PD Buccinasco: arrivano già gli “avvertimenti” a Monti…

Un articolo che non sarebbe il caso di commentare e valutare se non fosse della nostra Buccinasco. Venendo da un movimento politico che poi può amministrare la nostra Comunità (e di fatti oggi è componente primaria della gestione), diventa opportuna  la analisi, la comprensione. Descrivere gli intendimenti serve a individuare la mentalità, i metodi e i comportamenti che ne seguono.

Il segretario PD di Buccinasco (dimissionario?) esprime il suo pensiero su Monti e le sue possibili scelte. Fin dal titolo ne esprime il senso: Mario non scendere in campo che è meglio (soprattutto per te): un avvertimento!(VEDI). Trasuda sicurezza,  sente la vittoria già in tasca. La fa da padrone e detta legge. Interpreta la politica come potere, come viene esercitato a Buccinasco: fatto di sgambetti, magari anche accordi sottobanco. E avvertimenti, appunto.

Presumibile che questo atteggiamento di sicumera che gli viene da numeri (per nostra fortuna ancora solo potenziali), quasi interamente privo di contenuti sulle cose da fare, non sia esclusiva del personaggio di casa nostra. C’è da aver qualche preoccupazione… Monti trattato come uno scolaretto che ha sbagliato i compiti … “a gestire saremo noi e non metterti in mezzo o saranno guai”: letteralmente dice infatti: “Mettersi di mezzo sarebbe un errore fatale e questa volta letale”.

Letale! “spareremo ad alzo zero sulla tua gestione, sugli errori che hai fatto: sarà un bombardamento incrociato perché da destra  avverrà la stessa cosa”… ecc.  C’è da scommettere che se Bersani gli offrisse la Presidenza della Repubblica, il medesimo concittadino esponente del nostro PD esprimerebbe il plauso convinto….

Insomma: ha paura, e come il cagnolino di taglia medio piccola abbaia per non darla a vedere la paura. Ma guardiamo a cosa mette in campo questa gloriosa armata: UNO la patrimoniale; DUE il lavoro; TRE l’onestà. Tradotto: un grave errore; il vuoto; una promessa per il futuro. La patrimoniale messa lì da sola per fare cassa è una tragedia.

Il lavoro: ancora oggi a pretendere il lavoro per legge, quando il lavoro viene invece dalla riduzione dei costi industriali a cominciare dal taglio della spesa e delle tasse. Se non ripartono le imprese il lavoro è una promessa sul vuoto. Se non si  rende flessibile il lavoro, il lavoro si avrà dai  posti pubblici nuovi, inutili, da pagare con la patrimoniale. L’onestà: vale per il domani, e bisognerà fidarsi.

Perché fino ad oggi non risulta che mai abbiano denunciato qualcuno degli altri, meno ancora dei propri. Perché fino ad ora hanno approvato tutte le leggi di spesa per i partiti, il parlamento, i rimborsi elettorali, nazionali e regionali. Neppure un grammo li differenzia dagli altri. Promettono:….

Che non sia mai.  Con queste premesse, saranno capaci di rimettere nelle piazze la ghigliottina (altrettanto d’acciao e rovere. Ce solo da sperare che sia virtuale), letale per il Monti colpevole. I posti pubblici, lo statalismo centralista e monopolista difeso sopra tutto e sopra tutti. Il paese inchiodato e inamovibile, che si trascinerà a non crescere.  Unica crescita il debito pubblico: lì sono bravi.

Ambrosoli dovrà vedersela con questo fiume carsico pre-ideologico da integralismo assolutista. Spero per lui che riesca ad imporre la sua squadra, la sua visione, il respiro liberale e di mercato. Di cui il PD è l’incarnazione opposta, demoniaca. Volta alla pretesa del posto a prescindere, della sedia con l’attak, di poltrone e posti para-politici, fasulli. La contrarietà assoluta al cambiamento, a qualsiasi cambiamento che ammoderni il paese.

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  1. #1 scritto da Fabiola il 18 dicembre 2012 00:58

    “L’avvertimento” di chi scrive (mi dicono ex segretario del PD), vale come il “2 di picche” quando la briscola è a coppe!

    Non perdere tempo ed energia.
    Siediti e aspetta!

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 09:26

    Naturale che il rapporto fra l’autore della intimidazione e il soggetto in questione è di una distanza abissale e l’effetto concreto sia nullo.

