Buccinasco: i Sinti, la nuova giunta e la presa in giro per i Cittadini

I lettori ricorderanno che per una richiesta di normalizzazione effettuata da  giunte precedenti (Lanati o Carbonera o Cereda interessa poco), ai Sinti è stato concessa l’occupazione del Parco Sud nei pressi della cascina Terradeo, con la realizzazione alcune casette permanenti.

Si ricorderà ancora che le richieste  al PASM, Parco Sud perché venisse accettata la situazione di fatto venutasi a creare, inoltrate dalla giunta Carbonera e replicate dalla giunta Cereda, non hanno avuto esito alcuno. In questa condizione di fatto, il Commissario Francesca Iacontini, preso atto di una condizione di perdurante illiceità, ha provveduto ad intimare l’abbattimento delle costruzioni abusive, con i ripetuti interventi delle forze dell’ordine per eseguire l’operazione vista la resistenza passiva degli occupanti.

Infine nel Dicembre scorso, per interessamento di ApertaMente,  associazione benemerita che si interessa al problema e segue la vita e le esigenze della Comunità ormai da anni insediata a Buccinasco, anche per la attiva partecipazione e sostegno del Decanato diocesano, si giunge a formulare una soluzione che prevede:

l’acquisto da parte del Comune di camper o case mobili e la cessione in uso (o locazione) dei medesimi, in sostituzione delle costruzioni;  acconsente l’abbattimento a cura delle famiglie interessate;  l’impegno delle singole famiglie occupanti a pagare le rate dovute al comune. Al termine dei versamenti i camper diventano in proprietà degli occupanti.

I camper in una prima fornitura si rilevarono carenti ed in parte vengono sostituiti od integrati, ed altre faccende simili, con costi tutti a carico del Comune.   Formalmente con anticipazioni del Comune il quale diviene creditore degli importi verso le famiglie occupanti.

Città Ideale ha più volte preso posizione e sostenuto la attività di ApertaMente denunciando nel contempo carenze del Comune: organizzative e di metodo, che si devono superare. Carenze che a quanto pare così restano, senza un piano programmato, senza responsabili sicuramente definiti, senza organizzazione evidente (VEDI, fra i diversi articoli sul tema).

Fin qui il Commissario, che segue la regolarità dei versamenti e se è il caso interviene. Tutto regolare fino ad Aprile. Elezioni e cambia la gestione: tutto a posto quindi? così si dovrebbe pensare perché non si ha notizia di problemi o criticità.  Comportamento coerente che chiede rispetto per l’istituzione e pretende che gli impegni presi vengano onorati.

Invece con la nuova giunta  la questione sembra assumere  una piega diversa. Le famiglie occupanti sembrerebbe che non stiano più provvedendo al pagamento delle rate che si sono impegnate a saldare. Fino ad ora la amministrazione resta a guardare appare rassegnata a non esigere il pagamento dovuto, prendendo atto delle difficoltà economiche che lamentano gli occupanti delle case mobili.    

Quindi?  Proviamo a esaminare un  riepilogo economico: il Comune ha speso quattrini (facciamo complessivamente 100mila euro?) per venire incontro alle famiglie occupanti, le quali si sono impegnate a restituire in comode rate. Il Comune ha avuto una uscita di cassa, registrando in attivo un credito. Credito che sembra già ora diventato perlomeno dubbio e se nessuno dice nulla diventa una perdita.  I  Cittadini la dovranno coprire con le loro tasse?

Posto che la situazione sia nei termini descritti ci si chiede: a questa amministrazione fino ad ora silente,  sta bene così?  In alternativa i Cittadini, a tutela dei loro legittimi interessi devono fare una petizione perché ritorni il Commissario e decida l’immediata vendita delle case mobili addebitando le perdite agli occupanti morosi?

Perché l’istituzione Comune di Buccinasco, la nostra Casa Comune, deve sempre fare la figura del cretino Pantalone che subisce tutto mentre i nostri amministratori si fanno merito di aver “aiutato” persone in condizione di necessità?  (quando invece sembrano amministrare  in modo improprio i nostri contributi che loro versiamo perché li gestiscano con la cura e la attenzione del buon padre di famiglia).

