Materna Romano Banco, il Sindaco e i suoi compagni visti da Andrea

Mentre il Sindaco fa professione di difesa della funzione meritoria della Chiesa e della scuola paritaria, nel frattempo, in altro luogo, si continua a fomentare lo scontro. Il muro contro muro, l’inasprirsi dei toni per fare quadrato e dar manforte ai tapini che devono reggere le enormi pressioni di pochi “privilegiati” senza ritegno e con una bramosia senza pari.

E via alla folle gara a chi le spara più grosse, a chi più distorce la realtà a proprio uso, perché l’obiettivo non è certo quello di fare chiarezza e di spiegare le cose come stanno, ma sembra quello di portare acqua al proprio mulino, di trovare una scusa, una giustificazione che possa almeno apparire come valida. Peccato che non sembri altro che un affannosa arrampicata sugli specchi insaponati!

Cerchiamo di fare un po’ di ordine, anche se certe tiritere sono talmente trite e ritrite da risultare stantie e ci si aspetterebbe che almeno chi rappresenta le istituzioni, siano essi membri della giunta o del Consiglio, si adoperasse per educare i cittadini anziché  cavalcare l’onda dell’ignoranza.

Iniziamo quindi dal primo punto, quello fondamentale: il Comune non ha un obbligo giuridico di creare una scuola dell’infanzia paritaria comunale o di finanziare una paritaria privata. Se non vuole può non farlo: qualcuno potrebbe giudicarlo “immorale” o indegno, ma sarebbe legale.
Se il Comune, invece, decidesse di intervenire per offrire il servizio alle famiglie bisognose della scuola dell’infanzia, potrebbe scegliere due strade: istituire una paritaria comunale o finanziare una paritaria privata. Nel primo caso si è già visto che i costi sarebbero sensibilmente più elevati che nel secondo e la struttura più rigida.

Vorrei sapere quanti tra coloro che oggi strillano contro la convenzione, strillerebbero se una cifra tre volte superiore fosse stanziata per una paritaria comunale, come accade accanto a noi? Chi direbbe che la retta se la devono pagare quelli che vanno al “comunale”? In fondo se non vogliono la statale è giusto che paghino!

Con la rigidità strutturale che si ritroverebbe una paritaria comunale vorrei vedere chi farebbe certi discorsi per cui prima si riempie la statale (tanto gli stipendi li avresti comunque, anche con le classi vuote, vero?!) Chi parlerebbe della differenza che intercorre tra la fiscalità generale e la fiscalità locale, di IMU e addizionale? Chi farebbe i conti tra quanti frequentano la comunale e quanti la statale? Vorrei proprio saperlo! Questa è la realtà dei fatti e questi sono i discorsi che, purtroppo, ci è toccato sentire, e non solo al bar dall’uomo della strada, al quale si può anche perdonare una certa superficialità, un ragionare immediato, fatto di battute.

La scuola è gestita da un soggetto privato, ma si tratta di una cooperativa di utilità sociale (VEDI), cioè di un ente senza fini di lucro: nessuno si arricchisce con quel servizio! Si è anche ventilata l’ipotesi che i consiglieri poterebbero essere chiamati a risarcire il Comune per i soldi destinati alla convenzione! Se invece ne avessero spesi 3 volte tanto, ogni anno, ma per un asilo paritario comunale, allora sarebbe andato tutto bene?

Perché chi oggi prospetta questi rischi non ha presentato una bella denuncia nei confronti del Commissario Prefettizio, organo monocratico, che ha sottoscritto la convezione per l’anno in corso? Se gli specchi non fossero insaponati, forse si sentirebbero stridere le unghie; invece col sapone, nemmeno quelle!

Ho letto di velate minacce, quasi di avvertimenti, perché la scuola paritaria deve mostrare i conti: c’è e c’è sempre stata una commissione comunale che ha vagliato i bilanci della scuola (tra i membri, vi era anche l’attuale sindaco, se non sbaglio). Se qualcuno ha fondati motivi per dire che quei fondi sono stati impiegati per finalità diverse da quelle per le quali erano destinati, presenti regolare denuncia nei confronti  di chi doveva controllare e non lo ha fatto.

