di elite al Governo del Paese, è la soluzione moderna a quella che Evola chiamava una Società Organica, dove i ruoli sono definiti dall’attitudine a ricoprirli.

La vera sfida per questo modello non fa riferimento alle logiche della politica che conosciamo ma al reale problema (che Pareto ha mirabilmente definito) di come si definiscono le elite. Questa è la vera sfida che attende Monti: sarà capace di selezionare una vera elite?

E qui la risposta sta proprio nel “chi è Mario Monti” e cioè: è un esponente di un elite moderna e capace o è il frutto di quella commistione lobbistica tra politica, magistratura, università, poteri forti, consigli di amministrazione di grandi aziende e banche, aristocrazie del denaro?

E’ cioè un “uomo differenziato” (Evola) o è un semplice modo di riverniciare il vecchio affinché  l’Italia continui a riproporre quella immobilità sociale che precludendo ogni accesso dei migliori a posti organici alle loro capacità ripropone la sostanziale dominazione di elite tutt’altro che organiche?
Perché,  va detto senza esitazioni, Berlusconi, con tutti i difetti del berlusconismo, è stato comunque capace di rompere i modelli di dominazione sociale che l’Italia dei salotti buoni ha strenuamente difeso dal dopo guerra fino al 1994; ha aperto spazi nuovi di libertà e di liberismo contro i quali tutto il mondo reazionario e falsamente progressista si è scagliato, usando la magistratura come arma impropria.
Poi Berlusconi non è stato capace di difendere i principi del suo agire dall’inquinamento del partito perchè è uomo da “stato nascente” (Alberoni) e non da istituzionalizzazione, da qui il fallimento del PDL.
In questo dubbio, su chi oggi tra Monti e Berlusconi, possa davvero permettere all’Italia di essere governata dai migliori non riesco a trovare una soluzione, non riesco a vedere la realtà a 360° in modo chiaro.
Resto quindi del parere che, in assenza di risposte chiare sul “tutto” sia meglio occuparsi del “particolare” ed essendo per me prioritario, nel mio poco e nel mio piccolo, riformare il sistema giudiziario italiano (il vero reale e principale vulnus alle aspirazioni dei migliori), sosterrò il Partito Radicale, unico partito a porre questa questione al centro del dibattito politico.
Mi limito ad aggiungere che chi (come Fermare il Declino o Italia Futura) (non, ndr)  pone al centro del dibattito la giustizia civile, commette un errore enorme nel valutare le priorità; escludendo l’ Uomo (quello che paga la mala giustizia penale) dalle proprie priorità non si prepara un nuovo umanesimo, e nemmeno un paese migliore.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 15:19

    Ottima riflessione.
    Anch’io avevo un dubbio, ma che ho risolto: No Monti!

    Poi si potrebbe attuare una fase di rilancio con una staffetta, predefinita ed a tempi certi. D’altra parte, l’abbiamo già visto fare anche a sinistra e con metodi non proprio “democratici”.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 29 dicembre 2012 15:24

    Naturale che le sue scelte sono rispettabili Sorgenti.

    il problema che abbiamo davanti oggi non è questo però.

    Da cittadini siamo chiamati a fare una scelta per il Paese, individuando la soluzione politica appropriata per un progetto coerente e portato avanti senza tentennamenti almeno per un medio periodo.

    Staffette: non capisco cosa stia proponendo. A me paiono concetti da partitocrazia che si divide il potere, non da “politica di servizio” come oggi è richiesto.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 15:29

    Appunto, una scelta per il Paese, individuando la soluzione politica appropriata:
    C’è qualcosa d’altro oltre alla sinistra ed alla caravella montiana?

    Io spero di si e mi batterò per quella, con spirito di servizio.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 00:30

    Tutto può succedere Sorgenti, anche che il PDL arrivi ad avere la maggioranza.

    Molto difficile, ma può succedere.
    Il giorno dopo, con il Paese spaccato a metà come crede che il nuovo governo possa affrontare le criticità esistenti, cui si aggiungeranno le perplessità sul piano internazionale?
    Certo, le perplessità internazionali potranno anche essere esagerate o interessate: le conseguenze però sarebbero comunque una ulteriore pastoia nel delineare un piano di riequilibrio (che sarà comunque indispensabile).

    Lavoriamo per il Paese Sorgenti: ciò che è ultile al Paese è la cosa da fare.

