Agenda Monti: cosa dice e prime impressioni: economia

L’agenda si trova sul sito a ciò dedicato (VEDI) ed è stata salvata sul blog, casomai venisse poi tolta (VEDI). Testo di 25 pagine che era atteso. Di cui sui giornali e sui siti si leggono alcuni punti non sempre equanimi. In genere si tende a riprendere gli argomenti tirandoli verso esigenze di partito o di gruppo. Importante è invece esaminare l’agenda per i suoi contenuti e la strategia che propone.

Proviamo a individuarne i punti salienti, come dice Monti:  “mettere al centro del dibattito politico i contenuti e il metodo di governo lasciando stare gli schieramenti e gli scontri di personalità”. Lo faremo in tre o quattro spezzoni per macro argomenti, non seguendo lo schema illustrato, cercando gli aspetti che più impattano sullo stato del Paese.

Lo schema di Monti è ad un tempo aperto a contributi ed integrazioni, ma anche denso ed esplicito nelle proposte. Alcuni principi sono solo  indicati e non sviluppati (ad esempio l’energia) tuttavia in questi casi non crediamo si tratti di genericità; più probabilmente di opportunità politica: le cose da fere vengono indicate tutte, entro uno schema fortemente ancorato alla costruzione europea. Cominciamo con l’economia, ma tutti i temi che verranno sono estremamente interessanti; il lettore crediamo che ne sarà colpito, se non altro per l’onestà intellettuale, la chiarezza del progetto. (la strada per la crescita. Pag 4-9)

 UNO: Imperativo ridurre il debito pubblico: la crescita si costruisce solo su finanze pubbliche sane. Quindi: attuare il pareggio di bilancio strutturale dello Stato; ridurre lo stock del debito pubblico ad un ritmo sostenuto e sufficiente. Dal 2015 di un 5% l’anno fino a raggiungere un obiettivo del 60% in rapporto al PIL; dismissione del patrimonio pubblico destinata alla riduzione del debito.

DUE: Raggiunto l’avanzo primario ecco che si può ridurre la pressione fiscale dando la precedenza al lavoro e all’impresa.  Misura che si ottiene anche trasferendo il carico su grandi patrimoni. Servono meccanismi di misura della ricchezza oggettivi e tali da non causare fughe di capitali. Fisco più semplice e orientato alla crescita; riformare il sistema tributario.

Spending review  significa meno spesa ma soprattutto migliore spesa. È necessario eliminare ciò che non è efficace, per investire in spesa che produce crescita. La spending review deve diventare un metodo ordinario per la gestione delle amministrazioni pubbliche; prima di tutto quella statale.

Deve essere introdotto il principio generale di trasparenza assoluta della pubblica amministrazione secondo il modello degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Lo spreco di fondi strutturali dell’Unione europea per il Mezzogiorno è uno scandalo che il nostro paese non può permettersi. Occorre incrementare la capacità operative delle amministrazioni con l’obiettivo di utilizzare integralmente i fondi europei disponibili.

Continuare nelle liberalizzazioni: parte integrante di una politica economica che vede al centro l’interesse dei Cittadini consumatori. Molte norme di attuazione richiedono l’intervento a livello regionale e locale: vi sono ancora resistenze in vari settori. Mettere al centro della politica economica la concorrenza significa lavorare per una economia più efficiente ed innovativa.

Rivitalizzare la vocazione industriale dell’Italia. La crisi industriale (e quindi della occupazione) è il prodotto di dinamiche globali ma anche di politiche sbagliate nei decenni passati e di riforme a lungo rimandate.

Occorre aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione, attraverso il credito strutturale di imposta. Bisogna facilitare l’introduzione di nuove forme di finanziamento per migliorare l’accesso al credito e  promuovere misure che facilitino la crescita dimensionale delle nostre imprese.

Continuare ad agire per la riduzione del costo dell’energia.

Continuare sulla strada del decentramento della contrattazione salariale.

Aperti ma non disarmati sui mercati globali. Proiettare le imprese italiane sui mercati internazionali, riaprire il paese agli investimenti esteri. La credibilità dell’Italia nel mondo aiuta le imprese ad aprirsi nuove porte. Bisogna puntare a raggiungere un livello di investimenti diretti esteri vicino alla media europea.

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  1. #1 scritto da saccavini il 28 dicembre 2012 09:28

    Un programma economico chiaro e completo ad un tempo.
    Prende in esame in modo deciso le cose da fare sul piano economico che fino ad ora il Paese non ha o non si è potuto affrontare:
    La riduzione fiscale alle imprese e al lavoro (privilegiare chi fa crescere il PIL da export e da consumo) a detrimento dei redditi finanziari e da posizione
    Razionalizzazione dello Stato (spending review) come sistema permanente
    Trasparenza nella P.A. richiamo i principi USA.
    Gestione controllata nell’impiego dei fondi UE destinati al Mezzogiorno

    Si può continuare, non è il caso di ripetersi: ci si rende conto alla prima lettura che questi obiettivi sono “rivoluzionari”, mai affrontati finora (o solo accennati/iniziati in corso di governo tecnico).

    Una dichiarazione di guerra alle consorterie, alla partitocrazia che fino ad ora ha campato sul potere di decidere/non decidere, favorendo le categorie interessate anche a detrimento del Paese!

    La critica dei partiti all’Agenda Monti sull’economia è scontata.
    Campagna elettorale dura. bisognerà tenere la barra sulle cose da fare lasciando perdere il solito teatrino.Sembrano cose semplici, con il rimpianto che avrebbero potuto essere affrontate vent’anni fa. Il che non è stato o non si è potuto fare.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 28 dicembre 2012 11:07

    Ciao Luigi, come ben sai sul punto Monti siamo in disaccordo.

    Certo il panorama politico è desolante, ma la realtà è questa!

    Quali sono i provvedimenti presi dal Governo Monti (il governo con la più ampia maggioranza nella storia repubblicana) che vanno nella direzione indicata?
    * Di quanto si è ridotto il debito nell’ultimo anno? Nulla, è aumentato!
    * E il rapporto debito/PIL si è ridotto? Vista la manovra pesantemente recessiva messa in atto è schizzato alle stelle!
    * La spesa pubblica si è ridotta? Non mi pare! La spending review è rimasta sulla carta!!!
    * Hanno riformato la PA? No!
    * Hanno riformato la giustizia? No!
    * Hanno riformato il mercato del lavoro? Poco e male!
    * Hanno riformato la struttura dello Stato in senso federale responsabilizzando le autonomie locali? Nemmeno per sogno!
    * La riforma delle pensioni è stata equa e definitiva? Non mi pare proprio!
    Tutto questo avendo una maggioranza di 500 deputati su 600 e dovremmo credere che il prossimo governo farà le riforme che non ha fatto ora con poco più di 300 deputati? Se è così propongo Silvan non Monti!