In caso contrario sarebbe opportuno evitare certi discorsi che possono risultare pesantemente diffamatori, per la scuola, per le istituzioni e per coloro che erano chiamati a vigilare. La scuola ha l’obbligo di mostrare come vengono spesi i soldi e il Comune ha l’obbligo di vigilare! Ho sentito varie lamentele su chi controlla, chi vigila. Sui conti, come detto sopra il Comune, per il resto (VEDI):

4. La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta e che, in possesso dei seguenti requisiti, si impegnano espressamente a date attuazione a quanto previsto dai commi 2 e 3:

a) un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione; un piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti; attestazione della titolarità della gestione e la pubblicità dei bilanci;
b) la disponibilità di locali, arredi e attrezzature didattiche propri del tipo di scuola e conformi alle norme vigenti;
c) l’istituzione e il funzionamento degli organi collegiali improntati alla partecipazione democratica;
d) l’iscrizione alla scuola per tutti gli studenti i cui genitori ne facciano richiesta, purchè in possesso di un titolo di studio valido per l’iscrizione alla classe che essi intendono frequentare;
e) l’applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio;
f) l’organica costituzione di corsi completi: non può essere riconosciuta la parità a singole classi, tranne che in fase di istituzione di nuovi corsi completi, ad iniziare dalla prima classe;
g) personale docente fornito del titolo di abilitazione;
h) contratti individuali di lavoro per personale dirigente e insegnante che rispettino i contratti collettivi nazionali di settore.

5. Le istituzioni di cui ai commi 2 e 3 sono soggette alla valutazione dei processi e degli esiti da parte del sistema nazionale di valutazione secondo gli standard stabiliti dagli ordinamenti vigenti. Tali istituzioni, in misura non superiore a un quarto delle prestazioni complessive, possono avvalersi di prestazioni volontarie di personale docente purché fornito di relativi titoli scientifici e professionali ovvero ricorrere anche a contratti di prestazione d’opera di personale fornito dei necessari requisiti.

6. Il Ministero della pubblica istruzione accerta l’originario possesso e la permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità.

E’ paritaria? Sì? Allora le risposte le trovate qui sopra. Poi ho visto anche affermazioni che considero al di fuori da ogni logica: la scuola, in quanto beneficiaria di fondi pubblici, deve fare gare pubbliche per la scelta dei fornitori etc etc., come se si trattasse di una pubblica amministrazione. Mi correggo non è al di fuori da ogni logica, sembra calzante con l’approccio del burocrate chiuso nel suo ufficio, che però non appare per nulla condivisibile.

Senza dilungarmi sull’utilità e sull’efficacia degli appalti (come funziona in generale la PA e quale sia la qualità della spesa pubblica, regolata dagli appalti) che sono sotto gli occhi di tutti, vorrei semplicemente evidenziare che un’istituzione privata è regolata dal semplice, ma efficace e perentorio, meccanismo del mercato libero: la scuola sceglie, nel rispetto delle leggi, secondo i criteri che ritiene più opportuni e risponde di quelle scelte ai propri utenti! Se gli utenti non la giudicano all’altezza, non la scelgono e se gli utenti non la scelgono, i fondi si riducono e la scuola chiude!
Al contrario, se gli utenti non dovessero scegliere la scuola statale, dove invece vige il concorso e la ferrea legge dell’appalto, a quanto pare … si vogliono tagliare i fondi alla paritaria accanto!

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  1. #1 scritto da Roberto De Micheli il 17 dicembre 2012 12:48

    Ciao Andrea,
    in un post precedente il buon Flavio T. parla del “costo dell’inazione” ed il buon Saccavini replica dicendo che “per carità, no a temporizzatori che sperano sia il tempo a mettere a posto le cose.Sarebbe una tragedia”.

    Ebbene prendendo spunto da queste due considerazioni in questi ultimi trent’anni per quanto riguarda la Convenzione della Scuola Materna si è trascurato per troppo tempo il fatto che la Convenzione era priva di una regolare scadenza e questo ne inficiava la regolarità.

