FERMAREILDECLINO: un impegno per il futuro d’Italia

Esce oggi una lettera a la Stampa di Torino, che ha il pregio di una dichiarazione di intenti che se possibile aiuta ancora a chiarire meglio l’obiettivo che si propongono i promotori. Obiettivo che senza riserve Città Ideale fa proprio, scommettendo e mettendoci la faccia come i firmatari e altri promotori, con orgoglio e fiducia nell’Italia, nei tanti italiani per bene, così diversi, così “altri” rispetto a ciò che la partitocrazia italiana d’oggi quotidianamente ci mostra.

Cosa c’entra Buccinasco in questa faccenda? potrà dire qualcuno. Ebbene crediamo proprio che Buccinasco rappresenti con Città Ideale, con Coalizione  Civica, la declinazione nella chiave della nostra cara Comunità locale, del progetto FERMAREILDECLINO. Vediamo una amministrazione ad un tempo poco attenta e immobile, che non trasmette idee, che subisce gli eventi e non li promuove, che fa politica di conservazione chiudendosi.

Ferma nel suo ruolo di amministrazione delle risorse dei Cittadini,  chiusa alle ventate di rinnovamento che sempre più forti spirano fino a che, lo auguriamo a noi e al paese, divenuto un ciclone, la prossima primavera rinnovi davvero il paese e mandi tutti a casa. Ecco allora il Manifesto rinnovato di FERMAREILDECLINO.

 

al Paese servono leader tutti nuovi

 

Da La Stampa del 4 ottobre 2012, Caro direttore,

l’editoriale di due giorni fa di Luca Ricolfi pone un giusto problema: in cosa consiste lagenda Monti (bis), il governante che tutti vogliono? Concordiamo con lui che l’appoggio sempre più generalizzato al nome di Mario Monti in assenza di chiari impegni sulle cose da fare non può far altro che generare equivoci ai quali, poi, seguono danni per il paese.

 Poiché il movimento FERMAREILDECLINO, da noi promosso, viene associato (attraverso il nome di Oscar Giannino) a coloro che vogliono un Monti-bis senza chiarire cosa dovrebbe fare, ci permetterà un rapido commento. Sul da farsi: siamo interessati solo ai programmi concreti e non ai nomi ed agli schieramenti di governo. Cosa bisogna fare l’abbiamo spiegato nelle nostre 10 proposte che, nell’elaborazione che stiamo loro pubblicamente dando, configurano un programma di governo quinquennale: leggerle per crederci.

Non ci importa il colore del gatto, ci interessa solo che acchiappi il topo, ossia fermi il declino italiano e cambi il paese per farlo crescere e prosperare di nuovo. Questo per quanto riguarda il programma. Ma non basta quello: è anche questione di persone e di procedure per la loro selezione.

Concordiamo con Ricolfi quando scrive che “Se l’agenda Monti è sottoscritta da Casini, da Fini, da Montezemolo e persino da Oscar Giannino, vuol dire che una tale agenda non esiste, o tutt’al più coincide con l’impegno a non sfasciare un’altra volta i conti pubblici (il cosiddetto rigore). Tutto il resto, ed è proprio questo «resto» che fa la differenza fra un progetto politico e l’altro, non sta nell’agenda Monti ma nei modi in cui ogni forza politica intende andare oltre il governo Monti”. Nel nostro manifesto abbiamo scritto che questa classe politica ha fallito, tranne limitate eccezioni personali. E’ questo ciò che pensano i 18 milioni di italiani che rifiutano nei sondaggi il voto ai partiti e ai leader della Seconda Repubblica e con loro svariati altri milioni che li voterebbero solo turandosi naso, occhi e bocca. Ciò significa che per dare rappresentanza a quegli italiani la discontinuità con vecchi simboli e leader deve essere radicale.

L’immagine complessiva di degrado e spoliazione dello stato offerta dalla classe politica non riguarda solo Berlusconi e soci. Riguarda anche tutti i politici di lungo corso che nulla hanno fatto di concreto per cambiare rotta. A nostro giudizio, si tratta di adottare spontaneamente, rendendoli poi obbligatori per legge, meccanismi di selezione della classe politica incentrati sull’eliminazione preventiva di ogni conflitto dinteresse, sul coinvolgimento dal basso di aderenti ed elettori, sulla limitazione del numero di mandati, e sulla rinuncia al finanziamento pubblico.