    Monti avrebbe dovuto presentare alle Camere questo programma e attuarlo, o cominciare a farlo, nell’anno passato: allora sarebbe stato credibile e avrebbe avuto il voto della maggioranza degli Italiani.
    Non l’ha fatto! E ai miei occhi non è più credibile!

    I partiti o una parte di essi non l’avrebbero permesso?
    E allora avrebbe avuto titolo per presentare la sua agenda in condizioni di credibilità! Non ha avuto questo coraggio e oggi non lo ritengo più credibile! Questione di punti di vista.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 28 dicembre 2012 11:44

    Credo che le domande (retoriche) di Andrea trovino la loro risposta nel commento precedente.

    Inviterei lui e i lettori a liberarsi dello schema personalistico.
    Monti per primo non pone una questione di premiership: è disposto a dare il contributo della sua adesione ad uno schieramento trasversale che condivida i temi proposti e li porti a compimento.
    Parliamo delle cose da fare… se si vuole anche partendo da ciò che non è stato fatto.
    Nell’ultimo anno e con un compito ed in condizioni precarie, negli ultimi trent’anni da maggioranze e partiti che nulla delel cose indicate hanno affrontato.

    RE Q
  4. #4 scritto da Rinaldo Sorgenti il 28 dicembre 2012 16:55

    Ancora una volta, non si può sfuggire alla cruda realtà benissimo riepilogata da Andrea D.
    Ma quali personalismi? Qui si tratta di uscire dall’illusionismo (strumentale) che è stato attuato con l’imposizione di Monti e che per quanto dimostrato in quelle incredibili ed irripetibili condizioni è più che sufficiente.
    Che ritorni al suo Ateneo o meglio, in Europa a dimostrare come si gestisce la Ue.

    Per non ripetermi su quanto già detto, colgo solo lo spunto relativo all’ENERGIA, che indubbiamente è un elemento importante per l’economia nazionale.
    Ebbene, è prevedibile che la linea di indirizzo di costoro dovrebbe essere la BOZZA di SEN (Strategia Energetica Nazionale) che è stata oggetto di numerosi interventi e commenti ngli ultimi 3-4 mesi.

    Ebbene, basterebbe leggere il testo originario per rendersi conto dei macroscopici ed erronei obiettivi che tale documento ipotizza.

    Altro che riduzione del costo dell’elettricità, che dovrebbe essere allineato alla media Ue per sostenere la competitività Paese.

    Invece, furovianti ipotesi di inutile ed irrealistico “Hub del Gas”; Addirittura il superamento dei fuorvianti obiettivi Ue alle Rinnovabili, nonostante il Paese abbia già contratto un onere di circa 12 miliardi di Euro all’anno per i prossimi 20 anni!

    Ora parlano di superare e ripristinare le condizioni ante del Titolo V della Costituzione (attuato come sappiamo dal centrosinistra nel 2001), che ha causato danni incalcolabili che lo stesso Monti solo ora indica.

    Insomma, ditene UNA positiva, che facciamo prima!

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 28 dicembre 2012 19:15

    La politica è l’arte del possibile e non è questo il caso in cui i personalismi, la discussione sulla persona, sono uno sport da praticare.

    Delle persone in politica sono portato a confidare poco, anche molto poco.
    Ciò che contano non sono le persone ma il coagulo di interessi che vi sta intorno, oggi soprattutto le segreterie e gli apparati dei partiti.

    La contrapposizione destra / sinistra, fa vincere Bersani alla grande.
    Più vi sarà contrapposizione, più si compatterà il PD: alternative non se ne vedono entro le posizioni partitiche tradizionali.

    Bisogna sparigliare le carte ed è ciò che sta tendando Monti, è ciò che nel suo piccolo sta facendo FERMAREILDECLINO: costruire una coalizione trasversale di moderati.

    Altre possibilità non se ne vedono; forse non ce la farà?
    E’ possibile e verranno fuori gli scenari del nostro commento precedente.

    Adesso bisogna far di tutto perché la coalizione trasversale risulti vincente, nell’interesse del Paese.
    Non è del resto il Paese e le sue esigenze che ci devono guidare nella nostra scelta?

    RE Q
  6. #6 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 13:35

    Caro Saccavini,
    Alcune considerazioni espresse sopra mi hanno sollevato non poche perplessità. Che dire, per esempio, di questa:

    ” Ciò che contano non sono le persone ma il coagulo di interessi che vi sta intorno, oggi soprattutto le segreterie e gli apparati dei partiti. ”

    Mi pare perfettamente adatta agli interessi che fanno da contorno alla scombiccherata “unione” (nome più evocativo di questo, in negativo, non c’è che viene prospettata da costoro.

    E’ il “doppio-giochismo” di costoro che fa vincere la sinistra, conservatrice e statalista, come ha ben detto oggi Luigi Amicone, peraltro espressamente dichiarato dai “giocatori” (Casini e lo stesso Monti). Ma come si può sostenere una tale ammucchiata che farà addirittura artifizi tecnici pur di includere anche Fini?

    Mi auguro proprio che FERMAREILDECLINO non si confonda con queste mistificazioni, perchè verrebbe proprio meno ai suoi concetti di liberalismo e di mercato (a meno che per mercato non si intenda quello delle vacche!).

    Per esempio, una grave mistificazione, è quella che tende a definire tutto quanto sta nel centrodestra (e che chiaramente ha inglobato negli ultimi anni espressioni liberali, democristiane, socialiste e repubblicane) nella definizione “destra” che i “sinistri” usano sempre in termini dispregiativi (evidentemente per paura di essere soli).

    Altra cosa sono i “naviganti”: quelli che galleggiano da una parte all’artra, nella speranza di rimanere sempre a galla e che per mascherare meglio le loro ambiguità si ammantano di una generica definizione “centro”, che qualcuno potrebbe meglio qualificare come: “centro di interessi” personali!

    No, i trasformisti non possono proprio essere i nuovi profeti, se non quelli di sventura.
    Quello che serve è un riscatto ed una chiara presa di posizione delle vere forze moderate, per contrastare il conservatorismo e lo statalismo che ci ha condizionati fino ad ora.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 29 dicembre 2012 15:15

    Caro Sorgenti, mi sento di invitarla ad un approccio meno polemico e più di “studio” sulle cose proposte.