    Questo è il momento di scegliere e perseguire con determinazione la scelta base:

    Righ or wrong, first my country.

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 13:56

    Luigi, ammettiamo, per ipotesi, che vinca Monti: col Paese spaccato in tre andrebbe meglio?

    Avremmo maggior credibilità all’estero?

    Se per credibilità significa accondiscendenza a Frau Merkel no grazie! First my country!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 14:47

    Sarebbe drammatico un risultato come quello che ipotizzi, Andrea.

    L’Agenda Monti (l’Agenda si badi, non Monti persona) deve ottenere la maggioranza ed essere libera da condizionamenti per avere il risultato utile al Paese.

    Qualsiasi risultato che consentisse alla partitocrazia di condizionare il programma, sarebbe insufficiente e metterebbe il Paese in condizioni ben poco credibili verso il sistema finanziario.
    Dove mai andrebbe la capacità di ridurre l’indebitamento in modo coordinato, senza creare scosse al sistema globale?

    Andrea ha colto in pieno il problema: cosa oggi abbiamo davanti da scegliere.

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 15:12

    L’Agenda Monti non si candida!

    Anzi , per inciso, non si candida nemmeno Monti, che preferisce, con la scusa di non fare sgarbi al Presidente, non mollare la cadrega!

    Non eleggiamo nessuna agenda Monti, ma parlamentari di questo o quel partito!

    Che non avranno la maggioranza e faranno da stampella a Bersani.

    Con la scusa del compromesso, poi, ognuno avrà le mani libere e potrà agevolmente e impunemente accantonare definitivamente ogni appiglio, per quanto labile, col programma di partenza, tranne, ovviamente, ciò che farà di volta in volta comodo, sulla base di interpretazioni molto di parte.
    Sarebbe un disastro?

    Sarà un disastro per tutti tranne per quei quattro gatti che si spartiranno le briciole del potere.

    Renditi conto che se Monti avesse voluto “unire” avrebbe fatto tutt’altro!

    Ne convieni o no?

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 15:34

    Saccavini, il Cittadino Saccavini andrà a votare un programma.
    Se sceglierà un candidato questo sarà del tutto estraneo a qualsiasi politico di mestiere.

    Questo in queste elezioni è ciò che il Paese richiede ai Cittadini.
    Scegliere entro ques’accozzaglia di mestieranti che chiedono il voto per farsi gli affari propri: no.

    Naturalmente mai il Cittadino in questione contribuirà al tran tran galleggiando sul debito o al crollo del Paese votanto chiunque si presenti con il PD.

    L’unica soluzione è una soluzione trasversale perché l’esperienza del paese spaccato in due parti ciascuna che delegittima l’altra, l’abbiamo già fatta ed ha contribuito non poco a mettere il Paese ove si trova ora.
    Una grande coalizione vedrebbe la conservazione dei poteri partitocratici e il Paese fermo.

    Indirizzo che condivido, non potendosi neppure lontanamente ipotizzare un governo Berlusconi Bersani anche con il ticket… faremmo sorridere il globo, oltre ad andare a fondo (e mandare a fondo il pianeta, dietro di noi).

    E’ un mio parere ma credo che la scelta di Monti sia stata forzata e direi costretta a prendere l’indirizzo che ha preso.

    RE Q
  9. #9 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 dicembre 2012 17:21

    Saccavini, scusa, ma quanto tu ipotizzi al post nr. 4 (vince il PdL ed avremmo il Paese spaccato a metà; … e questo non va bene!
    Ok, ma se vince il Pd (con le aggregazioni che sappiamo) non sarebbe la stessa cosa: un Paese spaccato a metà e con degli interpreti che di intervenire sugli sprechi e sperperi statalisti NON ne l’ha neppure mai ipotizzato !

    Che la sinistra multicolore al Governo non abbia saputo mettere in pratica alcuna delle azioni necessarie a recuperare condizioni opportune per il Paese lo abbiamo più che sperimentato (1996-2001 e poi 2006-2008) dove, anzi, le prime cose che hanno saputo fare è stato creare il caos decisionale nel Paese per ogni grande opera (la modifica del titolo V), l’annullamento della manovra Tremonti-Maroni sulle pensioni, l’annullamento della legge per la riduzione dei Parlamentari – entrambe fatte dai Governi Berlusconi, e molte altre ancora.

