Carlo Stagnaro: intervista su Fermareildeclino

Pubblicato: Mar, 04/12/2012 – 11:45  •  da: Redazione di Fermare il Declino Intervista a Carlo Stagnaro di Michele Arnese da Formiche.net. Aveva sperato in Renzi, ma non si meraviglia della vittoria di Bersani. Ora però pensa a come rafforzare un´intesa tra quei movimenti, come Fermare il Declino e Italia Futura, che con un Pd spostato a sinistra e un grillismo anticapitalista hanno potenzialità inespresse per una vasta fascia di elettorato liberale e riformatore. Sono i pensieri e

gli umori di Carlo Stagnaro, uno dei promotori con Oscar Giannino, Alberto Bisin e Luigi Zingales di Fermare il Declino: “La vittoria di Bersani era largamente attesa, date le regole che impedivano il voto a chiunque non avesse partecipato al primo turno – dice Stagnaro in una conversazione con Formiche.net – Tuttavia non sarà priva di conseguenze”.
 
E allora analizziamole, viste con gli occhi di un turbo liberista come lei. Non si offende se la chiamo così, vero? “Mi offenderei se avesse il dubbio che non lo sono. Tutte le evidenze dicono che in Italia c’è troppo Stato e troppo poca concorrenza. Ciò detto, sul piano politico il risultato delle primarie disegna un Pd a vocazione minoritaria costretto ad appaltare all’Udc la conquista degli elettori delusi dal centrodestra e tentati dall’astensione o da Beppe Grillo. Dato che la legge elettorale sarà o il Porcellum o una sua modesta revisione, questo pone le basi per un futuro sulla scorta del Monti bis (o variazioni sul tema) nel quale prevarranno probabilmente le spinte verso un ulteriore aggiustamento del bilancio dal lato delle entrate (per esempio con l’introduzione di una patrimoniale straordinaria) e con poca benzina nel motore riformista”.
 
Con un sinistro Bersani tornerà il destro Berlusconi? “Il successo di un Bersani a trazione sinistra – come dimostrano tutti i messaggi lanciati in questi ultimi giorni, a partire dall’enfasi sulla ‘politica industriale´ intesa come ruolo muscolare dello Stato – aumenta le chance di Berlusconi di consolidare il suo ascendente sul centrodestra. Il risultato è quello di un ancoramento delle prossime elezioni alla dinamica politica della Seconda Repubblica, facendone l’ennesimo referendum su Berlusconi (sebbene, questa volta, con risultati presumibilmente negativi per il Cav.)”.
 
In questo schema Italia Futura e Fermare il Declino potrebbero ritagliarsi un ruolo nuovista e riformatore, magari occhieggiando all´elettorato renziano? “Un attimo. Lo scenario che ho delineato implica, da un lato, che si apre una finestra di opportunità per chi sta fuori dagli schemi senza cedere al populismo distruttivo alla Grillo; dall’altro, un serio rischio che al declino si risponda con più declino”.
 
Stagnaro, parliamoci chiaro: lei è tutto contento che ha vinto Bersani“Non sono contento della vittoria di Bersani, anzi. Ho sinceramente sperato in Renzi: avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità per il Pd, per il Paese, e anche per Fermare il Declino. Oggi tutte le strade sono più in salita e più ripide. Ma bisogna guardare le cose come sono, non come avrebbero potuto essere. Che significa anche mantenere lo sguardo sullo stesso Renzi, sapendo però che giocherà la sua partita in un Pd che non è potabile per chi crede nell’improrogabilità delle riforme e guarda con preoccupazione al rischio di restaurazione. Quindi bisogna concentrarsi sull’obiettivo di costruire, dal basso, un’alternativa ai partiti che sappia essere inclusiva e coinvolga ‘chi ci sta´”.
 
Parliamo chiaro, Stagnaro. Che cos´è questa alternativa di cui parla? “E´ evidente che con Bersani gli elettori in cerca di nuova offerta politica non trovano una risposta. C’è dunque, anche a livello nazionale, quella prateria di scontento che si è vista nel 53% di siciliani che non sono andati alle urne. A questi elettori, forze come Fermare il declino e altre iniziative civiche e della società civile possono parlare…”.
 
Alt, sta dicendo, anzi sta auspicando un accordo chiaro e forte tra Fermare il Declino e Italia Futura, nonostante le recenti scaramucce? “Dico solo che queste forze, se vogliono trovare un terreno comune, condividano un programma (liberalizzazioni, privatizzazioni, tagli di spesa e di tasse) e concordino sul non accompagnarsi a coloro che hanno causato e prodotto il declino con le loro scelte di politica economica (come Udc e Pd bersaniano, per non parlare dei componenti dell’ex compagine berlusconiana, dal Pdl a Fli alla Lega)”.
 
