FERMAREILDECLINO: una prima risposta all’appello di Monti

Poco dopo il termine della conferenza di Mario Monti, Oscar Giannino ha messo giù due pensieri: essenziali, ma senza eludere nulla. Città Ideale condivide pienamente la succosa riflessione. Piace in particolare mettere in risalto l’avviso sul NO ad una tassa patrimoniale. Una iattura, soprattutto se questa, come nel programma del PD, diventa la priorità: “soluzione della crisi” che non cambia nulla. Che ci lascia come prima.

Rilancio delle liberalizzazioni, mobilità e semplificazione reale nel rapporto di lavoro, allineamento nel welfare alle condizioni di altri paesi europei a cominciare dalla Germania, la vendita del patrimonio dello Stato collocabile sul mercato, guidata e gestita nei tempi giusti, senza fretta ma dando certezza ai mercati.

E via col resto, nei dieci punti che FERMAREILDECLINO da Agosto ha messo in agenda, che tanti esperti e Cittadini fanno discutere, soprattutto condividere. Vedremo presto il contenuto dell’Agenda Monti. Sul piano politico l’idea di raccogliere adesioni trasversali che tengano il più possibile a debita distanza interessi di botteghino e bottegone è una proposta da condividere, ma da sola non basta. Ecco adesso Oscar Giannino (da http://www.fermareildeclino.it/articolo/una-prima-risposta-allappello-di-monti)

 Nella conferenza stampa di fine anno appena conclusa, Mario Monti ha annunciato la prossima pubblicazione di un’agenda per rilanciare la crescita restando saldamente ancorati al quadro europeo. Ha dato la disponibilità a guidare ancora un governo, ma senza presentarsi al voto né lasciando il proprio nome a libera disposizione di chiunque voglia.

Sono apprezzabili il suo chiaro no a chi a destra non ha più credibilità europea e cambia idea ogni giorno, i riferimenti critici a Vendola come ai no ideologici di alcune parti sindacali, la sua apertura ai temi della condizione femminile, il rilancio delle liberalizzazioni.

E’ corretto il richiamo ai tagli di spesa come via per l’abbattimento della pressione fiscale. Ma è mancato, invece, ogni riferimento al cambio di passo che è necessario nell’abbattimento del debito attraverso dismissioni pubbliche, come il no a ogni ipotesi di patrimoniale che si aggiunga all’attuale pressione fiscale record, che strangola impresa e lavoro.

Fare per Fermare il declino è, e  resta, molto interessata a contribuire a un’agenda per rilanciare la crescita, mettendo al centro merito, competitività, energica revisione del perimetro pubblico, scioglimento dei conflitti d’interesse, e discontinuità rispetto ai vecchi partiti e alle loro classi dirigenti. Da questo punto di vista, nelle forme in cui Monti lo decidesse, siamo disponibilissimi a contribuire sulla base dei nostri dieci punti, chiaramente individuati.

Ma i tempi dell’operazione elettorale indicata da Monti appaiono incompatibili con la chiusura delle liste e la raccolta di firme a cui sono vincolati i movimenti che, come Fare per Fermare il Declino, non  partecipano al Parlamento sciolto. Di conseguenza il nostro obiettivo è e resta quello di iniziare entro poche ore in tutta Italia la raccolta delle firme alle nostre liste.

Né a destra né a sinistra ma avanti, per dare più voce e forza alla società civile che non ha responsabilità del declino italiano, e dell’enorme dilapidazione di risorse messo in atto dall’elefantiaca macchina pubblica.

FARE per FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Roberto De Micheli il 26 dicembre 2012 20:32

    Saccavini buonasera,

    l’ultimo punto è il FEDERALISMO TRASPARENTE….nel senso che non lo si vedrà proprio in quanto trasparente…!!!
    Alla Monti , insomma.

    Il punto 10 è messo lì per cercare di recuperare i voti di qualche leghista…che poveri illusi…!!
    I voti dei leghisti “in uscita libera” andranno tutti al Movimento 5 Stelle di Beppe Brillo….sento dire solo questo adesso mentre prima eravamo a metà con Renzi…..!
    Se Monti e Berlusconi “oseranno” presentarsi il Movimento 5 Stelle arriva come minimo al 35 %…!
    Ed io spero che osino alla grande……
    Saluti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 26 dicembre 2012 22:32

    Buona sera Roberto,

    dalla sua reazione sembra che si sia fermato solo al titolo del punto FEDERALISMO.
    Andiamo a leggere cosa ci dicono i promotori di FERMAREILDECLINO (Michele Boldrin, Paola Bruno, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Sivia Enrico, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales)
    Una osservazione preventiva:
    si vada a vedere i titoli professionali e le competenze. Nessuno politico o politicante, tutti disposti a tornare a casa a fare il proprio mestiere a termine dell’eventuale mandato.
    Non credo proprio sia giusto che lei adotti verso costoro la sfiducia che è naturale verso i vecchi contendenti, che sono responsabili del Federalismo finto e sprecone (votato da tutti…).

