PGT Buccinasco: il processo è partito; aspettiamoci qualche sorpresa amara?

L’assenza di sorprese può anche essere una buona notizia, soprattutto quando il tempo e le idee mancano e bisogna fare in fretta. La priorità allo stato in cui siamo è la fretta. Entro il 31 Dicembre bisogna avere almeno adottato il PGT. Il rischio quale è ?  per qualche mese la gestione passerebbe in mano alla Regione e il Comune nel frattempo non potrebbe decidere nulla.

Così grave la parentesi di qualche mese ? Non sembrerebbe molto se il breve tempo in più fosse impiegato per un vero progetto urbanistico che rinnovi Buccinasco. Se invece si arriva senza idee ne progetti che abbiano un qualche respiro, allora le decisioni della struttura regionale che interviene possono essere un rischio: trovarsi di fronte a scelte incomprensibili e dannose per la Comunità.

Bisogna avere un progetto ed idee però, occorre volontà di rinnovamento da parte della amministrazione, un ripensare alla nostra cittadina e al suo futuro. L’assetto esistente non è proprio il massimo. Un comune  cresciuto per singoli piani di lottizzazione messi progressivamente in opera alcuni decenni fa: un tessuto urbano e veicolare da costruire: non da rifare, ma da costruire… La questione non viene affrontata.

Veniamo alle idee espresse: generali e generiche. Alla ventina di Cittadini presenti (rappresentanti di associazioni e qualche costruttore) è stato consegnato un documento parziale (inizia dal punto 7) con le linee guida che la amministrazione intende percorrere. No consumo di nuovo suolo, salvaguardia del parco Sud, ecc. Dovrebbe essere pubblicato in forma forse più completa nel blog comunale. Appena lo sarà Città Ideale ne farà un esame.

Più interessanti le descrizioni che il Sindaco ha fatto di aspetti specifici che accenniamo per spunti. UNO: per il 70% si tratta di una conferma del PGT Carbonera: il lavoro è già stato fatto e viene confermato. Sembra rendersi conto il Sindaco che questo 2013 è altra è diversa cosa del progetto impostato ormai dieci anni prima, ma tant’è. Forse anche la fretta porta a scelte semplificanti.

DUE: vi è un eccesso di offerta di  residenziale costruito e il piano che era previsto per 1.600 o 1.700 abitazioni viene ridotto a 1.200/1.300. Il costruito prevede il social housing. Il minor costo delle costruzioni così realizzate sembra di capire che sia a carico della Comunità la quale dovrebbe rinunciare ad oneri di urbanizzazione (forse si deve ricordare che gli oneri di urbanizzazione non sono una tassa ma il costo pro quota per la Comunità del costruito: la  rinuncia decisa dal Comune, è un mancato introito che pagano e pagheranno i Cittadini, la Comunità).

TRE: Recupero dei borghi. Il progetto di recupero di Buccinasco  Castello deve ridursi nel costruito perché è da salvaguardare la vocazione agricola (solo indirizzi, non vi sono cifre). Gudo viene confermato il vecchio PII: nonostante le criticità contenute e la sollevazione che allora generò. La giustificazione della conferma è in un progetto già passato per le procedure di valutazione del PASM e altri enti che all’epoca hanno ritenuto congruenti il recupero di volumetrie.

QUATTRO: Occorre che Buccinasco si doti di un centro identitario in cui i Cittadini si ritrovino. Non viene esplicitato altro: si attendono suggerimenti. Francamente siamo messi molto male se allo stato vi è una così profonda assenza di vedute.

CINQUE: valorizzare la grande quota di terreno comunale a verde entro la città metropolitana (la attuazione è prevista entro la fine 2013). In questo contesto il Sindaco da già per scontato che i poteri del comune sono destinati a ridursi sensibilmente. Non ha accennato ad un dibattito, ad un approfondimento sul tema: c’è da augurarsi che venga fatto perché è quanto mai importante. Adesso si coglie come positiva una rassegnata spoliazione della autonomia in favore di un accentramento decisionale (da temere molto seriamente).

SEI: circa la viabilità viene data per inevitabile una arteria di attraversamento per il traffico di transito che percorra il tracciato Costituzione-Greppi-Lomellina… “unica alternativa all’attraversamento del paese”… se non si fa la bretella Merola Chiodi (sulla cui realizzazione il Sindaco assegna ben poche speranze.