E’ operando in  questo modo che intendono vantarsi di una integrazione benemerita di Sinti entro la Comunità di Buccinasco?  No! Con queste non scelte che generano perdite contribuiscono a radicare ancor di più, se possibile, un modo di essere e di agire basato sull’opportunismo, sul “fregare” l’istituzione e i Cittadini. La nostra amministrazione sta sbagliando:  danni ai Cittadini e danni ai Sinti che a parole dice  di aiutare.

Investendo la metà di questa cifra potrebbero avviarli ad un lavoro serio e decente, che superi le difficoltà eventuali, che dia loro un senso di continuità e tranquillità, dia loro tutta la dignità cui hanno diritto. Con questa “carità” senza scopo non avranno riscatto, li lasciano nella loro precarietà.

Non sono mica risorse loro le disponibilità del Comune, di cui possano disporre a loro piacimento. Sono nostre tasse, sono nostri danari che con fatica e sacrifici versiamo perché siano bene impiegati. In questo modo non si fa neppure “carità”.  Si potrebbe perfino pensare ad un gioco poco pulito,  magari per ottenere dai sinti i voti e le preferenze alle  elezioni (trascorse o prossime che siano).

Tag: ,

  1. #1 scritto da Loris Cereda il 14 luglio 2012 14:05

    Caro Saccavini, non era difficile prevedere che questo sarebbe stato il risultato della sciagurata idea della Iacontini (una delle tante).

    Purtroppo la burocrazia delle regole non può risolvere ogni problema, a volte un po’ di creatività e di elasticità porta a risultati pratici migliori.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 14 luglio 2012 15:01

    Preferisco il rispetto delle regole anche quando ciò complica la vita.

    Le regole non sono da bypassare con la “creatività” o la “elasticità”.

    Se le regole si rivelano migliorabili si lavora per migliorarle e basta.
    Finché non sono migliorate: si applicano senza pensare ad alternative.
    Ci si mette più tempo ma si rimane in uno Stato di Diritto; per tutti.

    Nel caso specifico non ho dubbi che, fosse ancora operante il Commissario: il Comune incasserebbe regolarmente il dovuto.
    La “elasticità” della attuale conduzione che di fatto lascia correre, beh a me proprio non piace e fa pensar male.

    Proprio non è bello che si renda verosimile una semplice deduzione fra il comportamento elettorale dei Sinti e l’attuale “elasticità” della Giunta.

    La conseguenza, purtroppo concreta, sono circa 100mila euro di nostre tasse che da Cittadini dovremo rimettere nelle casse del Comune.

    Un danno per tutti i Cittadini.
    Non è bello per i Sinti ed ancora più brutto per chi oggi ci amministra.
    Per il fatto in sé e per la mentalità di un amministrare che denota: come scrisse il GIP denunciando: “la finalità dell’agire di un ente pubblico, piegata e subordinata a scelte che all’ente sono estranee”.

    Perché Buccinasco (e il Paese) torni ad essere un Paese normale, bisogna uscire da questi comportamenti, da questa mentalità.

    RE Q
  3. #3 scritto da Rinaldo Sorgenti il 15 luglio 2012 15:46

    Se così fosse (vale a dire non si provvede a dare il regolare seguito a quanto formalizzato dal Commissario) si sta commettendo un abuso non tollerabile.

    Ma come si fa a parlare di integrazione se chi dovrebbe integrarsi non fa nulla per rispettare le regole del luogo in cui vorrebbe insediarsi?

    Questo è falso buonismo che può sfociare addirittura in un interesse illecito.