    Scopo della riflessione è porre in evidenza il metodo, il comportamento… la fa da padrone e si comprota già come tale, dimostra così i concetti del suo far politica…

    concetti che adotterà pari pari quando tratta di Buccinasco.

    RE Q
  3. #3 scritto da David Arboit il 18 dicembre 2012 13:58

    Il tono è tranchant comme d’habitude.

    Mi piace essere chiaro e tondo in un mondo in cui tutti dicono tutto e il contrario di tutto (due ore dopo).
    A chi non piace il mio tono, consiglio di leggere l’articolo di Michele Prospero, uscito sull’Unità il giorno dopo.

    Prospero è un docente universitario, un fine intellettuale, e spiega le stesse cose, ma con toni più adatti alla borghesia altolocata, toni diciamo meno popolari.

    Credo che Monti sappia bene ciò di cui stiamo parlando io e Prospero, e stia facendo razionalmente le sue valutazioni. La razionalità a lui non manca di certo.

    Spiace notare che l’occhio e la mente del commentatore si siano fissati sul dito omettendo la Luna.
    Pazienza.

    A Fabiola dico che francamente non ho mai pensato di essere qualcosa di più di un due di coppe con briscola a spade, del resto mica sono il Vicepresidente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 14:11

    C’è sicuramente un’altra questione che accomuna il “fine intellettuale” Prospero e il ruspante Arboit: l’analisi e il programma del paese ove abbondano concetti ma zero di economia.

    Come se invece di parlare dell’Italia con i suoi due miliardi di debiti stessimo parlando di Candide, della baronia Thunder-der-Tronkt ove per definizione si vive nel migliore dei mondi possibili.
    Economia zero: il futuro governo dei regressisti si preoccupa della linea e delle scelte di Monti, ma non ha tempo per dire e capire cosa si deve fare per rilanciare l’economia (e quindi l’occupazione, non viceversa), per ridare competitività al sistema.
    Oltre alla patrimoniale, alla lotta agli evasori (che da sole sono solo un ulteriore impoverimento del paese e nel breve termine non daranno risultati).

    L’intento è il medesimo: allontanare Monti…. un rischio assoluto.

    RE Q
  5. #5 scritto da Fabiola il 18 dicembre 2012 14:53

    Arboit se non te lo ha mai detto nessuno, a partire dai tuoi parenti strettissimi, che ne avrebbero il dovere oltre che il diritto, te lo dico io: prenditi cura di te!
    Basta farsi una domanda e darsi una risposta: What is “razionalità”?

    Beh certo, tu aspiri a “presiedere”, mi sa che lo farai: una “tazza”!!!

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 14:53

    Lo scenario Monti. Ecco come si presenta:

    http://www.corriere.it/politica/12_dicembre_17/premier-non-in-lista_9df4c302-4812-11e2-9b8b-e1acb7544763.shtml

    ce lo dice il giornalista specializzato sul Quirinale Marzio Breda, che difficilmente azzarda ipotesi senza fondo.
    Dunque Monti non fa o non guida un partito o una coalizione. Si “limiterà” a scrivere la sua ricetta sui punti di un programma per il Paese. Ripete in ciò la scelta originaria di FERMAREILDECLINO che 11 Agosto ha posto il suo decalogo:

    http://www.fermareildeclino.it/10proposte

    (che Monti sicuramente consulterà) .

    Una scelta intelligente, che appare equilibrata e che obbliga tutti a pronunciarsi.
    Non sul nome ma sul programma: chi vorrà dire di sì, chi preferirà non dire nulla, non pronunciarsi. Chi dirà di no!

    Una mossa che obbliga tutti a prendere le misure, che indica ai Cittadini cosa aspettarsi dalla opzione Monti.
    Finalmente l’aspirante premier Bersani dovrà misurarsi sulle cose, mettendo da parte le favole, le salsicce elettorali.

    Quella di Monti è una sfida molto impegnativa. Se la farà dovrà parlar chiaro, senza più condizionamenti: si potrà vedere davvero la misura di uno statista, se è in grado di rivestire i ruolo.

    RE Q
  7. #7 scritto da David Arboit il 18 dicembre 2012 15:08

    C.V.D.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 15:21

    Interpretazione (con qualche dubbio) della sigla:

    C.V.D. come volevasi dimostrare (?)

    che il Presidente di un governo tecnico uscente illustri le esigenze del paese per il prossimo quinquennio è forse qualcosa di meno che puntuale ed opportuno?
    Non doveva, non dovrebbe farlo?

