Buccinasco e il suo bilancio: arriva il momento della verità

Città Ideale ha assistito alla presentazione approvazione degli ultimi quattro bilanci preventivi (e del budget triennale). Un rito inconsistente, una platea di scarsa o nulla competenza in Consiglio (l’eccezione va riconosciuta a Cattaneo). In pratica si tratta di una occasione per tirare qualche euro di qui, anziché di là, a saldi invariati. Del budget triennale non si parla: i criteri adottati sono forse corrispondenti alle norme ma lo strumento è inutile. Le cifre messe lì quasi a fotocopia anno per anno, con qualche eccezione macroscopica.

Insomma il bilancio di un ente che consuma 25milioni o più dovrebbe essere un’altra cosa. Soprattutto di un ente pubblico, che deve rispondere ai Cittadini sia nella veste di azionisti (sono loro che finanziano il comune), sia nella qualità di fruitori dei servizi. I Cittadini dal bilancio chiederebbero cose semplici e immediate. Ad esempio: quanto costa alla mia famiglia la manutenzione del verde? Come si ripartisce fra le diverse componenti?

Avendo per ogni tema specifico le spese del Comune ripartite per categoria fiorirebbero le proposte del tipo: perché questa operazione non se ne fanno carico i residenti della zona pensandoci in proprio con un preventivo che si gestiscono loro? Potrebbero tutti i Cittadini avere chiara l’idea della manutenzione strade, con un piano pluriennale di lavori e manutenzione.  La conoscenza della spesa e quando si attua rende tutti più attenti e più partecipi, più coinvolti.

Facciamo un esempio eclatante, come le materne? Il bilancio di ciò che il comune destina alle scuole pubbliche (statali e parificate) con il numero dei bambini in ciascuna scuola, i costi relativi (personale, sostegni, campi giochi, sistemazioni verde, contributi per materiali, manutenzioni e quanto altro il comune deve spesare direttamente). Si avrebbe la fotografia esatta di quanto costo e di come sono ripartite le spese.

Fino ad ora non è stato fatto. Non sembra vi sia intenzione di farla una sezione di bilancio per categoria. In questo modo nessuno ha conoscenza di come e quanto il comune spenda, di come e quanto i singoli Cittadini beneficiano. Naturale che non vada bene una situazione del genere.

Perché il bilancio analitico dei costi comunali del sistema istruzione non viene fatto? Perché non si vuole siano informati i Cittadini ? Visto di quanto si sta discutendo sulla scuola Materna, perché non si distribuiscono i conti a ciascuna delle famiglie in età scolare (e a tutte le altre che il servizio pagano) spiegando bene a ciascuna quanto paga il comune?

Ciò che sostiene il Sindaco e la attuale maggioranza (che la materna parrocchiale costa troppo e toglie risorse alle statali) è vero?  Si faccia il conto e si distribuisca a tutti: carta canta e il conto della spesa renderà chiaro con buona pace di chi protesta. Non viene fatto. Lo ha dovuto dedurre, quasi inventare Città Ideale l’anno scorso per convincere il Commissario Iacontini che la proposta di 200mila euro era priva di senso.

Difatti poi si è velocemente giunti ad un accordo provvisorio. Quei conti sono per la più parte stimati o derivati (VEDI). Sorpresa, oggi si può dirlo, che nel comune una analisi del genere non fosse disponibile. Con la tranquillità di dire cosa incongrua il Sindaco oggi se ne viene fuori dicendo che il prospetto cosri di Città Ideale “è sbagliato”. Possibile. Faccia il bilancio di settore 2013 e vediamo come sono trattati i Cittadini che hanno bimbi alle materne: sia statali che parificate.

Se non lo fa, essendo certamente in grado di compiere in pochi giorni una estrazione e ripartizione accurata al centesimo, diciamo che “lavora sporco”. Pervicacemente sostiene la costosissima scuola statale e vuole che non si riduca, ma non ne dimostra gli effetti economici. Agisce perché i dati non siano conosciuti… tenendoli nascosti. Questo non è amministrare, ma fare ciò che a lui, che a loro pare. Diventa un sovrano che fa quel che vuole: non è più giusto il termine democrazia.