    RE Q
  4. #4 scritto da Loris Cereda il 15 luglio 2012 20:58

    Purtroppo le cose non stanno proprio così, infatti le famiglie risultano nulla tenenti per cui anche il Commissario non avrebbe avuto, nel concreto, alcuna possibilità di farsi pagare le casette.
    Quindi era una follia far abbattere quelle precedenti (che almeno non erano costate nulla al Comune) mentre era logico il percorso che stavamo attuando con Provincia Regione ed Ente Parco per arrivare a regolarizzarle. Le regole sono importanti ma in certe situazioni (e quella delle comunità Sinti è decisamente una) non riescono a risolvere i problemi ma li spostano da una violazione ad un’altra.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 15 luglio 2012 21:34

    Cereda un fatto di cattiva amministrazione (con dubbi che possono far pensare ad un voto di scambio) non intendo farlo diventare una questione – dibattito sulla legge che non funziona, che obbliga gli amministratori a “interpretare la legge con inventiva”.

    UNO
    Gli amministratori devono cominciare a non realizzare case non consentite nel Parco Sud con la scusa che servono ai Sinti.
    Se ciò hanno fatto, sono loro che devono pagare per i danni che ne derivano: chiunque sia stato e quale che sia la motivazione.
    Se hanno “interpretato la legge con troppa fantasia”, chiunque sia stato.

    DUE
    se un amministratore inoltra una istanza alla Provincia (o ad un ente da questa gestito) e la Provincia non fornisce risposte, chi amministra ha gli strumenti per obbligarla a rispondere.
    Se non reagisce, diventa un gioco fra le parti: io Provincia sto zitta, tu Comune in attesa di risposta prosegui di fatto nell’illecito.
    Siamo entrambi a posto, nessuno ci può dir nulla: e magari poi utilizzeremo questa realizzazione di fatto come precedente per farne altre nel Parco Sud.

    TRE
    Il Commissario ha preteso il rispetto della legge: ha il merito (oppure è una colpa?) di aver messo in ordine un pastrocchio fatto da amministrazioni precedenti (che a mio parere avrebbero dovuto essere segnalate per l’illecito stato di fatto così a lungo prorogato, lasciato correre).
    Attribuire al Commissario colpe per aver fatto eseguire la legge (dopo ormai un decennio che la Provincia non si pronuncia) e un controsenso.
    Buccinasco è nel mirino di inquirenti e Prefettura per un modo di amministrare di questo tipo.
    Sarebbe bene che tutti ci si renda conto della situazione e si cambi rotta: devo dire che è piuttosto curiosa questa sua condivisione di comportamenti della attuale amministrazione…

    QUATTRO:
    Per sei mesi le famiglie hanno pagato, perché temevano decisioni da parte del Commissario, proprie di una autorità che applica la legge senza fantasia.
    Eletta la giunta, ecco che sono in difficoltà a pagare: sta iniziando una condizione di illiceità che ha tutte le caratteristiche per proseguire sine die.
    In silenzio, di fatto, senza che nessuno ne sia informato:
    non la commissione pertinente, non in consiglio, sui blog del comune o degli amministratori, per quanto se ne sa neppure con le associazioni del territorio.
    Cosa è: “trasparenza” opacissima? si cerca di nascondere qualcosa?

    A Buccinasco gli amministratori devono smettere di applicare le regole con inventiva e fantasia: le leggi si applicano quale che sia l’effetto.

    Sono ingiuste?
    Possono esserlo: si pretenda che siano modificate, si percorrano tutte le strade possibili per ottenere la correzione coinvolgendo le categorie interessate e i Cittadini.

    Si fa così fatica a capire?… Oppure per chi amministra è da preferirsi la libertà di intepretare a proprio comodo la legge ?

    Ho ricevuto un altro messaggio su questo tema, cui rispondo domani.
    E’ venuta l’ora di cambiare, Cereda: dobbiamo pretenderlo.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 15 luglio 2012 21:57

    Caro Sorgenti io in materia sono portato ad essere diffidente.

    Penso piuttosto che qui non si tratti di falso buonismo ma di un uso strumentale della “compassione” per giustificare altro.

    Si vuole che i Sinti restino nella loro condizione di precarietà e di difficoltà, non si vuole che diventino Cittadini di fatto: eguali agli altri. Non c’è un progetto, una azione che sia una di un processo di integrazione.

    Fanno comodo così come sono, finché restano così; non riesco a trovare altre ragioni (salvo l’insipienza, che giustificherebbe tutto).

