Buccinasco e la LEGALITA’: indispensabili le REGOLE, la TRASPARENZA

Una questione, quella della Legalità, sulla quale è indispensabile uscirne. Sarà un caso, una sfortuna o forse la disattenzione (più probabile), ma siamo sulle cronache da tre mesi per questioni inventate (le preferenze all’assessore regionale), per ricerche sul passato che titolano come fossimo all’oggi (il libro Dalla Chiesa-Panzarasa), per i processi che proseguono (Buccinasco più e dintorni) ed infine per inchieste su ieri che riguardano il Comune (Commissario Iacontini).

Mettere la sordina e proseguire come ieri sostenendo che tutto è a posto, che al massimo c’è qualcuno che sbaglia (ma si solidarizza) sarebbe un grave errore:  gravissimo. Indispensabile metterci mano e costruire un processo organizzativo e procedurale dagli obiettivi indifferibili: UNO responsabilità certa e sottoscritta di ogni passaggio dell’iter che giunge alla decisione; DUE monitoraggio in tempo reale di tutti i processi decisionali  in corso; TRE interventi certi sulle anomalie: sanzionando ma anche premiando.

Il presupposto perché queste buone pratiche di seria amministrazione diventino efficienti sono: UNO un codice etico serio e vivo (non un pezzo di carta che rimane lettera morta); DUE la trasparenza di ogni atto della pubblica amministrazione,dalla fase di proposta fino al suo compimento. Non si tratta di questioni che si risolvono in due giorni: è necessario tutto un programma organico con una partenza, un durante che si ottimizza man mano, una conclusione programmata.

Sembrano cose semplici, ma gli effetti di questo processo sono di grande peso. La amministrazione diventa trasparente per normativa, per prassi, non per autodichiarazione di chi ci amministra. Bisogna che chi oggi si trova a gestire, se ne faccia una ragione e ne diventi il promotore, cosciente che si spoglia così di una potestà decisionale oggi molto più ampia. Un cambio di mentalità che è una crescita della amministrazione e della politica locale.

Indispensabile anche un processo organizzativo che riguardi tutta la struttura stabile e professionale: i dipendenti, le collaborazioni, gli incarichi professionali. Non si tratta tanto di fare corsi formativi di trasparenza (che rischiano la burocratizzazione con l’effetto di lasciare le cose come stanno): è necessario un ripensamento di funzioni e compiti, finalizzato ad identificare la responsabilità individuale certa, ineludibile.

Si è verificata una anomalia?  Il sistema deve consentire in tempo reale di individuare dove e come le regole sono state disattese; deve prevedere le conseguenze, ineludibili e altrettanto certe. Smettiamo di cedere il controllo di gestione ai tribunali, alla magistratura: questa è irresponsabilità. La base da cui nascono pastrocchi e chiamiamole pure porcherie, sprechi di danaro pubblico a beneficio di furbetti o malavitosi.

Coalizione  Civica già nella sua proposta del Giugno scorso ha posto il problema dei contenuti e degli impegni (VEDI) il percorso da seguire non può essere altro. I proclami generali che demonizzano l’antistato se non diventano fattuale e concreta operatività, vincolo dovuto cui ci si obbliga, rischiano di lasciare le cose come stanno. Principi che devono diventare linee guida del processo da porre in atto.

Questioni che Città Ideale ripete  e rimette in fila perché si ha sentore di una prossima convocazione di Consiglio, straordinaria, sulla Legalità. Una sorta di rincorsa affrettata per mettere una pezza, che così, è facile prevedere sia destinata a lasciare le cose come stanno oggi.  Una serata di Consiglio, senza alcuna preparazione e sviluppo dei diversi temi qui tracciati, può al massimo essere il punto di partenza, con la definizione di temi, compiti e incarichi.

Un corto circuito da evitare, su cui è bene essere avvertiti: inventarsi un cambiamento di facciata per continuare come prima, come oggi, dovremo impedirlo. Un processo che Città Ideale si impegna a verificare da vicino, suggerendo e proponendo soluzioni, sensibilizzando l’amministrazione, il Consiglio, le forze e i gruppi politici locali, i Cittadini. Buccinasco ne deve venire fuori, voltar pagina ed essere tersa, trasparente come una amministrazione della Comunità deve esserlo.

