Progressisti italiani: diventano europei? Renzi e lo stretto cunicolo

Non conosco le regole operative e i giornali non chiariscono. Se non sbagliamo, per aver diritto al voto è necessario firmare una dichiarazione che si voterà per la coalizione alle prossime elezioni e che si voterà comunque l’eletto alle primarie, anche se fosse diverso da quello votato. Una dichiarazione impegnativa per un Cittadino.

Per dei politici meno. Abituati a fare giravolte secondo convenienza hanno certamente propalato una tendenza a tralignare considerando carta straccia gli impegni scritti (o verbali). Poi vi sono anche due euro da versare, ma mi auguro che al confronto la propria onorabilità sia mediamente di maggior valore.

I voti a Renzi dovrebbero essere nella quasi totalità di area interna alla coalizione, quindi. Checché ne dicano i giornalisti che, non si sa per quale malvagia sfiducia negli italiani, sostengono il contrario.  Le elezioni di secondo turno come andranno?  Salvo quindi gli improbabili cammellati del centro destra che voterebbero Renzi, il candidato “progressista” alle politiche sarà Bersani.

Perché improbabili i voti dal centro destra alle primarie?  Perché a tutto il centro destra conviene che vinca Bersani: la caratterizzazione sinistra non consentirà travasi dal centro e se andrà bene arriverà ad un terzo dei voti o poco più. Ci fosse Renzi la situazione potrebbe cambiare, dipende anche da come andranno coagulandosi le galassie vorticose del centro destra, dei moderati. Come detto però, è improbabile.

Quale è il peso che si può dare a Renzi? Si tratta di un laburista o socialdemocratico sostanziale, che sta attento all’economia e punta alla crescita del paese anche considerando sacrifici, se necessari. Una novità assoluta in Italia. Una Italia dove fa scalpore che un candidato alle primarie si avvalga di Ichino… Non è detto che se, molto improbabilmente, dovesse farcela, le elezioni poi le vinca, ma certamente troverebbe maggiori consensi e credibilità.

Sarebbe però un cambiamento molto forte del nostro sistema partitico, con una sinistra ancora vicina alle galassie sindacali, ma del tutto autonoma (o almeno si spera).  Certo, la vittoria  Renzi  dovrà costruirsela in casa, tagliando molte teste e mettendo molto di nuovo nello staff al comando. Facile la previsione di una lotta durissima che durerà parecchio.

Il che forse sconsiglia comunque, con questi chiari di luna dell’economia globale, affrontare la gestione del paese avendo un grande insieme di spintoni e prime donne in casa, da allocare.  Credo ciononostante che i moderati veri, nell’interesse del paese, debbano davvero augurarsi che finalmente l’area sinistra rompa il guscio ed esca per respirare aria nuova e misurarsi con i problemi concreti da affrontare, libera da pregiudiziali ideologiche.

Non sarà facile; frattanto, andremo a vedere dove si radica l’area progressista che più risponde al mondo che cambia e dove invece, continuano a vincere gli apparati. Le prime impressioni sono che il nocciolo duro dei vecchi compagni sia in prevalenza da rilevarsi al centro Sud mentre le aree più europee e industrializzate vedano la prevalenza  di rinnovatori alla Renzi. Staremo a vedere, con interesse, anche se non c’è da aspettarsi molto nel breve.

Se questo è lo scenario atteso,  nell’altra parte, i moderati, diventa strategico contribuire tutti alla costruzione di un centro moderno e credibile, di autentico servizio. Figure non ne mancano, ma di prime donne non c’è bisogno: una coalizione ove i partiti più o meno storici siano esterni, facciano un passo indietro.

Un progetto davvero di alto profilo, che parli chiaro. Di sacrifici, di tirare la cinghia ma per destinare risorse a investimenti e ricerca, che chiami a raccolta e si rivolga a tutti i Cittadini. Che proponga la nuova frontiera al paese ve chieda l’impegno di tutti. Saranno elezioni nelle quali la rincorsa sarà al centro: le estreme destinate a restare fuori.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 27 novembre 2012 09:15

    Leggendo l’articolo sembrerebbe che Renzi stia sfidando la sorte, e in realtà in parte è così, affidandosi a Ichino: fino a prova contraria anche lui è del PD, o no?

    E allora perché questo stupore? Sempre per la famosa teoria del Giano Bifronte?

    Renzi non credo vincerà e probabilmente sarà un fatto positivo.

    Non per il paese; personalmente ritengo Renzi molto meglio di Bersani (è un mio giudizio personale).

    Il problema è che con il Parlamento che ci ritroviamo la gente potrebbe tranquillamente votare Renzi (Prodi) e poi, flop, come per magia trovarsi ad esempio D’Alema.
    Perché questo è il Parlamento!

    Che credibilità potrebbe avere allora un Premier che può essere mandato a casa e condizionato da un manipolo esiguo di parlamentari (Prodi bis è caduto per un paio di voti, Berlusconi per un gruppetto di finiani).

    Si vota il premier, ma i realtà contano “solo” i partiti o meglio (peggio) i singoli parlamentari che possono fare il salto della quaglia “secondo coscienza”. Questo è sempre bene ricordarlo!

    Parlano di legge elettorale: comincino a dire come prima cosa che si elegge il Premier.
    Se salta tutti a casa e si vota di nuovo.
    Non si può perché sarebbe una riforma costituzionale?
    Giusto e allora della legge elettorale m’importa poco: siamo e resteremo una partitocrazia.

