Un Sindaco del PD di Treviso da una lezione esemplare a Maiorano e compagni

Questo esempio, è proprio il caso di dire: “di scuola”, viene da un genitore della Materna Romano Banco. Inviato al Comitato Genitori, viene diffuso entro la Materna. La caratteristica che lo distingue, è la sensibilità di Simonetta Rubinato: Avvocato, parlamentare alla commissione bilancio e Sindaco di Roncade per il PD, dal 2009 membro della direzione del PD.

Sale all’onore delle cronache politiche nazionali perché un suo emendamento reintroduce una  parte del supporto finanziario alle scuole paritetiche (223 milioni).   Alé allora alla responsabile che “tradisce la scuola statale” dando i soldi alla scuola “privata” dove mancano perfino  quelli per la carta igienica… (con la approvazione incondizionata di Maiorano e co.,  è scontato)  insomma un can can che le fa scrivere due righe sul suo sito (qui sotto riportate).

Fa i conti con il suo paese (15mila abitanti ed una ventina di ville venete del sei/settecento) e si comporta con lo spirito di servizio che la Politica dovrebbe avere (e salvo casi rari, non dimostra più). Un esempio che nobilita la politica come dovrebbe essere: oggi quasi isolato.Non potrà raggiungere posizioni di potere significative entro la partitocrazia, con i chiari di luna di questi tempi.

Sarà per questo che viene a lei naturale esaminare le cose fuori dalle ideologie, cercare di capire le esigenze dei Cittadini, per risolverle. Sul tema della scuola esattamente l’opposto dei nostri amministratori alla Maiorano, Pruiti e Benedetti e compagnia, pur della stessa area… Imparino la lezione, leggendo…

Commento del Sindaco di Roncade relativo al Sevizio svolto dalla Scuola Pubblica Paritaria. 

Rispondo ai tanti commenti e messaggi da tutta Italia sul contributo alle scuole paritarie, tralasciando quelli offensivi. 

Sulla base dei dati del Ministero dell’Economia e dell’Istat, riferiti all’anno scolastico 2008/2009, il sistema nazionale dell’istruzione pubblica (statali e paritarie) ha accolto:

 nella scuola dell’infanzia 1.651.713 bambini e

 nella scuola primaria 2.819.193 alunni.

Di questi la scuola dell’infanzia statale

ha accolto 978.302 bambini e

la scuola primaria statale 2.571.627 alunni.

La differenza,

cioè 673.411 bambini e 247.566 alunni (921.977 totale), ha

 trovato accoglienza solo nella scuola dell’infanzia e primaria paritarie (gestita da comuni, parrocchie, enti no profit).

Avete presente ad esempio gli asili comunali dell’Emilia Romagna o quelli parrocchiali del Veneto?

Ecco, sono queste le scuole cui va il contributo statale approvato in Commissione alla Camera. 
Se chiudessero queste scuole, lo Stato dovrebbe investire oltre 6 miliardi di euro per poter accogliere quasi un milione di bambini in più.

Secondo voi è finanziariamente sostenibile?

Le scuole paritarie erogano quindi a quasi un milione di bambini italiani delle prestazioni che, come ha ricordato la Corte Costituzionale nella sentenza n. 50 del 2008, “ineriscono a diritti fondamentali dei destinatari” in materia di istruzione, il che “impone che si garantisca continuità nell’erogazione delle risorse finanziarie”.


Le famiglie di questi bambini pagano le tasse come le famiglie che possono accedere alla scuola statale, ma in più devono anche sostenere una retta che, senza il ripristino del contributo statale, il prossimo anno – sempre che le scuole non chiudano prima, licenziando migliaia di maestre ed ausiliari – come minimo raddoppierebbe.


Da parlamentare non nominata, ma che conosce i problemi del territorio, difendo il diritto alla formazione di un milione di bambini.

Io sto dalla parte dei bambini e delle famiglie più deboli che non si possono permettere di pagare una retta da ricchi. Non so se questo sia di sinistra, ma so che è giusto. E a me basta! “

ps.

Sono sindaco del comune di Roncade (il comune più popoloso della provincia di Treviso rimasto al centro sinistra, dopo la sconfitta del comune di Montebelluna alle ultime amministrative), eletto con oltre il 55% dei voti, in un comune dove il centro destra alle politiche raccoglie il 70%.

Dal 2008 ho rinunciato all’indennità di sindaco, costituendo un fondo di circa 80 mila euro che ho messo a disposizione delle persone più disagiate.

 

Che altro dire? C’è già tutto. Vogliamo a Buccinasco ragionare in termini da normali Cittadini per bene, seri e senza paraocchi?   I nostri amministratori  mettano a posto in fretta dal 2013 la situazione paritetica della materna. Se si riducono le iscrizioni in qualche materna comunale per il calo della popolazione o altro, ove queste calano: lì vi sono esuberi. Si agisca nell’interesse della Comunità, senza preferenze per nessuno.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 19 novembre 2012 22:05

    E allora avanziamo una proposta concreta, chissà che questa Amministrazione possa trarne uno spunto positivo.

    Ho letto che il Sindaco ha prospettato la riduzione del 50% del contributo variabile alla scuola paritaria qualora vi fossero eccedenze di posti liberi nella scuola pubblica; la cosa, purtroppo, ha una sua logica: il costo per la paritaria pesa sulle casse comunali aggiungendosi ai costi della scuola statale, anche se questa ha dei posti liberi (il costo della statale grava in prevalenza sulla Regione/Stato).

    Tuttavia, se le iscrizioni alla scuola statale fossero inferiori alla capienza teorica si potrebbe contrattare con la Regione una sorta di accordo: io Comune ti libero delle classi e tu Regione hai degli insegnanti da destinare in altre sedi (come si vede dall’articolo sopra riportato, soprattutto nella scuola dell’infanzia la scuola statale è ampiamente deficitaria).

    Così facendo la Regione (in realtà lo Stato, ma questo è un problema che deve affrontare la Regione) non dovrà assumere altri insegnanti e risparmierà i relativi stipendi.

    Come contropartita la Regione dovrà riconoscere al Comune un importo pari al contributo che avrei tagliato.
    Risultato: la Regione risparmia (il costo degli stipendi è inferiore al contributo erogato), il Comune non spende un centesimo in più del previsto (e forse risparmia anche qualcosa con il costo dei pasti) e i cittadini possono scegliere in base alle loro preferenze.

    Ci su può provare?
    In caso affermativo è questo il momento di parlarne per consentire alla burocrazia di digerire la questione e di verificare se la proposta può avere un seguito.

    E ancora, vista l’efficienza della scuola (e la qualità visto che i genitori la scelgono anche accollandosi costi aggiuntivi) e la cronica carenza di posti nelle scuole dell’infanzia, perché non contrattare anche con le amministrazioni limitrofe per accogliere bambini fuori bacino, qualora i servizi locali non fossero in grado di esaudire tutte le richieste, a fronte di un contributo analogo a quello riconosciuto dal nostro Comune?

    Questi, a mio avviso, sono aspetti sui quali si misura davvero la capacità di un’Amministrazione.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 19 novembre 2012 23:28

    Una proposta di buon senso, Andrea.

    Speriamo ne sia rimasto entro la nostra amministrazione… spes ultima dea

    RE Q

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