    Stiamo parlando di un Programma denominato Agenda Monti.
    Il contenuto si può condividere o criticare. Si può condannare ma forse dovrebbe essere fatto analizzando i singoli punti.

    La polemica sulle persone, i giudizi sulle singole persone (pane quotidiano della polemica politico/partitica di questo periodo in modo esagerato).
    Che colui o coloro che assumono posizioni diverse da quelle nostre siano da stroncare sul piano personale e questa sia la motivazione perché quanto propongono o indicano sia da respingere non va bene.
    Crediamo che la pase che il Paese si trova ad attraversare richieda più posatezza e moderazione, analizzando le cose, i progetti, l’insieme sostenuto: usciamo dallo schema qui tutti buoni là tutti negativi.

    Si devono mettere insieme italiani di buona volontà che siao di qui e di là.
    E’ ciò che sostiene l’Agenda Monti, che non si propone alternativa a nessuno: che anzi e soprattutto mette in crisi il progetto PD, configurando un programma di Governo a questa alternativo; soprattutto ed in particolare a questa parte.

    Fra i motivi vi sarà anche la convinzione che Berlusconi e ciò che rappresenta è oggi superato e non coincidente con le esigenze del momento, ma soprattutto che questa configurazione è oggi perdente e metterebbe il Paese di fronte ad una crisi tanto più preoccupante da divenire davvero prossima al baratro.

    A meno che non si voglia la soluzione del tanto meglio, tanto peggio; che non credo sia il suo intento, Sorgenti.

    RE Q
  8. #8 scritto da Rinaldo Sorgenti il 29 dicembre 2012 15:25

    Ma quale polemica?
    Qualche proposta mi pare di averla accennata.

    Quello che non riesco a “digerire” e questa infingardaggine, questa mistificazione, questa avversione preconcetta che, invece, porta chiaramente a predisporsi per galleggiare con la sinistra, magari sperando con questo di trovare la … “soluzione personale”, … facendosi “togliere dai piedi” con una sperata PROMOZIONE ?

    Se così fosse, ci sarebbe davvero da esserne …”fieri”!
    In tutti i casi un errore da non correre.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 00:21

    Buona notte Sorgenti,

    La distanza fra la Agenda Monti e il programma del PD è così distante da rendere incompatibili percorsi di supporto.

    In politica con i politicanti di mestiere che proprio perché mestiere per continuare a vivere devono sempre rimanere a galla, una ipotesi fatta sulle convenienze nel caso Monti, sembra ben poco probabile.
    Male che vada torna a svolgere la sua professione: non ha bisogno di scambiare idee e programmi con una sedia.

    Fra le ipotesi di un insuccesso potrebbe starci anche una elezione al Quirinale (che certo non sarebbe e non potrebbe proporre lui e dovrebbe trovare maggioranze larghe, molto larghe).
    Una ipotesi che Città Ideale vedeva possibile già questa estate ante feriale.

    Sarebbe un dramma per il Paese, che chissà dove andrà a finire se l’Agenda Monti non fosse vincente.
    Provi ad immaginarsi uno scenario (che qui è già stato tratteggiato, del resto) e le verrebbe subito la sana intenzione di fare in modo perché non succeda.
    FARE per FERMAREILDECLINO….

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 12:25

    Non la penso affatto così, Luigi. La distanza sulla carta o in linea teorica, su alcuni punti, potrebbe anche esserci, ma visto che nessuna delle due parti ha messo giù i numeri, come si suol dire, ma solo “nebulosi” principi generali i contatti ci saranno eccome, anche perché Centro e PD condividono la stessa filosofia centralista e statalista di fondo: Fini e Casini sono espressione della “vecchia” politica (la Cassa del Mezzogiorno, le partecipazioni statali, l’IRI, le cattedrali nel deserto, i lavori socialmente utili etc. etc.) e sono perfettamente compatibili con le politiche di Bersani; cambiano solo i destinatari degli aiuti di stato, ma su quello, alla fine, gli accordi si trovano.

    Il problema sarà solo quello di trovare i soldi da spendere (e quindi i polli da spennare).

    Non ci sarà riduzione della spesa pubblica da parte di questi signori e quindi ci dovranno per forza essere nuove tasse.

    Monti? Un utile specchietto per le allodole che sarà messo a tacere subito dopo le elezioni, facendone il presidente della repubblica.

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 14:28

    Non è questione di come la si pensa personalmente, Andrea.

    La questione principale, l’unica utile è: quale è il programma che può far uscire l’Italia dalla amministrazione controllataa, dalla febbre alta che oggi ha e sta preoccupando tutto il mondo?
    (se salta l’Italia,salta l’euro ed a catena via via fino agli USA…)

    Il progetto Agenda Monti non riguarda chi personalmente lo condivide o vi si associa: riguarda il Paese.
    Pare una cosa pensata, pensata seriamente.
    Un percorso difficile da mantenere, che richiedere la collaborazione e il sostegno di molti, se non di tutti.
    Anche per fare meglio, per dargli forza.

    Non c’è altro di minimamente vicino a questo programma, proposto da altri: dalla politica di mestiere.
    Il nulla o peggio, la catastrofe.

    Monti statalista non corrisponde alla Agenda Monti: non si trova una affermazione che difenda lo stato accentratore; molte invece che lo superano e indicano un percorso diverso.
    Sono personalmente convinto che Monti non parteciperà ad un governo a guida PD: ma qui siamo alle ipotesi future.
    Adesso bisogna decidere verso quale percorso indirizzare il Paese.

    pensiamo al Paese e mettiamo da parte i politici di mestiere.
    Pensiamo alla politica di servizio ed entro questo progetto nominiamo chiunque sia il più adatto: solo entro il servizio al Paese.

    RE Q
  12. #12 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 14:57

    Luigi, non è una discussione squisitamente filosofica.

    E’ un programma politico (molto vago, come giustamente osserva anche Bisin, e quindi facilmente manipolabile) che dovrà essere attuato da una maggioranza che ha una precisa collocazione e attitudini ben delineate: appare evidente che quei signori opereranno come hanno sempre fatto e quindi ogni altro discorso appare, a mio modesto avviso, pura fantasia.

    Inoltre sembra scontato che non ci sarà una chiara e netta maggioranza per cui in parlamento ci sarà una convergenza che vanificherà qualunque idea programmatica presentata a priori (se fossimo stati soli avremmo mantenuto fede al programma (???), ma con un’alleanza occorre scendere a compromessi).