SETTE:  il cimitero. Rimane il problema di un ampliamento che l’amministrazione intende realizzare nei pressi dell’attuale, su terreno comunale. Superato, non verrà riproposto il progetto precedente del cimitero parco.

OTTO: deposito MM4. gli enti sovrastanti (provincia?) propongo di portare il deposito fino all’area verde ad Ovest prospiciente il confine e la tangenziale poiché il Ronchetto interferisce con il parco Sud. La amministrazione è intenzionata ad opporsi poiché non è comune prevista una fermata a Buccinasco.

NOVE: viabilità di collegamento come la bretella verso Gaggiano e la richiesta di un nuovo svincolo alla tangenziale che andrebbe a finire ove si intende costruire il deposito MM4. Situazione ancora confusa, su cui la amministrazione esprime un indirizzo contrario.

DIECI: i sinti e la loro “sistemazione”: dopo dieci anni il Sindaco ci dice che ha finalmente aperto un tavolo con il PASM per trovare una definizione al perfezionamento della residenza nell’attuale area del Parco Sud. Non si capisce cosa ci sia di nuovo rispetto alle richieste portate avanti nei nove anni precedenti, senza risposta. Il Sindaco sui sinti ha poi voluto sostenere un processo di integrazione nel quale certamente vi deve essere attenzione ma anche lo stimolo a costruire un insieme di diritti e doveri.

Crediamo che basti. Di materiale su cui discutere ve ne è moltissimo. Manca un progetto per la città; si scelgono tempi ristretti e si affrontato le questioni singolarmente, con qualche favore evidente ai soliti noti. Alcuni temi sono potenzialmente devastanti  per la nostra Città Ideale. Su  alcuni abbiamo già indicato ipotesi diverse ma è il caso di riprenderli con metodo. Affronteremo i singoli temi a tamburo battente, perché i tempi per presentare proposte sono molto stretti.

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  1. #1 scritto da Roberto De Micheli il 6 settembre 2012 13:59

    Saccavini buongiorno,
    il punto 4 dice che Buccinasco si dovrebbe dotare di un “Centro identitario”……….!!!

    Se il “Centro di Buccinasco” verrà costruito “artificialmente” ad esempio nei pressi della rotonda della Chiesetta, impropriamente chiamata piazza San Biagio , dato che la Piazza non c’è…… sono sicurissimo che pochissimi cittadini di Buccinasco lo riconosceranno come un Vero Centro e sarà un fallimento.

    Nel lontano 2004 nelle controdeduzioni sul piano urbano del Traffico presentato dal mio Comitato contro i sensi unici questa cosa era ben spiegata ed argomentata.

    Non vi è un “obbligo” ad avere un “Centro” a Buccinasco…si vive benissimo anche senza…anzi si vive molto meglio….niente Ecopass…niente Area C e via dicendo…!!

    O pensiamo veramente che il Centro di Milano sia ancora il luogo di aggregazione dei milanesi….?

    Finiamola con questi “tarli nel cervello ” !!!
    E’ roba da VECCHI !!!
    E’ un modo di pensare obsoleto….!!

    Sul deposito della MM4 sono favorevole ma solo in cambio di due fermate della MM4 a Buccinasco una verso l’Esselunga / Orti e l’altra con relativo megaparcheggio verso Trezzano.
    DUE fermate e non una sola….!!

    Sulla viabilità…mancano i soldi e non faranno proprio nulla…nemmeno i trenta metri di collegamento tra la via Indipendenza/Gramsci con la via Guido Rossa…….

    Saluti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 6 settembre 2012 14:26

    Buon giorno Roberto,
    Quanto descritto sono le esposizioni verbali del Sindaco udite ieri.
    Allo stato si tratta di orientamenti e credo prematuro un commento riguardo alle singole esposizioni.

    Certo c’è molto da dire e su ogni punto Città Ideale dedicherà singole e specifiche “sedute virtuali” di discussione.

    In linea generale: parlare di una cosa di dettaglio prima di aver affrontato l’insieme urbanistico e gli scopi che vogliamo dare alla nostra Buccinasco, mi sembra dispersivo.
    Come dle resto è dispersivo il modo con cui dal sindaco è stato ieri affrontato il tema (almeno ieri: non è detto che poi il tutto si inquadri in una visione d’insieme organica, che oggi non si vede).