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 15:25

    Gentile Fabiola, il tono può andare ma il contenuto a Città Ideale andrebbe molto meglio se ci si limitasse alla contestazione di merito…
    Consente a tutti di ragionare sulle cose evitando gli eccessi di personalizzazione.
    Grazie da Città ideale, anche da parte di tutti i lettori

    RE Q
  10. #10 scritto da David Arboit il 18 dicembre 2012 16:00

    Significa esattamente Come Volevasi Dimostrare. Monti ha ascoltato Arboit, o forse Prospero, o forse la sua razionalità e se questa è, sarà la scelta giusta.

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 18 dicembre 2012 17:06

    Facciamo un esercizio di fantasia: Monti non scenderà in campo, per ora.

    Se lo facesse in questo momento, sarebbe un dramma per la sinistra. Riunirebbe, non senza mal di pancia e turate di naso, i moderati e non ci sarebbe storia: la minoranza resterebbe quello che è minoranza, nel Paese e in Parlamento.

    Per ora sta bene dove sta, in vista del Quirinale (così sperano i regressisti).

    Se poi dovesse riuscire il miracolo che i moderati si possono riunire comunque, allora potrebbe scendere in campo, dividere nuovamente le forze moderate, dar vita al terzo polo e assicurarsi il Quirinale.
    Impossibile?

    Può darsi, l’ho detto è un esercizio di fantasia, come sembra pura fantascienza che Monti parli di un’agenda con chi lo giudica come Arboit ha ben sintetizzato: sembrerebbe fantascienza, ma è realtà!

    Vedremo se anche le fantasie resteranno tali!

    PS Ma se Monti ha sbagliato tutto, perché il PD ha votato i suoi provvedimenti, lo ha sostenuto e bolla di disfattismo il PDL che ha messo la parola fine al suo governo?
    David, sicuro che sei del PD, da come parli sembri leghista? Al più di SEL, ma col PD, fedele sostenitore del governo dei forti contro i deboli che ci stai a fare?

    Perché a Monti, per sbagliare tutto, i voti del PD non sono mai mancati, giusto?

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 18:19

    Infatti, i regressisti lavorano insieme ai partiti perché questo succeda, Andrea.

    Proprio così: purtroppo per loro l’esigenza di creare un gruppo e benifcare dei rimborsi elettorali a gogò è di molti, anche dalla parte regressista.

    Siamo ancora in un crogiolo dal quale può venir fuori tutto: i sinistri sperano che l’area moderata resti squagliata perché sanno bene che il paese questo raggruppamento regressista che difende posti pubblici, contratti blindati e condizioni di welfare per chi lavora che in Germania hanno ridotto o abolito già da dieci anni, non avrà la maggioranza dei Cittadini.
    Possono sperare solo nelle divisioni dell’area moderata (come è successo a Buccinasco, per un pugno di voti).

    Facciamo gli auguri contrari: che un gruppo moderato e liberista raccolga ecoaguli la maggioranza che nel paese ha già.

    RE Q
  13. #13 scritto da Roberto De Micheli il 18 dicembre 2012 20:27

    Ciao Andrea,
    anch’io ho avuto l’impressione che David,che comunque stimo, faceva discorsi leghisti….!!

    Secondo me il “PDmenoelle” ed il PDL hanno sostenuto il Governo Monti unicamente per fare la RIFORMA DELLE PENSIONI più vigliacca che si potesse fare, nel senso che quei vigliacchi del “PDmenoelle” e del PDL l’hanno appoggiata e votata ma l’hanno fatta fare a Monti: un omicidio su commissione i cui mandanti sono ben noti agli Italiani !

    Solo la Lega Nord non voleva la riforma delle pensioni fatta in quel modo e ha fatto seria opposizione a Monti !!

    Una cosa volevo chiedere anch’io a David :
    non ho ancora capito bene che tipo di politica del lavoro ha in mente Bersani per rilanciare l’Italia dato che adesso stanno scappando al’estero anche le aziende sane…..!

    Pensate che i “muli” del Nord che hanno da sempre trainato l’economia italiana siano ancora disposti a farsi bastonare??
    Io non credo!!

    E allora cosa farete??
    Farete lavorare e spremerete di tasse il Meridione??

