Buccinasco e scuola pubblica: o statale o niente

Quante volte sul tema scuola leggiamo e sentiamo su giornali e tv le frasi fatte. Ne prendiamo qualcuna: “la scuola privata toglie risorse alla scuola pubblica”. Un falso patente costruito sull’uso sbagliato dei termini: chi prende sostegni, molto miseri è la scuola parificata, non statale ma pubblica a tutti gli effetti, per contenuto, controlli e risultati. La scuola pubblica dal 2000 (legge Luigi Berlinguer) è composta da scuole condotte direttamente dallo stato (statali) e scuole affidate a istituzioni private che possono operare avendo conseguito un riconoscimento dal ministero: parificate!

Quindi la frase sopra riportata  non solo è sbagliata ma tale da indurre in errore. Esistono poi scuole non riconosciute con proprio ciclo di studi e formazione, che non fanno parte della scuola pubblica, né statale, né parificata. Possono ottenere eventuali erogazioni stabilite in sede governativa. Ma sono davvero briciole. Soprattutto queste scuole private non hanno a che vedere con la scuola pubblica.

Prendiamo un’altra frase che va per la maggiore, superficiale quanto distorsiva. “perché lo Stato e il Comune deve erogare aiuti alle scuole parificate. Chi iscrive lì i figli ha maggiori risorse di chi li manda alla statale; non è giusto che sia aiutato. Ha iscritto il figlio alla scuola privata? Bene. Se la paghi lui. Perché deve ricevere contributi dallo stato, dalla regione, dal Comune? Queste risorse devono essere riservate alla scuola statale”.

Spieghiamo l’errore: nella scelta della scuola statale o parificata intervengono fattori che sono anche economici ma soprattutto scendono dalla sensibilità dei genitori. I motivi di gran lunga principali sono: “la cura e attenzione che ottengo per mio figlio in una scuola privata è superiore e per mio figlio faccio sacrifici ma voglio il meglio”….. “Nella scuola statale l’insegnante che mi capita non so neppure chi possa essere, un anno dopo l’altro può cambiare; non è scelto dal preside ma arriva per graduatoria; la trovo meno affidabile”.

Ancora: “noi genitori siamo cattolici praticanti e preferiamo inviare i figli ad una scuola che corrisponda alle nostre esigenze di formazione religiosa, che per noi hanno una valenza molto alta rispetto ai programmi della scuola statale”… ecc. altre motivazioni diciamo tecniche che fanno scegliere la scuola parificata. “la scuola statale ha dentro tutti per definizione. Ho timore ne lasciare mio figlio in un ambiente che non conosco e non so bene con chi andrà a studiare. Scelgo la scuola parificata che mi sembra più comprensibile”.

Non si tratta di discutere questi orientamenti che a volte possono essere aprofonditi e chiariti. I genitori devono avere un diritto di scelta sulla scuola. Lo consente la legge.  Viene naturale che se i valori che motivano la scelta sono di questo tipo, i genitori saranno disposti a fare sacrifici e a pagare una retta non piccola, magari anche a rinunciare alle ferie, a tenersi l’automobile per più anni anche quando è usurata, a risparmiare sul vestire, ecc.

Insomma le famiglie che scelgono la scuola parificata sono normali famiglie quanto al reddito, che hanno i loro problemi economici, anche seri. Che magari si sobbarcano un prestito per il periodo di tre o cinque anni. A Buccinasco, parlando di casa nostra, il livello medio del reddito di bambini che frequentano le scuole parificate non è superiore a quelli che frequentano la scuola statale. Anzi forse sono di più i casi rovesciati.

Chiarita la situazione, parliamo allora della attuale amministrazione in Comune e delle scelte che prende sulla  materna Romano Banco (VEDI comunicato dei genitori). La situazione sopra pazientemente descritta fanno finta di non conoscerla. Partono da un criterio spannometrico: “il commissario vi ha dato tot? Accontentatevi, dal comune non verrà un euro in più.”