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 6 settembre 2012 15:15

    Pubblicato nel sito del comune il documento del VAS (classificato ancora come bozza ma dovrebbe essere definitivo). Per chi fosse interessato si trova qui:

    http://www.comune.buccinasco.mi.it/allegati/Bozza_Documento_scoping_Buccinasco.pdf

    RE Q
  4. #4 scritto da Sandro 1 il 6 settembre 2012 22:48

    VAS e PGT: qualche prima considerazione:

    1) Mi risulta che siamo ancora in Italia, possiamo chiedere che nei
    futuri documenti del Comune si evitino espressioni ridicole come
    “documento di scoping”?

    Non mi riferisco solo a questo caso specifico, piu’ in generale all’uso
    inutile di termini inglesi nella nostra lingua, vedi “spending review”,
    che evidenziano solo la poca cultura del politico che non trova le
    parole, e rendono meno comprensibile il contenuto.
    La PA deve comunicare chiaramente per tutti, anche per chi non sa le lingue.

    RE Q
  5. #5 scritto da Sandro 2 il 6 settembre 2012 22:49

    VAS e PGT seconda:
    2) Ci risiamo:

    “1. POLITICHE PER LA MOBILITÀ
    Previsioni viabilistiche e di trasporto pubblico

    Obiettivi: Liberare i centri urbani dal traffico di attraversamento e
    dei mezzi pesanti.
    Azioni: Il principale obbiettivo è quello di realizzare, completandolo,
    il sistema viabilistico a sud del centro abitato previsto nel PGTU
    adottato e nel precedente PRG con il collegamento alla Strada Parco,
    così come previsto nel PTCP della Provincia di Milano. Questo sistema,
    come indicato nel PGTU, potrà avere pieno effetto solo quando sarà
    realizzata la Strada Parco.”

    Dopo il si’ a Vignate, Maiorano conferma che era e resta favorevole alla
    strada parco. Pruiti applaude, immagino.
    Queste sono le persone che dicevano agli altri “partito del mattone”.
    Attenzione.

    RE Q
  6. #6 scritto da Sandro 3 il 6 settembre 2012 22:51

    3)
    “9 PRIMA PROPOSTA DI INDICATORI AMBIENTALI

    Si riporta una prima bozza per una possibile strutturazione degli
    indicatori ambientali, da utilizzare nell’analisi della sostenibilità
    delle scelte del Piano, sulla base delle influenze che le azioni di
    piano potranno avere su ciascun indicatore, nonché nella fase di
    monitoraggio che dovrà essere prevista per tutta la durata di vita del
    Piano stesso”

    Mancano indicatori di impatto sul tessuto produttivo locale.
    Prevedibile in quanto in giunta e maggioranza e’ totalmente assente la componente imprese e dirigenti
    (mi chiedo il motivo per cui nessuno si sia candidato con loro).

    Se con gli indicatori conti solo metri quadri e alberi, allora ok,
    parliamo esclusivamente di territorio anche se ha poco senso.

    Ma se ti metti a contare i “posti auto” e i “volumi di edilizia”, allora
    devi contare ogni anno anche le nuove imprese rispetto a quelle esistenti.
    Altrimenti si potrebbe scoprire alla fine che il tuo piano ha reso
    Buccinasco sempre più citta’ dormitorio, e distrutto posti di lavoro
    locali perche’ le aziende hanno chiuso o si sono spostate. Te ne accorgi alla fine perche’ semplicemente non lo controllavi ogni anno.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 6 settembre 2012 23:04

    Buona sera Sandro (nome di comodo non avendo ricevuto espressa autorizzazione a pubblicare).

    L’assenza di un riferimento a cosa sul piano produttivo si proponga il PGT, il piano urbanistico di sviluppo, credo possa considerarsi la carenza più grave.

    Peggio delle pur rilevanti carenze e scelte urbanistiche, data la fase di criticità in cui ci si trova.

    Sembra non abbiano ancora realizzato che adesso il lavoro non arriva da solo, che si rende necessario un piano strutturato che renda attrattiva la scelta di Buccinasco per condizioni ambientali, collegamenti con arterie viabilistiche, scelta di comparto ben definito e formazione dedicata di personale per il comparto.

    Insomma competenze manageriali che proprio non ci sono, sono fuori del loro mondo, dai loro interessi.

