Agenda Monti: cosa dice e prime impressioni: sistema istruzione e innovazione

Non si è mai visto un programma elettorale che analizza le criticità e si pone obiettivi di crescita qualitativa ed efficienza, subordinando gli investimenti alla programmata riduzione del debito pubblico. Anziché la solita promessa di risorse a pioggia come è sempre stato nella scuola e nella ricerca. Una normalità che anche qui è una rivoluzione.

L’impegno sulla autonomia della dirigenza è chiaro e deciso, il che rende implicita la riduzione (se non il superamento) di posti assegnati su graduatorie nazionali. Una scuola statale che può rinnovarsi davvero, smantellando incrostazioni burocratiche da centralismo statalista.

Si fa leva sulla riorganizzazione, sull’autonomia. Si investe sulla qualità.  Si premiano i risultati. Sembra di leggere Città Ideale….  Manca una esplicita espressione verso la pluralità di soggetti nel sistema istruzione, che non sarebbe venuta male, visto il clima che abbiamo in giro, non solo a Buccinasco.

Da una scuola statale competitiva ed autonoma viene però un clima di apertura e generale riconoscimento che istruzione e formazione valgono per i risultati: le scuole parificate in questo contesto non possono che trarre legittimazione e beneficio. Il richiamo è sempre all’Agenda Monti  (pagine 9  -  11).

Istruzione formazione professionale e ricerca e l’agenda digitale. Investire in capitale umano è la strada per sfuggire alla morsa della competizione di paesi con costi di manodopera più bassi. Serve rompere uno schema culturale per cui il valore dello studio e della ricerca e i significato della professione di insegnante sono stati mortificati.

Gli insegnanti devono essere rimotivati e il loro contributo riconosciuto, investendo sulla qualità.

Il modello organizzativo deve cambiare: autonomia e responsabilità del sistema istruzione come principi fondanti. Completare e rafforzare i nuovi sistemi di valutazione (INVALSI e INDIRE).

Inserire meccanismi di incentivazione dei dirigenti scolastici basati sulla valutazione del rendimento della struttura ad essi assegnata, premio annuale agli insegnanti che hanno raggiunto i migliori risultati.

Ridurre il tasso di abbandono scolastico (oggi al 18%); istituire un servizio efficiente di orientamento scolastico e professionale. Per ogni facoltà univesitaria rilevare l’esito occupazionale a sei mesi e tre anni  rendendo pubblici i risultati.

Rendere più efficienti i centri di ricerca e le università:  più capaci di competere con successo per i fondi di ricerca europei…. Man mano che si riduce il debito pubblico occorre investire nel capitale umano per la ricerca e l’innovazione.

Riconoscere e valorizzare il ruolo del volontariato ….. nell’educazione e nella formazione degli adulti. Far crescere un modello di impresa  sociale che in Italia è sviluppato e anche in Europa è guardato con interesse.

Continuare gli sforzi sulla nell’agenda digitale italiana. Rafforzare i quattro assi delle connessioni infrastrutturali a banda larga e ultra larga, delle smart communities/smart cities. Introdurre l’approccio “open data” rendendo tutti i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on line.  Incentivi per l’utilizzo di tecnologie digitali nei processi amministrativi per fornire informazioni e servizi ai Cittadini.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 29 dicembre 2012 13:47

    Un originale esemplare entro l’Agenda Monti, che Città Ideale ritiene importante far conoscere e si riporta per intero, Sottolineature comprese.

    Costruire una società più giusta e moderna richiede di aggredire non solo il deficit fiscale, ma anche il deficit di opportunità che il Paese offre ai suoi giovani e alle persone meritevoli.

    Ogni anno Migliaia di italiani, sopra tutto giovani laureati, cercano all’estero una uscita di sicurezza da un Paese che spesso non sa riconoscere e coltivare il talento e ricompensare il merito a prescindere dal punto di partenza sociale o dalle reti di relazioni.

    L’Italia ha allo stesso tempo uno dei più bassi tassi di mobilità sociale e uno dei maggiori tassi di concentrazione della ricchezza.
    E’ la fotografia di un paese ingessato. Più mobilità sociale, più spazio al merito significa una società più dinamica, più innovativa e con meno disuguaglianze sociali.
    Una società aperta significa che tutte le posizioni sono contendibili e
    non acquisite per sempre.