    Lotte,trascinatesi nel tempo, vere o presunte …. tra Centrodestra e Centrosinistra di Buccinasco non hanno portato a nessuna conclusione utile e per penultimo il buon Carbonera Maurizio che ha tentato di metterci mano e diciamo che è stato “mal interpretato”….. e gli hanno fatto anche il regalo di una raccolta di firme contro, stoppando i suoi buoni propositi e la sua “azione”…il suo tentativo di agire…!

    Erano in precedenza passati anche altri due Commissari Prefettizi ed incredibilmente non hanno mai messo mano al problema.

    Poi è arrivato l’ultimo Commissario Prefettizio, Francesca Iacontini , che, secondo me, ha risolto brillantemente la situazione cercando di non scontentare nessuno.

    Il “prezzo” evidente che paghiamo oggi a Buccinasco che si stà addirittura tramutando in “scontro sociale” tra Cittadini in clima natalizio…… è dovuto principalmente “all’inazione” dei nostri “politicanti” di Buccinasco che per anni hanno fatto finta che il problema non esistesse e ricordo benissimo anche un “infuocato” Consiglio Comunale in cui nel Centrodestra locale litigavano tra di loro con un Consigliere PDL che diceva ad alta voce agli “amici ciellini” che prima o poi si doveva metter mano al problema della Convenzione ….!

    Troppo facile cavalcare la cosa adesso anche da parte del PDL locale,che secondo me ha la gravissima colpa “dell’inazione”…..

    Saluti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 17 dicembre 2012 13:22

    Buon giorno Roberto,
    Un buon riassunto dal lato della gestione.

    non si è arrivati a niente perché le amministrazioni che si sono succedute mancavano degli strumenti normativi e culturali appropriati e tutti si sono scontrati su basi ideologiche.

    Ciò che stanno facendo ancora oggi i sinistri che ci amministrano.
    Partono ancora adesso dal servizio scolastico parificato come fosse roba da ricchi, estranea al sistema istruzione. (fanno finta, ovviamente. Ormai a Buccinasco lo sanno anche i sassi che i loro argomenti sono inconsistenti).

    Faticosamente se ne sta venendo fuori perché Città Ideale ha svolto e svolge la funzione formativa e informativa, che permette a chi decide e ai Cittadini di capire la sostanza concreta della questione: fuori da schemi ideologici, badando all’interesse della Comunità.

    Non per farcene un merito: è nostro compito, qui come in altre questioni che riguardano la nostra Buccinasco.

    Ci sono sempre coloro cui non andrà bene perché sguazzano nei teatrini della politica, nel dividere la Comunità fra buoni (loro) e cattivi (gli altri).
    Una Comunità che ragiona sulle proprie questioni, nel rispetto degli altri, che agisce nella trasparenza e vuol partecipare alle decisioni, a costoro non va bene.

    Ci vorrà ancora tempo ma alla fine lo capiranno (o se ne faranno una ragione).

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 17 dicembre 2012 16:10

    Ciao Roberto, distinguiamo le cose:

    un conto era risolvere il “problema” di dare una scadenza temporale alla convenzione,

    ben altro mettere mano, più o meno “pesantemente”, ai contenuti.

    Il Commissario, ti ricordo, era intervenuto con l’accetta e poi ha avuto il buon senso e il coraggio di ricredersi e ha siglato l’accordo ponte che regola quest’anno.

    Quello che non sembra corretto e condivisibile è lo strumentalizzare un problema reale per fini utilitaristici: è innegabile che vi siano posizioni contradditorie sulla questione, basta leggere i commenti sui vari blog, e sarebbe nell’interesse di tutti che le questioni rimanessero incentrate nel merito dei vari provvedimenti e non gestite sull’onda dell’emotività.

    Fonti attendibili mi confermano che la bozza della convenzione è stata ultimata e che dovrebbe essere già stata consegnata (o in procinto di essere consegnata) al CdA della scuola Materna.

    Col testo (reale) in mano si potranno fare le opportune considerazioni.

    Poi ognuno dovrà assumersi la responsabilità delle proprie scelte, accettandone onori ed oneri.

    RE Q

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