Senza volerci ergere a giudici e maestri di alcuno, noi non crediamo che Casini con la sua Udc e Fini o altre personalità politiche di spicco della Prima e della Seconda Repubblica possano essere gli artefici di un’offerta politica capace di raggiungere gli obiettivi che il paese deve porsi.

In assenza di concreta azione riformatrice lappello trasformista ai moderati ha il fiato corto: per le cose che proponiamo e le persone che vogliamo rappresentare, preferiamo pensarci come immoderati. Non si tratta di scegliere un posto sull’ascissa destra-sinistra, ma sull’ordinata in cui serietà, merito e competenza fanno la differenza rispetto a promesse tradite, cooptazione amicale ed ignoranza sesquipedale.

Non pensiamo sia facile costruire in pochi mesi un’offerta politica siffatta in modo da vincere la comprensibile diffidenza degli italiani. Occorre mettere insieme aree e sensibilità culturali diverse oltre che organizzare migliaia di persone raccogliendo i fondi che il finanziamento pubblico non concede agli outsiders. Un compito immane per chi, come noi, lavora per vivere. Ma è la sofferenza dell’Italia produttiva  a non chiedere niente di meno. Sono gli italiani, qualunque come di successo, a dover decidere se vogliono metterci la faccia. Noi la nostra ce l’abbiamo messa e la metteremo.

 Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales

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  1. #1 scritto da Roberto De Micheli il 5 ottobre 2012 09:26

    Saccavini buongiorno,
    sul sito NOISEFROMAMERIKA si parla del punto 10 del programma di FERMAREILDECLINO ….Il punto 10 è il FEDERALISMO….e lo mette in discussione tal LODOVICO PIZZATI che è anche Segretario di VENETO STATO….che “predica” l’Indipendenza Veneta…!

    Il “bello” del ragionamento del LODOVICO è che lui è fermamente convinto dell’utilità del FEDERALISMO ma non lo vuole nel programma di FERMAREILDECLINO perchè secondo lui è impossibile da attuare in Italia e lo dimostra a modo suo con il suo ragionamento !
    Intanto predica L’Indipendenza del Veneto e quì mi può trovare anche pienamente daccordo….ma siccome io penso che l’Indipendenza del Veneto sia impossibile da attuare e non tento nemmeno di spiegare il perchè…….allora siamo sempre punto a capo….!

    Valli a capire certi “intellettuali” dove vogliono “andare a parare…..”….secondo me vogliono solo cercare di togliere voti ai leghisti…..!
    Saluti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 5 ottobre 2012 10:23

    Roberto, sta parlando di un docente di finanza a Ca’ Foscari, con 8 anni alla Banca Mondiale.
    Ha competenze che trasudano profondità di analisi.

    Naturalmente non vuol dire che ha sempre ragione, ma non si possono trattare in modo così semplice le sue riflessioni.

    http://noisefromamerika.org/articolo/federalismo-non-s-ha-fare

    Il suo discorso prende in esame non la validità del federalismo, ma l’opportunità di proporlo ora in un programma elettorale nazionale, con queste norme in questa Italia.

    Una questione di opportunità… ecco le conclusioni di Lodovico Pezzati:
    Si può argomentare che nel lungo termine un sistema federale gioverebbe a tutti. Però nel breve termine è un gioco a somma zero, e il guadagno per l’elettore mediano veneto è una perdita per l’elettore mediano siciliano. Nel parlamento italiano non ci sarà mai una super maggioranza per questo tipo di riforma. Ne sa qualcosa la Lega Nord, che ha tentato di salvare la faccia proponendo un federalismo solo di nome. Un vero federalismo non lo potevano passare perché totalmente contro gli interessi dei loro stessi alleati del Pdl Sicilia. Per questa ragione è impossibile che qualsiasi maggioranza democraticamente eletta nel parlamento italiano abbia gli incentivi necessari per attuare una vera riforma dello stato italiano.