    Vuol dire aprire spazi a chi ha più voglia di fare o a chi ha idee nuove, senza corsie preferenziali o rendite di posizione, senza privilegi.
    Sottolineare le criticità per indicare le iniziative di programma e sempre buona cosa, quasi mai fatta dai partiti.
    In questo caso diventa indispensabile.

    Non si chiede un voto a persone ma si promuove conoscenza e consenso sulle cose da fare…

    PER FERMARE IL DECLINO

    RE Q
  2. #2 scritto da Loris Cereda il 29 dicembre 2012 13:49

    L’articolo di fondo del Corriere di oggi (Michele Ainis) è geniale nella sua semplicità e sintetizza, direi in modo perfetto, le opzioni che oggi vengono offerte agli elettori italiani. Non parla dei programmi ma dei modelli istituzionali di riferimento
    ……………………………..

    il seguito di questo commento si ritiene meriti di essere postato fra gli articoli…

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 14:32

    Ho letto bene: ” … il deficit fiscale, …”?

    Ma stiamo pazziando o cosa?

    Qui abbiamo la bancarotta statalista del pubblico, altro che deficit fiscale!

    L’esempio che ha fatto Andrea D. in altro posto (in merito alle iniziative avviate di defiscalizzazione liberale negli USA) è perfetto, se non vogliamo infine arrivare alle condizioni della ex-Germania “Democratica”! (Strano ricorso ad aggettivi fittizi, vero?).

    Per: “FARE e FERMARE IL DECLINO” occorrono regole di mercato e persone serie e preparate che vengono da una seria professione (diversa dal politicante a vita) per metterle in pratica. I teorici, mandiamoli a Bruxelles, dove peraltro abbondano.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 29 dicembre 2012 14:46

    Sorgenti credo che stia equivocando…

    Il deficit fiscale inteso nel commento, ripreso dall’Agenda Monti, non prefigura un aumento del fisco ma la correzione del deficit adeguando le uscite alle entrate.

    Monti credo possa fare bene anche nel rappresentare il Paese, certamente meglio di chiunque altro oggi si affacci nell’arena elettorale.
    Non chiede e non prenota posti: pone un programma che può condividersi o meno.
    Si discuta sul programma… ad esempio sul contenuto del commento ove lei rileva un potenziale errore di termine (che poteva essere meglio espresso), mentre l’intero periodo è una novità assoluta, di cui nessuno finora parla…
    Che nessuno riporta sui media.

    Parliamo delle cose da fare.

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 15:09

    Può darsi che con “deficit fiscale” si volesse dire qualcosa d’altro. Ma allora: perchè usare delle difinizioni fuorvianti, invece di dire:

    “Pesante e concreta riduzione dei costi del sistema pubblico”!

    Nessuno lo avrebbe equivocato, ma forse ci si sarebbe domandati, perchè non l’abbia sostanzialmente fatto, con il mandato più ampio mai avuto da nessun altro in passato, ricorrendo invece ad un parossistico ed estremamente dannoso AUMENTO FISCALE, che ha messo in ginocchio l’economia del Paese!

    Ben detto: Monti potrebbe far bene nel rappresentare il Paese, … ma in un ruolo a Bruxelles (come ha fatto in passato, su nomina di Berlusconi), così davvero si potrà far “apprezzare” da frau Anghela e monsieur Hollande, difendendo davvero gli interessi italiani, estrapolandoli da una posizione personalistica.

    Non chiede e non prenota posti ??? Ma se ha detto che lui guida la coalizione!

    Per carità, liberiamoci da questi … giochini pericolosi. Se c’è qualcuno che pensa alla propria figura è proprio lui.

    Ma cos’altro devono riportare i … “seri” media (???) per incensare e far da battistrada (termine più indicato non riesco proprio ad immaginarmelo, salvo usare quello di … “tappetino”) a questi personaggi?

