Scuola pubblica e parificata: i cosiddetti PD e la verità

Cominciamo a spiegare l’antefatto: un quotidiano, organo ufficiale di stampa del Partito Democratico, pubblica sulla scuola posizioni di “sostegno critico” al governo Monti e ai suoi ministri. Nel caso specifico al Ministro Profumo che gestisce questo ministero.

Il quotidiano quale è? Il lettore sarà giustificato se pensa subito a l’Unità. Non è così; l’”organo ufficiale” del PD è da alcuni anni  il popolo! Il lettore non si pulisca gli occhiali, ha letto bene. Il vecchio quotidiano della democrazia cristiana dopo varie vicissitudini e passaggi, dalla Margherita è passato al gruppo politico PD ed è diventato EUROPA. In rete Europaquotidiano.it del quale è conduttore e vice direttore Federico Orlando (ex vice a il Giornale con il mitico Montanelli).

Bene, spiegato l’antefatto cosa dicono nell’organo ufficiale del PD sulla scuola. Non possono non sostenerlo ma come si diceva è un “sostegno critico”. Sull’istruzione ad esempio se uno va a leggersi gli ultimi dieci articoli li trova tutti lamentosi: con un filo rosso costante. Mancano i soldi; i tagli sono troppi,  l’università non ce la fa più, ecc. il ministro Profumo abbozza, cerca di essere comprensivo ma non può scucire la borsa.

Un classico esempio della situazione in cui si trova ad operare questo governo. I partiti (in questo caso il PD), di ogni sia pur minimo effetto positivo del governo, si prendono il merito e plaudono, sottolineando la loro responsabilità. I “sacrifici” che i partiti fanno per il paese, “responsabilmente”…

Poi però devono parlare ai loro elettori e le elezioni sono alle porte, si avvicinano. Ed ecco fiorire giornalisti e docenti che scrivono e lamentano i soldi che non ci sono: la difesa della scuola pubblica da parte del PD. Giù lamentele e critiche ai provvedimenti, al disegno di legge, a scelte sbagliate ai concorsi da rifare ai precari da assumere. Una coerenza da incorniciare. Con questo tipo di maggioranza ha a che fare il governo Monti.

Fra le critiche figurarsi se mancava l’attacco alla scuola parificata con il solito titolo fasullo: Perché Monti finanzia le scuole private? (che private non sono ma pubbliche a conduzione non statale). Il presidente della AGESC Roberto Gontero deve mettere i puntini sulle I e lo fa bene:

Le scuole private fanno risparmiare.

Egregio direttore, in riferimento alla lettera pubblicata il 30 Agosto 2012 da Europa a pag. 6 Perché Monti finanzia le scuole private? Relativa all’impegno di Monti di garantire i fondi alla scuola non statale, mi sembra che la decisione del presidente non sia affatto ”strabica”, come viene definita nella stessa. Il sistema delle scuole non statali infatti genera per lo stato un risparmio annuo di 6 miliardi di euro, dal momento che ogni studente della scuola statale costa al ministero dell’istruzione fra i sei e gli otto mila euro l’anno, mentre lo stesso alunno di una scuola paritaria richiede un esborso al Miur  di cinquecento euro l’anno. Dunque la scelta di non smantellare le scuole paritarie, come accadrebbe se si tagliassero i già esigui finanziamenti finora ottenuti si rivela per lo stato economicamente vantaggiosa.

Inoltre i pronunciamenti sulla costituzionalità dei provvedimenti legislativi spettano non tanto al capo dello stato come ancora si legge nella lettera, quanto alla corte costituzionale che si è sempre dichiarata a favore  dei finanziamenti a famiglie e studenti che frequentano le scuole paritarie.

Vale la pena ricordare che fu proprio il Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer a firmare la legge 62/2000 che ha istituito i sistema nazionale unitario dell’istruzione, composto da scuola statale e paritaria.

 Non lo sanno i redattori e giornalisti de l’EUROPA? Lo sanno, lo sanno. Non sono ignoranti ma a loro sta bene che i Cittadini trovino un responsabile, un colpevole… cui indirizzare le loro aspettative. Dovranno imparare e rendersi conto che il Cittadino italiano non è più il contadino semi analfabeta del 1945 al quale si poteva raccontare “semplicemente” ciò che faceva comodo. Sono passati sessant’anni, il paese è cambiato e i Cittadini con esso. Quando impareranno a trattarli da veri Cittadini?

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 12 settembre 2012 10:08

    …il Cittadino italiano non è più il contadino semi analfabeta del 1945 al quale si poteva raccontare “semplicemente” ciò che faceva comodo.

    Dice, Saccavini?
    Magari!, ma non sembra proprio. Il fatto che certi politici siano ancora lì e continuino imperterriti con le loro litanie sembra confermarlo.