E se questo non avverrà? “Se tutto ciò non avverrà, è più probabile che, nell’assenza di un´alternativa a cui venga riconosciuta la possibilità di imporsi e quindi tale da mobilitare quanti sono disposti a dare un voto purché ‘utile´ e non meramente identitario, ci troveremo di fronte a una maggioranza e un governo convinti che la loro missione si riassuma nella necessità contabile di ottenere conti figurativamente in equilibrio. E che pertanto si senta libera di non riformare nulla, tagliare poco, e tassare troppo, alimentando ulteriormente la crisi italiana”.

FERMAREILDECLINO   -   FERMAREILDECLINO 

Tag: , , , , ,

  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 6 dicembre 2012 10:17

    Come non condividere la lucida analisi dell’amico Carlo Stagnaro.
    L’ultimo capoverso qui sopra è illuminante.
    Però, c’è anche un grosso rischio che si palesa, tenuto conto:

    - della situazione in essere, davvero delicata e sostanzialmente compromessa;
    - del pochissimo tempo a disposizione;
    - della confusione e smarrimento in una larga fetta dell’opinione pubblica, che a causa anche di come molti giornali strumentalmente presentano la situazione e commentano le varie posizioni, saranno portati all’astenzione o ad un voto “teoricamente di protesta” ma potenzialmente distruttivo.

    Quello che bisognerebbe evitare è di fare come fecero per esempio i Radicali un paio di legislature fa, quando decisero di restare “isolati” (ne di qua, ne di la) ed infine rimasero fuori ed ininfluenti del tutto.

    Non è che le scelte successive siano state un successo (basta vedere come sono stati poi opportunisticamente utilizzati da chi li ha (con fastidio) imbarcati, pur di usarne il marginale consenso, ma per costoro, tutto fa “brodo”!

    Allora, sarebbe opportuno fare delle scelte che minimizzino il danno e magari siano impostate su un’opportuno accordo di transizione (si dice anche “staffetta”), dove inizialmente conduce chi ha più ascendente e seguito, per poi passare la mano a scadenza predefinita ad altri che possono agire una volta superato il rischio primario: cioè l’involuzione e la conservazione più becera e dannosa.

    Quello che conta è che ciascuno non si rassegni e faccia uno sforzo minimo per evitare che nella confusione si cada nella ragnatela demagogica degli STATALISTI cronici e parassitari.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 6 dicembre 2012 10:45

    Buon giorno Sorgenti,

    nonostante il teatrone della politica nazionale le elezioni difficilmente potranno aversi entro marzo 2013: si andrà ad Aprile se non oltre.

    Ciò che oggi si sta muovendo è per l’appunto un movimento… ancora lontano dal trovare un assestamento, almeno riguardo all’area moderata.
    I regressisti hanno già deciso e scelto lo statu quo. La difesa del posto pubblico e della macchina sempre più sgangherata e costosa che, se va bene, galleggerà mantenedo tasse elevate e bloccando lo sviluppo.
    Stanno in ogni modo circuendo Renzi perché si acconci ad essere la foglia di fico innovativa: una cosa da mostrare, che non decide nulla, oppure da incolpare per qualche scelta che fosse impopolare (“è Renzi che l’ha voluto”) 8n modo da ridurne il consenso.
    Fra i moderati continua la via Crucis di Ambrosoli, che ogni giorno di più si accorge di essere l’equavalente di Renzi in Lombardia: sempre più costretto entro l’attivo PD e il suo apparato (sostegno strumentale, per metterlo lì come una bambolina sulla poltrona quando ci si dovrà sedere per decidere).
    Vedremo come andrà a finire. Ricordiamoci che Berlusconi nel 1994 riusci a costruire il partito e vincere in tre mesi.
    Aveva di fronte una struttura analoga all’attuale PD,… che sta ripercorrendo la stessa strada dopo vent’anni come se nulla fosse cambiato…
    I Cittadini devono impegnarsi come non mai; gli Italiani devono sentire il dovere di salvare il loro paese e il loro futuro: sono convinto che al dunque, questo faranno.

    RE Q
  3. #3 scritto da saccavini il 6 dicembre 2012 12:34

    Ecco che, dopo le primarie PD, costoro e Berlusconi vedono conveniente anticipare le elezioni (notizie di stamane).

    Legittimo che reciprocamente giochino a muoversi individuando le soluzioni più valide.
    Chi fa loro paura è paradossalmente “il centro moderato che ancora deve strutturarsi”. Si vuole che non cresca, che non abbia tempo per diventare interlocutore credibile.
    Entrambi chiedono oggi che Monti vada al Quirinale perché non ha la maggioranza.

