Scuola statale e scuola pubblica: Sindaco e compagni, continua la confusione interessata

Gli amministratori della nostra Buccinasco si sono infilati in un cul de sac con la faccenda della Materna Romano Banco. Questione che hanno da sempre affrontato con approssimazione senza badare davvero alla Comunità e alle conseguenze. La stanno facendo diventare una guerra di religione (mentre ne accusano gli altri) ; una cosa senza costrutto e non sanno come uscirne.

Per paura di perdere consensi nell’area che con la parrocchia si identifica, stanno alzando i toni ( loro lo chiameranno livello culturale). per Buccinasco  allora raccoglie firme perché i fondi del Comune non siano destinati fuori dalla scuola pubblica; il PD ci mette il banchetto e bandiera di fianco  con un giochino, indecoroso: neanche una foglia di fico a coprire le vergogne. Dimenticano che si tratta di fondi dei Cittadini: pubblico non significa di nessuno ma dei Cittadini, di tutti i contribuenti che pagano.

La chiamano battaglia politica ed ha una incongruenza anche letterale perché scuola pubblica non significa statale ma scuola gestita e ordinata dal Ministero della pubblica istruzione (MIUR), parificate comprese. Sui termini ci giocano. Non importa se per ignoranza o volutamente, ma stanno sbagliando: le risorse destinate alla Materna Romano Banco sono dei Cittadini, per erogare un servizio ai Cittadini come i soldi impiegati per far funzionare le materne statali, con la piccola differenza che queste costano tre o quattro volte di più!

Continuano ad insistere: il segretario (o ex segretario) del PD Arboit se ne esce (VEDI) con una interpretazione fantasiosa sulla dichiarazione della compagna di partito onorevole Simonetta Rubinato che in commissione ha proposto lo stanziamento alle scuole parificate per 223milioni e fa un paragone con quanto contribuisce il comune di Roncade alla materna parrocchiale. Compie analoga distorsione citando comuni di Cinisello e altri.  Mezzucci….

Ritorniamo al punto: Buccinasco, con merito e sensibilità lodevoli, da 25 anni almeno copre tutta la domanda di materne che ha avuto e tuttora ha la Comunità. Il punto allora è, ineliminabile: intende il Comune mantenere il servizio o lo vuole ridurre? Semplice, no. Certo non può spendere e spandere fuori misura e deve rendicontare le sue spese, adottando la prudenza del buon padre di famiglia. Questo è il punto: una valutazione precisa e un arbitraggio equo e trasparente.

Ripetiamo in forma essenziale quanto scritto  qualche giorno fa: (VEDI) si faccia un progetto, strutturi una scuola virtuale comunale che copra la domanda che oggi trova risposta nella Materna parrocchiale ed è tutto finito. La rendicontazione deve convincere però: non può il comune buttare soldi in una impresa quando ha davanti una soluzione di comprovata esperienza ed efficienza che fa risparmiare almeno un milione l’anno. UN MILIONE DI NOSTRI SOLDI IN MENO, OGNI ANNO!

Paragoni campati per aria che non convincono nessuno: strumentali. Non vogliono dirlo, anzi hanno affermato e dicono il contrario, ma sono fortemente intenzionati a mettere in crisi la Materna Parrocchiale. Sarebbero contenti se finalmente chiudesse ma naturalmente allontanando da sé ogni responsabilità.  Dire le cose come stanno, insistere con la ragione darà fastidio, ce ne rendiamo conto, ma qualcuno ce lo ha insegnato: “pane al pane, vino al vino”.

Ed infatti in mancanza di argomenti infarciscono blog di articoli che non c’entrano ma vanno nel loro obiettivo (secondo loro). Nel mare dei blog esiste perfino un sito: italialaica che dovrebbe ripromettersi l’impiego del raziocinio sopra tutto, e se ne esce con un articolo ideologico settario peggiore del più oscurantistico e conservatore statalismo (VEDI).

Identificano pubblico con statale questi laici… e ne viene una filippica che fa della nostra scuola dissestata e costosissima, vecchia, sempre più in calo nella qualità e nelle valutazioni internazionali, dicevamo lo assume come baluardo ideale da non intaccare, assolutamente. Baluardo contro la “scuola privata”(si fa per dire). Ovvia la immediata ripresa da parte di politici di casa nostra. Come si diceva: non c’entra nulla con la Materna parrocchiale, ma aiuta a far nebbia, a non capire….