    Ed allora, parliamo davvero delle cose opportune da fare:

    - drastica riduzione dei costi del settore pubblico;
    - diversificazione spinta delle Fonti di generazione elettrica, per davvero allineare i costi dell’elettricità a quelli medi europei (come si dice, ma non si indica ragionevolmente nella SEN);
    - drastica riduzione dei costi della politica, con taglio agli emolumenti ed al finanziamento, compreso a quello della stampa di partito;
    - modifica della Costituzione, per adeguarla alle attuali esigenze, correggendo la costosissima stortura attuata con la modifica del Titolo V (nel 2001 dal Governo Amato – CS);
    - riordino del sistema Giustizia, civile e penale.
    - riduzione programmata del deficit, con dismissioni certe di beni non essenziali per il Pubblico;
    - ecc. ecc.

    Facciamo un Comitato di Lavoro per fissare questi paletti e programmi ed affiggiamoli poi nelle bacheche e nelle strade. Questo per me vorrebbe dire dare una mano al FARE per FERMARE IL DECLINO.

    Tutti quelli che hanno fatto parte del Governo “tecnico” (alla luce dei fatti, è difficile definirlo tale), a casa ed alle loro passate occupazioni, auspicabilmente nel privato. Eccezione (come detto sopra) per Monti: che va a Bruxelles a difendere (finalmente) gli interessi italiani!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 29 dicembre 2012 15:41

    Sorgenti oggi mi sta inchiodando ancor più del solito al blog.

    Seguo con interesse le sue argomentazioni e continuero a seguirle ma devo chiederle ancora di togliersi l’abito polemico e riflettere sulle cose, possibilmente senza preconcetti.

    Del programma essenziale che pei suggerisce, trova tutto e con grande efficacia espresso nell’Agenda Monti.
    Agenda che per autodefinizione nel titolo è aperta a contributi ed arricchimenti.

    Non vengono affrontati nell’Agenda Monti i temi legati alla costituzione e alla giustizia; vero.
    Ma le questioni che riguardano il Paese e l’urgenza del momento ci sono tutte, così come è molto interessante (se non unica) la proposta di un appelo trasversale, rivolto ai Cittadini, apertamente agli aderenti e vicini alle combinazioni partitiche di oggi.

    Questo deve decidere il Cittadino entro sessanta giorni: le preclusioni sui nomi (ciascuno avrà legittimamente le proprie) oggi possono indurre in errore e creare confusione.
    Siamo chiamati a rispondere su un tema primario: indicare il percorso che porta il paese ad uscire dall’emergenza. Questo non lo possono fare oggi i partiti o partiti di destra; meno che mai potrà farlo la coalizione sinistra.
    Dobbiamo unire i Cittadini verso l’unico obiettivo serio, fino ad ora messo sul tavolo, senza demagogia, in modo concreto.

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 16:08

    Saccavini, mi spiace averla impegnata con le mie considerazioni. L’intenzione era ed è quella di evitare – se possibile – le illusioni o le fregature.
    Come ultima riflessione odierna, ribadisco:

    - Per me Monti è improponibile: primo perchè è stato messo li con un colpo di mano, per fare cose necessarie e che, invece, ha interpretato in maniera assai negativa per il Paese.

    Come “tecnico” imposto obtorto collo, (come tutti gli altri peraltro), per me doveva essere non riproponibile, per evitare che le cose che loro era stato richiesto di fare si vanificassero o modificassero per ragioni di … bottega ed attese personali future!

    Mi pare che dalla sua analisi ci sia una chiara avversione “ad personam”, che però appunto vale da una sola parte.

    Ma allora, se così deve essere, perchè accettare Fini e Casini dall’altra parte?

    Lei sembra elidere ed escludere tutto ciò che sta nel noto “centrodestra” (lasciamo la definizione “destra” – peraltro inappropriata se con questa si intende la destra estrema – ai “sinistri”), che invece è la vera area che raccoglie i moderati, i social-democratici, i liberali e repubblicani.

    Quest’area ha tutti i titoli e le capacità per rappresentare il Paese.
    Come fare?

    Dibattendo ed approfondendo le cose, ma facendo chiarezza sui “pifferai” magici che tirano la volata alla sinistra per … accomodarsi a tavola.

    Difficile da vedere?
    A me non pare proprio, anzi!
    Buona serata.