    Se si concretizza la loro richiesta, si apre per il PD la quasi certezza di vincere; per Berlusconi (con il PDL o altra creatura) di contare ancora, di perdere il meno possibile.
    Auguri ad entrambi.

    Ma il Paese? già: cosa succederà in questi mesi?
    L’Italia ha un debito pubblico insostenibile e l’incertezza (e la sfiducia sul dopo Monti) non potrà che aggravare seriamente la situazione.

    Colpi d’ala che facciano uscire da questa criticità non ve ne sono.
    Se qualcuno propone bacchette magiche risolutive è cosciente di dire il falso. Sono salsicce preelettorali alle quali non dare alcun credito.

    Da oggi e finché non si avrà una prospettiva di risanamento, i capitali all’estero correranno alla grande (la globalizzazione è un fatto non limitabile: per mantenere ed attrarre capitali devi essere credibile).

    Delle conseguenze per il Paese sembra non importare ai nostri partiti storici. Per loro conta il potere proprio, la spartizione e il condizionamento del governo a loro beneficio.
    Si fermino!

    Cittadini è un allarme!
    Dobbiamo reagire e farlo in fretta.

    FERMAREILDECLINO – FERMAREILDECLINO – FERMAREILDECLINO

    RE Q
  4. #4 scritto da Rinaldo Sorgenti il 6 dicembre 2012 13:19

    Caro Saccavini,

    Sagge e condivisibili le considerazioni indicate qui sopra.

    Ma, tenuto conto della reale situazione del Paese e, peraltro, di quanto succede anche in numerosi altri Paesi d’Europa (Portogallo, Spagna, Francia, U.K., ecc.), è difficile pensare che l’inerzia nella quale ci troviamo con l’attuale Governo tecnico impostoci, la situazione possa migliorare e positivamente evolvere. Anzi.

    Davvero difficile immaginare che Monti cambi repentinamente posizione, convinzioni e strategia e faciliti le condizioni per un significativa inversione di tendenza (dopo aver fatto il pieno di tasse e stroncato una seppur lieve ripresa economica e produttiva). Ed allora, il tentennare e continuare con quanto è sotto i nostri occhi non può certo aiutare il Paese ed i cittadini a recuperare coraggio ed entusiasmo.

    Occorre quindi un colpo d’ala e comunque smuovere la situazione. Ecco perchè la questione dell’Election Day pare una possibile soluzione per uscire dall’inerzia.

    Certo la situazione è confusa e difficile, ma è proprio per questo che occorre sbloccarla.

    Certo è inimmaginabile che gli abituali attori della politica abbiano il coraggio di fare un passo indietro ed attendere che la confusione aumenti, con i sedicenti noti ed irremovibili “centristi” dettino le “loro” regole, è foriero di involuzione.

    Allora, gli uomini di buona volontà (tra cui certamente il gruppo che insieme ad Oscar Giannino si sono mobilitati) devono prendere l’iniziativa, senza timore e cercando di aggregare quanto più possibile intorno ai concetti sacri del libero mercato e delle riforme, con coloro che da sempre hanno rappresentato l’alternativa allo statalismo ed alla conservazione, chiaramente sempre espressa dall’armata della “gioiosa macchina da guerra”, che con una semplice riverniciata, ha riacceso i motori, cercando e sperando che i cittadino non si ricordino delle infelici esperienze degli 8,5 anni di 6 Governi dal 1995 al 2001 e poi dal 2006 al 2008.
    Impossibile non ricordare!!!

    Mettiamo allora da parte i soliti e troppi distinguo ed aggreghiamoci sulla base almeno dei principi di base, unici che possono dare una speranza di sbloccare questa infelice e gravosa situazione.
    I pannicelli caldi, non hanno mai risolto i problemi.

    Adelante.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 6 dicembre 2012 13:57

    Partiamo dall’ipotesi migliore, Sorgenti.
    Io credo sia un governo liberista (una parolaccia nel nostro paese) che si rimbocchi le maniche e facendo stringere la cinghia ma investendo nello sviluppo, ricostruisca capacità di crescita, lavoro vero, e ricchezza.
    Così, con la crescita e la bilancia positiva dei pagamenti, si riduca il debito pubblico.

    Può essere Monti se Monti ha un governo e una maggioranza sua.
    Se deve ogni volta contrattare con i partiti, farà ciò che ha fatto fino ad ora. Galleggiando sul debito e facendo soffrire il paese, senza sviluppo, con prospettive molto grigie.

    Anziché Monti può essere Passera, o Zingales, o chi altri sappia di economia e di mercato. Oppure un politico che abbia capito la situazione e proceda con decisione su questa strada.

    Ahimé l’interesse (vero interesse fatto di soldi nostri) spinge i partiti storici a difendere il potere che hanno avuto, che li ha fatti ricchi. Potere che mirano a mantenere.