LEGALITA’   -     TRASPARENZA   -   REGOLE

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  1. #1 scritto da Saccavini il 5 dicembre 2012 10:52

    Maiorano amministra per conto dei Cittadini tutelandone gli interessi o agisce come protettore dei funzionari del Comune?

    Domanda da un gestore d’azienda che ha in primo luogo bene in mente che dell’azienda deve fare gli interessi ed agire con efficienza perché tutto funzioni a dovere; perché chi rompe paghi; perché chi fa bene sia premiato.

    Lui risponde ad una intervista ove ha cura di dire:
    UNO: non sono cose che mi riguardano sono di altri che mi hanno preceduto (o addirittura precedenti al commissario)….
    DUE: ne sapevo qualcosa perché il commissario me ne ha parlato senza citare i nomi, che io non conoscevo;
    TRE: sono garantista, dico ai dipendenti di continuare a lavorare tranquilli, deciderà la magistratura.

    Allora Città Ideale ritiene di dovergli ricordare:
    UNO: il giorno dopo che il commissario gli ha comunicato l’ipotesi di pastrocchi, chiedendo in comune poteva informarsi a fondo della natura dei medesimi, dell’entità dei danni, dei responsabili;
    DUE: il responsabile del personale è lui, l’assessore e il dirigente. Questi hanno poteri propri di ogni dirigente e devono agire nell’interesse della Comunità. Individuare i danni arrecati e chiederne la ripetizione: con tempestività ed efficienza.
    TRE: la vicenda giudiziaria è altra, ulteriore sede, che non sostituisce gli adempimenti, i compiti che i resposnabili devono eseguire (se non lo facessero, come sembra sia dalle sue parole, possono essere ritenuti responsabili dei danni che derivano dalla loro inazione)

    Per finire, tanto per precisare…
    Sul sito del Comune, on line, si può risalire alle determine in questione: quelle trovate da Città Ideale risalgono all’ultimo quadrimestre del 2011. Salvo altre “manchevolezze” rilevate dagli inquirenti (e non dalla struttura interna responsabile, che non si è accorta di nulla) l’ex amministrazione Cereda proprio non dovrebbe essere coinvolta.

    Da queste semplici descrizioni, proprio non si vede che siamo di fronte ad un modo di amministrare funzionale per chi intende distrarre e gestire a proprio comodo le risorse della Comunità?
    Stasera si riuniscono i capigruppo, sulla legalità: ci riflettano. Tutti, insieme al Sindaco.

    RE Q
  2. #2 scritto da Loris Cereda il 5 dicembre 2012 21:30

    Mi tocca però spendere una parola a favore dei due dipendenti interessati; li conosco, se hanno fatto qualcosa di illegittimo metto la mano sul fuoco che lo hanno comunque fatto nell’interesse dell’ente.

    A volte le necessità pratiche costringono a forzare i limite delle procedure burocratiche e per quello che ho capito io le cose sono andate così.

    Ecco il Sindaco per fare il suo dovere dovrebbe:

    1) capire dove i regolamenti sono di ostacolo ad un efficace funzionamento dell’ente e modificarli.

    2) entrare nel concreto delle contestazioni (altro che rimettersi alla burocrazia della magistratura italiana) e capire le ragioni delle forzature fatte dai dipendenti, se esse sono valide e se questi due dipendenti, a loro rischio, sono andati ai limiti della legge per l’interesse di noi tutti allora io li premio, altro che aspettare che la giustizia faccia il suo corso, se invece hanno sbagliato per negligenza o pigrizia allora giusto sanzionarli.

    Conoscendo i due credo che la prima ipotesi sia davvero la più probabile.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 5 dicembre 2012 21:41

    Valutazione ed esperienza che si deve rispettare, quella di Cereda.

    Fosse così, forse sarebbe il caso che procedure e normative interne fossero oggetto di un processo organizzativo rinnovato.
    Chi opera deve agire entro un sistema che abbia una logica e una struttura che combina efficienza e sicurezza d’azione, ben delimitando e motivando i limiti da non oltrepassare.

    Città Ideale ha l’impressione di esprimere concetti troppo lontani rispetto alla realtà della nostra casa Comune: c’è daaugurarsi che non sia così.

    RE Q

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