La scuola parificata, Coalizione Civica e Città Ideale

La questione della materna “parrocchiale” Romano Banco, di cui abbiamo scoperto per puntualizzazione del Sindaco essere si ancora scuola Materna, ma non parrocchiale perché se è vero che opera all’interno di un complesso che alla parrocchia fa riferimento, nelle relazioni funzionali fra Curia vescovile e parrocchia si tratta struttura che dipende dalla cooperativa e la Curia non ne ha competenza (VEDI).

Una questione nominalistica per il Sindaco, che non cambia nulla nella funzione che la materna deve svolgere. Forse al Sindaco genera qualche imbarazzo il termine parrocchiale? Città Ideale continuerà a chiamarla così, Materna Parrocchiale don Stefano Bianchi, come tutti i Cittadini, come è definita dalla cooperativa che la gestisce.

Precisata la terminologia, come detto,  la sostanza non cambia ed affrontiamo una questione di sostanza e di merito, che riguarda difformità  di approccio e di contenuto fra la posizione di Coalizione  Civica, come espressa da Cortiana nell’intervento su Buccinasco Informazioni (VEDI) e Città Ideale: differenze di approccio limitandoci al contenuto pratico, sostanziale, di una visione economica che ha il suo ambito nella Comunità.

Città Ideale è parte strutturale di Coalizione  Civica e lo è convintamente.  Che su alcuni aspetti, su questioni del nostro vivere la Comunità vi siano questioni che possono non coincidere fa parte della qualità, della ricchezza di una coalizione che dalle sue componenti trae linfa e sviluppo positivo per la Comunità e la Coalizione  Civica medesima.

Con questo animo  riteniamo quindi di dover esprimere le nostre osservazioni, i nostri chiarimenti, in un discorso che non è conclusivo e che intendiamo fraternamente sviluppare, con la chiarezza dovuta . Ecco allora cosa Città Ideale intende rilevare.

L’obiettivo della parificazione culturale attraverso l’istruzione statale è oggi molto meno essenziale di quanto lo fosse ancora 70 anni fa. Oggi l’avvicinamento alla cultura, la diffusione delle notizie, la tv, la rete, i social network generano scambi intensissimi ed un egualitarismo potenziale, che condivide le diversità.  L’Italia con la sua scuola statale è a livelli medi di istruzione sempre più arretrati rispetto ad un gruppo di paesi che comprende ormai anche l’Asia e il Sud America (VEDI). 

La scuola statale esclusiva è superata. In tutti i paesi europei (oltre a quelli di lingua inglese) l’offerta scolastica differenziata è un valore che si afferma sempre di più, anche in Francia e Germania.  La struttura parificata quindi può, e diremmo deve, essere parte organica del sistema istruzione. In termini pratici, a Buccinasco se venissero a mancare le strutture parificate (Materna e Nova Terra) si avrebbe un impoverimento evidente dell’offerta formativa e di istruzione.

Il termine scuola pubblica non vuol dire “statale” vuol dire scuola dai contenuti definiti dal ministero, vuol dire processi educativi monitorati e dall’indirizzo generale comune. Le unità territoriali non solo possono ma è importante che siano diverse e siano messe in condizione di rappresentare una reale alternativa per le famiglie, con costi possibilmente pari o comunque non tali da generare separazione classista. L’Italia  oggi è uno dei paesi più conservativi, che meno fa emergere le qualità potenziali, trasversalmente: il figlio del professionista farà il professionista, il figlio del muratore sarà muratore.

Si pongono due problemi: UNO: il pari trattamento, che non può essere assolutamente disatteso; chi frequenta una scuola parificata non può essere oggetto di discriminazione nei servizi e supporti che la Comunità locale eroga. DUE: l’equilibrio economico. Il Comune (o il territorio)  non può privilegiare strutture locali (parificate ma comunali) che hanno un costo superiore ad altre strutture parificate. Danneggia i fruitori di altri servizi sociali perché sottrae risorse; danneggia i Cittadini con maggiori tasse; danneggia la Comunità.

Il contenuto formativo va garantito dalla impostazione programmatica che lo Stato deve perseguire con programmi e metodologie, che si realizzano entro il sistema pubblico  misto statale/autonomo. Va però indicato che non è  più esigenza primaria oggi in Europa. La trasparenza e la circolazione delle notizie è tale che  problemi di una istruzione integralista vengono meno; sgranano nel loro manifestarsi entro una Comunità aperta e accogliente.

Valutazione e arbitraggio sui servizi nel quale la guida deve essere il costo: devono chiudersi e ridursi le strutture che sono più costose, senza privilegi fra pubbliche statali (o comunali) e pubbliche parificate. L’inefficienza va eliminata. In questa fase sarebbe economicamente penalizzante una scelta diversa, che pagherebbero tutti i Cittadini con minori altri servizi e qualità.

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  1. #1 scritto da cittadino non CL il 8 dicembre 2012 08:28

    He, he, altri argomenti in Città Ideale.
    Un altro spessore rispetto al senatore Cortiana.
    Occorre che si rifletta tutti sulle conseguenze di un statalismo che non guarda all’economia e ai risultati.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 8 dicembre 2012 09:33

    Non è che CL significhi qualcosa di diverso da Cittadino, caro Cittadino.
    Lo è anche chi aderisce alla comunità di don Gius.