    Fossi Monti giocherei al rialzo andando a vedere il bluff: dimissioni in giornata nelle mani del Presidente della Repubblica.
    Lo deve fare in fretta, per non essere cotto a fuoco lento e diventare un bollito.

    Deve rifiutare i consigli a traccheggiare, a non dare l’affondo (si sprecheranno); a stare a galla in modo precario.
    Non è il suo interesse: stare al Governo non resta in cima ai suoi pensieri, se non a condizioni serie, reali.

    Avrà la statura per farlo?

    RE Q
  6. #6 scritto da Rinaldo Sorgenti il 6 dicembre 2012 14:52

    Certo, condivido.

    Qualche dubbio che abbia le caratteristiche intrinseche per prendere quelle decisioni e posizioni.

    Molto meglio (sembrerebbe il pensiero del personaggio) galleggiare, sapendo che ormai lo sistemeranno comunque a propria soddisfazione (Roma1 – Roma2 – Brux.)!
    Chissà che ne pensa Frau Anghela?

    Ma questa lettura potrebbere essere applicata anche a quanto sta avvenendo intorno a Berlusconi, dove una miriade di “arrivati” sta cercando di contrastarne lo spirito interiore (per non dover ritornare al loro precedente lavoro!), dal quale ha saputo in passato estrarre il meglio e stimolare il risveglio.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 6 dicembre 2012 17:07

    Certo Sorgenti, Monti ha alternative: ad esempio il Quirinale….

    La troupe che in questo periodo gira intorno a Berlusconi… appare sconcertata e raccogliticcia.
    Sembrano anche loro come mosche dietro un vetro che faticano a trovare una direzione.
    Quanto un leader è troppo forte, succede sovente che coloro che lo circondano siano personaggi di poco spessore.

    RE Q
  8. #8 scritto da Rinaldo Sorgenti il 6 dicembre 2012 20:29

    Io, delle tre ipotesi che vanno per la maggiore, preferirei (e spererei) che andasse invece a Bruxelles a sostituire Van Rompuy. Magari la potrebbe aiutare davvero il ns. Paese!

    Pare che anche lui abbia compreso la necessità di un rinnovamento e sarà interessante – per tenerne ben conto in funzione delle evoluzioni che si prospetteranno – vedere come costoro si riposizioneranno. In questi casi, quello che conta è il condottiero, mentre rinnovare la truppa può solo giovare.

    D’altra parte, dopo i tanti proclami, abbiamo già avuto una chiara indicazione di quale reiterazione si prospetterebbe a sinistra; altro che rinnovamento.

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 6 dicembre 2012 23:01

    Pur non vedendo all’orizzonte altri candidati validi, continuo a restare della mia opinione: Monti non ha saputo (non ha avuto il coraggio) di fare riforme serie e quantomai necessarie, neppure con il Paese sull’orlo del baratro e con il sostegno, anche se forzato, della più ampia maggioranza che un governo abbia mai avuto!
    Come potrebbe farle, ammesso che le forze che lo sostengono possano vincere, con un governo con una maggioranza ben più risicata?

    RE Q
  10. #10 scritto da Rinaldo Sorgenti il 7 dicembre 2012 11:01

    Infatti, al di là dei titoli, la personalità non si improvvisa ed al riguardo basterebbe soffermarsi un attimo sull’espressione che le TV ci hanno mostrato ieri dopo la “sorpresa” della posizione espressa al Senato dal PdL.

    Smarrimento, indecisione, mascheramento dietro al regista del colle e per dire quelle banali cose c’era anche la necessità di leggerle, perchè altrimenti sarebbe stato difficile esprimere un pensiero in diretta!

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 9 dicembre 2012 08:37

    Monti ha deciso ciò che si poteva attendersi da un politico di servizio: “non ho più la fiducia? bene, vado a casa”.

    Adesso c’è tutto da inventare: e il grande centro può diventare una ipotesi più seria.
    I partiti storici devono già misurarsi con un soggetto che ritenevano di aver accantonato.

    Ci sarà da seguire con grande interesse l’evoluzione… i giochi si riaprono, a cominciare dalle regionali, con le primarie del PD.

    buona domenica a tutti…

    RE Q
  12. #12 scritto da Rinaldo Sorgenti il 9 dicembre 2012 17:16

    Si, certo, dopo le posizioni espresse dalle varie parti, finalmente decide di dire che:
    avrebbe preferito essere lui a dimettersi, ma visto che non ne aveva alcuna intenzione, è stato anticipato dal PdL, perchè la situazione è diventata chiaramente insostenibile.