    Sbaglierò, ma questa è la mia opinione e non ci sono validi motivi per cambiarla, anzi giorno dopo giorno arrivano quelle che ritengo valide conferme al mio pensiero, come la presentazione di liste separate alla Camera e Monti che non si dimette da Senatore e non si candida!

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 15:22

    Cerchiamo le questioni che ci uniscono, non quelle che ci dividono, Andrea.
    Sono molte: la totalità o quasi.

    Il programma di governo che delinea l’Agenda Monti può definirsi politico, ma riguarda cose concrete da fare.
    Probabilmente condivise in Europa riguardo al piano di risanamento; un problema in più per il percorso che sull’Europa delinea Monti.

    Questo progetto deve ottenere la maggioranza dei consensi, trasversale.

    Questa è l’esigenza del Paese.
    Del Paese, non di Monti, non di Saccavini, non di Dalseno: un programma per il paese.

    Un programma che Bisin ritiene contenere parecchie cose condivisibili, altre non dette.
    Poche quelle che considera errate.

    Certo: se non arriverà a gestire in autonomia il programma, sarà un disastro.
    Non c’è dubbio, come non c’è dubbio che il percorso perché la maggioranza arrivi è difficile ed oggi una aspirazione non una certezza.
    Non stiamo scommettendo su chi vince, Andrea.
    Si cerca di delineare quale sia la soluzione migliore per il Paese, perché il Paese non resti inchiodato allo statalismo centralistico.

    La scelta di Monti di non candidarsi credo dimostri serietà e spirito di servizio al progetto: in rtermini di comunicazione credo converrebbe alla Agenda Monti la sua presenza e proposta in prima persona.
    Rinunciare alla nomina di Senatore (dopo averla accettata) non gli è consentito dal senso delle istituzioni. Non occupa quel posto per i ritorni economici che ha.
    Almeno questo a Monti dovrebbe essere riconosciuto.

    RE Q
  14. #14 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 15:34

    Scusa Luigi, ma siamo fuori tema: la discussione, ripeto, non è questione filosofica, ma politica!

    Politicamente Monti si è messo al servizio di chi divide (ed è statalista) e non ha assunto, invece, il ruolo di chi unisce.

    Questo è il tema della discussione.

    Se vogliamo fare filosofia, ho sentito dichiarazioni di Donadi (ex IdV) sulla necessità di ridurre la spesa pubblica molto più condivisibili dell’Agenda Monti.

    RE Q
  15. #15 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 15:57

    Andrea devo ripetermi: nessuno e risottolineo nessuno, di nessun schieramento oggi in politica, può oggi richiedere un voto ad un Cittadino perché lo rappresenti.
    La politica di mestiere è un insieme meno che indecoroso: ha fallito.

    Si può anche sostenere che Monti è statalista… ma è ben poco credibile.
    (oggi sarebbe candidato premier con tanto di fotografia)

    Certo, qualsiasi politico di mestiere (Donadi nel caso) oggi a parole (o anche in un programma), può sostenere singole questioni facendola a chi la spara più grossa per colpire il “popolo” (cosi questi intendono i Cittadini).

    Un progetto Monti entro il PDL poteva essere la scelta appropriata. In condizioni di discontinuità chiare ed evidenti, se si voleva raggiungere l’obiettivo di guidare il processo programmatico condiviso.
    E’ molto probabile che ci abbiano discusso sopra almeno un paio di mesi (anche se non è trapelata nessuna notizia)… le reciproche pregiudiziali non lo hanno consentito; attribuire colpe all’uno o all’altro oggi è impossibile. Si potrà farlo fra enne anni, in chiave storica.
    Se Monti avesse scelto di entrare il PDL con guida Berlusconi avrebbe rischiato il ripetersi della spaccatura delegittimante: un governo senza capacità di decidere.

    Monti non intende spaccare da nessuna parte: intende attrarre Cittadini verso un progetto che sostiene valido, forse l’unico, e lo mette a disposizione, mettendoci la faccia ma non il potere…
    Lo fa perché intende questo programma valido per mettere fuori il Paese dal rischio baratro.

    RE Q
  16. #16 scritto da Rinaldo Sorgenti il 30 dicembre 2012 17:02

    Saccavini, risulta davvero anacronistica e quasi inspiegabile questa sua adesione preconcetta ed ideale ad un’azione condivisa ed essenziale per il Paese, adattandola ad ipotesi chiaramente inconsistenti (nella loro attuale composizione) per le caratteristiche dei vari interpreti che sono portati poi ad eseguirle.

    Mi pare del tutto evidente e verosimile quanto ha affermato egregiamente affermato Andra D. nei post nr. 12 & 14.
    Ma quale potrà mai essere la condizione, dopo le elezioni, sulla base delle attuali espressioni di voto che i sondaggi raccolgono?

    Pensare che Monti sia nominato Presidente del Consiglio, avallato dalla Sinistra e con Casini, Fini Vendola e forse anche Ingroia, Di Pietro e compagnia cantante, per attuare la SUA Agenda è semplice utopia!

    Evidente, che si libereranno (con sua massima gratitudine) del personaggio, eleggendolo ad un ruolo ininfluente e che il Governo sarà poi interpretato da tutto il raggruppamento conservatore e statalista sopra ricordato.
    Questo è quello da scongiurare, se davvero si vuole che il Paese imbocchi una strada di risanamento e prospettiva, in un contesto europeo condiviso e equo, nel rispetto delle singole identità e caratteristiche nazionali.

    Ora, lei stesso ha detto che poteva essere molto più credibile l’ipotesi di un Monti a coordinare l’aggregazione di tutti i MODERATI d’Italia (come generosamente e scaltramente ipotizzato da Berlusconi).

    E’ andato a Bruxelles, dai vertici del PPE per farsi osannare ed avallare in tale schema e poi che cosa ha fatto?

    Il voltafaccia, il risentito perchè qualcuno – giustamente – ha messo anche in evidenza che le condizioni del Paese dopo 13 mesi di “cura” (sbagliata) è in pessime condizioni, sotto tutti i parametri economici di riferimento!

    Ma come si giustifica la sua andata a Bruxelles ed il voltafaccia successivo?

    Ora mi sembra che lei chiaramente esprima concreti dubbi che l’armata sinistrorsa possa mai attuare quei compiti e principi ipotizzabili dall’Agenda e che questo potrebbe molto più verosimilmente realizzarsi nell’opposta coalizione.

    Ebbene, allora facciamo in modo che questa opposta coalizione possa avere la possibilità di affermarsi ed agire, anzichè correre l’evidente rischio della cronica involuzione opportunistica di quei comprimari.