    RE Q
  8. #8 scritto da Flavio, cittadino il 29 dicembre 2012 21:17

    In breve:
    quali tasti toccare per rientrare
    per rientrare dal debito pubblico ?
    - sopportabili dal cittadino (ormai alle corde).
    In uno scenario dinamico e complesso ..
    E, se leggo bene le critiche di Rinaldo dr. Sorgenti,
    quali mosse riparatorie al pessimo governo 2012 ?
    Che i bassi tassi d’interesse dell’inizio Euro han portato al boom dei prezzi nel Sud Europa, alla bolla immobiliare e alla riduzione di competitività, lo sappiamo.
    Scusate, in maniera semplice, i primi elementari input,
    capisco che l’Economia non è un’equazione lineare.
    Grazie e Buon Anno, a Rinaldo, Loris, Andrea, .. !!
    I frati benedettini del convento
    l’anno scorso dicevano: “Non lasciate il mondo alla mercificazione delle parole”, per il 2013 predicano: “Sappiate meravigliarvi, provare stupore, gustare la Bellezza” – parole di Padre Claudio della Cascinazza.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 00:38

    Su una cosa siamo d’accordo e ciò per me è pacifico: l’interesse per il Paese.

    Vinca chi vuole ma si lavori per un risultato che consenta al Paese di impostare un programma di medio lungo termine che riporti il debito pubblico sotto controllo, facendo ripartire il paese.
    nel frattempo o nel durante vengano le riforme che ammodernino quell’insieme vecchio e pasticciato che oggi è il sistema Paese: dalla Costituzione, alla Giustizia, e a tutto il resto.

    Cominciando dalla politica di servizio.

    Il PDL oggi lavora per spaccare, demonizzando l’altra parte, anche la parte che al PDL dovrebbe più naturalmente aggregarsi.

    Mi lasci dire che così non si andrà da nessuna parte.
    Un film già visto e, ahimé per noi, per il Paese, da non rieptere.

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 00:46

    Flavio, belle le considerazioni, il richiamo al buon senso che si può leggere trasparentemente fra le righe dei frati che lei qui cita.

    Il compito che abbiamo da Cittadini è oggi: favorire il cambiamento.
    Non si tratta di individuare una persona che sia più credibile di altre: ne potremmo restare delusi.
    Bisogna al Paese che si coaguli un gruppo trasversale di Cittadini che credano ancora all’etica, alla politica di servizio.
    Che siano coscienti della necessità di “attraversare il Mar Rosso” sapendo di dover fare fatica e sacrifici perché domani i nostri figli abbiano lavoro, perché gli attuali cinquantenni abbiano una pensione decente.
    Perché i giovani non debbano trovare solo all’estero le occasioni di carriera e sviluppo (nell’economia globale fa parte delle opzioni ma un conto è scegliere, l’altro essere costretti ad emigrare).

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 12:50

    Grazie Flavio, contraccambio volentieri gli auguri per un Felice 2013, ricco di cose stupefacenti e belle, estendendo l’augurio a tutti i lettori di Città Ideale.

    Effettivamente i bassi tassi di interesse avrebbero dovuto essere sfruttati per ridurre il debito e la spesa pubblica; purtroppo il politico non sa resistere e finisce col cavalcare l’onda e a sfruttare il potere che ha per aumentarlo e per aumentare i propri consensi.
    E’ per tale motivo che le politiche keynesiane, teoricamente valide, falliscono e non potrebbe essere altrimenti, così come falliscono le economie pianificate.

    Veniamo al tema del post odierno, la scuola: semplicemente non va!

    In teoria, come l’agenda Monti, sembrerebbe funzionale: autonomia e responsabilizzazione sono le chiavi per una scuola di prim’ordine.

    Ma se non si tiene conto del contesto, cioè se non si cala l’analisi nel quotidiano si commette un errore: oggi le scuole si trovano in una sorta di monopolio locale totalmente indifferenziato che ha di fronte una domanda estremamente rigida.

    Se prima non si cambia il contesto, cioè si elimina il monopolio e si differenziano gli istituti, si finisce col trasformare il Dirigente Scolastico in una sorta di “reuccio” che dovrà rispondere solo alla propria coscienza: gli utenti, che in zona non hanno alternative né le potranno avere si troveranno con le mani legate e non avranno modo di “punirlo”.