    RE Q
  3. #3 scritto da Roberto De Micheli il 5 ottobre 2012 11:29

    Saccavini buongiorno,
    guardi che io LODOVICO PIZZATI lo stimo tantissimo perchè è troppo avanti con il pensiero…..perchè vuole l’INDIPENDENZA DEL VENETO…..!!

    Nel suo bel discorso su NOIOSEFROMAMERIKA dice….”Non metto in dubbio che un vero Federalismo potrebbe in teoria fare funzionare lo stato italiano. Introdurrebbe quel minimo di efficienza stimolando la crescita sia nelle regioni settentrionali che in quelle meridionali,se solo fosse possibile attuarlo.
    La ragione per cui sono contrario a questo punto,non è l’obiettivo per se, ma l’impossibilità matematica di ottenere il consenso politico necessario per approvarlo. E se manca un’analisi su come sia possibile raggiungere un obiettivo,questo diventa una vuota promessa elettorale. “

    Insomma la Lega Nord ha perfettamente ragione a predicare il Federalismo ma si perde tempo e rimarrà una vuota promessa elettorale….meglio quindi l’INDIPENDENZA DEL VENETO, perchè evidentemente il LODOVICO PIZZATI avrà fatto un’attenta analisi e con il consenso della stragrande maggioranza dei Veneti è più facile arrivare all’Indipendenza del POPOLO VENETO….
    SPERIAMO CHE ABBIA RAGIONE LUI …!!!
    Saluti.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 5 ottobre 2012 11:41

    Mettiamo le cose da fare in fila, Roberto. Le priorità.

    1. Mandare a casa questa politica eleggendo nomi nuovi, esterni a questo modo di intendere la politica.
    2. il federalismo, le sue forme possibili.

    Se inverti i fattori, spiega il professor Pizzati, non si ottiene né l’uno né l’altro.
    L’impegno di questi 6 o 8 messi deve essere sul primo punto….

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 5 ottobre 2012 12:29

    Ciao Roberto, come sai, perché ne abbiamo parlato e ne ho già scritto qui in altre occasioni, condivido l’analisi di Pizzati.

    D’altra parte Monti ha una maggioranza bulgara, il 95% dei parlamentari che lo sostengono si dichiarano federalisti, ma di federalismo nemmeno l’ombra.
    Ogni qual volta si arriva sul punto di dover votare una riforma federale … il governo cade. La realtà è questa.
    Spagna docet!

    Il testo approvato sottolinea il diritto per popolo catalano di ”determinare liberamente e democraticamente il suo futuro collettivo” ed esorta il governo catalano ”a convocare una consultazione, in maniera prioritaria, nella prossima legislatura”.

    I promotori della proposta sottolineano che il tentativo di ”frenare le aspirazioni della Catalogna in Spagna sono oggi una strada non percorribile” e fa appello al popolo catalano a decidere liberamente e con il massimo consenso possibile, quello della comunità internazionale, dell’Unione europea e del governo centrale.

    A quel punto si potrà anche riparlare, sul serio, di federalismo.
    Oggi, in queste condizioni, con questo sistema elettorale, è solo una chimera!

    PS Ho letto qualche commento all’articolo e, a mio avviso, non se ne è compreso il senso: per avere una maggioranza in parlamento davvero pro-federalismo ci di dovrebbe avvicinare al 100% dei consensi nelle regioni del Nord, il ché non è pensabile, per ragioni storiche e culturali (100% in Toscana o Emilia? e non si tiene conto del Senato!).

    Per far passare un referendum stile Catalogna, basta il 50% +1 … più realistico, o no?

    RE Q
  6. #6 scritto da Roberto De Micheli il 5 ottobre 2012 14:19

    Ciao Andrea,
    sono daccordo con quanto scrivi.
    Io sono in attesa del fallimento dello stato italiano perchè ho la brutta sensazione che vada proprio a finire così…ma ancora la televisione non ce lo dice…..!!

    Se hai voglia di farti due risate e liberare la mente puoi sintonizzarti sul sito
    http://WWW.DINODASANDRA‘.IT e troverai anche dei cartoni animaati con il LODOVICO PIZZATI….in “Dino e l’aluvion” lo trovi il Ludovico parlante….buon divertimento!!!