    Ora assistiamo alla farsa di coloro i quali hanno sempre chiaramente detto che non avrebbero accettato di continuare con Monti (PD) ma che ora definiscono con particolare asprezza l’iniziativa del PdL.

    Eppure sono davvero tanti, anche a sinistra che hanno sempre espresso chiara disapprovazione dell’esperienza Monti, tra i quali Vendola-SEL, Rifondazione Comunista, IdV, M5S e numerosi altri.

    Arrivano addirittura a dire che questo impedisce di modificare la legge elettorale, quando sono loro (il PD) che da sempre, nei fatti, non la vuole cambiare.

    L’importante è dare la colpa all’avversario, perchè non hanno neppure il coraggio di chiaramente esprimere come la pensano.

    Ci tocca anche ascoltare le sconcertanti analisi della: “Repubblica della Sera” (con Scalfari) e del “Corriere della Repubblica” (con Massimo Franco) che lasciano davvero esterrefatti, tanto pregiudizialmente schierati a demonizzare l’iniziativa avversa, evidente interferenza ai loro programmi politici.
    Ancora una volta il Corriere si schiera, ma non sorprende!

    Non c’è nessun serio economista che non abbia stigmatizzato la negatività della scelte e ripetute azioni fiscali depressive avviate da questo Governo (a cominciare dal premio Nobel Paul Krugman), ma si sprecano le difese strumentali dei soliti noti che sperano di speculare sul personaggio per tentare di … “galleggiare”, prontamente utilizzando il termine, ma attribuendolo all’avversario.

    L’impressione è che, pur condividendo la necessità di una svolta, cerchino tutti di coalizzarsi contro per paura di dover rinunciare ai privilegi ed allo scranno che da oltre 30 anni ininterrottamente occupano.

    Per fortuna la gente si sta accorgendo di come siano stati ingannati e confusi e c’è da sperare che si mobilitino per un riscatto d’orgoglio e di necessità.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 9 dicembre 2012 20:17

    Analisi puntuale, Sorgenti.

    Chi ha impedito che si procedesse con tagli alla spesa costringendo ad aumentarele tasse per rispondere al progetto di pareggio del bilancio?
    Chi ha appoggiato e sostenuto le posizioni di pregiudiziale chiusura dei sindacati (CGIL in testa) contrari allariduzione del welfare in modo che si contenesse il costo del lavoro per unità di prodotto senza ridurre la capacità di spesa?

    Hanno una paura boia che adesso si possa realizzare un governo che sia svincolato dai loro sbarramenti…

    RE Q
  14. #14 scritto da Andrea D. il 10 dicembre 2012 08:42

    Su Il Giornale di oggi Vittorio Feltri scrive:

    Ve lo figurate Bersani che sburocratizza gli apparati statali, che riordina la sanità e la scuola, che riduce ai minimi termini gli sprechi della casta?
    Un ex comunista che tradisce lo statalismo dopo averlo ingrassato per lustri non è ancora nato
    .

    RE Q
  15. #15 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 09:08

    Andrea buon giorno.
    La frase di Feltri è lì da incorniciare: questo è il problema che hanno davanti i Cittadini, i quali devono scegliere un governo, una maggioranza che riesca finalmente a ridurre la spesa, che cominci a far arretrare il debito pubblico, di cui il contatore (che Città Ideale riprende da Oscar Giannino) imperterrito prosegue nel crescere di circa 1.000 euro l’anno, per ogni Cittadino italiano, neonato o centenario che sia.

    Una scelta difficile, quella di mettere alla guida del Paese uno statista con il mandato a tagliare, a mettere ordine nella gestione della spesa, nell’organizzazione dello Stato, della giustizia, dell’etica, dell’equità.
    Un italiano del quale avere una grande fiducia nell’interesse del Paese, nell’evitare il tracollo (che pagherebbero i più poveri), nel rilanciare imprese e lavoro.

    RE Q
  16. #16 scritto da Andrea D. il 10 dicembre 2012 09:18

    Leggo sul Il Sole 24Ore il pianto greco in merito ai tagli alla spesa sanitaria quando il raffronto tra le regioni virtuose (10 non 1 o 2) e le altre evidenzia divari a dir poco imbarazzanti!
    100 miliardi di tagli, questo serve! Come farli senza toccare nulla resta un mistero.

    RE Q
  17. #17 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 10:22

    Caro Andrea sul sito sono riuscito a reperire un articolo ricco di numeri che risale al 27 settembre scorso:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-27/doppia-stangata-dissesto-spesa-063705.shtml?uuid=Abd7RJkG&fromSearch

    Questo fa rizzare i capelli in testa, ma probabilmente lei si riferisce a qualcosa di più recente.
    Nei due mesi trascorsi poco sarà cambiato: anche lì si dovrà incidere. Molto nel riorganizzare e tagliare gli sprechi, qualcosa anche nei servizi: speriamo non molto.