    Il risultato sarà un peggioramento generalizzato del livello di servizio offerto.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 14:41

    Certo Andrea, l’Agenda Monti non indica gli effetti di un percorso inverso al merito.
    Come agire e che fare se il dirigente demerita….?

    L’Agenda Monti prevede sistemi di valutazione internazionali: sarà laborioso renderli efficienti.
    Sembra naturale che al di sotto certi livelli si deve uscire (ma non è detto nell’Agenda).
    Sono decisioni amministrative, in parte utili ma non efficienti come si potrebbe.

    L’ideale ritengo sia dare oltre alla valutazione meritocratica un carattere oggettivo, di mercato.
    Liberare le iscrizioni dal luogo di residenza e sostituire i dirigenti ove le iscrizioni calano; facendo crescere ove le domande crescono.
    Un dato oggettivo che motiverebbe i dirigenti a mettere in pista una squadra di docenti coesa e la migliore; un programma di istruzione e formazione che premi nei risultati e trovi il consenso dei genitori…

    Non è così semplice anche se le indicazioni generali consentono di cogliere un indiritto (condivisibile senz’altro da famiglie e studenti, dalal società civile).
    Siamo lontanissimi da queste ipotesi: si tratta di un percorso tutto da costruire: è già rivoluzionario che l’Agenda Monti ponga il problema.

    RE Q
  13. #13 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 15:02

    Occorre molto più semplicemente liberalizzare il servizio educativo: tu cittadino scegli quale scuola (paritaria) , io stato verso i contributi, sorveglio e controllo.

    La valutazione è molto semplice e la fanno le famiglie: iscrivo mio figlio dove ritengo di ricevere un servizio migliore.

    Se in una zona c’è malcontento non è necessario che le famiglie debbano migrare o fare i pendolari con scuole lontane: ci sarà spazio per un nuovo operatore che aprirà una scuola in zona!
    Tanto semplice da risultare disarmante!
    Allora sì che si potranno responsabilizzare i Dirigenti.

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 15:24

    Totalmente condiviso, Andrea.
    Questo può essere un punto d’arrivo, nno il punto di partenza di un cambiamento, per le conseguenze sociali che ne derivano.
    Conta incamminarsi e procedere con metodo, verso l’arrivo….

    RE Q
  15. #15 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 dicembre 2012 17:38

    Davvero semplice ed efficace quanto indica Andrea D.
    Bisognerebbe chiedere all’attuale apparato conservatore ed a chi li sostiene e difende, cosa ne pensa!
    Immagino le reazioni (degli interessati, ndr):
    Come? Metterci in discussione?
    Giammai, noi abbiamo vinto un concorso e siamo stati nominati padroni del ruolo e delle relative strutture.
    Facciamo quindi come ci pare, che vi piaccia o meno.
    I sindacati sono con noi! Ho esagerato?

    Ma per fortuna ci sono i genitori che sono certamente i primi a poter valutare e scegliere il meglio per i loro figlio.
    Basta creare le condizioni perchè costoro possano esprimersi ed agire, sciogliendo i vincoli ed i lacci che ingessano il sistema in un meccanismo perverso ed irrecuperabile.

    Questo un candidato serio dovrebbe dire e cose simili su numerosissimi altri argomenti e situazioni.

    Colgo anch’io l’occasione per salutare Flavio e fare i miei migliori Auguri a tutti ed in particolare agli amici con i quali stiamo dibattendo sui problemi del Paese.

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 18:59

    Sorgenti queste sono le ragioni per cui il PD un programma che renda autonomi e responsabili i singoli conduttori delle strutture scolastiche non sarà neppure considerato da Bersani.
    L’Agenda Monti lo prevede e se avrà la maggioranza lo realizzerà.

    Potrà ottenere l’adesione dei tanti professionisti della scuola che vivono ogni giorno il decrepito statalismo centralizzato attuale; certamente contrari i residui ideologi del medesimo statalismo.
    Pensando al PD diciamo che un terzo e forse più troverebbe ragionevole questa soluzione.

    Buona serata e buon anno…

    RE Q

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