    Il valore della scuola, per certi signori, non si misura dai risultati raggiunti, nell’apprendimento, nella socializzazione, nell’aver formato cittadini in grado di vivere con gli altri e di fornire il proprio contributo allo sviluppo e al miglioramento della società, ma dal fatto che la scuola sia dello Stato!
    Non un sistema che garantisca a tutti l’accesso all’istruzione (a un istruzione di qualità), ma un sistema gestito dallo stato, in questo sta la differenza tra chiedere che la scuola sia “pubblica” cioè accessibile a tutti e il pretendere, invece, che sia statale!

    Si potrebbe avere un sistema pubblico di istruzione senza necessariamente avere scuole statali, ma sembra essere un concetto inarrivabile.

    Si parlava qualche giorno fa della caduta del muro di Berlino, chissà se ne hanno letto anche certi signori…

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 12 settembre 2012 10:32

    Buon giorno Andrea,
    Io da un lato la vedo meno peggio, dall’altro molto di più. Mi spiego.

    UNO: questi progressisti del gambero, veri pro-con, sanno benissimo che la de statalizzazione della scuola (che si sta gradualmente realizzando in tutta Europa), attraverso una gestione autonoma che arriva fino alla concessione o all’affidamento a privati autorizzati e controllati, è più efifciente, migliore, dai risultati maggiori, con costi abbattuti. Lo sanno sicuramente e ne sono convinti: non sono ignoranti.

    DUE: non ne parlano, non affrontano il problema, fanno finta di non saperlo e continuano a diffondere tesi sempre più arcaiche ed assurde perché intendono così “coltivare” il loro elettorato e la loro capacità di creare consenso gestendo le regole e pilotando concorsi e assunzioni. Ecco allora che scrivono cose che non hanno alcun senso: lo fanno per interesse a danno dei Cittadini cui resta un sistema scolastico burocratizzato e poco assistito, lasciato a se stesso. A danno del paese che continua ad immettere fiumi di danaro in questo coacervo di regole complicate tanto per dare “posti”: danaro che arriva dalle tasse, che non consente al paese di ridurle per dare competitività al sistema.

    Per questa seconda ragione ritengo questo modo di agire dannosissimo, ben poco degno del “fare politica”.

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 12 settembre 2012 11:37

    E proprio lì il problema: ne parlano, continuando a sostenere tesi di comodo, proprio perché ai cittadini si può, ancora, raccontare “semplicemente” ciò che fa comodo.

    In questo senso Grillo, risvegliando un senso di coinvolgimento e di partecipazione attraverso la rete, può avere un effetto positivo.
    Non sono d’accordo con quello che dice Grillo, ma se i Cittadini non si interessano in prima persona ai problemi e non si fanno coinvolgere, mettendoci passione e impegno, non si trovano in una situazione molto diversa dai contadini semianalfabeti del dopoguerra.

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 12 settembre 2012 11:53

    Ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che si sta cercando di fare (non solo da noi) è un riadattare il tenore di vita medio alle minori capacità di produrre ricchezza
    Stiamo vivendo un processo inverso rispetto all’ultimo secolo, quando lo sviluppo era scontato.
    Dobbiamo ridurre gradualmente i redditi e ciò comporta la riduzione del PIL. deve essere graduale e ottenuta con il consenso sociale (o con una conflittualità gestibile).
    In questo senso Monti ha ragione, a mio parere.

    In Germania lo hanno fatto dodici anni fa e forse sono stati avvantaggiati dal poter dare una destinazione nazionale ai sacrifici richiesti: sviluppare l’Est per avvicinarlo ai livelli dell’Ovest. fatto sta che loro lo hanno fatto.

    Noi dobbiamo farlo ora.. andando un po’ di corsa, perchè ogni mese che passa dobbiamo vendere bond sul mercato e ci costa dai 3 ai 5 punti in più rispetto alla Germania (8 o 6 miliardi l’anno…).

    RE Q
  5. #5 scritto da Flavio T il 12 settembre 2012 22:05

    Ci riprovo: – rivolto ai più giovani -
    perchè scrivere su Città Ideale ?

    Il sapere autentico non riguarda i complessi fenomeni che cogliamo coi sensi, ma le regolarità che soggiaciono.

    L’intuizione porta dritta
    alle linee generali di un racconto,
    alle direttrici di una prospettiva,
    alle simmetrie della Fisica,
    ai giochi di luce nelle tele,
    all’Urbanistica, quella sacra, quella di Piero della Francesca.

    E poi tutte le arti tendono alla condizione della musica, forse perché in essa il contenuto è la forma.

    Sorrido anch’io quando la Pravda parla bene di un “suo” racconto.

    Siate liberali:
    nel paese ci sono vie alte, regie
    e vie per le persone qualunque
    ma nell’apprezzare la geometria di un tempietto
    la strada è una sola per tutti.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 12 settembre 2012 23:22

    L’equilibrio estetico e funzionale e derivato da una logica faticosa e diuturna, da una onesta intima con le proprie convinzioni e con la disponibilità a metterle in discussione.
    Buona serata Flavio

    RE Q

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