    Ma perchè i principi che affermano i vari Giannino, Zingales, Bisin, Brunetta, Forte, Tremonti, Alfano, … e Berlusconi, sono meno credibili e coerenti con le necessità Paese, rispetto all’ipotetica Agenda, … nelle mani sbagliate?

    Nelle condizioni attuali, quello che bisognerebbe realizzare è davvero una “Grosse Coalition” che sia obbligata a fare le cose che ogni persona di buon senso e con minimi concetti economici suggerirebbe e sarebbe disposta a sostenere.
    Perchè NON si può fare?
    Perchè c’è Berlusconi ???

    Suvvia, ma le sembra una ragione credibile, neanche il personaggio fosse stato il peggior conservatore che la storia Patria abbia mai espresso.

    Semmai è proprio a causa dei tanti e troppi comprimari di sistema che le cose non si sono potute fare come auspicato.

    Ricorda i vari Follini, Fini, ecc. ecc.?

    Ora dico un’eresia, per rendere ancora più chiaro il mio pensiero: anche Grillo (ahinoi, purtroppo), sarebbe meglio e più credibile che l’attuale “armata” (BER-CA-VEN-FI-ING-DIP-FER- e cespugli vari) che si sta aggregando nel centro-sinistra!

    Ma lei può immaginare un governo nel quale interagiscono: Vendola-Casini-Ingroia-Fini-Di Pietro-Ferrero-Bonelli-Bindi-Granata-Cesa-ecc. con il supporto di Camusso-Landini e coordinato da Bersani, mentre Monti (poverino?) si arrovella al Colle?

    RE Q
  17. #17 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 18:40

    Dovrei postarlo come articolo data la lunghezza, Sorgenti.
    Gli argomenti mi sembrano però poco consistenti: Lei parte da un presupposto suo, che le dovrebbe consentire una deduzione logica di assurdità della posizione di Saccavini e dar ragione all’assunto.
    Dovrò semplicemente ripetermi:
    UNO qualsiasi tipo di risultato venisse da una coalizione della partitocrazia che ci ha governato sarebbe drammatico per il paese (ci metta pure tuttle le sigle che vuole). Per esser chiari anche con una meno probabile maggioranza come uscita dalle elezioni precedenti (Lega-PDL). Sarebbe un disastro per il paese: basta riflettere sulle conseguenze
    DUE qualsiasi esito elettorale che vedesse la lista Monti non ottenere la maggioranza sarebbe egualmente esito mediocre: forse un po’ meno drammatico dell’esito del punto UNO, ma non molto. Che Monti andasse poi col PD o con il PDL (meno probabile non essendo stato possibile un accordo preelettorale).
    TRE sulle due premesse, l’unico esito che può far bene al Paese è Monti maggioritario che aggregasse a destra e sinistra. Difficile ma l’unico. Se entro questo progetto alcuni politici di mestiere si aggregano (si aggregano, senza essere determinanti), per i mercati globali va comunque bene.

    Ogni altro risultato vedrebbe l’Italia in crisi grave: con lo spred che sale, con incertezze pesanti.
    Perché nessuno tranne Monti ha avuto fino ad ora il coraggio di descrivere una possibile uscita dalla montagna del debito pubblico.

    Perchè la principale coalizione d’oggi (PD) al riguardo non dice nulla: non ha detto nulla (e ciò ai mercati fa paura).
    Perché il problema, il principale problema che abbiamo, è questo.
    Non è la Merkel, non è l’Europa, ancor meno l’euro.

    I mercati mondiali posso sbagliare? è possibile, anche se ci vuole un coraggio da incoscienti ritenersi gli unici depositari della soluzione giusta.

    L’unico modo per modificarne l’orientamento è convincerli con un programma serio di uscita dal debito.
    Il resto per i Paesi europei e del mondo, sono chiacchiere da bar.

    Queste non sono elezioni politiche (meno male, con lo zoo che ci troviamo)!
    sono elezioni economiche, ove l’economia pesa in maniera determinante, come non mai.

    RE Q
  18. #18 scritto da Andrea D. il 30 dicembre 2012 20:44

    Luigi fatico a seguirti e ancor più a riconoscerti: visto che non mi risulta che abbiano cambiato la Costituzione nelle ultime ore, siamo ancora una democrazia parlamentare ed eleggiamo dei deputati, non un programma (ti ricordi di un certo Fini che è passato da una parte all’altra?).

    Deputati, oltretutto, senza vincolo di mandato, che cioè una volta eletti rispondono solo alla propria coscienza (ti ricordi di un certo Fini?).
    Piaccia o non piaccia e anche a me non piace, questa è la realtà!

    Proprio a causa della mole del nostro debito, che non sparirà nell’arco di un mattino, l’euro come è ora risulta per noi insopportabile: siamo messi come l’Argentina qualche anno fa e non c’è nulla che potremo fare, se non cambieranno le regole, per impedire alla speculazione di farci saltare.
    E’ un gioco fin troppo facile che si autoalimenta: ti metto sotto attacco, alzo i tassi, fatichi a ri-finanziarti, fai manovre recessive, il PIL cala, il debito aumenta, il rapporto debito/PIL schizza alle stelle, la speculazione torna all’attacco, nuova impennata degli spread, nuovo rialzo dei tassi, nuova manovra recessiva, aumento del debito, calo del PIL, rapporto debito/PIl che schizza alle stelle, nuovo attacco e … si alza bandiera bianca e si dichiara default!

    Quello che Sorgenti ed io cerchiamo di farti notare sono le incongruenze tra i tuoi desideri, condivisibili e condivisi, e la realtà che, ai nostri occhi, appare totalmente diversa da come la percepisci tu (sembra quasi che tu intraveda in Monti il messia e nella sua agenda il vangelo).

    Non uscirai dalla spirale del debito con Fini e Casini, spero che questo ti sia chiaro. E visto che sono loro che portano avanti l’agenda monti, non uscirai dal debito con quello che è poco più che un depliant promozionale pieno di belle parole, ma privo di concretezze.

    Berlusconi aveva fatto un passo indietro e sperava nel riavvicinamento di Casini e del centro che, invece, ha preso una strada diversa, volta a dividere. Ha provato a spiazzarli offrendo a Monti la leadership del Cdx, ma questi ha rifiutato, facendo una scelta di divisione.

    Questa è la realtà degli ultimi mesi.

    Monti, Fini e Casini e lo sanno, sono dati dai sondaggi al 20%!

    Questa è l’unica vera realtà! Non avrei mai pensato che mi sfiorasse l’idea di votare Grillo!