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  1. #1 scritto da Saccavini il 28 novembre 2012 00:22

    Herr Doktor: “adottò un metodo propagandistico all’epoca ritenuto molto efficace .. basato sulla continua ripetizioni di notizie parziali o false…”

    Questo viene alla mente vedendo la ripetizione di alias (anonimi sedicenti) che continuano ad inculcare nei lettori di un noto blog il ritornello:

    “ gli regaliamo 470mila euro e ne vogliono 550mila, “

    ripetuto all’infinito, quando la verità vera è invece:

    “riusciamo a spendere solo 550mila euro quando per lo stesso servizio noi o gli altri comuni vicini ne impiegano 1.750mila”

    Ripeti, ripeti, ripeti e ripeti ancora una cosa falsa. Alla fine diventerà vera….
    (così almeno si augura o si illude)

    a proposito: chi era chiamato “Herr Doktor” per antonomasia?

    Joseph Goebbels

    Naturale che quello di oggi non sia un epigono del ministro della cultura e comunicazione del Terzo Reich, no.

    Solo un vice Sindaco di Buccinasco che, con 80 anni di ritardo, cerca di adottare i medesimi principi di comunicazione …..

    RE Q
  2. #2 scritto da Alessandro il 28 novembre 2012 09:45

    Molti politici nei discorsi pubblici, dibattimenti parlamentari e comunali citano la Chiesa, Papi, Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, ecc… Ultimamente, molti politici cattolici e non fanno riferimento al Cardinal Carlo Maria Martini (se non erro, anche ieri sera in Consiglio Comunale a Buccinasco si è citato il Cardinal Martini).

    Mi sono chiesto: ma sulla scuola pubblica cosa ne pensava il Cardinal Carlo Maria Martini? Sono andato a rileggere quanto disse il 01 dicembre 1998 al consiglio presbiterale della diocesi di Milano: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7500. Siamo nel 2012, sono passati molti anni ma le parole del Cardinale mi sembrano attuali, riporto alcune parti:

    “Alcuni poi (anche tra i cattolici) temono che un sistema scolastico integrato si risolva di fatto in una promozione esponenziale delle scuole private sul territorio a scapito di quelle statali. Ma è chiaro che così non accadrà, considerando, da una parte, che le scuole non statali non riceveranno mai i sussidi previsti per quelle statali, e tenendo conto dall’altra dell’esperienza dei paesi sopra menzionati, dove vige un sistema integrato senza che si producano squilibri. Altri poi partono nelle loro affermazioni da situazioni concrete di scuole non statali che appaiono di fatto elitarie: ma occorre considerare che l’attuale situazione è il risultato della pratica emarginazione della scuola non statale e del suo bisogno di sostenersi unicamente con contributi privati. In un regime di parità la scuola non statale è destinata ad aprirsi a tutti gli alunni meritevoli e alle scelte delle famiglie motivate a preferire un ben preciso programma formativo”.

    “Da visioni diverse nascono anche interpretazioni differenti della Costituzione. Per quanto riguarda la non concessione di alcun sostegno economico pubblico alle scuole pubbliche non statali la concezione statalistica fa leva sull’inciso «senza oneri per lo stato» dell’art. 33, interpretandolo in senso molto rigido. Per una visione pluralistica, invece, il sostenere in qualche modo anche le scuole pubbliche non statali è nell’interesse dello stato, anzi, come dice il papa «è condizione indispensabile perché l’istituzione scolastica sia fattore di progresso per l’intera società»”.

    Riporto infine una nota conclusiva dell’articolo: “Il 20 marzo 1999, pochi mesi dopo questo discorso, il cardinale Martini tornò sull´argomento parlando a 20 mila giovani studenti cattolici della diocesi di Milano al termine della marcia “Andemm al Domm”, andiamo al Duomo.

    Tuonò contro «le logiche monopolistiche e statalistiche» che ingabbiano la scuola italiana.
    Denunciò il rifiuto di allineare la scuola italiana ai modelli prevalenti in Europa. Invocò una «radicale riforma».
    Esaltò la libera concorrenza: «se le famiglie possono davvero scegliere, ogni scuola è costretta a migliorare».
    Insomma, «lo Stato, parificando le scuole, spenderebbe bene e sicuramente meglio»”.

    È interessante anche rileggere la nota redatta dal Consiglio Episcopale Milanese in vista delle prossime elezioni politiche e amministrative, apparsa ieri sul sito della diocesi di Milano (http://www.incrocinews.it/chiesa-diocesi/dalla-politica-risposte-br-all-altezza-della-situazione-br-al-servizio-del-bene-comune-1.67666). Anche qui ne riporto uno stralcio:

    “Un clima di fiducia sarà realizzabile se insieme si lavorerà per salvaguardare dall’erosione dell’individualismo le questioni etiche rilevanti, promuovendo i valori ispirati alla retta ragione e al Vangelo. Per questo i cattolici faranno riferimento ai principi irrinunciabili dell’insegnamento del Magistero della Chiesa sulla famiglia, aperta alla vita, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, sul rispetto per la vita dal suo concepimento al termine naturale, sulla libertà religiosa, sul diritto alla libertà di educazione dei genitori per i propri figli, sulla tutela sociale dei minori e delle vittime delle moderne forme di schiavitù, sullo sviluppo di un’economia che sia al servizio della persona e del bene comune, sulla giustizia sociale, sul ruolo da riconoscere ai principi di solidarietà e di sussidiarietà, sulla pace come valore supremo a cui tendere.”