    Il Premier … uno specchietto per le allodole?

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 27 novembre 2012 09:35

    Vera l’analisi Andrea D. siamo una partitocrazia.
    Non più una repubblica ma una signoria ove il potere è detenuto da pochi signori i quali “posseggono” il partito di cui sono segretari.
    I partiti sono privi di una carta dei diritti degli iscritti, qualcosa che la costituzione prevede, mai attuata perché i segretari succedutisi non hanno inteso rinunciare al potere totalizzante dato dall’assenza di regole controllabili dall’esterno.
    Una delle centinaia di anomalie di questa partitocrazia.

    Renzi incarna un tentativo di socialdemocratizzare il PD. Un compito improbo, difficile. Una sfida che avrà difficoltà nel giungere a compimento.
    Nella nostra Buccinasco lo capiscono in pochi (o nessuno), tanto che, gli statalisti nordocreani (senza offesa per costoro) della scuola monopolitistica centralizzata, ovviamente statalista, si dichiarano Renziani: non molte idee ma confuse.
    Renzi è stato votato dai PD in tutte le sezioni centrali di Milano, ha avuto più voti di Bersani a Buccinasco e pochi altri comuni del hinterland.
    Se riuscisse nell’impresa (molto difficile, ma lo auguriamo), sarebbe buona cosa per il Paese.
    Ancora non pronto il PD perchè arrivi a gestirlo il paese, in questa difficile fase dei sacrifici per investire.
    I giacimenti di inefficienza della macchina pubblica dove intervenire sono elevati; non credo proprio che sia maturo per arrivare alla lucidità necessaria a far fronte con la sicurezza e determinazione richieste.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 27 novembre 2012 16:52

    Adesso si muovono i pezzi grossi per condizionare il ballottaggio delle primarie.
    Come succede sovente, i detentori storici del potere (quello vero, fatto di segretari, sindacati e mondo coop) spingono per l’apparato: la loro longa manus che agisce su loro esplicita delega, comincia a marcare punti per orientare l’elettorato.

    A questi poteri forti di sinistra (quelli che contano davvero e non sono di complemento) non interessa andare al governo ma difendere il loro potere di veto, fatto con la loro forza oggettiva sia sul mercato che di adesioni.
    Ecco per esempio che Camusso spara sul lavoro, i comuni che fanno proteste e chiedono soldi, la Cgil che manda i sindacalisti in Fiat perché siano assunti a Pomigliano. I tram in sciopero, ecc. mobilitare la base: così lo chiamano questo tipo di attività politica: i sindacalisti hanno tante di quelle ore pagate…

    L’effetto sul sociale? Sugli orientamenti elettorali?
    Minore adesione dal centro verso il PD, radicalizzazione e mobilitazione dello contro sociale.
    Qualche voto in più da sinistra, molti meno voti dal centro e dal ceto medio: meglio così.
    Grazie: gli elettori capiranno meglio chi comanda da quelle parti e quali intenti si prefigge.

    RE Q
  4. #4 scritto da Roberto De Micheli il 1 dicembre 2012 13:54

    Saccavini buongiorno,
    vada a farsi un “giretto” sul sito di Nando Dalla Chiesa che è stato ufficialmente escluso dal voto per il ballottaggio alle primarie….poi faccia un bel copia incolla e lo metta sulsuo blog…se lo riterrà utile !
    Saluti

    Ah, dimenticavo, c’è anche un proseguio…sulle vicende di Buccinaco nel servizio subito dopo con commenti interessanti del topo ” gli insulti degli amministratori di Buccinasco e dei loro supporter continuano ancora”…….. ma vedo che lei tace….ha troppo da fare ?

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 1 dicembre 2012 16:05

    Vado a vedere, Roberto.
    Se ci sarà da dire, lo faremo insieme.
    Si sta scrivendo il secondo articolo sul tema, che uscirà domani o lunedì.
    Credo che la serata della presentazione sia stata civile e interessante per i contributi venuti dai partecipanti.

    A noi (io e lei) interessa far crescere Buccinasco, anche su questo delicato e iportantissimo tema della legalità.
    Ad altri magari può far gioco descrivere una polemica per vendere copie: nella serata di martedì non sembra che si sia passato il segno.
    (qualcosa di incongruo però sul comportamento della giunta Maiorano deve essere emerso, se un funzionaro iportante del PD ha ritenuto di dover censurare il comportamento e il modo con cui è stato affrontato il problema).

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 1 dicembre 2012 16:36

    Visto e credo sia da raccogliere l’invito di Roberto, di leggersi l’articolo intitolato:

    Amleto alle primarie. E stasera si presenta Buccinasco…. vedi:

    http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php

    In effetti si può dire enfatizzata la critica al libro: “.. Già, perché gli insulti degli amministratori di Bucicnasco e dei loro supporter continuano ancora..” Sarà vero ma Città Ideale visita poco i siti in questione: anche fosse non credo il caso di sottolineare e dare alimento ad una polemica.

    Trovo invece interessante la frase che segue: “Ormai possono essere oggetto di un supplemento di ricerca; sono materiale utilissimo, credetemi, per illuminare il contesto socio-antropologico.”

    Il silenzio della politica locale sulla dichiarazione di Carbonera, credo meriti riflessione (anche se il professore Nando dalla Chiesa si riferisce invece alle polemiche sul libro).

    Ne parleremo presto…

    RE Q

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