    RE Q
  19. #19 scritto da Saccavini il 30 dicembre 2012 23:24

    Forse dovremo fare un dibattito sul tema: l’Agenda Monti e le scelte del Paese, del Cittadino.

    Non risolverebbe tutto, ma aiuterebbe a comprenderci reciprocamente fra noi che scriviamo.
    Da parte mia credo di essere impegnato e riuscire a mantenere un equilibrio nel valutare gli argomenti e le conseguenze delle affermazioni. Credo di riuscire a farlo con argomenti, senza preconcetti che non siano tanto oggettivi da essere nelal natura stessa delle cose (il PD è così e non può cambiare; il PDL con dentro Berlusconi resta un partito dalle eccessive connotazioni personali, un tentativo di rimettersi in gioco quando sarebbe meglio starne fuori).

    Detto ciò in generale non esprimo giudizi moralistici su nessun politico di mestiere e neppure su Monti.
    Non scommetto su un vincitore. Cerco di attenermi all’interesse del Paese e valutare cosa è giusto: aspettandomi sempre la possibilità di “cambiamenti d’opinione”, a volte comprensibili, altre meno, ma sempre dietro l’angolo.

    Quanto al mandato politico: è giusto che il parlamentare (una volta si diceva l’Onorevole, oggi se ne è perduto lo stampo): la costituzione stabilisce la totale autonomia nelle scelte. Nelel singole votazioni però (e questo entro un partito si cerca di ridurlo mediante condizionamenti diversi: ultima ed estrema scelta la nomina dei candidati da partedei partiti).

    Quanto all’Italia e al debito pubblico: siamo in amministrazione controllata perchè il peso del nostro debito oggi non è riducibile con la spesa pubblica che abbiamo.La descrizione che fai Andrea, non è irragionevole anche se un po’ estremizzata: può starci.
    E’ inevitabile che gli stakeholders (i paesi che hanno nostri bond nelle tasche) manovrino per condizionarci nelle scelte: devono salvaguardare i loro interessi.

    Possiamo seguire le loro indicazioni, lavorando duramente per uscirne (e facendo guadagnare coloro che intendono profittarne: il debole deve sempre pagare pegno).
    In alternativa possiamo fare ciò che vogliamo: uscire dall’euro, indebitarci facendo investimenti senza controllo della spesa, ottendendo una velleitaria e breve ripresa dei consumi, cui segue il default.

    Se un partito o un movimento è questo che vuole proporre lo dica agli elettori (Grillo lo fa): non può limitarsi a dire che la medicina è amara e non fa guarire.

    La scelta di Monti: è stata portata avanti fino all’estremo possibile, a mio parere (ma posso sbagliarmi) perché la soluzione preferibile era un Monti entro un PDL cambiato.
    Non è stato possibile e attribuire la colpa all’uno o all’altro adesso non serve a nulla: oltretutto non è detta l’ultima parola e in due mesi parecchio ancora può cambiare.

    Quanto ai sondaggi, sono di oggi.
    Credo che gli esperti del settore siano in grado di dire che gli orientamenti di oggi sono quelli di partenza.
    Una novità come il progetto trasversale di Monti può solo crescere, gli altri difficilmente si modificheranno in aumento, più probabilmente pagheranno la crescita potenziale di Monti.
    Si tratta comunque di tendenze, con tutto quello di labile che questo ha.

    Credo che sia importante fare una scelta per il Paese, con le questioni che abbiamo davanti.
    Per me penso proprio di essere comprensibile e chiaro, di leggere, riflettere e parlare con chiarezza.

    RE Q
  20. #20 scritto da Rinaldo Sorgenti il 31 dicembre 2012 14:44

    Caro Saccavini, riprendo solo una piccola parte di quanto replicato al post. nr. 17 che forse ci può aiutare a focalizzare alcuni punti fondamentali, al di la di interpretazioni personali che evidentemente scontato l’uso di aggettivi ed iperbole, impiegato solo per rendere forse più chiaro il concetto:

    ” Perché nessuno tranne Monti ha avuto fino ad ora il coraggio di descrivere una possibile uscita dalla montagna del debito pubblico.

    Perchè la principale coalizione d’oggi (PD) al riguardo non dice nulla: non ha detto nulla (e ciò ai mercati fa paura).
    Perché il problema, il principale problema che abbiamo, è questo.
    Non è la Merkel, non è l’Europa, ancor meno l’euro.

    I mercati mondiali posso sbagliare? è possibile, anche se ci vuole un coraggio da incoscienti ritenersi gli unici depositari della soluzione giusta.

    L’unico modo per modificarne l’orientamento è convincerli con un programma serio di uscita dal debito.
    Il resto per i Paesi europei e del mondo, sono chiacchiere da bar. “

    Primo capoverso:

    - Non mi pare che solo Monti abbia affrontato questo tema. Senza citare molti altri, mi limiterò a ricordare Tremonti e Brunetta, che lo hanno fatto ben prima e con molta maggiore analisi.

    - Secondo capoverso: Totalmente d’accordo. E’ un’evidenza!

    - Terzo capoverso: Convengo. E’ questo che fuori dai confini annusano e percepiscono.

    - Quarto capoverso: Non è la Merkel ??? Ma cosa dire della decisione (ordine!) improvvisamente dato alle Banche tedesche di disfarsi di tutti i titoli italiani in cassa (che ha poi scatenato – non comprendendone le ragioni – l’analoga azione speculativa da parte dei fondi USA), che ha prodotto l’improvviso rialzo dello SPREAD???

    Solidarietà intra-europea, per difendere gli interessi comuni e l’Euro ???

    Ma se solo pochi mesi prima lo spread era a valori molto più bassi (anche dell’attuale) è la Ue ci aveva chiesto di introdurre azioni pesanti (prontamente attuate da Agosto a Novembre 2011 !), perchè si è attuata quella “vigliaccata” ai danni del nostro Paese (incuranti delle ripercussioni che avrebbe causato anche alla stessa stabilità e credibilità dell’Euro)?

    L’amico Andrea D. nel post nr. 18 ha ancora una volta egregiamente focalizzato i punti fondamentali che hanno prodotto la irragionevole situazione che abbiamo dovuto subire nel corso del 2012.

    Ricordiamoci allora che quando l’Euro fu deciso, l’obiettivo era la parità con il Dollaro USA e che agli inizi addirittura quotava circa il 15/20% sotto la valuta di riferimento mondiale. Qual’è la situazione ora???
    E’ ragionevole e sostenibile?

