Regioni (e non solo): la partitocrazia decentrata che rappresenta il peggio degli italiani

Non riguarderà tutti nello stesso modo la diffusione di prebende ed emolumenti a vario titolo a consiglieri, consulenti, portaborse, funzionari di nomina partitica (quasi tutti), ma è drammatico il quadro che ne risulta da una analisi de ilsole24ore (VEDI). “Ogni Consigliere regionale costa come un super-manager: 743mila euro. La classifica dei peggiori.”

Da far venire il voltastomaco se si pensa alle difficoltà in cui si trova il paese. Il sistema industriale e manifatturiero che deve arrampicarsi sugli specchi (cavandosela nel complesso, in un mare di problemi e di costi, di procedure vecchie e costose). Il lavoro che per conseguenza scarseggia; la prolungata carenza di nuova occupazione che sta bruciando una generazione; le difficoltà di pensionati per non parlare del pesante impoverimento del ceto medio.

In queste difficoltà, in questa crisi, nonostante i (deboli) tentativi del Governo di metterci mano, l’opposizione dei nostri amministratori continua  e con essa lo sperpero diffuso. Ogni volta che si toglie qualcosa tutti gli amministraotri pubblici a piangere, che mancano le risorse, che non si potrà mantenere i servizi erogati e via piangendo. Vi saranno certamente singole situazioni che possono considerarsi estranee, ma sono i totali e l’insieme a gridare vendetta.

Città Ideale invita caldamente i lettori a verificare le tabelle allegate all’articolo: una situazione impressionante, con una media nazionale di oltre mezzo milione di costo che arriva a 750mila euro a rappresentante: tutti di nomina partitica. Tutti protetti e inamovibili. Uno sconcio, una rappresentazione indegna dell’italiano medio che è onesto, lavora, risparmia, paga le tasse salatissime.

C’è qualcuno dei lettori in grado di sostenere che nelle istituzioni inferiori (Province, Comunità montane, capoluoghi e medie città) la situazione sia diversa da questa vergogna che emerge dalle tabelle riepilogative del ilsole24ore? Qui non è grillo, non è il giornale scandalistico: non è il movimento Pippo contro il sistema, contro la politica. Sono le crude cifre che parlano.

Non è antipolitica la lettura di questi dati:  finiscano tutti i nostri partiti ed esponenti di usare in chiave di monito il termine “antipolitica”  per coprirsi le vergogne. La democrazia ha un presupposto di terzietà e servizio della politica, che non c’è più. Questa è partitocrazia conclamata: i partiti che occupano il potere per gestirlo, per spartirsi una fetta vergognosa di risorse pubbliche; per sé e distribuendo posti e consulenze che servono a perpetuarsi. Questo è il tramonto della politica come intesa e cresciuta nel nostro paese nell’ultimo mezzo secolo.

Si vadano a nascondere. Da questa asettica descrizione che viene dalle tabelle, appare evidente: siamo ad una emergenza che richiede decisioni straordinarie: una sorta di commissariamento di tutto e tutti, lasciando al loro posto i soli dipendenti pubblici, le istituzioni fisse cui il governo centrale impartisca ordini ineludibili e severissimi di tagli e razionalizzazioni perché ritorni l’efficienza e la normalità. I partiti sciolti e pure loro commissariati.

La cancrena è così diffusa e sistemica che i non molti onesti e responsabili ci fanno la figura dei fessi, dei cretini. Adesso forse si capisce perché, preso il libro della struttura pubblica, il tecnico Bondi aperta qualche pagina qui e là se ne viene dopo un mese dichiarando che i tagli immediati sono 315 miliardi e si potrà arrivare a 500.  Senza interventi straordinari e un commissariamento temporaneo dei partiti crediamo sia molto difficile che il paese possa venirne fuori.

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  1. #1 scritto da saccavini il 21 settembre 2012 08:51

    La situazione alla regione Lazio è resa esplosiva da beghe interne a un partito.
    Anche in questo caso, come nel caso Lusi-UDC, se non se ne accorge la magistratura, tutto l’insieme partitico “non si accorge di nulla”.

    Se non è questa una banda con tutti che sanno e stanno zitti, tutti coinvolti (forse qualcuno meno; perfino qualcuno che resta lindo ma per continuare a rimanere non vede e non denuncia)…

    Non chiamiamola “politica” questo sconcio.
    La politica è altra diversa cosa che il sistema partitico all’italiana ha dimenticato;
    non sa più cosa sia.
    I compiti di servizio verso i Cittadini che si mettono a disposizione dello Stato perché siano bene amministrati nell’interesse della Comunità non ci sono più, sopravvanzati dall’interesse personale e di congrega.