    Vi sono differenze, vi è in Coalizione Civica una ricerca di approfonmdimenti e di individuare ciò che è meglio, ciò che è giusto per la Comunità.

    Non facciamola diventare una battaglia ideologica, che già tante volte ha portato danni.

    Impegnamoci per il bene della Comunità, quale faro che vale per tutti.

    RE Q
  3. #3 scritto da una mamma il 8 dicembre 2012 09:36

    Bello l’articolo di stamattina su Citta Ideale!

    Grazie e buona festa dell’ Immacolata!

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 8 dicembre 2012 15:09

    Grazie a lei a auguri di buona festa ricambiati, mammina.

    RE Q
  5. #5 scritto da luca furegato il 8 dicembre 2012 20:36

    Luigi! Il tuo articolo mi da lo spunto per cercare delle risposte in merito a alcune questioni che ancora oggi mi lasciano perplesso.

    Se ho inteso, tu confermi che la scuola materna, giuridicamente, non è da considerarsi “parrocchiale”.
    Il termine è utilizzato per identificare che l’immobile, in cui si svolge l’attività della scuola materna, è della Parrocchia.
    Tale attività non è direttamente gestita da tale ente ecclesistico, ma da una cooperativa.
    Quindi posso supporre, a rigor di logica, che la cooperativa paga-pagava-pagherà un canone di locazione o di uso degli spazi alla Parrocchia?

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 8 dicembre 2012 23:39

    Buona serara Luca.
    Credo vadano distinti due aspetti:

    UNO: che la scuola sia diretta emanazione della Curia, della Diocesi di Milano: non ha alcun effetto sulla gestione della Materna riguardo al Comune. Per la Comunità rileva se la funzione svolta abbia carattere sociale di interesse pubblico ovvero se sia struttura aggiuntiva dal carattere privato. Che sia condotta dalla parrocchia o da una cooperativa sociale non cambia. Questione nominalistica.

    DUE: sussiste poi sul piano dei rapporti fra la proprietà (la parrocchia) e la cooperativa sociale, la presenza o meno di un canone di locazione oneroso o meno. Lo si può tranquillamente rilevare dal bilancio della cooperativa, cui il comune ha accesso e può quindi stabilirne la funzionalità. In altri termini: il canone potrebbe essere virtuale o vantaggioso per la cooperativa (come probabilmente sarà). Il Comune non ha elementi ostativi a questo proposito. Non diversa sarebbe la situazione se l’immobile fosse di proprietà della cooperativa (per cui non vi sono canoni da pagare a terzi).

    Viceversa, potrebbe essere occasione di osservazioni da parte del Comune se la cooperativa dovesse corrispondere alla parrocchia (o a proprietà terza) un canone di locazione superiore ad un valore di mercato: in questo caso potrebbe ravvisarsi un indebito trasferimento dalla cooperativa a favore della proprietà, su cui il Comune avrebbe da chiedere chiarimenti o correzioni, ovvero motivo per ridurre il contributo erogato alla scuola materna.

    A parere di Città Ideale si tratta di pure ipotesi di scuola, perché il tema è altro: semplice e immediato.

    Il costo sostitutivo per il Comune di Buccinasco sarebbe inferiore o maggiore (per erogare il servizio scuola materna a tutti i Cittadini)?

    Se il Comune, con le richieste 550mila euro fosse in grado di coprire in proprio o con altre soluzioni il servizio, e magari risparmiare, ebbene: è giusto, è doveroso che il Comune adotti la soluzione economicamente e funzionalmente più efficiente e non versi neppure un euro alla materna parrocchiale.
    Città Ideale lo ha sempre sostenuto e non avrebbe dubbi al riguardo.

    Il fatto è che il Comune, a qualsiasi soluzione in proprio ricorra, dovrà affrontare un costo triplo (all’incirca perché il Comune non è in grado o non vuole fare questa simulazione alternativa facendola certificare).

    Quindi: perché si insiste su una posizione politica di cui non si capisce il senso (se non una avversione di stampo ideologico statalista)?
    Dove sta il problema?

    RE Q
  7. #7 scritto da luca furegato il 9 dicembre 2012 00:19

    Senza sminuire la funzione sociale della scuola materna …, il quantum di un canone oneroso o comodato d’uso gratuito fa molta differenza se fossi un Sindaco o un Arcivescovo.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 9 dicembre 2012 00:30

    Forse non misono spiegato e in questo caso chiedo scusa.

    L’immobile può essere (per quanto ne so ora) di una qualsiasi proprietà:
    - la parrocchia propriamente detta
    - una società immobiliare (che può far capo a privati o enti religiosi: sul piano giuridico non cambia nulla)
    - direttamente alla scuola

    Ciò che conta è come l’onere della scuola incide, posto che ciò che versa il comune alla materna sia vantaggioso perché più economico rispetto alla gestione diretta del Comune.

    E’ questo aspetto che deve orientare il Comune nella decisione.
    Non altro….

    RE Q

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