    Adesso credo giusto si legga il contenuto del punto dieci, senza fermarsi al titolo:

    Introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo.
    Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute.

    Totale trasparenza dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici con l’obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti Internet.

    La stessa “questione meridionale” va affrontata in questo contesto, abbandonando la dannosa e fallimentare politica di sussidi seguita nell’ultimo mezzo secolo.Ecco, nella sua espressione sintetica del punto sul Federalismo, i punti di forza, le linee guida sono chiare e ineludibili.
    Discutiamo s uqueste, se vuole.

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 27 dicembre 2012 19:23

    Ciao Roberto, concordo con Saccavini:
    in Fermare il Declino la riforma federalista è vera e, a mio avviso, il programma altamente condivisibile, anzi, per certi versi, fin troppo cauto e, in teoria, realisticamente attuabile.

    Il problema è con chi?
    Non certo con Monti (sul quale il mio giudizio totalmente negativo è noto) e, soprattutto, con la truppa che lo segue: Casini e Fini sono, a mio avviso, la rappresentazione dello statalismo centralista e assistenzialista che Fermare il Declino vorrebbe abolire.

    Retaggi della Prima Repubblica, in tutti i sensi, coi quali non è nemmeno lontanamente pensabile un’alleanza.

    Ovviamente non con Bersani & C. che sono distanti mille miglia e cento anni.

    Certamente non con Grillo e il M5S. E quindi?

    Purtroppo sembra di essere fermi nella storia, dove si cambia tutto affinché tutto rimanga com’è!

    PS
    Su una cosa sono in pieno accordo con la Lega e con Berlusconi: o l’Europa (nel senso dell’unione monetaria) cambia o per noi è meglio starne fuori (come la Gran Bretagna, in Europa, ma fuori dall’Euro)!

    Non possiamo continuare a indebitarci in valuta straniera (tale è oggi l’euro): la nostra economia non sopravviverà (faremo la fine dell’Argentina).

    Infine, se per credibilità a livello internazionale si intende accondiscendenza nei confronti di Frau Merkel è indubbio che Monti sia più gradito di Berlusconi, ma che questo giovi al Paese è tutto da dimostrare!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 27 dicembre 2012 21:07

    Questa volta le affermazioni di Andrea mi sembrano troppo assolute, tanto da apparire semplici e generiche.

    Forse perchésto studiando il programma di Monti, che mi sembra in gran parte (non totalmente) condividere Fermareildeclino.
    Un programma con il quale certamente si deve discutere e confrontarsi, senza nessuna strizzatina d’occhio a nessuno della vecchia carovana.
    Europeista convinto, ne sostiene le strategie e i programmi in un’ottica di veloce integrazione politica, finanziaria e di principi e procedure. Quanto sia attuabile forse lui lo sa meglio di noi, forse è ottimista… non è facile valutare.

    ne leggeremo nei prossimi giorni articolati commenti.

    buona serata a tutti

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 28 dicembre 2012 10:50

    Ciao Luigi, purtroppo nel breva spazio di un post non sempre è facile essere sufficientemente chiari e specifici; cercherò di illustrare un po’ più in dettaglio il mio pensiero. So bene che sul punto (Monti) le nostre opinioni sono contrastanti: in tutta onestà in un programma, che per la verità sembra più un elenco di buoni propositi per l’anno nuovo, uno può scrivere ciò che vuole. Il problema è la credibilità!
    …………………………..

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 28 dicembre 2012 11:13

    Le considerazioni di Andrea, articolate anche se accompagnate da un tasso di emotività inconsueto, vengono postate nell’articolo.
    Riguardo alla premessa non credo che l’Agenda Monti si limiti a buoni propositi, anzi.
    Si tratta della applicazione pratica di principi che sono dirompenti rispetto agli equilibri dei poteri forti/partiti; una dichiarazione che poteva essere più generica e accattivante se l’intento fosse la raccolta di consenso dal sistema.

    Propone una rottura decisa con le pastoie che bloccano il Paese: propone un piano di medio lungo termine con un obiettivo ambizioso, forse senza fughe in avanti come l’uscita dall’euro, o altre proposte creative: tiene i piedi ben piantati per terra e non suona il piffero, l’Agenda Monti.

    Aperta a contributi, base di discussione: invito a discutere sulle terapie e sul programma, evitando personalismi.
    C’è da dire, certo.
    Aspetti da apprfondire ed anche da correggere non mancano.
    Prima di demonizzare, ci rifletterei bene.

    nb
    non è strano che a compiere una analisi della Agenda Monti sia Città Ideale, nel silenzio o quasi che viene dal sistema delal comunicazione?
    Ne parleremo ancora.

    Buona giornata Andrea

    RE Q

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