    RE Q
  18. #18 scritto da Rinaldo Sorgenti il 10 dicembre 2012 11:10

    Sono francamente perplesso per i commenti che Oscar Giannino sta esprimendo, dove critica l’iniziativa di Berlusconi, anche se lo stesso Giannino suggeriva da tempo di finalmente “togliere la spina”.
    Sembra quindi una posizione pregiudiziale “ad personam” a prescindere dalla condivisione sull’urgenza di agire sul problema.

    Ora, se si continuano a fare distinguo, anzichè guardare primariamente agli aspetti di fondo ed alle chiare posizioni liberali che dovrebbero interagire per evitare che la conservazione più bieca si perpetui fino allo sfinimento del sistema, credo che le speranze si riducano davvero al lumicino.

    Quindi, tutta la condivisione sulle analisi tecnico-economiche di Oscar Giannino, ma evitiamo di frammentare le posizioni, perchè altrimenti non si va da nessuna parte ed anzi, si spiana la strada a ciò che si vorrebbe invece combattere.

    Ora, visto l’insieme de……………
    (probabile interruzione, ndr)

    RE Q
  19. #19 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 12:13

    Sorgenti credo che si debba riflettere davvero sull’oggi e su ciò che è bene per il Paese.
    Berlusconi ha avuto il tempo perché il paese fosse svecchiato dallo statalismo inefficiente: non è riuscito a scalfire il granito di cui è composto. Conta poco ora stabilire se sia dipeso più dagli ostacoli che gli hanno messo davanti, a cominciare dal lato giudiziario o dai ricatti sulle regole del sistema di comunicazione (a cominciare dalle TV).
    Oppure se sia dipeso da incapacità propria, sua o del collettivo di interessi da cui è stato circondato.
    Questo periodo è finito e non è finito bene: si deve ammetterlo e in politica i rimpianti non servono mai. La politica è fatta di scelte e di scelte nette.
    Oggi l’opzione Berlusconi è per il Paese una cosa simile alla protesta alla Grillo. Qualcosa che forse è solo a lui utile per contare o condizionare ancora il percorso politico, con maggiore attenzione alle proprie esigenze piuttosto che agli interessi del Paese.
    Come sempre, per Mussolini, per De Gasperi, per Craxi, ma anche Formigoni e via così, quando c’è un cambiamento si affollano i detrattori (spesso dell’ultima ora, se non dell’ultimo minuto). Lasciamoli perdere, hanno soprattutto bisogno di rifarsi una verginità.

    Oscar Giannino non fa parte di costoro: è uno spirito libero anche lucido e coerente, che dice pane al pane, con vena polemica che a volte va sopra le righe.
    Quasi sempre ha ragione, anche in questo caso io ritengo.

    Saranno altri a far perdere la ridente e orgogliosa macchina da guerra di Bersani: almeno ce da augurarselo.

    RE Q
  20. #20 scritto da Loris Cereda il 10 dicembre 2012 13:25

    Rinaldo, però non mi torna una cosa: è evidente che il ritorno in prima persona di Berlusconi mette prepotentemente in agenda il tema giustizia.

    Ora, chi sta con Berlusconi non può avere tentennamenti su un tema così dirimente.

    Le tue posizioni qui a volte mi sono risultate incomprensibili, quindi la domanda è: dobbiamo o no accettare che siano i magistrati a dare e/o a togliere le patenti di buon politico?

    RE Q
  21. #21 scritto da Rinaldo Sorgenti il 10 dicembre 2012 13:52

    Non riconoscere che siano stati fatti degli errori e che la conservazione dell’apparato della Casta sia riuscito ad impedire di procedere come auspicato sarebbe sbagliato.
    Ma questo equivale alla analoga constatazione che il Governo del Paese negli ultimi 17 anni sia stato equamente diviso a metà tra centrodestra e centrosinistra, più l’ultimo anno in mano ai tecnici, con risultati evidenti.

    Ora, prendendo atto di questo, occorre che chi chiaramente esprime concetti liberali di efficienza e di mercato unisca le proprie limitate forze con chi a sempre espresso e condivide quegli stessi concetti, altrimenti non ci si può semplicemente illudere che il buon senso prevalga e risolva i problemi evidenti che ci riguardano.

    Ma è credibile che coloro che hanno speso 8,5 anni con 6 diversi governi e sostanzialmente concentrandosi a cancellare quanto fatto dai governi che li hanno preceduti, possano rappresentare la svolta?

    E’ francamente impossibile sperare che ci possa essere un singolo gruppo che sia abbastanza ampio da raccogliere il consenso e sia quindi in grado di agire con determinazione e tempestività.