    Per salvare il Paese credo proprio non resti altro che il commissariamento di tutte le cariche elettive e dei partiti.
    Tutti; per un periodo di almeno un anno durante il quale riorganizzare tutto e ricominciare dal 1945.

    Altre soluzioni non si vedono.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 21 settembre 2012 17:01

    Beviamo fino in fondo l’amaro calice di un Paese gestito in prevalenza da profittatori che hanno adottato lo schermo di un partito, di un gruppo, per farsi gli affari propri.
    Ecco un secondo articolo de ilsole24ore, a firma Marta Paris:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-21/spese-pazze-lazio-fatta-160923.shtml?uuid=AbZ1cPhG

    Il titolo:
    Spese pazze del PDL nel Lazio. Fatta la legge (regionale) trovato l’inganno

    Naturale che non si tratta solo del PDL… il titolo corretto dovrebbe riferisi ai consiglieri e ai gruppi (tutti i gruppi).

    Una perla? L’affermazione del difensore Avv Taormina:
    “Non è peculato è (solo) appropriazione indebita perche i gruppi sono soggetti privati…”
    (votati ed eletti per amministrare che hanno il coraggio di sostenere, mettendosi i soldi nostri nelel tasche, che non sono nel loro ruolo ufficiale..)

    Non ridiamo e cerchiamo di reagire nel modo opportuno.

    Il lettore legga il prossimo articolo domattina.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 settembre 2012 19:45

    Davvero sconcertante il tutto.
    Nessuna giustificazione per questi casi particolari (Lusi, Belsito, Fiorito, ecc. i molti e gravi fatti che ci hanno raccontato le cronache anche non proprio recenti, per alcuni di cui stranamente, non si parla quasi più …!), ma che poi chiaramente non possono non riguardare TUTTI i gruppi, perchè quel “Bengodi” lo ricevono PROPORZIONALMENTE tutti, anche coloro che si autodefiniscono “gruppi” pur essendo composti da un solo consigliere (ben 8 pseudo “gruppi” nella Regione Lazio ed un Gruppo Misto (anch’esso composto da un solo consigliere) !

    Poi però non va certo dimenticato da cosa proviene l’Amministrzione di quella Regione, dove si legge che aveva lasciato 1,5 miliardi di Euro di buco per la Sanità (ora tendensialmente ridotto alla metà), ma con un debito complessivo accumulato di … 30 MILIARDI di Euro !!!

    Pazzia, organizzata.
    Fermate quella giostra, per favore.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 22 settembre 2012 00:46

    La commedia è finita; anche la farsa di personaggi che, per il solo modo con cui si propongono, non andrebbero bene neppure come buttafuori e si trovano con incarichi strategici, votati daCittadini imboniti da scambi, regalini, e pastrocchi.

    Finito l’ultimo giro di giostra, Sorgenti (ricorda il giro di giostra di felicità malinconica de la dolce vita?)

    Se guardiamo senza occhiali alla realtà, siamo alla tragedia.

    La soluzione può aversi solo fuori da questo sistema che di democratico non ha più nulla.
    E’ un monopolio dei partiti: si chiama partitocrazia. Non mollerano da soli, bisognerà che il paese li cacci.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 24 settembre 2012 22:31

    L’analisi sulle regioni de ilsole24ore che è stata da spunto all’articolo, che nei suoi numeri di quasi tutte le regioni dimostra l’indegna vendemmia (di danaro dei contribuenti) da parte dell’insieme, ha trovato una ciambella di salvataggio.

    Il giorno successivo è venuta a galla la vicenda del Lazio, se possibile ancora peggiore, più squallida.

    Subito è partito al volo il pieno dei media fino ad immolare l’agnello Polverini (si fa per dire).

    Non si può sapere se volutamente o per caso, fatto sta che scialo (delle nostre tasse) di tutte le regioni non è più notizia. 743mila euro a cranio i rappresentanti regionali italiani!

    L’indegno è rimasto, unico, l’innominabile sovrappeso dal romanesco coatto.
    Plastica rappresentazione della politica italiana che gira i TG del pianeta.

    No purtroppo: la tisi e diffusa all’ultimo stadio e nessuno può salvarsi.

    Anche chi non ha preso una lira ma è stato zitto, facendo finta di non vedere, locale o nazionale, pur di tenersi il posto.

    Hanno tutti perso la dignità: non possono più chiedere la fiducia ai Cittadini .

    Dovremo cavarcela da soli noi Cittadini, agire in forma coordinata per IMPEDIREILDECLINO.

    I lettori aderiscano a IMPEDIREILDECLINO!

    RE Q

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