    Magari mi sbaglio, ma ascoltando e leggendo interventi di politici in TV, sulla stampa, su siti, ecc…, mi par di capire che a volte si tiri in ballo la Chiesa, il Papa, Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, ecc… “solo quando fa comodo”.

    RE Q
  3. #3 scritto da Roberto De Micheli il 28 novembre 2012 10:44

    Saccavini buongiorno,
    ma non è che poi succederà che un “Governo di non eletti”, il Governo Monti… dopo la pubblicazione del “Decreto 200″ con il relativo regolamento sulle esenzioni dal pagamento dell’IMU per gli immobili utilizzati dagli Enti ( scuole paritarie comprese ) vi metterà tutti in silenzio ?

    Leggo che le scuole paritarie sono a rischio chiusura se verrà imposta l’IMU che può essere evitata solo con rette “simboliche”……!!

    Saluti.

    RE Q
  4. #4 scritto da Antonio il 28 novembre 2012 10:45

    Buongiorno,

    Nel Suo documento è abbastanza chiaro ciò che sta succedendo.

    Io rimango molto sconcertato da quest’ atteggiamento, pur di colpire in modo politico si sta facendo un danno ai cittadini, voglio sperare che non ci siano interessi di altro tipo ANZI NE SONO CERTO !!!.

    Che i costi sarebbero maggiori per Buccinasco se si decidesse di chiudere è evidente a tutti tranne che a chi ci governa.

    Che ci sarebbero famiglie in difficoltà è altrettanto comprensibile a tutti, per chi perde il lavoro e per le 300 famiglie coinvolte.

    A proposito delle 300 famiglie coinvolte è evidente che sono Cittadini di Buccinasco che hanno espresso un voto trasversale da sinistra a destra, ma anche questo è evidente (o forse no) sempre a chi ci gorverna.

    Concludo “facendo i complimenti” (virgolettato ndr) a questi politici di Buccinasco che nella polemica e nella gestione si comportano esattamente come chi in questi vent’anni ci ha portato alla situazione attuale nel Paese.
    Cordiali saluti,
    Antonio M.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 28 novembre 2012 11:17

    Roberto, è il classico pastrocchio di leggi e regolamenti con cui si è sviluppato il far politica in Italia.
    Questa normativa sui beni ecclesiastici e sulla confusa applicazione ne è un esempio solare.

    Come ci si muove a toccare qualcosa, ne discendono a catena una serie di effetti, per lo più incongrui, che richiedono ulteriori aggiustamenti, ecc.
    Proviamo a dare un senso logico alla faccenda (secondo Città Ideale, poi la si può pensare diversamente).
    Uno: i luoghi di culto non generano reddito e sono quasi sempre un patrimonio culturale del paese. Lo stato spesso interviene per la loro conservazione, ma non sempre. Una tassazione ha poco senso.
    Due: le attività a contenuto sociale, caritatevole o di assistenza reggono su contribuzioni volontarie e sullaattività di tanti Cittadini che gratuitamente prestano la loro opera. In questa categoria rientra anche la quasi totalità delle scuole parificate. Una tassazione genera inevitabili difficoltà di sopravvivenza a funzioni essenziali e proprie del nostro essere italiani. Se una tassazione deve essere, bisognerà poi trovare il meccanismo compensativo che ne annulli o riduca fortemente l’impatto.
    Tre: attività commerciali e di servizi complementari a istituzioni religiose come residenze, dimore, ristorazioni e quanto altro. Occorre una preventiva distinzione fra queste e quelle di cui al punto due: una mensa per i poveri non è un ristorante. Qui la tassazione credo sia cosa equa e dovuta, fatte le opportune classificazioni e categorie.

    Mi sembra che il nostro parlamento e le strutture tecniche del governo abbiano moltissime idee ma la confusione sia ancora più larga e complicata.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 28 novembre 2012 11:24

    Caro Antonio intanto grazie.

    Mi scuso della intrusione per aver messo la frasetta chiramente ironica in modo più evidente.
    Non per i lettori, ma per i nostri amministratori: quadrati come sono, la prenderebbero davvero per un complimento loro rivolto..

    buona giornata

    RE Q

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