Fosse azienda privata, si direbbe: affari loro. Se poi sbagliano ne vedranno gli esiti e si faranno male.   Questo invece è un ente pubblico e il rendiconto deve essere analitico e compiuto, puntualmente asseverato  ai Cittadini azionisti.   Se le scelte sono incongrue e persistono, ebbene: che siano loro a pagare. I Cittadini non vogliono più  amministratori irresponsabili.

FERMAREILDECLINO

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  1. #1 scritto da Alessandro il 21 novembre 2012 13:46

    Ai nostri Amministratori locali vorrei ricordare che non si sta mettendo in dubbio la difficoltà a far quadrare i conti di un Bilancio milionario in un momento in cui per sopravvivere lo Stato sta drasticamente tagliando i flussi economici a favore dei comuni.

    A chi amministra Buccinasco si sta chiedendo “solo” di informare il Cittadino dei numeri a disposizione e della loro allocazione in fase di previsione e poi a consuntivo (in campagna elettorale ci avete insegnato che si chiama trasparenza, informazione e partecipazione).

    Al Cittadino non basta un istogramma e una torta con dei numeri e delle percentuali, ma, ad esempio, interessa sapere come è stato deciso di distribuire il 50% della MIA prima e unica casa.
    Il Bilancio del Comune è di TUTTI e all’Assessore all’Innovazione Tecnologica (nonché Vice-Sindaco – Assessore Lavori Pubblici – Mobilità/Trasporto Commercio – Attività Produttive) si chiede di mettere online, quindi a disposizione di tutti, ogni voce si spesa ed entrata (come fanno centinaia di comuni, piccoli e grandi); esistono cittadini che magari potrebbero proporre delle idee senza aspettare la solita “assemblea pubblica” dove è già tutto deciso perché “non si poteva fare altro”.

    Suggerisco che per pareggiare in parte corrente non è necessario scegliere tra due servizi essenziali e di base come la scuola pubblica comunale (statale e paritaria) o il trasporto disabili;
    con tutti i numeri alla mano è palese che con il taglio alla scuola pubblica comunale (statale e paritaria) ci saranno più spese per le TUTTE le famiglie (in termini di denaro pubblico e occupazionali).

    Eliminare “ogni spesa superflua, razionalizzando, risparmiando ecc. ecc.”. Concretamente parliamo ad esempio di quelle piccole cifre che se sommate ogni anno possono diventare grandi e garantire A TUTTI E PER TUTTI più equità nei servizi essenziali e meno ideologia.

    È su queste che, prima di tutto, l’Amministrazione dovrebbe agire.

    RE Q
  2. #2 scritto da Flavio, cittadino il 21 novembre 2012 14:12

    Caro Saccavini,
    abbia sempre l’attenzione
    di “portare al finale” la partita.

    Non che un Cittadino
    approvi perchè non riesce arrivare in fondo
    nel dimostrare che è inaccettabile.

    A casa mia si fa presto
    (locali, riscaldamento, trasporti, rendimenti finanziari, banche, alimenti, cultura)
    e il bilancio quadra sempre
    - puntualmente, cioè dall’Analisi Mat., istante per istante nei MtoM, TtoT, YtoY, mese, trimestre, anno -
    ma soprattutto nella Direzione delle Scelte.

    Quando un Amministratore è convincente,
    sa render conto in qualsiasi istante
    di ogni propria scelta.

    Temo però che molti stiano leggendo soltanto,
    accontentandosi di quella che sarà l’approvazione.
    Difficile anche il loro compito.

    Ai più giovani che si avvicinano a questo blog,
    anche con pomposi incarichi consiliari,
    raccomando
    di studiare le combinazioni di Alekine per riproporle,
    di semplificare all’osso i finali di Capablanca per gustarne la semplicità,
    di “pensare” le dimostrazioni di Leibniz e Cauchy, per scoprire la direzione della verità.