    Forse riflettendo su questi aspetti ci si potrebbe rendere conto del vero significato di certe espressioni “contrarie all’Euro” che anche seri economisti hanno chiaramente espresso.

    Non vuol dire non riconoscere la valenza ed i benefici che questa ci ha indubbiamente portato, ma non è sottovalutando o dimenticandoci del resto che rendiamo un servizio a noi tutti, italiano ma europei in genere!
    Certo poi, se uno va a vedere CHI (nella Ue) ne ha tratto enormi e fondamentali vantaggi, beh, allora forse molte cose si spiegano e “giustifichino” che a Bruxelles OCCORRE anche battere i pugni sul tavolo, per far vedere che si è SVEGLI e non semplici … reggi-coda
    (così magari, potrebbero anche elegger.ci a posizioni di prestigio) !

    RE Q
  21. #21 scritto da Rinaldo Sorgenti il 31 dicembre 2012 15:13

    Caro Luigi,

    Ho appena letto un’interessante articolo che tratta dell’argomento energia (fuori dai nostri confini nazionali) e che forse può essere utile per interpretare anche come altri stiano percependo e valutando le eresie tedesche, che così tanto hanno condizionato sull’argomento i temi dell’energia in Europa.

    Copio solo uno spunto:

    ” Poland And Czech Republic Ban Germany’s Green Energy
    Green Energy Cost May Accelerate Europe’s Decline
    ________

    Germany considers itself the environmental conscience of the world: with its nuclear phase-out and its green energy transition, the German government wanted to give the world a model to follow. Blinded by its own halo, however, Germany overlooked that others have to pay for this green image boost and are suffering as a result. Germany’s ‘eco-miracle’ simply used the power grids of neighbouring countries not only without asking for permission but also without paying for it. Now Poland and the Czech Republic have pulled the plug and are building a huge switch-off at their borders to block the uninvited import of green energy from Germany which is destabalising their grids and is thus risking blackouts. –Daniel Wetzel, Die Welt, 28 December 2012 ”

    Ho paura che molti nodi rischino di venire al pettine e non mi sorprenderei se Frau Anghela dovesse nuovamente rimangiarsi quanto detto e fatto negli ultimi 12 mesi, anche se le elezioni in Germania sono ormai troppo vicine, per non condizionare nel brevissimo le cose. Almeno fino ad Ottobre 2013, poi …

    E pensare che da quelle parti criticano poi gli italiani, perchè non sembrano abbastanza coerenti nelle loro strategie ed azioni!

    RE Q
  22. #22 scritto da Saccavini il 31 dicembre 2012 15:51

    Caro Sorgenti, l’Europa è ancora una struttura “intergovernativa”, come la definisce l’Agenda Monti e certamente il percorso verso una struttura che adotti maggiore equilibrio fra interessi di ciascuno e interessi comuni (più unita, più democratica, più vicina ai cittadini) è da perseguire, denunciando trucchetti che, da quel che ho compreso, sembrano anche banalmente di bottega.
    La Germania deve rendersi conto che il suo ruolo in Europa ha oggettive dimensioni primarie e propriop per questo un suo agire determina l’etica cui gli altri sono indirizzati ad adeguarsi.
    C’è ancora da lavorare e da combattere, da lottare per un equilibrio che arrivi agli Stati Uniti d’Europa….

    Buona giornata e tanti auguri per l’anno prossimo.

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 31 dicembre 2012 16:02

    Il mio riferimento circa l’Uscita dalla montagna del debito pubblico la riferivo ad un programma elettorale, Sorgenti.

    Fra due mesi (poco meno) si va al voto e questo è il principale problema che deve affrontare il Paese.
    Non mi sembra logico che nessuno lo ponga e indichi la sua via d’uscita.

    Non ricordo quanto al riguardo abbia detto Brunetta; le considerazioni di Tremonti le ho in mente e l’impressione che ne ricordo è buona.
    Del resto Tremonti è pensatore che di economia parla con competenza ed affronta anche aspetti e angolazioni meno battute e spesso interessanti.

    Quanto al cambio Euro Dollaro: nel mio piccolo sono certo che l’euro deve svalutare rispetto al dollaro.
    Sono anche convinto che si farà e mi sembra che ciò che freni la BCE e i governi sono questioni politiche.
    In buonasostanza deve essere coordinato con il mercato del dollaro a cominciare dagli USA.
    Pensieri forse in libertà: che scrive non è Tremonti, non è Zingales, e chissà quanti altri….

    RE Q
  24. #24 scritto da Andrea D. il 2 gennaio 2013 11:27

    Non ci può essere riduzione del debito con partiti statalisti, assistenzialisti e centralisti.

    Se anche ci fossero manovre straordinarie volte a reperire fondi, questi sarebbero poi immediatamente dirottati verso politiche di intervento statale che riporterebbero a breve il debito ai livelli precedenti se non più elevati.

    Quanto al cambio euro/dollaro si tratta di una questione cruciale: alla Germania fa oltremodo comodo che ci siano paesi in difficoltà che contribuiscono a frenare l’ascesa dell’euro, ma non vuole pagarne il prezzo!
    Questo è il nodo della questione!
    Su questo, mi spiace per Monti, occorre battere i pugni sul tavolo!

    RE Q
  25. #25 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 11:54

    Germania ed Europa sono meno autonomi di quanto ancora pensano di esserlo (o vogliano).

    I singoli paesi nazionali possono preferire soluzioni che a loro fanno comodo, ma non oltre: la realtà Europea pesa ben di più e le decisioni di metà dicembre della BCE lo stanno plasticamente a dimostrare.

    La politica dei conflitti prevede i pugni sul tavolo e anche sul viso… L’Europa si gestisce con le deciisoni dei paesi che più contano, riuscendo a convincere e dimostrare le proprie ragioni, avendo l’autorevolezza per farlo.

    Buona giornata Andrea

    RE Q
  26. #26 scritto da Rinaldo Sorgenti il 2 gennaio 2013 14:59

    Buona giornata ad entrambe ed a tutti gli amici che ci seguono su questo interessante sito.

    Per rispondere al post. nr. 24 di Saccavini, vorrei suggerire il breve alticolo di oggi su Libero del Prof. Carlo Pelanda (sembra quasi che abbia preso spunto da quanto detto sopra!) che, chiaramente però, ci dice che fino a dopo le elezioni di Settembre in Germania (che la Merkel vuole rivincere), NON se ne farà nulla perchè, prima, vengono gli INTERESSI PERSONALI, altro che Europa!