    Ecco perchè bisogna prima di tutto scongiurare che il conformismo statalista si riaffermi, aggregando quanto più possibile nuove forze e persone non compromesse con il passato intorno a chi quei concetti liberali e di mercato ha sempre espresso e certamente condivide.

    Io vedrei molto bene un gruppo composto da diverse anime che si riconoscono sui principi ed imposti il cammino, prevedendo una necessaria staffetta a metà del mandato.

    RE Q
  22. #22 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 13:53

    Non che la giustizia sia un tema secondario, che si possa trascurare; è importante.

    Oggi però il problema non è l’acqua che sta nella pentola, ma la carne e la verdura, se si vuol mangiare…

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 14:07

    Certo Sorgenti: se vanno su le schiere di Bersani il paese continuerà a degradare, a declinare.

    Si continuerà a “lottare” per il “diritto” al lavoro, anziché promuovere le condizioni perché questo nasca e si sviluppi; mai riduzione di dipendenti pubblici; la riorganizzazione della amministrazione dello Statosarebbe un suicidio per il PD, e via di questo passo.
    Tasse altissime, patrimoniale, spesa pubblica fuori controllo.

    L’alternativa deve essere aggregante, convincere e interessare anche quel quaranta per cento del PD che non si riconosce nell’apparato che Bersani rappresenta, che ha capito la necessità di un cambiamento non solo formale ma di contenuti nel proporre una politica che tuteli il lavoro e i meno abbienti.

    Aggregare moderati e illuminati: questa è una strada obbligata: anche della Lega,anche del PDL.

    Uno schieramento convinto sulle cose da fare, non sugli slogan.

    RE Q
  24. #24 scritto da Rinaldo Sorgenti il 10 dicembre 2012 16:10

    Loris,
    Che l’attuale amministrazione della giustizia sia sempre di più un problema nazionale è di tutta evidenza, anche alla stessa Magistratura.

    Quello che tu hai interpretato come “tentennamenti” non è stato perfettamente compreso; semmai trovavo fuori luogo certe forzature alla luce di quanto nel frattempo emerso per alcuni, mentre per il resto ritengo sarebbe opportuno attendere gli esiti.

    La illogicità o lo strabismo di certe contestazioni sono evidenti a chi non voglia leggerle con il solito saccente pregiudizio.

    A livello nazionale, non è certo un bell’esempio quello che danno certi personaggi che pur in costanza di funzione, invadono la scena politica, forse per prepararsi la strada e quel certo “giornalismo” che strumentalizza il tema è il peggior pulpito perchè agisce per confondere l’opinione pubblica.

    RE Q
  25. #25 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 16:26

    Non si può che concordare, non solo.

    Si sono diffusi e sono diventati sempre più sistema i rapporti informali fra istituzioni del sistema giustizia e politica.

    Una volta era una favola metropolitana romana, adesso sembra un po’ dovunque…

    Qui non è solo questione di riforma dei codici e delle procedure (indispensabili) ma credo ci voglia il machete.

    a) La separazione dei poteri deve tornare ad essere una cosa serissima e assoluta
    b) il sistema giudicante dell’operato dei magistrati deve essere esterno dalla magistratura ed autonomo (per nomine e carriera) dalla politica
    c) idem per la valutazione di merito, bloccando la crescita di carriera stabilita come automatismo, per anzianità.
    d) il giudice deve parlare solo con le sentenze o cmabiare mestiere
    e) in Tv e sui media nessun indagato o imputato può esprimere giudizi sulle procedure in corso, stabilendo pene e procedure;
    f) il giudice non può adire all’elettorato passivo se non dopo 5 anni dalla cessazione del suo servizio in magistratura

    non ci vorrebbe molto, ma sono certo che pioverebbero pietre su chi volesse attuare principi del genere

    RE Q
  26. #26 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 17:21

    Città Ideale capita che sia preveggente…

    già in altro commento avevamo mesos a nudo il teatrone di elezioni in tempi brevi per impedire al centro moderato di coalizzarsi.

    Operazione su cui i partitoni si sono allineati subito.
    La mossa di Berlusconi, cui fa seguito l’attacco da teatrone di Bersani. l’accusa di irresponsabili, mentre “schiaccia l’occhiolino”.

    Monti li spiazza come auspicato da Città Ideale, dando le dimissioni: il teatrino è scoperto e tutti (tutti e due) cominciano a preoccuparsi.