    O farete diventare immediatamente “Imprenditori Italiani” tutti gli stranieri che sono arrivati e che non hanno lavoro e soldi per rimpatriare e poi li bastonate con lo stesso metro usato per il Nord in 150 anni di unità d’Italia??

    Saluti.

    RE Q
  14. #14 scritto da David Arboit il 18 dicembre 2012 20:48

    Andrea, sbagliato tutto?
    Ma no, ma certamente non è che non ha sbagliato niente.

    Chi fa sbaglia e sopratutto c’è modo e modo di fare.

    La domanda essenziale per l’oggi e il domani è: a chi tocca pagare il prezzo delle ricostruzione economica dopo disastri prodotti dalla speculazione finanziaria e dalla svalorizzazione del lavoro?

    Monti e il PD hanno idee differenti, è naturale.

    Uno segue le idee di Friedrich Hayek e dei suoi discepoli, l’altro le idee di Krugman, Stiglitz, Roubini.

    Hanno studiato su libri diversi perché venivano da famiglie diverse, vissute in ambienti diversi, con idee diverse, e con fondamenti economici differenti.

    RE Q
  15. #15 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 21:08

    Roberto si esercita nel populismo semplice ma pone anche questioni serie.

    Il populismo si può vederlo sulle pensioni.
    Un fondo che ha scialato danaro futuro continuando a pagare le pensioni attuali con i soldi che oggi versa chi lavora.
    Il contrario di quanto fanno Svizzera, USA, paesi scandinavi, ecc.
    Naturale che se il lavoro cala, l’età media aumenta, le pensioni anticipate pure, a un certo momento non ce la si fa più.
    Ci voleva una correzione e bisognava farla in fretta.
    Questo è.

    Si poteva fare meglio: sempre si può fare meglio, ma è anche vero che le norme in parlament osono fatte per essere modificate; sono migliorabili.

    Troviamo invece molto giuste le domande sul lavoro e sullo sviluppo.
    Il tema fondamentale di questa nuova legislatura, su cui nessuno (sottolineo nessuno) dice qualcosa di contreto, con l’esclusione di FERMAREILDECLINO.

    Dati i gruppi di potere Sindacati, cooperative, apparati di partito e di imprese pubbliche, dipendenti pubblici, è praticamente impossibile che Bersani possa smuovere il macigno; auspicabile comunque, ma non contiamoci.

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 21:16

    Ci dice Arboit, lo spiego ai lettori, che la politica di Bersani sarà la svalutazione per ridurre il peso del debito.

    Lo abbiamo già fatto per sessant’anni: ricominceremo a farlo.
    in parte molto piccola potrà anche essere utile, l’euro agendo sulla svalutazione competitiva rispetto al dollaro e alle monete dei paesi emergenti, attenua le criticità.

    Da sola questa politica non riduce la spesa pubblica, non riduce le tasse, non fa ripartire il paese: è una falsa politica, che si scaricherà sui più deboli.

    Soprattutto consente di galleggiare per qualche anno su un debito pubblico che fa paura e che ci costerà da solo 100miliari d l’anno di interessi (di nostre tasse…).

    Dovrebbe tagliare i costi pubblici per ridurre le tasse, per far ripartire il lavoro… poi, un po’ di svalutazione (europea, non italiana) può aiutare.
    Come il pomodoro sulla pastasciutta… ma se non c’è la pasta, con il pomodoro non si campa.

    RE Q
  17. #17 scritto da Loris Cereda il 18 dicembre 2012 21:31

    Mi rendo conto di essere un po’ off topic, ma volevo proporvi questo piccolo scritto, e non vedevo occasione migliore di un 3D dove riesco a leggere, scritta da Arboit la definizione “fine intellettuale”, un po’come, mi si perdoni, sentire Massimo Cacciari, dissertare su Mike Tyson e definirlo “grande picchiatore”…

    vabbè scusate, quando leggo Arboit trovo concetti profondi; per favore, ridatemi la Palone… Buona lettura…

    http://lorisino.blogspot.it/2012/12/la-separazione-dei-poteri.html

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 18 dicembre 2012 21:41

    Il tema della separazione dei poteri e la sua applicazione in Italia sulla magistratura, che Cereda ci propone con il suo commento, è importante e merita attenzione.

    Sostenere che va bene come oggi, richiede un coraggio o una incoscienza vicina all’eroismo (si fa per dire).

    Il principio della separazione dei poteri ritengo tuttora debba essere fondamento di un sistema democratico, tuttavia da noi è diventata irresponsabilità.
    Molto, troppo simile alla irresponsabilità dell’autogoverno delle Regioni….

