Buccinasco crisi e sviluppo: consigli per i nostri amministratori

Città Ideale è rimasta colpita dalla descrizione sintetica ma chiara fatta dall’assessore al commercio e attività produttive. I problemi del commercio sono descritti  in chiave limitata e nelle esigenze individuali raccolte: possibilità di tavolini all’aperto, disponibilità a sponsorizzare la manutenzione di rotonde nei pressi e cose del genere. Con le attività produttive, artigianali e meno, ha trovato risposte deludenti. Crisi diffusa e nessuna attenzione su richieste di personale e esigenze di formazione.

Deludente anche la descrizione dell’assessore Vice Sindaco, il quale nel contempo si dice disponibile a raccogliere suggerimenti e proposte: parlandone a lui, nel suo ufficio. Il concetto chiuso dell’amministrare “proprietario”  che trasmette, che significa: “ il capo sono io. Vieni a parlarne a me che poi io decido se e cosa fare”, non corrisponde ad una amministrazione aperta e non raccoglierà adesioni significative; l’invito non sarà seguito da Città Ideale.

Non che manchi la volontà e la disponibilità ma la gestione della Comunità deve essere aperta, la crescita culturale diffusa. Il dibattito, le proposte è bene siano sottoposte a confronto e partecipate. Così si fa Casa Comune, così cresce la Città Ideale: trasparenza significa disponibilità, anche questo approccio aperto al confronto.  Quindi i suggerimenti che ci sentiamo di proporre li scriveremo qui; l’amministrazione decida liberamente che fare, se lo ritiene coinvolga gruppi e Cittadini, si confronti, con tutti, maggioranza, minoranza, opposizione o chi vuole.

Ha il bastone di comando e la responsabilità sui risultati, che saranno misurati fra cinque anni. Certo che se l’approccio è quello sinteticamente descritto nella sua comunicazione, per Buccinasco la crescita, lo sviluppo, il lavoro non si vedranno: si subirà la situazione generale, al massimo distribuendo qualche obolo al Cittadino che si trovasse in difficoltà. Andiamo a spiegare qualcosa, allora.

L’attività imprenditoriale sul territorio adesso bisogna pianificarla e promuoverla. Non basta e non  funziona aspettare che come i funghi nei boschi cresca di suo dopo una giornata piovosa. In Italia la  diffusa presenza di piccole e medie aziende deve essere coivolta in un tessuto che ne fa uno strumento organizzato da cui trarre forza. Se non ci riesce da sola, rischia decrescita e può spegnersi.

E’ quindi necessaria una attività proattiva: UNO un monitoraggio attento del territorio, avendo ben chiaro l’insieme imprenditoriale di zona; DUE: individuare le attività complementari o tali da costituire un mini distretto, una funzionale presenza che crea economie di scala e competenze di nicchia;

TRE: si deve avere una valutazione dei mercati e delle produzioni che abbiano sbocchi individuati per creare la filiera; QUATTRO: mettere insieme tutte le questioni precedenti per individuare gli indirizzi possibili entro cui scegliere un programma di sviluppo; CINQUE: definire le possibilità che agevolano la realizzazione del programma, comprendendo anche processi formativi  dedicati ove se ne rivelasse la opportunità funzionale. 

Inoltre occorre coinvolgere, ma dopo, avendo chiara la situazione di cui sopra, le attività del territorio, le associazioni di categoria, ecc. sostenere e promuovere l’attività produttiva locale, rendersi disponibili per eventi, individuare le aree non nazionali di possibile sbocco e fornire gli indirizzi giusti delle strutture presenti a livello ministeriale e confindustriale o della piccola industria. Insomma l’azienda non deve sentirsi sola, non va lasciata sola, soprattutto in questo non breve e severo periodo di criticità.

Chi deve coordinare un processo così complesso? Un manager fornito dell’esperienza e delle competenze appropriate, un dirigente che abbia capacità di selezionare e motivare una squadra, un team coinvolto nella realizzazione e nei risultati, avendo un piano definito da rispettare.

Può farlo un amministratore eletto? Oggi, in questa fase, queste sono le competenze che gli vengono richieste. Può non averle: se è intelligente e aperto se le va a cercare e costruire. Chiede aiuto alla Comunità, ai centri studi, ecc. Per Città Ideale sono queste capacità che oggi si chiedono ad un amministratore.