Non solo: se si riducono i frequentanti, il Comune difende i posti di lavoro della scuola statale: la materna privata ridurrà gli scritti e i bambini che frequentano. I posti di lavoro della Materna Parrocchiale contano evidentemente meno. Sono principi non solo di poco costrutto, ma neppure corrispondenti alla legge.

Posto che a Buccinasco ci siano 1.000 frequentanti alle materne pubbliche (Romano Banco compresa), ogni e qualsiasi supporto che il comune decide di destinare, deve essere ripartito in modo eguale, senza la benché minima differenza (compreso quanto destinato a manutenzioni e altre spese pertinenti alle materne). Cosa si vuole creare: Cittadini di serie A alla scuola statale e Cittadini di serie B alla scuola parificata ? il pari trattamento non è un pretesa ma un diritto fondamentale dell’uomo sancito dalla carta dell’ONU.

Quanto deve essere erogato alla materna Romano Banco  non può essere inferiore a ciò che complessivamente percepiscono i bambini degli asili pubblici: non si stabiliscono a spanna le cifre, in base a criteri quantitativi non etici, non logici. Sanno benissimo che ogni bambino che lascia la materna parificata per iscriversi all’asilo statale genera un maggior costo per il paese di 2.500 euro. L’anno. Ogni anno, tutti gli anni. Loro partono dal presupposto opposto, come detto e dei costi non si interessano.

Sono amministratori che gestiscono nostri soldi e forse dovrebbero prestare maggiore attenzione sugli effetti per i Cittadini delle loro decisioni. Quelli di Buccinasco e dell’Italia. Se non cambiano metodo sarà inevitabile che con la materna parrocchiale si arrivi ad uno scontro. Questi patemi, queste preoccupazioni sbagliate ed ingiuste, per tutte le persone coinvolte nella materna Romano Banco ne sono la conseguenza.

Semmai facciano uno sforzo e chiedano al ministero la autorizzazione ad una gestione delegata delle unità educative locali dello Stato, presentando un progetto ben studiato, con l’impegno del ministero a riconoscere un quid di premi da destinare alle scuole, da prelevarsi sui risparmi conseguiti.

Sembrerebbe una proposta puerile conoscendo il modo di pensare di questa giunta, chissà mai che finalmente arrivino a capirne l’utilità nell’interesse della migliore efficienza locale delle scuole pubbliche. Buccinasco potrebbe così diventare un’isola di qualità e capacità, di efficienza, dalle dotazioni adeguate. Forza… il suffit de passer le pont.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 16 novembre 2012 14:53

    Siamo dispiaciuti:
    si è ieri tenuta la riunione del Comitato Genitori della Materna Romano Banco, ricevuti dal Sindaco.
    Riunione che si è protratta per oltre cinque ore, con una ventina di genitori presenti, sempre più delusi e anche infuriati.

    Ciò che prima era una ipotesi è divenuta, almeno fino ad ora, una decisione irremovibile.
    Parsa come una decisione politica di cui il Sindaco si è fatto portavoce….

    Insomma il Sindaco al riguardo ha voluto (o dovuto) subire un diktat della sua maggioranza, anche se forse personalmente (forse…) non ne ha condiviso i termini.

    C’è da attendersi mare agitato.

    Quel che è certo Città Ideale sosterrà fino in fondo il diritto dei genitori della Materna perché possano ricevere il medesimo trattamento dalle casse comunali, rispetto ai loro pari che si servono di Materna statale (o comunale che sia).

    Non un centesimo in più, neppure uno in meno..

    Questi democratici…. di seconda scelta.

    RE Q
  2. #2 scritto da Loris Cereda il 16 novembre 2012 18:52

    Era evidente fin dall’inizio.

    Come sempre (diciamo spesso) accade i “moderati” di sinistra fanno credere agli elettori che il timone lo tengono in mano loro ma poi pur di tenere la sedia accettano ogni diktat.

    Merito a Prodi che non lo fece nel 2007.

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 17 novembre 2012 20:47

    Cereda io vedo la situazione, in questo periodo, abbastanza diversa: capovolta.