    RE Q
  19. #19 scritto da Andrea D. il 19 dicembre 2012 09:35

    In realtà le ricette economiche dei vari economisti citati da Arboit, sono abbastanza diverse tra loro, ma possono essere comunque ricomprese nell’ambito di politiche neo-keynesiane, cioè con un forte intervento dello stato nell’economia, fatto di spesa pubblica.

    Quello di cui non si tiene conto in questi discorsi è che gli Stati Uniti sono un cosa (con la FED e un debito in dollari) e l’Europa, in particolar modo l’Italia, sono tutt’altra cosa!

    Il problema è che lo Stato, per poter intervenire nell’economia con politiche espansive di spesa, deve avere i soldi per farlo: negli USA le politiche di spesa di Obama sono state sostenute da deficit crescenti e dall’aumento del debito (esponenziale).

    In Italia, finché si resterà in Europa, questo non sarà possibile!

    E quindi dove andranno a reperire le risorse per rilanciare il Paese: semplice con la tassazione straordinaria.
    Prima ci racconteranno che colpiranno i ricchi, i grandi patrimoni, le grandi rendite, gli stipendi d’oro, poi quando si accorgeranno che questi gli scappano dalle mani come granelli di sabbia (vedi Francia), massacreranno quel poco che rimane di ceto medio e sterilizzeranno definitivamente le imprese sane ancora presenti sul territorio.

    Perché la filosofia è una bella cosa e possiamo disquisire su tutto, ma i numeri sono numeri!

    La crisi finanziaria è stata una crisi derivante dagli interventi statali e non dal mercato: se si orienta il mercato (o meglio si tenta di farlo), non sapendo ciò che si fa, poi se ne paga il prezzo!

    La svalorizzazione del lavoro, è, molto più semplicemente, l’effetto della globalizzazione e la ricerca di un nuovo equilibrio a una tavola alla quale sempre più persone si siedono a banchettare!
    Per noi andare indietro sarà inevitabile!

    D’altra parte è il concetto di redistribuzione della ricchezza, tanto caro alla sinistra: solo che si tratta di un meccanismo che funziona e piace unicamente quando ci si trova dalla parte di chi deve ricevere e non di chi deve dare!

    PS Il modello economico elaborato dalla “scuola austriaca” avrebbe previsto l’attuale crisi, quelli “neo-keynesiani” no!

    RE Q
  20. #20 scritto da Saccavini il 19 dicembre 2012 10:54

    Andrea: le questioni economiche, di macroeconomia globale, sono in questo periodo di particolare interesse ed attenzione.

    Le cose che affermi sono logiche ed evidenti, forse sulla svalutazione graduale nel tempo dovremo noi paesi del vecchio mondo inoltrarci per ridurre l’indebitamento che tutti abbiamo (l’italia più degli altri), ma non è questo il punto.

    Siamo in fase preelettorale e le questioni da affrotnare sono quelle di casa nostra. L’obbligo che ha un candidato premier (Bersani nel caso) è dire come affronterà la situazione in questi 5 anni.
    Come ridurrà il debito, oppure come e perché farà fallire il paese.

    Arboit cerca di portarla in filosofia economica, per non affrontare l’amaro calice.

    Manteniamoli sul pezzo e obblighiamoli per una volta a dire pane al pane, come ha fatto il gruppo di liberisti che ha costituito FERMAREILDECLINO nel suo “decalogo”:

    Sono questioni che non si posso eludere, così come non le può eludere l’ex premier Berlusconi, anche lui finora tentato dalla semplificazione demagogica vendendo, anche lui, salsicce elettorali come l’abolizione delle tasse, la colpa è degli altri, e via banalizzando.

    Da Cittadini è nostro dovere tenerli tutti sul pezzo delle cose da fare; dei problemi da affrontare.

    RE Q
  21. #21 scritto da Roberto De Micheli il 19 dicembre 2012 11:59

    Saccavini buongiorno,
    in mancanza della risposta di David Arboit sul lavoro,ho scoperto adesso come Bersani risolverà il problema del lavoro in Italia dato che lui fa propaganda dicendo che se vince lui anche tutti gli stranieri diventeranno subito Italiani e avanti che c’è posto e lavoro…..!!