    Circa invece i programmi, l’autorevolezza, il “conflitto di interessi”, anche gli articoli di Franco Bechis e Mario Giordano (sempre su Libero di Oggi) meritano una lettura, come promemoria di come si “predichi” bene e si razzoli male.

    Deve essere implicito per molti di quelli che hanno la ventura di arrivare (in un modo o nell’altro) a Palazzo Chigi.

    Ora si può – senza problemi e senza paura del ridicolo e del pudore (senza, ndr?) – utilizzare il sito del Governo (che è in prorogatio per svolgere i compiti di ordinaria Amministrazione pubblica – non personale e tantomeno elettorale di parte) per farsi la campagna elettorale, alla faccia di tutti gli altri e degli stessi moniti appena uditi dal Colle.

    Che esempio mirabile di sobrietà ed equilibrio.
    Qui si ci vorrebbe qualcuno che batta i “pugni sul tavolo” e richiami al rispetto delle regole.

    Circa, invece, il “battere i pugni sul tavolo” (tanto negativamente evocato per darsi un’aria di presunta superiorità), io trovo che questo sia un diritto di chi è fondatore primario della CE (ora Ue) ed il terzo contributore netto, quando ci si rende conto (forse questo è il punto dirimente) che i ns. diritti ed il rispetto del nostro Paese (non della singola persona), siano stati calpestati o addirittura derisi, per beceri interessi speculativi di interessata parte.

    Speriamo che Mario Draghi sia in condizione – ancora una volta – di intervenire e riesca la maggioranza della Ue a sostenere l’assoluta necessità per l’Euro di fluttuare in parallelo con il Dollaro usa e lo Yen Giapponese, magari dopo aver ripristinato anche un più opportuno rapporto di cambio.

    D’altra parte, cosa ha fatto finora la Cina con la sua moneta e cosa stanno facendo gli altri primari attori dell’economia mondiale?

    - P.S.: Ma questo, nell’Agenda Monti, lo ha scritto ???
    Ma che domanda fai, Rinaldo (cerco di mettermi dalla parte neutra dell’ossservatore), per fare questo bisognerebbe “battere i pugni sul tavolo” e per farlo, occorrerebbe averli i “… pugni”
    (non so se fa “rima”, ma credo di capisca lo stesso!

    RE Q
  27. #27 scritto da Saccavini il 2 gennaio 2013 15:41

    Certamente la questione dei cambi coordinati per una svalutazione graduale nel tempo è uno dei problemi che sono sul tavolo della BCE e dell’agenda europea.
    Su questo è da ritenere che tutti siano d’accordo (tranne il Regno Unito, che sopravvive grazie all’economia finaziaria avendo lasciato perdere l’economia reale: per loro sarebbe pesante il giorno in cui, di fatto o per regole condivise, si arrivasse ad una gestione economica delle svalutazioni).

    Quanto alle svalutazioni avrei qualche osservazione, che credo sia utile rimarcare:
    UNO il Regno Unito le ha cavalcate dal 2000 fino a qualche anno fa, passando ad un rapporto iniziale 3/1 sterlina/euro, ad un cambio prossimo alla parità. Un vantaggio che gli è derivato da non avere adottato l’euro (cosa che non è stata quindi un atto di forza e autonomia ma una costrizione prevedendo ciò che è poi successo).
    DUE: la svalutazione delle monete forti rispetto a quelle degli emergenti comporta aspetti favorevoli nel breve termine: riduce il valore assoluto del debito senza nuove tasse, aumenta la competitività internazionale. Ha anche aspetti negativi seri: aumenta i prezzi e riduce il tenore di vita ai più deboli: spinge a rivendicazioni sociali di riequilibrio (ci abbiamo vissuto per 60 anni); induce a lasciare invariata la spesa pubblica, generando un avvitamento a svalutare (e sarebbe un dramma).

    Nonostante l’esempio negativo dato da Keynes è da ritenere che un percorso di svalutaizone controllata sia in questa fase a livello internazionale, considerato un male mineore, da dover subire.
    Proprio per queste ragioni è fondamentale un governo che sia ferreo, che attui i compensi sulle ali estreme sostenendo i più deboli. La svalutazione è una droga e deve essere somministrata il meno possibile e per dosi piccolissime.

    RE Q
  28. #28 scritto da Rinaldo Sorgenti il 2 gennaio 2013 16:18

    Verissimo quanto detto sopra, ma drammatico sarebbe se la svalutazione la continuano a fare gli USA (con il dollaro) ed ora ancora il Giappone e la Cina non ha alcuna intenzione di abbandonare il rapporto col Dollaro USA.

    L’altra importante valuta la sterlina inglese, ha già detto sopra Saccavini ed è per quello che gli inglesi NON sono collassati, anche se le loro condizioni non sono proprio eccelse.

    Ora, se oltre alla demagogica e fuorviante “politica pseudo-ambientalista” (la definiscono, forse non a torto, “verde”, perchè porta a questo stato di cose!), l’Europa (Merkeliana) ci costringerà addirittura a rimanere fermi ed a subire queste specifiche decisioni dei grandi del mondo, la situazione diventerà presto insostenibile ed allora si che i pugni rischiano di volare (ma non … sul tavolo).

    L’Italia, molto meglio di altri Paesi, ha saputo in passato sopravvivere anche con livelli di inflazione e svalutazione molto elevati e questo è stato anche possibile grazie proprio al nostro sistema Paese, che è un netto importatore di materie prime, ma un ottimo Paese trasformatore-manifatturiero che poi esporta una significativa parte del suo lavoro, guadagnando sul valore aggiunto.

    Insomma, occorre più lavoro e flessibilità di sistema.

    - P.S.: Ho con sorpresa e parziale compiacimento sentito che nel periodo 2008-2011 (Monti non era ancora arrivato a Palazzo Chigi) l’occupazione nel settore pubblico è diminuita di circa 154.000 unità! Poche, vero, ma certo una tendenza nella giusta direzione, non perché si voglia aumentare la disoccupazione, ma perchè quelle forze operative devono essere messe all’opera nel privato, per creare valore aggiunto, appunto.
    Questa cosa non l’abbiamo sentita enunciare dall’Agenda Monti, così come nessuno l’ha attribuita come merito a qualcuno. A quel marginale numero andrebbero anche aggiunte le diverse centinaia di migliaia di dipendenti pubblici – soprattutto della scuola – che risultavano nella categoria dei “precari”, perchè inseriti per altre ragioni e poi stabilizzati prima.

    Poca cosa, si dirà, ma è tutta eredità del precedente ventennio, non dell’ultimo.

    RE Q

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