    Mi domando se i conduttori delle “truppe cammellate di complemento” che li hanno portati ad amministrare, siano ancora soddisfatti della scelta….
    .. e siamo solo ai primi mesi.

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 7 settembre 2012 01:50

    Devo dire che questi primi concetti, generici e embrionali, mi sembrano il retaggio di una politica vetusta stile anni ’60, rinverdita con l’uso di neologismi per indicare, però, concetti triti e ritriti.

    In primo luogo mi auguro che il conteggio delle 1.200/1.300 nuove abitazioni tenga conto anche del recupero di Gudo e di Buccinasco Castello, altrimenti le cifre mi sembrano semplicemente pazzesche (tenendo conto delle oltre 600 abitazioni sfitte che il Sindaco ha più volte citato in campagna elettorale; varrebbe la pena di cominciare a riflettere seriamente sul motivo per il quale ci siano così tante abitazioni non locate!).

    In ogni caso mi chiedo se, a fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stabile, Buccinasco, la cui popolazione è praticamente raddoppiata negli ultimi 30 anni, abbia davvero la necessità di veder crescere il numero dei propri residenti di oltre il 20% in cinque anni!

    Un tale aumento della popolazione richiederà un corrispondente aumento dei servizi e quindi dei costi a carico del Comune, che dovrà poi prelevarli dalle tasche dei cittadini!

    Veniamo, così, al discorso sull’housing sociale: il problema è reale, su questo non ci sono dubbi.
    La crisi economica, la crescente disoccupazione e/o sottoccupazione giovanile, l’aumento del costo degli immobili hanno stimolato la richiesta di abitazioni da parte di categorie che non possono, però, permettersi di acquistarle, benché la stragrande maggioranza degli italiani siano proprietari di casa.
    Il problema è aggravato dalla ridotta offerta di immobili in locazione (ribadisco, già solo ragionare sui motivi di tale ridotta offerta e tentare di superarli, riflessione che in buona parte travalica l’ambito comunale, potrebbe costituire un’ottima risposta al problema, senza la necessità di sommergersi di nuove abitazioni, con buona pace del partito del mattone).

    La questione, in ogni caso, andrebbe affrontata non in un’ottica Comunale, ma almeno in ambito provinciale, prevedendo sussidi e/o compensazioni per quei comuni che dovessero eventualmente accollarsi l’onere di rispondere, in una qualche misura, a tale bisogno.
    In caso contrario sarebbe un vero e proprio suicidio che, oltretutto, non risolverebbe il problema!

    Più che di un centro, Buccinasco ha bisogno, a mio modesto avviso, di un’identità, di una propria specificità, di migliorare la viabilità e i collegamenti, di potenziare i trasporti e di razionalizzare il proprio tessuto urbano (cosa che potrebbe anche costituire un’opportunità irripetibile), ma tutte queste operazioni richiedono fondi!

    Come si pensa di affrontare le suddette questioni, ammesso che lo si voglia fare, e dove si reperiranno i fondi necessari ad attuarle se invece di partire dai bisogni della città si inseguono velleitarie quanto inutili, dal punto di vista concreto, politiche di bandiera?

    Ci indebitiamo, visto che il Comune non ha, fortunatamente, grossi debiti? Bene, cioè male, visto che poi i debiti vanno rimborsati e che questo comporta un’aumento delle spese correnti che vanno finanziate con nuove tasse (aumento dell’addizionale e dell’IMU).

    Infine, come ha giustamente osservato Sandro, cosa si pensa di fare per stimolare l’insediamento di nuove imprese, tutelare quelle esistenti e, possibilmente, creare nuova occupazione?
    Pensiamo davvero che questi siano argomenti secondari?

    O, proprio in una situazione critica come quella attuale, ogni occasione dovrebbe essere buona per mettere questi temi al centro dell’azione politica?

    RE Q
  9. #9 scritto da Saccavini il 7 settembre 2012 07:36

    Buona giornata Andrea.
    Le questioni sono tutte lì (non proprio tutte perché ci sono altri temi) ma le più rilevanti sono queste che elenchi.
    Le affronteremo una a una, esaminando cosa e come si potrebbero mettere in programma.

    Una nota sul “social housing” altro termine inglese che tale è perché manca il corrispettivo in Italia, ove il tema si è discusso e si discute quasi solamente su riviste specialistiche di architettura e urbanistica.

