Acqua, amianto, incendi. Cosa facciamo a Buccinasco ?

Riguardo all’acqua gratis perché è di tutti,sappiamo già cosa la nostra amministrazione sostiene. Buccinasco fa parte del consorzio che affida la gestione ad Amiacque, azienda pubblica che è un modello per l’Italia perché ha perdite nel sistema di distribuzione intorno al 30% (citazione a memoria); gli altri dovrebbero essere peggio. A Buccinasco va bene così.

Abbiamo in Italia un sistema che letteralmente butta via l’acqua in quantità impressionanti, con una distribuzione colabrodo, che regola le acque in modo diciamo approssimativo. Siamo in Europa il punto di riferimento negativo (peggio di così non ci sarebbero). Un sistema di precipazioni che avrà una cinquantina di volte l’acqua di  cui dispone Israele (cinquanta volte!) e che ogni 3 o 5 anni si trova con estati asciutte e l’agricoltura  che accusa perdite stratosferiche. Però il costo dell’acqua a metro cubo è di gran lunga il più basso d’Europa. Ai nostri amministratori va bene così.

Poi succedono incendi come a Mediglia (VEDI  ilgiorno). In fiamme un fienile che poi mette a rischio della salute la Comunità perché vi sono tetti di amianto che il calore ha sciolto, volatilizzando le microparticelle che regalano a chi respira l’asbestosi. Il mesotelioma pleurico che può partire anche dopo vent’anni avendo inalato anche una sola microparticella. Non sarà colpa di ritardi dei vigili del fuoco, certamente però la scarsità d’acqua al territorio contribuisce.

A parole per l’eliminazione dell’amianto, di eternit o come lo si voglia chiamare, sono d’accordo tutti. Nessuno fa nulla. Nulla è stato fatto in passato; finora nulla sta facendo la nostra  amministrazione a Buccinasco mentre dovrebbe, di corsa: DI CORSA, attuare una analisi sistematica della situazione e stabilire gli interventi, pianificandone la messa in sicurezza in relazione al livello di rischio. La amministrazione di Buccinasco pensa al PGT.

L’acqua che potrebbe essere una risorsa gestita in autonomia, pagando il giusto e mettendo in sicurezza impianti di distribuzione e fognari, costruendo riserve e assicurando acqua abbondante anche in condizioni di scarse precipitazioni. In grado di diventare una risorsa economica quando altre Comunità meno organizzate ne fossero carenti.

Impostare un sistema a antincendio diffuso che integri con possibilità studiate  (di primo intervento immediato privato) le strutture antincendio sociali (pagando qualcosa in più forse ma elevando di molto il livello di sicurezza e di minori sprechi).   L’intervento sulla salute della Comunità mettendo in sicurezza il problema amianto.

Questioni primarie tutte, pertinenti e indispensabili; urgenti. Cosi agirebbe una Città Ideale: così non fa la nostra amministrazione.   Si dia una mossa perché le questioni da affrontare sono tante e sono tutte da affrontare. Non faccia diventare le molte cose da fare una scusante per ciò che deve essere fatto e viene rimandato sine die. Diamoci una mossa,  se davvero vogliamo intervenire.

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