Se sono manchevoli (ciò sembra essere a quel che si vede), la Comunità non cresce, non si sviluppa, accresce le difficoltà. Comprensibile che fino a ieri questo non fosse richiesto e le esigenze fossero altre. Oggi non è più così. Il mondo sta cambiando e tutti noi dobbiamo fare ogni sforzo, impegnarci per capire cosa oggi ci viene chiesto nel nostro agire, ciascuno per i suoi compiti. Fare squadra, fare Comunità: le difficoltà devono unire. Occorre attenzione e indirizzo proattivo.

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  1. #1 scritto da Camilla il 25 luglio 2012 11:54

    Caro Luigi,
    l’altra sera ho seguito in streaming, fino a tarda ora, il Consiglio Comunale.
    Sono stata colpita sfavorevolmente da diverse cose, di cui parleremo ma, da subito, ho rilevato un fatto, apparentemente marginale visto che nessuno si è preoccupato di rilevarlo: le assenze di membri della giunta.

    Gli assessori si presentavano alla cittadinanza spiegando lo stato dell’arte dei loro assessorati e il loro programma e un assessore mancava perché in ferie.
    Non nego il diritto alle ferie dell’assessore, ma chi accetta incarichi istituzionali forse dovrebbe programmarle in modo da garantire la propria presenza ai consigli comunali.
    È una questione di rispetto.

    Altre assenze, del vicesindaco e dell’assessore al bilancio, le ho notate durante la discussione e successive votazioni sul caso Vignate.

    Capisco l’imbarazzo del vicesindaco sedicente ambientalista nel dover far buon viso a cattivo gioco su una scelta che di ambientalista non ha proprio nulla, ma anche qui credo sia una questione di rispetto dei cittadini e dell’istituzione comunale.

    L’assenza rinvia ad un messaggio implicito a mio giudizio molto negativo: ” Noi facciamo quello che ci pare, il passaggio in consiglio (che rappresenta i cittadini elettori) è un atto formale, non ci interessa il confronto, possiamo anche farne a meno”.

    Si parla tanto di antipolitica.

    Ecco, io credo che l’antipolitica si alimenti anche di comportamentii come questi.
    Guai se i Cittadini vi si abituassero facendoli passare in sordina.
    Ciao

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 25 luglio 2012 12:05

    Buon giorno Camilla,

    Una nota importante quella che segnali, soprattutto riguardo ad un modo di esprimere distacco da parte della maggioranza, rispetto alle scelte che la maggioranza ha assunto sul Parco Sud Vignate.

    L’assenza “momentanea” è un comportamento sostanzialmente pilatesco.
    Non mi sporco le mani votando contro, o non presidiando la Giunta, non mi esprimo con un giudizio.
    In questo modo salvo la sedia (l’incarico).

    Questo non dire apertamente ciò che si ritiene giusto, non affrontare con trasparenza le questioni fa parte della politica vecchia, quella da buttar via.

    la cosa che si nota di più in questo primo periodo è proprio la assenza di trasparenza di cui tanto si sono impegnati in campagna elettorale.
    Continuano come prima, come sono stati abituati; comportamenti che hanno sollevato in passato, che hanno combattuto e che ora praticano, continuano a praticare.

    RE Q
  3. #3 scritto da Flavio T il 25 luglio 2012 12:45

    Buon giorno anche a Donna Camilla.
    Da buon fisico teorico, posso parlare di “simmetrie”.

    Non dico nulla:
    più di tanto Tiziano non poteva personalizzare il Paolo III,
    mentre la Maja desnuda di Goya non stupirebbe se fosse una sigaraia di Siviglia.

    Non posso dire più di tanto:
    iI Cristo non si sposta mai dalla Rappresentazione Sacra,
    chissà se la Vergine oscurerà il Crocefisso,
    prima di procedere ..

    Si compiaccia del canto puro delle forme ..

    RE Q
  4. #4 scritto da Saccavini il 25 luglio 2012 13:47

    Complesso l’insieme delle metafore.
    Mi limito alla Maya del Goya, che non credo possa essere una sigaraia.
    Escluso ormai che si tratti della duchessa d’Alba “Cayetana” (morta qualche anno dopo il dipinto di tubercolosi) è più probabile che siano rappresentate le sembianze della amante di Manuel Godoy (Pepita Tudò), nella cui collezione il quadro è stato rinvenuto.

    Chissà poi se il Cristo non si sposti mai dalla Rappresentazione Sacra,… ne ho una immagine meno controriformista.

    saluti e buona giornata Flavio

    RE Q

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