    Con il termine “social housing” si intende una pianificazione urbanistica che socializzi l’abitare facendo convivere in un tessuto urbano ben progettato residenze medie e di categorie sociali meno fortunate.

    Ci si propone di superare la città fatta di quartieri dal carattere escludente, di avvicinare e far convivere ceti e categorie aumentando la socialità e l’integrazione; sviluppando, facendo crescere comportamenti civici che, con le periferie escludenti trasformate in ghetto, tendono invece a radicarsi sul livello più basso, con effetti che possono diventare seri.
    Progetto complesso che si è sviluppato soprattutto in Svezia e altri paesi dell’alta Europa, che sta lentamente applicandosi in Francia.

    L’interpretazione che ne stanno dando gli amministratori di casa nostra (non solo Buccinasco) è davvero basic: costruire case a basso prezzo rinunciando agli oneri di urbanizzazione.

    D’altra parte sono legittimamente al loro posto perché i Cittadini li hanno scelti: per cinque anni dovremo confrontarci con loro.
    Una delle conseguenze, dei disastri della “politica di mestiere”.

    Che almeno abbiano l’intelligenza di aprire tavoli di confronto perché di questi temi si discuta.

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 7 settembre 2012 09:44

    In realtà mi sembra che in Italia, non solo nel ns. comune, il termine social housing e più ancora la sua versione all’amatriciana, housing sociale non abbia tutta quella valenza aulica.

    Una volta si usava il termine “case popolari”, ma ora si preferisce evitarlo perché l’esperienza non è stata proprio un successo e il termine non genera sensazioni positive nell’immaginario collettivo.

    Siamo pieni di questi nuovi termini che reinventano la realtà con una connotazione moderna e senza la negatività dei termini antichi e volgari: così il barbone diventa “clochard” e già questo ha nettamente migliorato la sua situazione, la mignotta diventa “escort” che dà quel tocco di classe in più e via discorrendo.

    La gente non si comporta come le menti ispirate suppongono che dovrebbe comportarsi, ma come ritiene più giusto fare: il sistema delle regole, fintanto che saremo un paese libero, può solo rendere più problematico il metterlo in atto.

    Quello che occorre fare è chiedersi quali siano i prerequisiti che occorre mettere in atto per far sì che la gente si comporti come sperato!

    Se non si procede in questo modo e prima non si creano le condizioni affinché determinate politiche esplichino i propri effetti, che sulla carta sono positivi, si è destinati, in un modo o nell’altro, in un tempo più o meno breve, al fallimento.

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 7 settembre 2012 10:15

    Il social housing come inteso in architettura è una questione maledettamente seria e leforze politiche, i governanti devono affrontarla, seguendo indirizzi e risultati che ove applicato hanno avuto un consitente livello di incrementata partecipazione comunitaria, riducendo fortemente degrado ed esclusione sociale.

    Anche a Buccinasco qualche casa popolare dalle caratteristiche di casermone è presente ed in un contesto di riqualificazione urbana ci sarebbe di che programmare e riprogettare bene.
    Nelle condizioni attuali il comune non può investire cifre significative ma una riprogettazione e riqualificazione ben fatta non è affatto escluso che possa trovare equilibrio fra investimenti e domanda.

    Al riguardo il costruito a Buccinasco che trova difficoltà a collocarsi va visto non solo dal punto di vista della minore disponibilità diffusa fra i cittadini ma anche (direi soprattutto) sulla corrispondenza progettuale della costruzione rispetto alla domanda attuale.
    In altre parole non è detto che un investimento immobiliare residenziale sia comunque senza domanda.

    Dipende dalle caratteristiche, dal taglio e da una serie di fattori che in sede di progetto devono essere attentamente pesati in previsione di una domanda che va ben individuata nelle sue caratteristiche.

    Quindi io non escluderei costruzioni ma cercherei di individuare i tagli appropriati in funzione del progetto urbanistico che Buccinasco si deve dare (e lo deve definire prima il progetto urbanistico. Prima,… non dopo).

    Finiti i tempi facili (che poi proprio facili non sono mai stati) durati anche troppo fino a qualche anno addietro.

    Non ritorneranno: è tutto un po’ più difficile e richiede competenze e carature progettuali molto più accurate.
    Dalle imprese e dagli operatori e quindi anche da chi amministra.

    RE Q

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