    Se l’area sinistra centro fosse certa di vincere le elezioni da sola, di Ambrosoli non avrebbe neppure pensato.
    Invece il potenziale candidato ha subito un corteggiamento ossessivo durato un mese e mezzo.
    Credo che Umberto Ambrosoli sia cosciente del gioco in mezzo al quale si trova.
    Nonostante le promesse ricevute continua ad essere prudente e vuole costruire una squadra propria.
    Penso non facile che il PD accetti una giunta tutta esterna ed autonoma, perché inevitabilmente il giorno dopo Ambrosoli si spostrebbe al centro, ove è naturale trovi più immediate convergenze.

    La situazione è ancora lontana dal punto di arrivo… in questi quattro mesi scriveremo almeno un giorno si e uno no sul tema.
    C’è molto da dire e da chiarire.

    RE Q
  4. #4 scritto da DIDA il 19 novembre 2012 15:14

    Per vostra conoscenza vi invio un articolo interessantissimo:

    http://pubblicogiornale.it/politica/223-milioni-alle-scuole-private-il-pd-esulta-vittoria/

    E’ altrettanto interessante leggere alcuni commenti.
    Si capisce quale sia il livello di mala informazione che gira in rete, soprattutto tra alcuni “compagni” i quali – ahimè – hanno un’idea delle scuole piuttosto “obsoleta”…

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 19 novembre 2012 16:22

    Caro DIDA,
    a Buccinasco, di esempi triviali, offensivi, conditi di crassa ignoranza ne abbiamo e questi che si leggono nel giornale che indichi, qui stanno bene al direttore Luca Telese (pensate: genero di Enrico Berlinguer).

    Sono da diffondere: da far conoscere.
    Questi fino a 15 o ancora 10 anni fa erano la cultura impegnata, i custodi del sapere.
    I progressisti che guardavano avanti per conservare l’egemonia culturale….

    Leggano, leggano i lettori.
    Così ci si riduce, ad imitare i peggiori epigoni da tavolate alla Trimalcione, rutti compresi…, o peggio.
    A nascondere l’assoluta povertà di idee…

    DIDA, coloro che stanno nel giusto siamo noi; dobbiamo esserne convinti e insistere.
    Non abbiamo bisogno di imitarli.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 19 novembre 2012 16:53

    purtroppo questa è la base (di sinistra) che c’è in questo paese: immagina cosa succederà quando andranno al potere (in Lombardia e a livello nazionale) ostaggi dell’ala estrema di Vendola!

    Diritto allo Studio eguale bene pubblico
    Erogazione del servizio di formazione eguale bene privato
    Non capiranno mai la differenza: i commenti lo dimostrano.
    Sia nella sanità sia nella scuola, il compito dello Stato è quello di garantire l’accesso ai servizi non di fornirli!

    Questo in un sistema liberale e socialdemocratico: in un sistema statalista e dirigista lo stato deve fare tutto: da solo, in monopolio e incontestabile.

    Perché non fissare quale deve essere il contenuto minimo della prestazione fornita (il diritto allo studio), il costo (variabile in funzione dell’area) e poi dare alle famiglie un “buono scuola” da spendere nella struttura che ritengono più consona alle loro esigenze, orientamenti e finalità?
    Sia essa statale, comunale, confessionale, laica, pubblica, parificata o privata che dir si voglia!

    Perché lo Stato deve avere paura di darmi la libertà di scelta?
    Perché così non sceglierei quello che le menti “illuminate” vogliono farmi scegliere?
    Questo è indottrinamento liberticida!

    Voglio essere libero di scegliere il futuro dei miei figli e non ho bisogno di uno stato, “padre e padrone”, che scelga per me!
    LIBERTA’!

    PS
    Col meccanismo del “buono scuola”, quello vero basato sul costo del servizio, il dettame costituzionale risulterebbe chiaramente e inequivocabilmente rispettato: lo Stato non darebbe a nessuno un centesimo in più di quanto dovuto, senza oneri (aggiuntivi) a carico dello Stato, ma solo con una diversa, più efficace ed efficiente,
    allocazione delle risorse.

    RE Q

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