    Ciao.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 5 ottobre 2012 14:45

    Ecco dove siamo diversi Roberto:
    io farò di tutto per ci che posso, ma proprio di tutto, perché lo Stato italiano, la mia Patria,non fallisca.
    Posso fare poco, ma quel poco cercherò fino in fondo di farlo e farlo bene.

    salutoni … italiani

    RE Q
  8. #8 scritto da Roberto De Micheli il 5 ottobre 2012 16:08

    Saccavini buongiorno,
    si siamo diversi proprio perchè io questo stato italiano non lo sento come mio e da molto tempo ormai…!

    Io il mio dovere l’ho sempre fatto ed ho pure vinto due ricorsi sugli studi di settore….che mi sono costati 4.000 euro in commercialista…!!

    Provi lei a far fare altrettanto agli italiani orgogliosi di esserlo solo a parole…..( Lei escluso,naturalmente…)…

    E’ facile essere orgogliosi di essere italiani se le tasse le pagano gli altri…….!!

    Anche Monti se ne è accorto recentemente e non vuole divisioni tra Nord e Sud ma tra chi paga le tasse e chi no….!!??

    Che poi è la stessa cosa per me…!! ( vedi libro di Luca Ricolfi “il sacco del nord” ).
    Saluti.

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 5 ottobre 2012 17:13

    Roberto non credo di essere in piccola ne mediocre compagnia ad amare il mio Paese, ad infuriarmi per le cose che non vanno, a far di tutto perchè si esca da questo pantano che infanga tutto e tutti e getta schizzi su un popolo che ha ben altre capacità ed orgoglio e che tutto questo non merita.

    Credo sia più facile in questo periodo chiamarsi fuori; la invito ad una riflessione, per il Paese che è anche suo.

    RE Q
  10. #10 scritto da Roberto De Micheli il 7 ottobre 2012 14:55

    Saccavini buongiono,
    aggi sul Corsera in prima pagina c’è un articolo di Aldo Grasso che parla di MINA definita dal giornalista “l’ex Tigre di Cremona”.
    Il contenuto dell’articolo è interessante perchè facendone an’attenta analisi semiologica si capisce benissimo “il fastidio” dell’Aldo di Sale delle Langhe sulla possibilità che il “Minapensiero” faccia da traino a molti cervelli….!!

    Io volevo solo sottolineare che l’articolo prende atto che la Gloriosa e Mitica Cantante…”si è ritirata dallo “splendore dei riflettori” perchè non riconosceva più nell’Italia la sua patria,e mano male che è poco attenta alle vicende politiche.”…..

    In poche parole nel mio commento n.8 ho scritto le stesse cose che pensa da tempo anche Mina….solo che io non mi sono affatto tirato fuori da nulla e pago le tasse ancora in Italia, mentre Mina ha scelto come Patria, la Svizzera….che non è la Padania, ma vi confina…..!

    Saluti.

    P.S.
    Ma da Valentino Rossi in giù quanti sono i “famosi” che si sono tirati fuori dalla loro patria per pagare meno tasse ??

    Evadono milioni di euro e quando vengono beccati patteggiano lo sconto dell’80%…
    Bell’amor di patria…!!
    Quì si che c’è da riflettre molto….!!
    Saluti.

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 7 ottobre 2012 18:03

    Ecco che lei Roberto mette alla nostra attenzione un modo di essere italiani che non fa onore a chi lo esercita.

    Come sempre vi sono, non solo in Italia, cittadini dalle buone o grosse fortune, più arricchiti per merito sull’onda di successi mediatici o sportivi che veri imprenditori (anche se questa categoria non manca), che vedono il loro proseguire della vita in base al lucro da mantenere più che alla impresa da sostenere e far sopravvivere.

    Fra costoro è più facile che vi siano idee o soluzioni emotive, di pancia, piuttosto che un procedere di metodo e ordine perché il paese si risollevi.

    Una posizione da facili rivoluzionari, del tipo “après de moi le déluge”: salti pure tutto per aria che io ne sono fuori. Un po’ troppo comodo, non le pare Roberto?

    RE Q

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