    RE Q
  7. #7 scritto da Loris Cereda il 16 luglio 2012 17:49

    Caro Saccavini, io non voglio difendere l’attuale amministrazione.

    Però il problema del villaggio Sinti mi sono trovato anch’io a gestirlo e ciò che stavamo facendo (e non mancava molto) mi sembrava il minore dei mali.
    Per chiarire la situazione faccio un esempio di altra problematica del campo.

    Una famiglia indigente con 2 minori, non era in grado di pagare le bollette del gas (o della luce), si è rivolta al Comune, il Comune poteva evitare di farsi carico delle bollette, ma non dei minori al freddo.

    Quindi la legge lasciava 2 soluzioni:
    a) di fronte alla segnalazione dell’ufficio d’igiene prendersi carico della necessità di affido dei minori ed inviarli in comunità protetta (circa 30.000 Euro all’anno di costo)
    b) inviare la famiglia in altra abitazione (che non c’era) o in albergo (150 Euro al giorno di costo).

    La soluzione più conveniente era pagare le bollette attivando, tramite l’Associazione del Dr. Rossi un lavoro teso a mettere quel padre di famiglia in grado di mantenersi;

    diseducativo? sì, probabilmente sì, perchè creava un precedente pessimo: ma, con le responsabilità che comunque gravano sull’amministrazione comunale si poteva far meglio?

    Ecco, noi, tenuto conto che quell’area è tutto fuorchè di pregio agricolo (confinante con la zona industriale e la discarica) avevamo messo in moto un progetto di ridefinizione dei confini del Parco (non di riduzione, una ridefinizione a somma zero) che avrebbe regolarizzato la situazione; forse non un bel precedente, sono d’accordo, ma una soluzione a costo zero per la comunità che il Commissario avrebbe avuto il dovere, per lo meno, di provare a perseguire.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 16 luglio 2012 18:18

    Il buon senso e un atteggiamento problem solving badando a semplificare può in certe occasioni venire bene, ma occorre prestare molta attenzione e prudenza; materia esplosiva.

    Certamente per la sua funzione sociale il Comune deve essere dotato di un “fondo emergenze” e lo avrà.
    Situazioni critiche capitano, e possono essere concrete; vere.

    In questi casi applicare soluzioni che esulano dalle regole è pericolosissimo, come avverte anche lei.
    Si sa quando si comincia, poi si rischia di non poter finire più, perché l’uno diventano tre, cinque, dieci casi. Ci si deve fermare e si diventa ingiusti.

    Questo dei Sinti a mio parere, per le dimensioni e anche l’importanza che ha, non può essere risolto con il “buon cuore”: non finirai più e non avrai risultati, si può starne certi.

    Affari delicati che richiedono misura, prudenza e serietà: la amministrazione deve avere una immagine di Comunità anche disponibile all’ascolto ma seria e conseguente.

    Nel medesimo tempo bisogna essere capaci di fermezza, essere arcigni, quando è il caso.
    Anche nell’interesse degli stessi “beneficandi”.

    Mi si lasci passare il termine: “calare le braghe” dopo neppure un mese, è sbagliatissimo (per non pensare ad un favore dovuto) .

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 16 luglio 2012 21:46

    Le riflessioni di Saccavini sarebbero ineccepibili nella Città Ideale, ma in tale contesto la soluzione del problema non avrebbe richiesto anni e anni rimbalzando da un ente all’altro, come è invece accaduto.

    Ecco che allora anche il buon senso messo in campo da Cereda trova la sua giusta collocazione: non è il piegare le regole a proprio piacimento, ma l’adattarsi per sopravvivere.

    Personalmente, nel caso specifico, lo ritengo un compromesso valido: si cerca la regola, stando ai tempi biblici della burocrazia italiana, cercando, per quanto possibile di metterci una pezza.

    D’altra parte capisco benissimo Saccavini, perché con questo andazzo, ahimè, i “furbi” ci marciano!

    E in Italia di furbi o presunti tali pare ce ne siano in abbondanza!

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 16 luglio 2012 21:59

    Non credo proprio che questo sia il tempo della comprensione per lo stato che non funziona, gli enti che non agiscono, le norme che fanno acqua.

    Ci troviamo davanti un sistema che è stato costruito in cinquant’anni di efficienza della politica, verso la presa di possesso dello stato.
    Azione che ha reso inefficiente lo stato e le sue regole, deboli le sue istituzioni; i partiti e gli ammniistratori sempre più esperti nel non gestire, nel non decidere per farsi gli affari propri.

    Se dobbiam ocambiare l’andazzo, credo che si debba essere conseguenti, Andrea.

    Eppoi l’obiettivo: amministrare significa agire per risolverli i problemi, non per soluzioni alla meno peggio che lasciano le cose come stanno.

    RE Q
  11. #11 scritto da Andrea D. il 16 luglio 2012 22:22

    E’ vero, Luigi, però uno può agire nell’ambito delle leve che ha in mano e, al livello Comunale, non sono poi tante.

    Per cui tra il ventaglio di scelte attuabili nel concreto si deve scegliere la migliore o, nel casi più disperati, la meno peggio, come si suol dire.

    Nel caso dei Sinti, ritegno che la giunta Cereda avesse operato la scelta giusta (la meno peggio) tra quelle concretamente attuabili: le altre alternative avrebbero prodotto risultati peggiori a costi maggiori (li stiamo vedendo ora, con un campo che, da quanto mi risulta, non è ancora normato e quindi non in regola).

    E’ una banale questione di sano realismo, che, concordo con te, può facilmente essere strumentalizzato e piegato ai più biechi fini.

    La mia non è una giustificazione del modus operandi in generale, che concordo con te è genericamente da condannare e, per quanto possibile, da evitare, ma un giudizio su un caso specifico e circoscritto.

    Se il sistema funzionasse, tali situazioni sarebbero eventi eccezionali, purtroppo il sistema non funziona (il Comune, che è l’ultima ruota del carro, non ha la possibilità di cambiarlo) e questi fatti sono la regola.

    RE Q
  12. #12 scritto da Saccavini il 17 luglio 2012 07:05

    Tanto buon senso Andrea, e sappiamo quanto ce ne vuole quando si devono gestire situazioni complesse.

    Il rischio però è che col buon senso si rischia di giustificare tutto se mancano presupposti coerenti di un intervento.

    Quale è il progetto che questa amministrazione (e le precedenti) ha in atto per giungere a decisioni di buon senso?
    Come intende realizzare l’integrazione dei Sinti?
    Quale il percorso a un anno, a cinque anni?

    Ecco: se abbiamo chiaro questo percorso, se è stato analizzato, discusso, deliberato e reso pubblico, allora una decisione contingente di buon senso può anche correttamente iscriversi entro il progetto.

    Se progetti non ve ne sono e ci si limita a contenere e circoscrivere un potenziale problema avendo di volta in volta l’obiettivo di scegliere il male minore senza guardare al domani, allora con il buon senso si giustifica tutto, compreso la scelta di oggi, che appare con tutta evidenza guidata dalla convenienza (e non approfondiamo sul di chi e perché).

    Scelta conveniente per chi decide che impiega (generando spreco), danaro pubblico (cioè nostro, nostre tasse).

    Che lascia le cose come stanno e gli orientamenti utilitaristici dei Sinti ancor più radicati.

    RE Q
  13. #13 scritto da Loris Cereda il 17 luglio 2012 12:27

    Caro Saccavini, non mi piace la dietrologia però ci sarebbe un metodo per confermare o definitivamente smentire il sospetto di “voto di scambio”.

    Il quartiere Terradeo (Sinti) vota tutto nella stessa sezione elettorale, nel 2007 era la 23 dove l’amico Luisi ottenne tantissime preferenze: ero logico e bello, Luisi si è molto adoperato per il quartiere e si è meritato quel riconoscimento per ciò che ha fatto dando del suo.

    Purtroppo le sezioni sono cambiate e non so oggi quale sia quella di riferimento; certo che se si evidenziasse un numero di preferenze anomalo sarebbe bene che chi le ha ottenute desse qualche chiarimento.