    Solo allora,
    si dice così nella Bassa Milanese,
    io mi “tirerò giù i calzoni”.

    Ossequi

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 14:19

    Alessandro ci pone la sua visione da Cittadino, che intende capire per partecipare, per contribuire alla gestione della Casa Comune.

    Non s iferma solo sulle generali, ed infatti segue la seconda parte con suggerimenti concreti…

    grazie Alessandro.

    RE Q
  4. #4 scritto da Alessandro il 21 novembre 2012 14:20

    Bilancio preventivo 2013, ….

    PROPOSTA 1) Ci sono iniziative lodevoli come quella del 25 Novembre (“giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”) in cui dalla Deliberazione di Giunta Comunale n.98 del 13.11.2012 si evince che “per l’organizzazione della serata e per garantire la partecipazione di alcuni professionisti l’Amministrazione Comunale sosterrà una spesa massima di euro 1.000”: perché l’Amministrazione non chiede a questi Professionisti uno “sforzo” così come lo chiede ai propri cittadini?

    PROPOSTA 2) Nella numerose richieste di patrocinio che l’Amministrazione riceve, viene determinato nella maggior parte dei casi l’utilizzo gratuito delle strutture comunali (come ad esempio l’Auditorium Teatro Fagnana, il salone di Cascina Robbiolo, ecc.), l’utilizzo gratuito delle attrezzature tecniche video/audio/luci, la riproduzione di materiale promozionale (solitamente qualche centinaio di volantini), l’affissione di manifesti, la diffusione del materiale pubblicitario sul territorio e attraverso i canali dell’Amministrazione Comunale, per non parlare poi del costo dell’eventuale personale comunale di assistenza; tutte queste per il Comune sono SPESE e le PAGHIAMO TUTTI INDISTINTAMENTE. perché l’Amministrazione non chiede alle Associazioni, ONLUS ecc. uno “sforzo” così come lo chiede ai propri Cittadini?

    Per avere dei Cittadini collaborativi e propositivi, l’Amministrazione dovrebbe mettere online tutti i numeri e i dati per far si che le persone ragionino con la propria testa e sappiano giudicare se una scelta è davvero per il bene di tutti.

    PROPOSTA PROVOCATORIA: “il peso pro-capite sostenuto per bambino ha gravato per 1.672,72 euro per la materna don Stefano Bianchi e di 683,96 per i frequentanti le materne statali”. Con un differenziale di quasi 1.000 euro vuol dire che il Comune non si sta comportando in modo equo: perché la Convenzione non prevede un taglio maggiore fino al pareggio di peso pro-capite?
    La proposta fatta non ha nulla a che fare con l’equità, ma è una scelta di reperimento di risorse in una determinata e precisa voce di spesa all’interno del Bilancio (tra l’altro, si tratta di una voce di spesa più economica della sua sorella statale!).

    PROPOSTA DI MODIFICA ALLA CONVENZIONE: Se un genitore manda il proprio figlio alla materna pubblica statale paga circa 50 euro al mese, invece, se lo manda alla materna pubblica parificata ne spende quasi il doppio: perché non prevedere nella Convenzione un “buono” da restituire alle famiglie che decidono di andare alla materna parificata pari alla quota parte di eccedenza che pagano in più rispetto ai 50 euro della materna pubblica statale?
    A casa mia questa si chiama equità.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 14:44

    Provo a rispondere per quanto conosco, ma altri saranno autorizzati ad intervenire (li ringrazieremo:

    Compensi a professionisti: se vogliamo guardare in faccia al tema, ‘parlando in generale siamo spesso di fronte a compensi o regalie diffusi, spesso dal contenuto inadeguato rispetto all’apporto professionale. Se ne occupa la cronaca.
    Non sarà sempre così, tuttavia questi compensi dovrebbero essere ridotti a pochi casi limite e ben giustificati.

    Richieste di patrocinio: locali e strutture comunali possono essere date in uso e spesso ciò è ragionevole. Sarebbe buona pratica darne una defnizione quantitativa annua ed in ogni caso modulare l’intervento. Da 100 a zero, si può considerare a seconda dei casi 30%, 50%, 70% ecc. nulla di scandaloso perchè potrebbero aumentare le serate supportabili ed una platea più ampia di soggetti.
    Quanto ai nomi e agli indirizzi dovrebbe essere sul blog comunale l’elenco degli indirizzi con e.mail, telefono e fors’anche nome di riferimento. Non so dire quanto aggiornati.

    Allineare al ribasso i due costi (come indicati dal Sindaco). Significherebbe chiudere subito la Materna perchè quasi nessuno potrebbe pagare una retta triplicata o più. Davvero provocatoria, perché il Comune dovrebbe trovare al volo 300 posti per i bambini che frequentano. Mette però in evidenza la fragilità della argomentazione del Sindaco: mai si assumerebbe questa responsabilità.

    Il bonus al genitore della Materna parrocchiale. creerebbe un giro complicato: Materna parrocchiale che chiede una retta 100; il Cittadino frequentante che paga alla Materna; Il Comune che eroga il buono, La scuola che ridà il buono al genitore… ecc. tanto varrebbe non ridurre l’importo….

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 15:02

    Caro Flavio,
    Alechin, Alekine, Aliekin, Alechine: un russo che prese la cittadinanza francese, ma sempre quello è….
    Se andremo avanti a parlarne codifichiamo un termine se no, soprattutto chi poco di scacchi conosce e già fa fatica a seguire, rischia di perdere la bussola.

    Idem con i “finali di partita”: il processo complesso ma finalizzato forzatamente a semplificare conservando il più piccolo vantaggio di posizione o altro, per arrivare con l’ultima mossa vincente.
    Vorrei e mi piacerebbe conoscere quale fra i nostri amministratori adotta questi criteri logici… ne sarei contento.

    RE Q
  7. #7 scritto da Flavio, cittadino il 21 novembre 2012 15:29

    C’è un principio, elegantissimo,
    preso dalla Mecc. Razionale,
    il Principio di Hamilton, sui processi variazionali,
    che quantifica le scelte
    sulla base del Cammino Minimo vs Tempo Minimo,
    identificando una traiettoria “ideale”.

    Andiamo tutti soggetti, quando parliamo,
    ad approssimazioni su quanto vogliamo comunicare.
    Vorrei anch’io avere la lucidità di un E. Fermi …
    Un suo insegnamento era anche quello di leggere un articolo partendo dai suoi passi finali, così da comprendere se la tesi “scientifica” era stata raggiunta .

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 16:06

    “Andiamo tutti soggetti quando parliamo ad approssimazioni su quanto vogliamo comunicare….”

    vero, molto vero.
    Per questa ragione su questioni che non sono semplici preferisco esprimere un pensiero scritto.
    Poi lo rileggo il giorno dopo e mi accorgo di quanto meglio e con più precisione avrei potuto esprimermi..

    La lucidità della comunicazione è molto importante, Flavio.
    Perfettamente in sintonia.

    RE Q
  9. #9 scritto da Loris Cereda il 22 novembre 2012 13:18

    Il problema della definizione della grafia dei nomi di origine russa è molto interessante.
    In effetti la pronuncia di Alekhine dovrebbe essere simile ad aliocan (con una o che sta un po’ a metà tra la e e la o).
    Del resto così lo chiamano i russi.

    Tuttavia la grafia e la pronuncia nelle lingue con il nostro alfabeto differisce da lingua a lingua, quindi trovare una soluzione non è semplice. Infatti il classico Petr russo è pronunciato Piotr e nessuno si stupisce che in lingua italiana non si scrive, appunto, Piotr.

    Comunque quando Alekhine si presentava diceva Alaxandar Aliocan.

    Il problema è diventato ancor più interessante nell’era informatica dove è diventato necessario, per ritrovare le partite di Alekhine nei database digitarlo sempre nello stesso modo e quel modo è stato finalmente definito come Alekhine.

    Per fortuna Capablanca era cubano!!!

    RE Q

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