    I mercati, l’Europa, il mondo finanziario gridano all’allarme…. ed ecco che vien fuori il politico che si è fatto un nome con battute del tipo: “siam mica qui a pettinar le bambole…”
    in questo caso con un auspicio molto fermo:

    “meglio che Monti resti fuori dalla contesa”… (vedi larepubblica)

    http://www.repubblica.it/politica/2012/12/10/news/bersani_al_wall_street_journal-48433324/?ref=HREA-1

    Bravo davvero… il segretario del PD. A lui piacerebbe completare il piano delineato con il PDL: vincere alla Camera, PDL con maggioranza di blocco al Senato e si va avanti come prima.
    Al massimo a Monti si può promettere la Presidenza della Repubblica.

    Il candidato vero, quello giusto per il Paese, con cui il PD dovrebbe confrontarsi davvero, resti pure fuori…

    Monti non ha partito, non ha deputati, non ha aziende pubbliche con propri “clientes” con cui far valere il potere di partito.

    Ha solo la forza del suo agire e della sua competenza….

    Vai… Vai… Vai… Mario che il Paese vero è con te.

    FERMAREILDECLINO – FERMAREILDECLINO – FERMAREILDECLINO

    RE Q
  27. #27 scritto da Rinaldo Sorgenti il 10 dicembre 2012 21:02

    Già, che bravi.

    E significativi i commenti (a parte le bambole ed i giaguari, per non dire dei tacchini sul tetto) del buon Bersani.

    Loro demonizzano e cercano di dare la colpa all’avversario (perchè abitualmente si dice che chi fa cadere il governo, poi la paga alle successive elezioni, a prescindere dalla necessità ed obiettività di porre un limite alla recessione, soprattutto se indotta da manovre anti-economia di mercato).

    Mentre non hanno il coraggio di ammettere che hanno fatto di tutto per non modificare l’attuale legge elettorale, sperando di poterne approfittare.

    Come direbbe?

    ooohhh, non scherziamo, non siamo mica polli, noi!

    Chi invece ha imbastito il colpo di mano, 13 mesi fa, sta cercando di accelerare il tutto, prima che … passi l’onda.

    L’ultima frase in grassetto qui sopra non è credibile: Non è possibile che la dica Giannino, che ha sempre aspramente criticato le scelte e manovre depressive di questo Governo.

    E’ proprio il Paese vero che si sta ribellando a questa insostenibile situazione, altro che … bambole!

    RE Q
  28. #28 scritto da Saccavini il 10 dicembre 2012 21:08

    Confesso che la spinta emotiva a Monti per il grande centro è di Città Ideale.

    Indispensabile però per FERMAREILDECLINO.

    Domani vedremo il programma che si è dato FERMAREILDECLINO… qui su Città Ideale.

    RE Q
  29. #29 scritto da Flavio, cittadino il 11 dicembre 2012 12:08

    Non abbia paura, Saccavini,
    a utilizzare grafici di differenziali, invece che diagrammi cartesiani disegnati sui tovaglioli.
    Io sono qui a lavorare con gli strumenti che ho appreso nella mia gioventù (la carta e la matita).
    Se approderò stavolta a FilD, e non più al PDL, è merito dell’esperienza MONTI,
    e mi rammarica molto, moltissimo che l’italiano medio non approfitti per insegnare la Matematica ai propri figli.

    Fa sicuramente più figo arrivare all’elicottero allo stadio, vero ?
    Non sono così cretino: Silvio B. lo confronto con E. Mattei, con i piani “energetici” sullo scacchiere mondiale, in un certo senso con il volitivo R. Gardini,

    - che però, mi risulta, avessero hobby e profili differenti -

    RE Q
  30. #30 scritto da Saccavini il 11 dicembre 2012 14:10

    Flavio lei è giovane e trasuda capacità di riflessione che sono di stagioni della vita più avanti… complimenti.

    Come lei sono rammaricato della poca cultura che media, scuola e, spesso anche la famiglia, sentono quale compito primario.

    Soprattutto in quest’epoca ove le novità che vengono dalla ricerca, in tutti i settori, si rincorrono quasi giornalmente.

    Immaginarsi i ritmi delle nuove generazioni, con i ricercatori e studiosi che diventano milioni in tutto il globo, che ogni giorno sono aggiornati di ciò che nel globo sta succedendo…

    Un treno che non bisogna assolutamente perdere: “un uomo vale quanto sa” ripeteva mio padre citando Leonardo.

    Entrambi non avevano bisogno di dimostrare lo status economico, cui non davano importanza più del giusto valore d’uso.

    (coloro che sentono l’handicap della propria incultura sono portati a dimostrare esteriormente uno status cui che diversamente si sentirebbero inadeguati).

    Buona giornata Flavio

    RE Q
  31. #31 scritto da Andrea D. il 11 dicembre 2012 17:57

    Si può leggere la versione integrale dell’articolo de Il Sole 24Ore a cui facevo riferimento ieri, qui:
    http://www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N2079446440/1OOC53.pdf

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth