Buccinasco e la Materna Romano Banco

Che dire sull’intervento di Tempi… Forse non erano a conoscenza quelli di area cielle a Buccinasco che votando Maiorano o UDC si legavano mani e piedi ad una combinazione ove il Sindaco fa la figura del meno peggio? Così è:  avranno fatto le analisi più opportune. Adesso non si può far nulla, se non abbozzare.

Per cinque anni sarà così: errori che  mandano la sussidiarietà a farsi benedire (però nel programma PD c’era…). Il titolo di TEMPI  è sbagliato e viene da pensare ad un lapsus…  Dovrebbe essere: MENO studenti alle statali; MENO soldi  alle paritarie…

Noi uomini di buona volontà faremo tutto ciò che si può per costringerli ad una applicazione della legge che sia equilibrata; non pensiamo ai miracoli. A  Roma in commissione sono saltati fuori i 227 milioni che la legge aveva in un primo tempo tolti, ma l’iter è tutt’altro che finito e il clima delle elezioni certo non aiuta.

La scuola statale centralistica, alla sovietica, come unica forma di scuola pubblica è prevalente a causa di martellanti campagne che hanno conficcato il chiodo nella testa di molti: del personale della scuola prima di tutti.  Ad una scuola efficiente, basata sul merito e libera da pastoie non possono pensare. Si tratta pur sempre del loro principale bacino di voti,  per quelli del PD o di area.

A Buccinasco qualcuno cerchi di ricordarselo. Si devono percorrere strade culturali da condividere, con un lavoro magari lungo ma coerente. Se manca un disegno chiaro e si  punta su vecchie amicizie e barricate si rischia di trovarsi come in un atollo del pacifico a sventolare la bandiera giapponese dieci anni dopo che la guerra è finita.  Difatti, ecco che arriva una deputata del PD a trovare le parole, semplici e bellissime, che indicano la scelta giusta (VEDI). Leggiamoci adesso l’articolo di Tempi. Non è indicata la strada per una soluzione, ma qualcosa da imparare c’è sempre.

 Più studenti alle statali, più soldi alle paritarie.

La strana proposta del sindaco di Buccinasco

 

novembre 16, 2012 Daniele Ciacci

Proseguono le vicissitudini dell’asilo Don Stefano Bianchi. Il sindaco Majorano progetta una convenzione elastica che fa diminuire i fondi alla paritaria se non ci sono abbastanza iscritti in quella pubblica

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Proseguono le vicissitudini della scuola d’infanzia Don Stefano Bianchi, a Buccinasco. Istituto paritario, che ospita 300 bambini, aveva vissuto momenti di crisi lo scorso febbraio, quando il commissario straordinario Francesca Iacontini, per esigenze di bilancio, aveva deciso di annullare i contributi che il Comune versava alla scuola da ormai trent’anni. La convenzione – che garantiva l’afflusso di 570 mila euro nelle casse della scuola e permetteva ai genitori di pagare una retta uguale a quella della scuola statale – rischiava di essere annullata di punto in bianco. Tuttavia il Comune non sarebbe stato in grado di garantire un servizio alternativo valido, compromettendo non soltanto lo svolgimento dell’anno accademico, ma anche il futuro stesso dell’istituto.

LA NUOVA CONVENZIONE. Si era giunti a una soluzione, seppur temporanea, soltanto lo scorso aprile, quando il Comune ha erogato un contributo annuale pari a 36 mila euro più 500 per ogni alunno. Una cifra che, a conti fatti, comportava comunque un raddoppio della retta per i genitori delle paritarie (114 euro mensili anziché i 57 euro previsti all’inizio dell’anno). Un finale agrodolce, ma che comunque scongiurava esiti ben peggiori, tanto da spingere i genitori ad accoglierlo. A maggio, dopo la vittoria del Pd alle comunali, il neosindaco di Giambattista Majorano ha dovuto, tra le sue prime iniziative, riconsiderare la convenzione comunale con la scuola.

PECCATO DI PARZIALITA’. Un primo lavoro preparatorio, tuttavia, pare già mancare di equità. Tempi.it ha potuto consultare il Lavoro preparatorio per la nuova convenzione, firmato dal primo cittadino, nel quale si legge: «L’attuale momento economico e finanziario, impone all’Amministrazione Comunale di considerare, più che nel passato, i principi di equità sociale e di condivisione collettiva delle scelte compiute da chi governa». In base a tale “equità”, e nell’auspicio che le «le materne statali (raggiungano, ndr) la massima ricettività», il sindaco ha deciso di tenere nelle casse comunali una parte consistente dei soldi per le paritarie.

I CONTI NON TORNANO. La nuova proposta di convenzione suona così: «L’entità del contributo ammonterà complessivamente a 470.960 euro, pari ad un valore pro-capite di 1.682 euro», ovvero la stessa cifra strappata al commissario Iacontini dopo lunghe richieste. Ma, postilla il sindaco, «per quanto riguarda l’eccedenza dell’offerta di posti alunno nelle scuole statali, volendo rispettare la libertà di scelta di iscrizione delle famiglie, si prevede una riduzione del 50 per cento del contributo variabile previsto nella nuova convenzione per la differenza tra numero potenziale e iscritti reali alle statali, con base anno scolastico 2012/2013 pari a n. 90».

CIAO CIAO EQUITA’. Traducendo il burocratese, il risultato è pressappoco questo: la scuola statale ha una capienza di 572 posti, a fronte dei 300 messi a disposizione dall’istituto parificato. Per ogni posto vacante nella scuola statale, si avrà una riduzione del 50 per cento sui 1.682 euro di fondi che il Comune stanzia per ogni alunno della scuola paritaria. Per l’anno corrente, quindi, più di 75 mila euro rimarranno nelle casse comunali, circa il 16 per cento dell’entità della convenzione. A pagare la politica della riduzione della spesa saranno soltanto i genitori dei bambini che frequentano la scuola paritaria.
@danieleciacci

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  1. #1 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 09:47

    Ecco che torniamo ad essere sui giornali, a Buccinasco, per la faccenda delle scuole, per la Materna parrocchiale Romano Banco.
    A Buccinasco il PD ragiona a rovescio rispetto alla Sindaca e parlamentare PD di Roncade.
    Simonetta Rubinato fa l’analisi dei costi per il comune e i Cittadini e dice:

    Le famiglie di questi bambini pagano le tasse come tutti, comprese quelle che finanziano la scuola statale, in più devono anche sostenere una retta che, senza contributi, è una tassa ulteriore.

    Conclude: Io sto dalla parte dei bambini e delle famiglie più deboli che non si possono permettere di pagare una retta da ricchi.

    Meglio di Tempi (che fa un articolo descrittivo sminuente), ilgiornosudmilano con Francesca Santolini spiega la situazione:
    http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2012/11/20/804925-buccinasco-asilo-parrocchiale-don-bianchi-rinnovo-convenzione-comune-comitato-genitori.shtml

    A Buccinasco il soviet che ci governa ha un principio: la scuola statale non si tocca.
    Costa il doppio di una scuola parificata? Chissenefrega.
    Prima bisogna riempire le aule statali (che costano il doppio in tasse di noi Cittadini). Poi quel che avanza può andare alla materna Romano Banco.
    Se il genitore vuole lo stesso andare alla Materna parificata: il Comune gli fa pagare “una tassa” di 600 euro in più, riducendo il contributo alla metà.

    Qualcosa che non solo non corrisponde ma è palesemente contro la legge di Luigi Berlinguer (Comunista pure lui).

    Se la situazione resterà questa si andrà in tribunale su su fino in cassazione e certamente il Comune (fra quanti anni?) dovrà rimborsare tutti i danneggiati, compreso i Cittadini che hanno pagato più tasse.

    La Materna Romano Banco avrà chiuso. Il Comune costruito una sua materna nuova (sempre con i soldi dei Cittadini) ove metterà personale pubblico.
    I Cittadini pagheranno….

    Forse e il caso che i Cittadini si costituiscano in comitato e mandino diffida legale agli amministrazioni perché in caso si debbano poi pagare i danni rispondano loro direttamente (e non i Cittadini con le loro tasse, ancora).

    Si assumano la responsabilità di ciò che fanno, se fanno danni a famiglie e bambini, che paghino di persona.

    RE Q
  2. #2 scritto da Alessandro il 20 novembre 2012 12:39

    Prima considerazione: nuova scuola materna.
    Nell’articolo de Ilgiorno di Francesca Santolini si dice che “ci sia nell’interesse del comune la costruzione di un nuovo asilo che porterebbe alla chiusura del parrocchiale”.

    Dall’allegato alla Deliberazione di Giunta Comunale n°86 del 25/10/2012 (adozione del programma triennale dei lavori pubblici 2013-2015 ed elenco annuale delle opere pubbliche 2013) non mi pare che in programma ci sia la costruzione di una nuova scuola materna; tuttavia, nel 2013 è previsto a bilancio comunale una spesa di euro 310.000 per l’ampliamento delle aule della scuola materna di via dei Mille. Con i documenti a disposizione non si può dire se questo intervento sia finalizzato ad accogliere più bambini di quanti già ora ci sono.
    Sarebbe opportuno che i cittadini siano informati in primis da chi amministra la nostra città.
    I componenti dell’attuale maggioranza quando erano all’opposizione andavano dicendo che mancava l’informazione, la trasparenza, ecc… ora loro cosa stanno facendo? Informazione post decisione.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 13:01

    Buon giorno signor Alessandro,
    ci siamo presi la libertà di scomporre il suo commento in cinque pezzi perché il lettore possa averne lettura per argomenti.
    Cosa ritenuta utile anche perché lei, molto opportunamento a distinto le singole questioni.
    a ciascuno di questi “spezzoni di suo commento” seguiranno le osservazioni nostre e dei lettori che vorranno inserirsi.
    grazie

    riguardo alla ipotesi di una nuova scuola pubblica, questa non è forse prevista sul piano degli investimenti ma certamente tenuta in cosiderazione se le rette mensili si raddoppiano o più: nell’arco di un paio d’anni la Materna parrocchiale potrà svuotarsi a causa dei costi eccessivi.
    Non si può forse dire che tuto fa parte di un piano perché l’anomalia della materna parrocchiale sparisca ma, con i personaggi che ci ritroviamo come si fa a non pensarlo?.

    RE Q
  4. #4 scritto da Alessandro DUE il 20 novembre 2012 13:02

    Seconda considerazione: i cattolici. Dove sono i cattolici della maggioranza (compresa l’UDC)?.
    Qui la questione è palesemente ideologica e non economico-finanziaria, perché i numeri dicono il contrario di quello che i difensori della mono-scuola-statale dicono.
    A parole in campagna elettorale i cattolici si sono spesi a favore dell’asilo parrocchiale e ad altre questioni sensibili all’elettorato cattolico, ora si scarica la questione su questioni economiche non dipendenti da loro ma dallo Stato centrale.
    Solita storia: “non potevamo fare altro”.
    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i cattolici della maggioranza (ma ovviamente credo che non dicano nulla altrimenti l’equilibrio della stessa ne risentirebbe).

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 13:06

    Il ritornello che lei cita è già diventato uno standard acquisito: Andrea ne fa uso quasi come il sale e pepe, individuando nelle frequenti scelte costose e diciamo “migliorabili” la scusa ritornello del “non potevamo fare altro”.

    Sanno perfettamente, in questo caso, che non è proprio così: sono coscienti che stanno spendendo in misura maggiore i soldi pubblici (quelli che noi Cittadini versiamo con le nostre tasse).

    RE Q
  6. #6 scritto da Alessandro TRE il 20 novembre 2012 13:07

    Terza considerazione: l’UDC. Chi l’ha visto? Cosa ne pensano quelli dell’UDC della questione (non solo i politici ma anche gli elettori)?

    Il mio pensiero è che il loro apporto sia pressoché nullo e che siano subalterni alle decisioni della maggioranza (a meno di astenersi a qualche votazione).

    Chi li ha votati vorrebbe sapere come si stanno muovendo in relazione alle numerose questioni che si stanno affrontando in questi mesi, non solo sull’asilo parrocchiale.
    In campagna elettorale andavano dicendo: “Garantire continuità educativa e sviluppo alle scuole parificate Nova Terra e Asilo “Parrocchiale” Don Stefano Bianchi”.

    Bene, ora che dicono?
    Non bisogna essere cattolici adulti, ma essere cattolico vuol dire essere radicato in Cristo.
    Meglio una minoranza credente che una maggioranza incoerente.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 13:51

    Triste il commento che mi viene da fare, Alessandro.

    Nel gruppo che lei cita sono presenti persone che individualmente stimo, conoscendole.
    Quanto alla coerenza…. lasciamo perdere.

    L’approccio alle questioni della vita civile dovrebbe essere basato su valori civili e sull’interesse, quello vero, dei Cittadini rappresentati.
    Senza mettersi paraocchi, senza preconcetti ma con una grande onestà ed apertura mentale e personale, rivolta a tutti.

    Che è poi il valore su cui si fonda il comportamento di un Cattolico, se è vero che il primo comandamento è “ama il prossimo tuo come te stesso”.

    Chi ha cercato di far uso della leva religiosa, avendo perseguito ciò che ha dichiarato dopo il primo voto, a modesto parere di Città Ideale si proponenva altro e diverso obiettivo.
    Queste cose gli interessano forse meno.

    RE Q
  8. #8 scritto da Alessandro QUATTRO il 20 novembre 2012 13:51

    Quarta considerazione: risparmio economico di una scuola pubblica e libera per tutti.

    I numeri son numeri: caro Sindaco (del PD) e caro Vice-Sindaco – Assessore Lavori Pubblici – Mobilità/Trasporto Commercio – Attività Produttive Innovazioni Tecnologiche, ci spiegate perché la scuola dello Stato costa di più di quella parificata?

    Se io decido di mandare mio figlio ad una scuola parificata perché non mi premi visto che ti faccio risparmiare non mandandolo in quella dello Stato?
    Ci è arrivato persino il compagno Berlinguer.

    RE Q
  9. #9 scritto da haha il 20 novembre 2012 13:52

    si benissimo, buttatela sulla religione così va bene,
    DIO LO VUOLE!

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 13:55

    Già, Alessandro,ma

    costoro amministrano danari nostri (mica loro) e se li buttano dalla finestra a pagare siamo noi Cittadini.

    Cosa arriva a fare una ideologia, che chiude il cervello in una scatola di sardine ove è già tutto chiaro e risolto….

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 13:56

    Quinta considerazione. Io non sono genitore di un bambino che frequenta l’asilo parrocchiale e non appartengo nemmeno a CL.
    Spero di essere un futuro papà che in futuro abbia la possibilità di poter liberamente scegliere la scuola migliore dove poter mandare i miei figli, senza dover rinunciare per motivi economici a tale scelta.

    L’educazione non è proprietà dello Stato.
    La questione dell’asilo parrocchiale non riguarda solo l’interesse particolare di chi manda i figli, ma la libertà di tutti. Sta suonando la campanella, sveglia.

    P.s.
    Se c’è crisi, c’è per tutti. Perché organizzare un evento lodevole come quello del 25 Novembre legato “alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” e spendere 1.000 euro per garantire la partecipazione di alcuni professionisti (che magari con l’occasione si fanno un po’ di pubblicità), come da deliberazione di Giunta Comunale n.98 del 13.11.2012? Perché non destinare questa spesa a famiglie di Buccinasco in difficoltà economica o disoccupate? Certo, lo si sta facendo.
    Ma non parlateci di risparmi: è tutto una scelta. Quella dell’asilo parrocchiale è puramente ideologica e non economica.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 14:00

    Sono abituati a gestire la Casa Comune come fosse una cosa loro, cui hanno diritto di fare ciò che credono per virtù elettorale.

    Non c’è più, manca quasi del tutto lo “spirito di servizio”.
    Il Buon Samaritano che fa ciò che deve e non chiede nulla in cambio…..
    Quanta distanza c’è dal Vangelo.

    RE Q
  13. #13 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 14:09

    Un commento innominabile quello #9….
    e francamente privo di costrutto.

    La scuola parificata è scuola che agisce in virtù di una autorizzazione dello Stato.
    Frequentano queste scuole i Cittadini. Scelte dei genitori legittime, private e coerenti.

    Potrebbero benissimo sorgere scuole parificate intestate al VICESINDACO IL MEGLIO CHE C’E’.
    Se vi fossero genitori disposti ad affidare i bimbi a questa scuola tutto sarebbe regolare e nessuno avrebbe da dire.
    Anche queste scuole avrebbero diritti pari alle scuole o materne statali… proprio nello stesso modo.

    Come si fa ad insistere in ogni modo per creare divisioni fra i Cittadini, invece di ragionare sulle cose ?

    RE Q
  14. #14 scritto da Alessandro il 20 novembre 2012 14:18

    Ha ragione Sig. Saccavini. Purtroppo non si vuole parlare della questione, ma vogliono cambiar discorso buttandola sulla religione.

    Continuo a rimanere allibito dalla non-informazione e disinformazione: sul sito del Comune leggo un comunicato dell’Ufficio Stampa in cui si parla di equità e cifre:
    “da mesi l’Amministrazione ha avviato un percorso per redigere una nuova convenzione, che non nega il ruolo storico della materna, ma si muove nell’ottica dell’equità”, “il peso pro-capite sostenuto per bambino ha gravato per 1.672,72 euro per la materna don Stefano Bianchi e di 683,96 per i frequentanti le materne statali”.

    Dando per vero ciò che ci viene detto, con un differenziale di ben 988,76 euro vuol dire che il Comune non si sta comportando in modo equo: secondo il nobilissimo principio dell’equità sarebbe quindi giustificato un taglio maggiore fino al pareggio di peso pro-capite.

    Tuttavia, quando si informa la cittadinanza e si parla di calcolo pro-capite si dovrebbe riportare il conto ANALITICO delle spese che vanno a concorrere alla voce.

    Visto che riusciamo ancora a leggere i numeri, per far un calcolo del costo delle scuole materne pubbliche comunali (statali e parificate) si presenti un rendiconto con le voci di: manutenzione ordinaria e straordinaria edifici (civile e impiantistica), manutenzione del verde, arredi e cancelleria, adeguamenti normativi, mensa, personale, gestione amministrativa, pulizia e spazzamento (probabilmente ho dimenticato altre voci).

    Fatto questo semplice calcolo per la scuola materna pubblica statale, lo si confronti con quello della materna parificata.

    Il Comune faccia i calcoli analitici presi da Bilancio (pubblico) a consuntivo e informi i cittadini con i numeri alla mano.

    Altrimenti le persone rischiano di essere informate con un’idea di parte (“Il buon amministratore del Comune ha il dovere e l’obbligo di valutare in modo serio e responsabile la “disponibilità di bilancio comunale”, perché dell’uso del denaro pubblico ne risponde all’intera cittadinanza, e non solo ad una parte”).

    “Ma ora che la coperta è corta, per certi versi molto corta, come spiegare ai nostri cittadini che si usa e si incrementa la fiscalità comunale gravando su tutti a prescindere dall’uso del servizio?”

    Caro Signor Sindaco, se un genitore manda il figlio alla scuola pubblica parificata perché deve pagare con le proprie tasse anche il costo della scuola pubblica statale?
    Dateci un buono equo, non un’ideologia.

    P.s.
    “da mesi l’Amministrazione ha avviato un percorso per redigere una nuova convenzione, che non nega il ruolo storico della materna”. In tutti questi mesi non si è redatta una nuova convenzione, ma si è presa quella del Commissario Prefettizio e si sono aggiunte delle clausole (in NEGATIVO).
    Un po’ poco per mesi di lavoro.

    RE Q
  15. #15 scritto da ALFONSO il 20 novembre 2012 15:07

    Finchè la scuola pubblica sarà gestita con i soliti criteri statali (insegnanti che per un’unghia incarnita stanno a casa 3 mesi, manutenzioni pagate e mai eseguite, bidelli che fanno il triplo lavoro durante l’orario di servizio, etc. etc. etc.) la scuola paritaria rappresenta l’unica ancora di salvezza per offrire un’educazione scolastica (e civica) decente ai nostri figli!

    Piuttosto sarebbe auspicabile dare in gestione le scuole pubbliche a società ed enti privati affinchè finalmente possano essere gestite in modo più… efficiente.

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 15:17

    Il Sindaco e gli amministratori, ha una abitudine che lo invitiamo a perdere al più presto.
    Si tiene i dati (costruiti come a lui pare), non ne parla con nessuno. Poi discute con i Cittadini interessati, sperando che passi la sua proposta.

    Se poi invece la questione diventa spessa, poco sostenibibile, se ne esce oggi con un articolo:…

    http://www.comune.buccinasco.mi.it/articolo_5367/20/11/2012/“la_scelta_dell’amministrazione_e_l’equita”.html

    Deve fare a rovescio: cercarli prima i dati, confrontarsi su questi, misurarsi con le obiezioni, concordare o ribadire dopo che tutti si stanno confrontando su dati condivisi, le scelte da prendere.
    Non va bene! non è un Sovrano che può fare quello che gli passa per la testa! Deve obbligarsi ad essere coerente, non venir fuori con comunicati per la protesta che monta.

    Fa imbufalire la plastica bonomia con la quale il Sindaco, dopo un anno e mezzo che questo calcolo è stato preso in considerazione da Città Ideale (forzatamente stimata) se ne esca con due cifre che non stanno da nessuna parte. Cavalcando l’onda contro la scuola parificata come la sinistra vendoliana, afferma che al comune di Buccinasco ogni alunno della materna parrocchiale costa 1000 euro in più.

    Il Sindaco è autorevole ad una condizione: se è trasparente e credibile.
    Città Ideale per fare il costo dell’anno 2010/11 (quello che ancora oggi utilizza il Sindaco e dovrebbe averne di più recenti) ha elencato una serie di spese e costi, in forma analitica. Il Sindaco, avendone gli strumenti e disponendo di tutta la documentazione, faccia almeno altrettanto e si faccia certificare il prospetto.

    Poi lo presenterà al pubblico. Ma prima di discutere i tagli, non dopo, confrontandosi sui dati.
    Fa il rovescio. Se ne sta zitto, tiene i dati sotto il tappeto: infine costretto dalle proteste che montano, se ne esce con una spiegazione che dovrebbe (vorrebbe) zittire i Cittadini, tirando fuori (ripetiamo: solo dopo e senza mai averne parlato prima) due cifre che sembrano pescate dalla tombola.

    Il lettore giudichi, se è così che si può amministrare la nostra Casa Comune.
    Alessandro, abbiamo ragioni da vendere….

    RE Q
  17. #17 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 15:27

    Giusto signor Alfonso, ma la faremmo anche meglio:
    la struttura rimanga statale ma ogni preside locale abbia la più ampia autonomia di gestione:

    x SCEGLIERSI ED ASSUMERSI I DOCENTI E IL PERSONALE NON DOCENTE, con un contratto della scuola

    x avere dallo stato un obiettivo di costo (budget) che deve rispettare e sul quale ottiene premi sul risparmio rispetto al budget

    x l’iscrizione alla scuola è libera: se vi sono più richieste verso una scuola si contempera il flusso mediante un costo di ingresso (su cui il personale ottiene premi di risultato)

    la scuola resterebbe statale, pubblica.
    Oppure a gestione no profit o parrocchiale, controllata, con i medesimi criteri.

    Andremo a Roncade dall’onorevole Simonetta Rubinato a chiedere l’icrizione al suo PD se manda a casa i nostri….
    ma anche se riesce a cambiargli la gestione sovietizzante che hanno in testa.

    RE Q
  18. #18 scritto da fcoraz il 20 novembre 2012 15:42

    Art. 33.

    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

    La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

    RE Q
  19. #19 scritto da Andrea D. il 20 novembre 2012 15:46

    In primo luogo i miei complimenti ad Alessandro per l’analisi lucida ed efficace.

    Una puntualizzazione: anche ammesso che con poco più di 300.000 euro si possano ampliare i locali per accogliere altri bambini (e non si tratti di un semplice ammodernamento e/o messa a norma), tale costo rappresenta solo la punta dell’iceberg.

    Il vero costo non è la struttura, ma la gestione.
    E se poi il personale non viene fornito dallo Stato (ecco la grave lacuna nel “ragionamento” proposto dal Sindaco), che per quanto riguarda la scuola dell’infanzia è largamente deficitario, che si fa?

    Li paga il Comune?
    Ne abbiamo parlato a suo tempo: andate a vedere cosa spende il Comune di Reggio Emilia per le scuole dell’infanzia parificate comunali: 4 volte di più del contributo erogato dal Comune di Buccinasco.

    Questi sono i veri numeri da mettere sul piatto della bilancia.
    Se poi il Sindaco ci viene a raccontare che “non è un problema suo, ma dello Stato che non fa la sua parte”:

    Se un difetto c’è, non può che essere individuato nell’ordinamento nazionale, fin quando la coperta copriva tutto, nulla ostava alla grande generosità.
    Ma ora che la coperta è corta, per certi versi molto corta, come spiegare ai nostri cittadini che si usa e si incrementa la fiscalità comunale gravando su tutti a prescindere dall’uso del servizio?

    Lo può anche fare.
    Ma visto che lo Stato non fa la sua parte, questo è assodato, ci dica cosa vuol fare lui a livello comunale e cosa propone il suo partito a livello nazionale! Il mandare i propri figli alla scuola del’infanzia è o non è un diritto delle famiglie?

    L’unica soluzione è quella del “buono scuola” riconosciuto alle famiglie che poi lo possono spendere nelle strutture che ritengono più consone alle loro necessità e/o orientamenti.
    E’ una questione di civiltà e di libertà che è giunto il momento di affrontare con serietà e realismo, senza le barriere e i preconcetti di carattere ideologico che finora hanno inquinato tutto il dibattito!

    Avremmo tutti da guadagnare, sia come minor spese, sia come miglioramento della qualità dei servizi e sia, soprattutto, come libertà di scelta per le famiglie!

    PS
    La proposta di una certa corrente, nostalgica del tardo ’800, è sempre la solita: più soldi alla scuola pubblica!
    L’idea che si possa fare di più con meno soldi, come dimostrano inequivocabilmente i conti di buona parte delle paritarie, non li sfiora nemmeno.

    Sono il partito della spesa e delle tasse. Ricordatevelo gente, perché tra qualche mese si torna la voto!

    RE Q
  20. #20 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 16:11

    Come vede fcoraz ho messo in evidenza il testo della nostra Costituzione.
    Nel mio ufficio, dietro la scrivania, vi è la copia anastatica del primo testo firmato da De Nicola, De Gasperi e Terracini.

    bene precisare però:
    1. fra le norme generali sull’istruzione rientrano le scuole statali e le scuole parificate (legge del 2000 di Luigi Berlinguer)
    2. le scuole private (non soggette a strutturali percorsi d’istruzione del Ministero e quindi non soggette a controllo) non percepiscono contributi dallo stato se non finalizzati a specifiche ricerche e risultati che si intendono incentivare.
    3. Le scuole private non fanno parte delle scuole parificate.
    Grazie per la sua osservazione, che ci consente di spiegare bene una questione spesso utilizzata in modo mal posto, tale da generare confusione.

    buona giornata

    RE Q
  21. #21 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 16:37

    Una buona notizia che registriamo volentieri.

    Il titolo di TEMPI era in effetti criptico e non corrispondente alla situazione. è stato corretto ed oggi chi va a leggerlo trova:
    http://www.tempi.it/piu-studenti-alle-statali-piu-soldi-alle-paritarie-la-strana-proposta-del-sindaco-di-buccinasco#ixzz2Cm3JTOEA

    Meno studenti alle statali, meno soldi alle paritarie.
    La strana proposta del sindaco di Buccinasco

    avevamo visto giusto, grazie.

    RE Q
  22. #22 scritto da Andrea D. il 20 novembre 2012 17:29

    Quello che stiamo proponendo è in piena coerenza con i dettami costituzionali: lo Stato definisce le regole e finanzia l’istruzione, ma senza dare un centesimo in più di quello che costerebbe allo Stato stesso garantire il servizio.
    E’ di solare evidenza che se gli importi sono identici l’onere per lo Stato è ZERO: spendo 100 da una parte e risparmio 100 (o anche di più) dall’altra.
    E il dettame costituzionale è perfettamente rispettato: ovviamente se una scuola non funziona e non ha iscritti, come per ogni altra attività, si chiude! Sia essa privata o statale che dir si voglia.
    Rimarranno le scuole che sapranno offrire il servizio giudicato migliore dalle famiglie.

    Il fatto che lo Stato abbia l’onere di istituire le Scuole è solo un’obbligo integrativo per garantire l’accesso all’istruzione.
    Tra l’altro tale previsione normativa mostra evidente il segno dei tempi: la problematica, in epoche più recenti, è stata affrontata e risolta, con più o meno efficacia (la soluzione perfetta non esiste; si tratta di un processo di affinamento continuo), in altri ambiti senza il bisogno dell’intervento diretto dello stato come gestore, ma solo come regolatore.

    D’altra parte la genesi della nostra Costituzione, non è un mistero, è la sintesi delle posizioni ideologicamente contrastanti del dopoguerra: la cultura liberale da una parte e quella di stampo statalista dall’altra (il cui modello di riferimento era l’Unione Sovietica).

    La prima è viva e vegeta (largamente maggioritaria nella nostra società, anche se succube e frammentata), la seconda morta e sepolta nella realtà, ma fermamente impressa nelle menti di politici formatisi quando ancora c’era il muro di Berlino.

    RE Q
  23. #23 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 17:46

    Che lo stato centralistico faccia attività monopolistiche interne è una bestemmia economica che non si usa più neanche in Cina e neppure a Cuba.

    Perfino con la Francia arrivano dalle società di rating accuse di eccessiva statalizzazione e centralizzazione delle decisioni (con uno Stato che ha funzionari e staff esemplari rispetto a noi)…

    Dovranno capirla o ci costerà carissimo, rischieremo il tracollo.
    Buccinasco al riguardo è ancora nella profonda Siberia… chissà quando si sveglieranno dal lungo sonno.

    RE Q
  24. #24 scritto da Alessandro il 20 novembre 2012 21:35

    Caro Signor Sindaco,

    ho un grande desiderio: conoscere la verità affinché le mie scelte siano davvero libere.

    Lei ci sta parlando di equità e nel contempo ci dice che la scuola statale costa di meno di quella parificata (“il peso pro-capite sostenuto per bambino ha gravato per 1.672,72 euro per la materna don Stefano Bianchi e di 683,96 per i frequentanti le materne statali”).

    Vede Signor Sindaco, sono un po’ perplesso dei numeri che ci vengono dati, allora le propongo di rendere edotti anche noi cittadini attraverso un conto analitico di tutte le spese (manutenzione ordinaria e straordinaria edifici (civile e impiantistica), manutenzione del verde, arredi e cancelleria, adeguamenti normativi, mensa, personale, gestione amministrativa, pulizia e spazzamento, ecc.) che vanno a costituire la voce “peso pro-capite” per la scuola materna pubblica statale e quella materna parificata. Ovviamente Le chiedo la cortesia di mettere a disposizione di tutti i documenti di Bilancio a consuntivo utilizzati per il calcolo. Non le chiedo molto, solo trasparenza e informazione per poter giudicare.

    Se mando mio figlio alla scuola pubblica parificata, perché devo pagare con le tasse anche il costo della scuola pubblica statale? Un doppio aggravio di spesa: come ben sa (pare averlo capito molto bene anche la Sua collega di partito Simonetta Rubinato, parlamentare alla commissione bilancio e Sindaco di Roncade) è dimostrato che il costo pro-capite delle scuole pubbliche statali è maggiore di quello delle scuole pubbliche parificate.

    La Convenzione prevede che io debba pagare di più per ogni posto vacante nella scuola pubblica statale. Da un punto di vista meramente economico mi sento invogliato ad iscrivere mio figlio alla scuola pubblica statale perché costa meno; peccato che si mette in secondo piano la libertà di scelta educativa.

    Lei ci dice anche che “il buon amministratore del Comune ha il dovere e l’obbligo di valutare in modo serio e responsabile la “disponibilità di bilancio comunale”, perché dell’uso del denaro pubblico ne risponde all’intera cittadinanza, e non solo ad una parte”.
    Con i numeri (veri) alla mano, non le sembra di aver fatto una scelta “di parte”?
    Sembra più una scelta ideologica che economica.

    Qui non si tratta di salvare solo un’esperienza didattica e formativa decennale e radicata sul territorio, ma la libertà di scelta educativa. Io non sono genitore di un bambino che frequenta l’asilo parrocchiale, ma spero di essere un futuro papà che abbia la possibilità di poter liberamente scegliere la scuola migliore dove poter educare i figli, senza dover rinunciare per motivi economici a tale scelta.

    Per questo la questione coinvolge tutti coloro che hanno a cuore il bene e il futuro del nostro paese, perché la società non si costruisce attraverso la politica, l’economia, lo Stato, ma a partire dall’educazione libera della persona.
    Alessandro

    RE Q
  25. #25 scritto da Saccavini il 20 novembre 2012 21:59

    Buona sera Alessandro e… complimenti per

    la bella idea e la bellissima iniziativa
    la forma e il contenuto della lettera, non solo rispettosa ma educatamente ferma nei contenuti.

    Non la conosco di persona, e mi sento di dire che lei è una risorsa davvero utile per la nostra Buccinasco.
    Compatibilmente con le sue disponibilità si guardi in giro e veda dove collocarsi: non importa dove.. sceglierà lei.

    Ad esempio nel Comiato Genitori (se già non vi fa parte) può trovare ambiente e sensibilità da condividere, con cui costruire un progetto di Buccinasco, da far crescere.

    Se vorrà, alla prima riunione del nostro gruppo, saremo lieti di avere la sua presenza, per conoscerci e crescere insieme.. fra persone libere, Cittadini veri di Buccinasco.
    Di una Buccinasco che vogliono libera, accogliente e civile, come lei senz’altro è. Grazie.

    Buona serata

    RE Q
  26. #26 scritto da AZELIO il 21 novembre 2012 00:27

    La questione non è ideologica, ma è solo un quesito per fare dei ragionamenti.

    Ogni anno viene stilata una classifica delle migliori università nel mondo, in base agli scienziati, top manager, artisti, pubblicazioni su riviste scientifiche, premi nobel, etc. provenienti dalle varie università.
    Di queste classifiche ve ne sono varie versioni, ma ai primi posti (cioè le prima 30 università al mondo) di tutte le classifiche vi si trovano più o meno le stesse università (e neanche una italiana).
    Vorrete scoprire se sono università “statali” o “private”…?

    La risposta è più facile di quanto immaginate…

    Forse sarebbe il caso di rivedere la concezione statalista della gestione dell’istruzione in Italia…

    RE Q
  27. #27 scritto da Alessandro il 21 novembre 2012 09:07

    Buongiorno,
    la ringrazio. Vivo a Buccinasco da quando son nato, spero vivamente che chi amministra la nostra cittadina (maggioranza e minoranza) non si muova secondo logiche di parte, ma davvero per il bene comune di tutti.

    Sul fatto della scuola materna si sta toccando con mano l’ideologia di una certa parte politica che, anche di fronte ai numeri, non è in grado di fare scelte economiche a vantaggio di tutti.

    Non appartengo al Comitato Genitori, ma come cittadino ho a cuore la questione perché, oltre a potermi riguardare un domani, la scelta di oggi è una limitazione della libertà di ciascuno di noi per il futuro.

    La libertà di scelta sull’educazione è il primo tassello per il futuro della società di domani, le persone.

    Spero che le forze politiche di minoranza e che non si ritrovano in queste ideologie possano contribuire per il bene comune della nostra Buccinasco.

    RE Q
  28. #28 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 09:27

    Come Città Ideale,
    condividiamo valori e intenti di un impegno civico.
    Non conta mettersi sotto una targa ma promuovere il bene della comunità

    buona giornata Alessandro

    RE Q
  29. #29 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 09:30

    Quanto pesino le ideologie nella nostra arretratezza… Azelio, fa spavento.

    Il fatto è che non si tratta di lottare con qualche categoria a danno di altra: non di divisioni politiche si sta parlando ma di efficienza e diritti di parità.
    Quando mai lo capiranno…. speriamo presto.

    Noi dobbiamo insistere e continuare.

    RE Q
  30. #30 scritto da Roberto De Micheli il 21 novembre 2012 11:30

    SACCAVINI buongiorno,
    vorrei capire una cosa.
    Io come cittadino pago le tasse allo Stato “Centralista” Italiano che deve fornire i servizi necessari come la scuola. Poi pago le tasse un’altra volta al mio Comune di residenza che dovrebbe usare questi soldi per fare cose diverse da quelle che spettano allo Stato “Centralista” Italiano aiutando, tanto per fare un esempio, i cittadini in difficoltà economiche o i servizi essenziali per i portatori di handicap etc.etc.

    Non siamo in uno Stato Federale ma bensì CENTRALISTA e mi pare che i discorsi che leggo in questo blog siano perfetti per una situazione di Stato FEDERALE.
    Mi sbaglio io che ho “la sensazione” di pagare le tasse due volte per la stessa cosa ?
    Saluti.

    RE Q
  31. #31 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 11:45

    sembrano semplici domandine le sue, Roberto, ma coglie nel segno in una serie di questioni, ciascuna delle quali, solo per descriverla, richiederebbe un articolo.

    1. stato centrale e federalismo: purtroppo il sistema è andato strutturandosi con un Centro Nord che paga lo Stato e deve sostenere anche le regioni del Sud, da salvaguardare per la pace economica e per la “tenuta” dei voti. Un meccanismo da rompere, che i partiti non romperanno… perché da esso vivono in termini di consenso.

    2. servizi pagati in parte con le tasse allo stato, in parte a livello locale. In questo modo i paesi al Nord ottengono servizi europei; il Sud non emette tasse e hanno servizi peggiori. Bisognerebbe separare nettamente ciò che è di competenza locale da ciò che è di competenza nazionale. Ai partiti nazionali non conviene, per la medesima ragione detta prima.

    3. sostegno sociale sui livelli minimi. Altra incongruenza. Una parte rilevante viene addebitata all’INPS che fa uso dei versamenti pensionisti (o cose simili); ecc. Chi sta lavorando manda una parte dei suoi versamenti a coprire il welfaresociale di cui i partiti si vantano. come prima.

    Bisogna cambiare l’Italia, dobbiamo impegnarci a rompere gli equilibri di potere che sono fortemente intrecciati, per scioglierli.
    Con ordine, ma senza fermarsi.

    RE Q
  32. #32 scritto da Loris Cereda il 21 novembre 2012 11:56

    Roberto, i leghisti su questo punto dovrebbero fare un po’ di auto critica visto che avevano in mano i ministeri che avrebbero dovuto definire l’architettura dello Stato federale.
    Riconosco che erano di fronte a resistenze micidiali ma anche loro hanno commesso vari errori,

    in primo luogo polemizzando oltre il dovuto su altri aspetti del programma non di loro interesse ma,

    in secondo e più importante luogo, concentrandosi soprattutto sugli aspetti mediatici che non sui contenuti concreti, ad esempio i Ministeri al Nord.

    Detto ciò la situazione di Buccinasco è peculiare e difficilmente la risolvi con un teorema generale.

    Inutile riscrivere tutto ciò che qua è stato bellamente chiarito.

    RE Q
  33. #33 scritto da Roberto De Micheli il 21 novembre 2012 12:23

    Saccavini buongiorno,
    vorrei segnalarle un’altro articolo sull’AVVENIRE di ieri a pag 18, ma in realtà vi è uno Speciale di un’intera pagina dedicato alla FISM -FEDERAZIONE ITALIANA SCUOLE MATERNE.

    Nell’articolo dal titolo “Paritarie minacciate- la FISM chiede ascolto ” vi sono cose interessantissime.
    Lei magari lo riporterà in un post dedicato ma io le riporto immediatamente la parte finale.

    …….”INFINE TUTTI COLORO CHE CREDONO NELLA LIBERTÀ E NELL’IMPEGNO EDUCATIVO E NEL VALORE DELLA SCUOLA CATTOLICA NON DEVONO PIÙ LASCIARSI INGANNARE DA GENERICHE PROMESSE ELETTORALI.

    SERVONO I FATTI E SUI FATTI CONCRETI SI VALUTA L’AFFIDABILITÀ E LA CAPACITÀ DI POLITICI E DI AMMINISTRATORI. E’ INUTILE PROTESTARE PERCHÈ LE SCUOLE PARITARIE VERSANO IN GRAVI DIFFICOLTÀ,SE AL MOMENTO DEL VOTO NON SI DISTINGUE TRA CHI REMA CONTRO LA SCUOLA PARITARIA E SOSTIENE IDEOLOGIE STATALISTE E CHI INVECE SI BATTE PER LA LIBERTÀ DI EDUCAZIONE ED IL PLURALISMO SCOLASTICO E ,SE GOVERNA,POI È COERENTE”.
    Da che parte stavano quelli dell’UDC a Buccinasco?

    E chi li ha votati ?

    RE Q
  34. #34 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 13:37

    Guarda guarda, Roberto…

    una pagina sulle materne e una questione così coincidente con Buccinasco…

    Che a qualcuno stiano fischiando le orecchie…?

    RE Q
  35. #35 scritto da Alessandro il 21 novembre 2012 13:54

    Credo che purtroppo le persone dell’UDC di Buccinasco si siano lasciate guidare da chi nel loro partito sta più in alto a livello provinciale, regionale e nazionale; alle prossime regionali e politiche la tattica dell’UDC di andare avanti e indietro a sinistra-centro-destra si spera venga a galla.

    Le centinaia di persone che a Buccinasco hanno votato l’UDC si sono fidate molto delle singole persone in campo piuttosto che del Partito: sempre alle prossime regionali e politiche vedremo quanti voti avranno perso o guadagnato.

    Sicuramente, a livello locale le persone dell’UDC non stanno facendo una bella figura nei confronti dei loro elettori che, tra l’altro, credo non abbiano ancora capito quale contributo stiano dando all’Amministrazione.

    RE Q
  36. #36 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 15:09

    Alessandro, considero le persone serie e pulite, il che non è poco.

    Possono sbagliare e nel caso certamente qualcosa è a loro sfuggito.
    Personalmente mi sono fatto l’esame di coscienza e forse un difetto di convinzione è mancato, ma soprattutto mi sembra non sia stato gradito l’allargamento di liste civiche locali.

    Forse sono intervenute antipatie o diffidenze, tali da far perdere di vista l’interesse principale del loro far politica.
    C’è ancora molto tempo per poterci rifletter sopra e certamente ne verranno fuori (ce lo auguriamo tutti).

    RE Q
  37. #37 scritto da Giovanni il 21 novembre 2012 15:10

    Non sono certo sorpreso di vedere come la questione sia affrontata “da sinistra” in maniera ideologica, citando peraltro articoli della Costituzione senza conoscerne nè la genesi (eravamo nel 1947, non dimentichiamolo) nè, quindi, il significato.
    Questo fa parte del “sovietismo” residuale che non ce la fanno proprio ad eliminare…
    A parte questo, a me pare invece, che ci siano 3 questioni che emergono in questa vicenda:

    1) di principio: vogliamo una volta per tutte toglierci dalla testa la divisione scuola pubblica/scuola privata ? Esiste UNA scuola pubblica con DUE gestioni differenti (statale e non-statale). Punto.
    E il non-statale è fatto quasi esclusivamente da Cooperative, cioè persone che liberamente affrontano il rischio di educare i propri figli secondo valori che ritengono “non negoziabili” e non vogliono delegare allo Stato questo diritto naturale, sopportandone il rischio economico e imprenditoriale (oltre che pagare le tasse come tutti).
    E non sto parlando di cattolici reazionari: per capire questo principio di, ripeto, diritto naturale, basterebbe rileggersi qualche pagina di Max Stirner…
    Quel che è certo è che l’impostazione dei “regressisti” è tutta giocata su questa contrapposizione. E così conviene che sia, quando l’ideologia spegne il cervello e si è a corto di argomenti…

    2) economica: i dati sono dati. Se un alunno della statale costa alla fiscalità generale il triplo di un alunno della non-statale, ed è lo Stato stesso a fornire questi numeri, i distinguo che vengono fatti su altri blog da politici locali della maggioranza (per es. Pruiti e Pd di Buccinasco/Arboit) su fiscalità statale e fiscalità comunale, dovrebbero condurre ad una decisa azione politica verso l’alto (Provincia, Regione, Stato), non usati semplicemente per dire “i soldi non ci sono”.

    Dicono: “non vorrete mica togliere i soldi ai disabili per darli alle scuole dei ricchi ?” Che uno poi si sente anche in colpa, un po’ meschino, a rubare i soldi ai più deboli… Ah già, ma questa oggi pare si chiami “Equità”…
    Ma sono politici o cosa ? O ci si parla, in verticale, solo se c’è da deliberare su quanto Parco Sud ci si deve mangiare ?

    3) politica: l’assordante silenzio dei politici cattolici locali è disarmante (mi riferisco anche e soprattutto all’UDC, che è in maggioranza). Nessuna voce mi pare si alzi dall’UDC, con buona pace di chi li ha votati, o dei cattolici che han votato PD. Forse dovrebbero dir qualcosa: non per difendere l’ “asilo cattolico”, ma almeno per far vedere che ci tengono alla libertà della persona, qualunque idea o appartenenza abbia.

    Ma, anche qui, ci pensa Arboit, che cita il Vangelo a ogni piè sospinto (facendo così anche la lezioncina di morale cristiana…) a garantire la rappresentanza politica dei cattolici a Buccinasco…
    Di lotta e di governo, “faso tuto mi…”

    Mala tempora currunt

    Un saluto

    RE Q
  38. #38 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 16:00

    Caro Signor Giovanni, fa venire alla mente due eventi:

    Nel 2010 Tremonti aumenta l’accantonamento del patto di stabilità.
    Un consorzio di comuni del circondario, fra cui Buccinasco, dopo due mesi se ne esce con un comunicato (che considero vergognoso ancora adesso che ci scrivo) nel quale gli amministratori dichiarano di non poter garantire i servizi agli anziani e dovranno sospendere l’attività (o qualcosa del genere).
    Volevano i soldi perché la pacchia continuasse e mettevano davanti le persone deboli e bisognose.
    Uno schifo allora.

    Come giudicare adesso che a Buccinasco mettono sulla bilancia i bambini della Materna parrocchiale parificata e dall’altro i disabili?
    Mi sembra molto simile se non identico, oltre che sbagliato.

    Infatti nel bilancio non si fa così! Spieghiamolo loro ma, soprattutto ai Cittadini che in questo modo si cerca di prendere per il naso:

    a) si stabilisce quanto il Comune può destinare alle materne (statali e parificate) e lo si divide per unità di bambino.

    b) si assegna a ciascuno un importo XXX (sarà poi l’amministrazione a controllare man mano che si stia nei conti)

    FINE, e non ci sono storie.

    Quanto stabilito è troppo poco?
    Si analizzano le voci di bilancio e si vede dove e come andare a reperire i fondi, aumentando il monte complessivo da dividere.

    Il resto non conta niente, solo strumentali banalità, anzi no! peggio: fette di salame da mettere sugli occhi per i Cittadini (che non ci cascano più).

    NB
    mi risulta gradevole il neologismo “regressisti”…. un sorriso aiuta a scaricare da queste stupidaggini.

    RE Q
  39. #39 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 16:37

    Seconda riflessione, Giovanni.

    Non sono interessato e guardo raramente scritti che promamano dalla maggioranza; non per animosità, anche se fanno di tutto per metterla sulla lite, ma per il senso di vuoto e di scoramento che viene leggendo.

    I “regressisti” di casa nostra come li chiama lei, è bene che siano contrastati con tanta pazienza, continuando a ripetere anche cento volte le cose già dette che fanno finta di non conoscere, guardando ai problemi e non alla polemica.

    Vede Giovanni: qui in Città Ideale siamo tutti disinteressati e nessuno di noi ha nemici, nessuno che si metta a far polemica per partito preso.
    Si ragiona sulle cose, si propongono soluzioni curando l’interesse di tutti, il famoso Bene Comune.
    Ci si propone di essere compresi e di farci capire, ragionando sulle cose.

    Non dobbiamo deflettere da questo metro: ragionando, provando e riprovando come fossimo dei fisici.
    Abbiamo interlocutori che ci non ci vedono bene: sembra che partano dal presupposto di nostri attacchi preconcetti che hanno l’obiettivo di buttarli giù dalla torre per prendere il loro posto.

    Magari succederà che qualcuno di noi domani si trovi ad essere in quelle condizioni, ma questo non ci interessa.
    Per questa ragione mai noi difenderemo diritti di qualcuno dei Cittadini, di qualche categoria, contro diritti di altri Cittadini.
    Non lo faremo mai, non ci passa neppure per la testa.
    Solo così, con il nostro disinteresse personale unito all’impegno civico che ci distingue, formuliamo le nostre proposte.
    Che poi ci giudichino dei beghini, dei difensori dei “ricchi”, dei liberisti sfrenati, ecc. non dovremo replicare ma stare sul pezzo e tenerli lì, a ragionare del problema per trovare la soluzione giusta.

    RE Q
  40. #40 scritto da Giovanni il 21 novembre 2012 17:21

    Caro Saccavini, la ringrazio.
    Vede, il mio post voleva andare proprio nella direzione da lei indicata:

    1) ribadire dei concetti minimi di convivenza civile (i principi) e di uso quantomeno ragionevole dell’intelligenza (i dati)

    2) stemperare, se possibile, un clima da buoni vs. cattivi, che certo non fa bene alla nostra comunità, senza però rinunciare al giudizio che suscitano certe decisioni o posizioni pubbliche, che paiono -quantomeno – parziali.

    Proprio per questo, e ne sono lieto, la vicenda dell’Asilo Parrocchiale costringe tutti (me lo auguro) a prendere una posizione, a dire come la si pensa, ad agire verso il conseguimento di quella “chimera” (e non lo è) che chiamiamo il Bene Comune (“la bella dalle lunghe ciglia, tutti la vogliono nessuno la piglia”).

    E a ragionarci su, insieme, cercando quella sintesi che è il cuore del fare politica per tutti.

    I toni possono essere più o meno polemici, più o meno ilari, ma mai intolleranti: di questo rendo merito a Città Ideale.
    Saluti

    RE Q
  41. #41 scritto da Andrea D. il 21 novembre 2012 18:05

    Legge 10 Marzo 2000, n. 62

    ” Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”

    pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2000

    Art. 1.

    1. Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita.

    Se il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e da quelle paritarie, perché questo dice chiaramente il testo, chiediamoci cosa manca per rendere davvero effettiva questa parità di trattamento!
    Altrimenti ci stiamo prendendo in giro!

    Ci sono voluti più di 50 anni per arrivare a questa legge, ne dovremo aspettare altri 50 perché venga davvero attuata?

    Cominciamo a riflettere con serietà e serenità sulla questione, superando le barriere ideologiche ed entrando nel merito della questione: chissà che per una volta questo Paese riesca a fare un passo avanti senza farne due indietro.

    RE Q
  42. #42 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 23:37

    Andrea D. Mi piacerebbe avere in anticipo la decisione in Cassazione su una denuncia ove i discriminati delle scuole paritarie chiedano alle amministrazioni locali il pieno rispetto della parita di trattamento….

    Fino in Cassazione si dovrà arrivare ma certamente questi Onorevoli Signori dai loro scranni (dai Cittadini pagati in base a quantità e modalità che si scrivono da soli) prima della sentenza usciranno con una legge peccetta che formalmente supera la decisione.
    Non sia mai che pubblici amministratori locali subiscano una sentenza che discrimina fra Cittadini e Cittadini..

    Siamo nel 2012 e stiamo lottando per la parità di trattamento……..
    proprio non riusciamo a smuovere questo Stato incartapecorito, decrepito che ogni giorno perde spazi, restando indietro rispetto al mondo, agli stati del globo, che corrono.

    RE Q
  43. #43 scritto da Saccavini il 21 novembre 2012 23:41

    C’è anche una questione di stile, meglio di educazione e civismo nel nostro comportamento.
    Caro Giovanni abbiamo dalla nostra la ragionevolezza di un diritto da troppo tempo conculcato, che semplicemente chiediamo sia riconosciuto.

    Sembra poca cosa?

    Con tutti i problemi di questo paese, stiamo affrontando una questione di fondo: l’assoluto rispetto dei Diritti dell’Uomo.

    RE Q

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