    Leggo sull’Avvenire di oggi a pag.13 che a Rosarno ( CALABRIA-ITALIA )c’è l’emergenza “TENDOPOLI” (vivono al freddo nelle tende) per oltre MILLE IMMIGRATI che lavorano nei campi per la raccolta della frutta a DUE-TRE euro l’ora.

    Moltissimi sono gravemente malati di polomonite, bronchite,faringite ed altre patologie. Sono i nuovi schiavi….!!

    C’è scritto che il Prefetto di reggio, Vittorio Piscitelli è in costante contatto con il Ministero dell’Interno perchè temono una RIVOLTA DI MASSA

    RE Q
  22. #22 scritto da Roberto De Micheli il 19 dicembre 2012 12:05

    Saccavini buongiorno,
    ho dato un invio sbagliando e non avevo terminato il concetto che comunque mi sembra chiaro :
    se Bersani pensa di salvare l’Italia facendo diventare italiani dei nuovi schiavi…siamo a posto….!
    Saluti.

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 19 dicembre 2012 12:20

    Col lavoro che cala, Roberto, vengono in Italia stranieri da paesi ancora da sviluppare per fare lavori che noi abbiamo disimparato ad eseguire o non riteniamo dignitosi….

    Anche questa politica la facciamo male, non integriamo e non facciamo diventare italiani coloro che se lo meritano; prendiamo tutti, senza chiedere cultura, senza lingua, senza rispetto delle regole, degli usi e dei costumi.

    RE Q
  24. #24 scritto da Saccavini il 19 dicembre 2012 12:28

    Leggo questo dopo, rispetto al suo che era susseguente.

    Per carità di patria non mi pronuncio sull’insieme impastato di: istituzioni, forze dell’ordine, sindacati, amministratori locali e malavita organizzata: ‘ndrangheta, tanto per cambiare.

    Qui l’antitasto impera e condiziona tutti, ma proprio tutti, pagando, intimorendo, ottenendo protezione da chi dovrebbe spazzare via tutto quale suo compito principale, dando protezione e distribuendo mance e favori (anche sporchi).

    Qui è l’antistato che detta le sue regole.
    Quando hanno un po’ di tempo gli specialisti antimafia di casa nostra, ci vadano davvero a guardar dentro: QUI.

    Non a Buccinasco. ove per sistemare la faccenda basta pulire con una buona ramazza il Comune (e ciò che al comune gira intorno)….

    RE Q
  25. #25 scritto da Andrea D. il 19 dicembre 2012 19:58

    Ho letto il post di Cereda sulla separazione dei poteri e, a mio avviso, l’argomento andrebbe ulteriormente sviscerato:
    1) Occorre garantire l’indipendenza della magistratura, ma questo non deve tradursi in autoreferenzialità! Oggi, in nome del principio dell’indipendenza (principio sacrosanto) la magistratura risponde solo a se stessa! A mio avviso in un paese democratico non può esistere un organo autoreferenziale: o risponde a un terzo o risponde ai Cittadini. In questo caso, meglio se a entrambi, così come un politico risponde alla magistratura e ai propri elettori.

    2) Separazione dei poteri della magistratura: organi inquirenti e organi giudicanti devono essere mondi distinti senza possibilità di contatto alcuno.

    3) Riequilibrio tra i poteri: la separazione già c’è, occorre stabilire il giusto equilibrio tra i vari poteri dello Stato. I magistrati devono avere la possibilità di processare i politici, ci mancherebbe altro, e hanno il dovere di farlo, ma devono anche rispondere di quello che fanno. Vista la delicatezza della questione se sbagliano devono pagare un prezzo molto salato: è una questione di salvaguardia delle istituzioni.

    4) Separazione tra potere esecutivo e potere legislativo. Oggi, in Italia, i due sono troppo connessi. Il sistema americano funziona meglio e le elezioni di mid-term garantiscono un buon bilanciamento, anche se rendono complesso fare programmi a media scadenza.

    RE Q
  26. #26 scritto da Saccavini il 19 dicembre 2012 20:20

    Una prima scrematura dei principi e delle criticità, quella di Andrea.
    Si tratta, e lo si può vedere da ciò che pone in evidenza, di una esigenza molto importante.

    Cercheremo ancora di approfondire e mettere a fuoco i punti che oggi scricchiolano e sono causa della deleteria situazione del sistema legislativo: l’organismo autonomo si sta dimostrando incapace di gestirsi, di organizzarsi, di essere efficiente.

    RE Q

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