    E’ evidente che occorra uno sforzo da parte delle forze migliori e più aperte a principi economici e liberali ed è uno scandalo (SCANDALO) che quel tecnico si sia espresso come ha fatto e si sia comportato come abbiamo visto, creando invece le condizioni perchè certi cronici STATALISTI siano ancora in corsa per la loro perpetuazione.

    Non occorre ripetere i nomi, vero?

    Ecco perchè, quanto ha fatto Monti negli ultimi tempi non è accettabile né auspicabile.

    Chiediamogli allora di mettersi davvero in aspettativa (da “esodato” non avrà certo problemi di sussistenza, assiso peraltro comodamente, al Senato) in attesa che si liberi il posto a Presidente del Consiglio Ue (a difendere davvero gli interessi Paese, combattendo contro le pressioni e gli evidenti egoismi teutonici), perchè in Italia possiamo comunque avere chi saprà distinguere tra azioni necessarie e dovute a semplice accondiscendenza auto-incensatoria.

    Onde evitare dubbi, io sosterrò: FARE per FERMARE IL DECLINO, che mi auguro NON abbia nulla a che spartire con … l’armata!

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 19:45

    Forse non mi sono spiegato bene, Sorgenti?

    L’ipotesi di un governo a guida PD sarebbe una tragedia, se possibile maggiore.
    Per come è strutturato l’insieme delle regole pratiche, una maggioranza da sola non riuscirebbe a far passare decisioni da fase recessiva prolungata: per opposizione sindacale, per perdita di consenso.

    in Germania questo problema lo hanno risolto con fasi prolungate di Grosse Coalition; impraticabili con questo sistema elettorale che delegittima l’altra metà.

    Su una cosa però siamo totalmente d’accordo e mi fa particolare piacere:

    l’adesione a FARE per FERMARE IL DECLINO!

    da spiriti liberi auguri a lei e a tutti i lettori, in anticipo… seguiranno altri.

    RE Q
  11. #11 scritto da Flavio, cittadino il 30 dicembre 2012 21:56

    Ho impiegato 1 anno
    e sperato 1 anno !! – aggrappato all’iniziale “voler cambiare gli Italiani”.
    Ma le parole qui di Cereda spiegano bene, e il “No Monti !” di Rinaldo è quello di un Mosè.
    Credevo il Prof. Monti, uomo “in staff”, migliore degli “uomini Accenture”, mi si perdoni il nome aziendale.

    Forse tra i cittadini è più facile leggere le poche opportunità di lavoro, a Roma, perdio, i posti sono già occupati dagli “schieramenti”.
    Per quanto di squisita morigeratezza, il Premier Monti era un pò ingessato per parlare a tutti gli Italiani.
    Solo “da destra”, mi corregga Luigi, abbiamo accettato il suo intervento “in staff”, fino ad un certo punto,
    io leggendo attentamente i vostri interventi,
    fino a quando
    abbiamo sostituito
    la Banca (Raccolta-Impieghi in abito grigio, nei chiostri finanziari)
    con il modello della Vita (espressione corale).

    Qualcuno di Economia ci deve dare una dritta,
    molto più dell’economia corale dell’Emilia R.
    Sogno
    un’Italia disinvolta, ma al tempo stesso che
    assapori nei gesti commerciali il valore di quale parte del suo destino si sta giocando.

    Troppo seriosa:
    ci fosse qui Montanelli scriverebbe:
    “Le trombe del giudizio non suoneranno, e la terra non sprofonderà,
    i Barbanera seguiteranno a compilare oroscopi
    e il popolino a crederci”
    - così, a modo delle pecore anarchiche -

    Sorrida, Luigi, perchè io scrivo qui,
    con la maglia dell’Oratorio,
    tra tanti Platini, Maradona e Rummenigge.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 23:37

    Buona sera e bravissimo Flavio, altrochè maglia dell’oratorio.

    Meno male che Flavio c’è: perché ci riporta al Paese e alle sue esigenze quotidiane.
    Di chi lavora e di chi resta a casa.

    La Democrazia nell’ultimo secolo si è sviluppata in paesi che hanno vissuto una generale fase di livelli di vita crescenti.
    Non ha metabolizzato processi di consenso utile con i sistemi elettorali a suffragio universale: diventa troppo facile promettere la luna e vincere anziché parlare della realtà: Montanelli, come sempre ha ragione da vendere.

    RE Q

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