    RE Q
  14. #14 scritto da Saccavini il 17 luglio 2012 13:29

    Piace ancora meno a chi scrive che le scelte di chi amministra possano essere lette in una chiave utilitaristica.
    Dovrebbe dispiacere di più a chi ha contribuito a determinare la scelta.

    Non parlarne credo sia perfino peggio: perché entro ciò che viene definito “voto di scambio” ci possono stare molte cose, la più parte delle quali lecite; altre molto meno.

    Un candidato si impegna a costruire in una piazza 400 box auto sotterranei ed ottiene 2000 preferenze di chi abita nei paraggi. Un esempio banale che non ha alcun riferimento specifico, ma che si sarà senz’altro verificato da qualche parte.

    E’ anche voto di scambio proporre a società immobiliari un impegno per lottizzare certe aree ed ottenere passaggi Tv, pubblicità, contributi a spese elettorali, ecc. Questo è molto meno nobile e forse anche penalmente perseguibile.

    Via elencando si può peggiorare ancora, fino a 20 (o 50 euro) all’elettore, da riscuotere dopo che il voto è stato scrutinato.

    Non c’è da scandalizzarsi troppo: la politica intesa come potere genera un rapporto di convenienza specifico fra l’eletto e gruppi di elettori/cittadini.
    Oggi la politica è questa cosa qua. Dobbiamo cambiarla e costruire parametri diversi.

    Politica di servizio, basata su codice etico e trasparenza, su condizioni minutamente elencate che obbligano ad astenersi nelle decisioni; su monitoraggi nei vosti espressi in consiglio o in giunta, annullando il voto che si trovi in condizioni di potenziale convenienza/conflitto.
    (un po’ come l’eliminazione dei due voti più alto e più basso nelle gare di tuffi).

    Un sistema che va cambiato, Cereda.
    Cambiato nelle regole oltreché nella qualità dei candidati ad amministrare.

    RE Q
  15. #15 scritto da Rinaldo Sorgenti il 8 agosto 2012 17:00

    Rileggo solo ora i vari scambi di commenti e trovo opportuno ribadire la linearità e correttezza dell’impostazione indicata da Saccavini, sia nell’articolo di apertura che nei commenti nr. 5 e nr. 8.

    Certo, OCCASIONALI (rare) situazioni di emergenza possono capitare e, nel brevissimo termine suggerire iniziative eccezionali, ma devono altresì prevedere un termine breve entro il quale l’anomalia sia risolta e superata, altrimenti è una presa in giro e forse altro.

    Non è possibile che, ciò che non è concesso ai cittadini residenti (e che pagano le tasse), sia invece gentilmente erogato ad altri.

    Questa non è tolleranza e non è neppure agevolare l’integrazione.

    RE Q
  16. #16 scritto da Saccavini il 8 agosto 2012 18:02

    Centrato il punto, dottor Sorgenti.

    Così come viene gestita oggi la situazione sul piano sociale e locale, questa ha le caratteristiche di un agire “compassionevole” che fa comodo.
    Sembra avere quale prospettiva lo statu quo, lasciare le cose così.

    Occorre davvero fare altro, fare di più, soprattutto agire in modo sistematico e assolutamente parificato e paritario.

    RE Q
  17. #17 scritto da Andrea D. il 8 agosto 2012 18:15

    E poi ci meravigliamo per le decine di migliaia di lavoratori “socialmente utili” (e produttivamente inutili) che continuano a proliferare!

    Il meccanismo, così come i finanziamenti a fondo perduto alle imprese (perenni e sempre alle stesse): si crea dipendenza e si ottiene “riconoscenza”.

    RE Q
  18. #18 scritto da Saccavini il 8 agosto 2012 21:42

    Certo, riconoscenza elettorale conseguente a dipendenza, a soggezione che come tale viene mantenuta.
    Considerati una specie di sottocategoria, sostanzialmente inferiori ai Cittadini.

    RE Q
  19. #19 scritto da Saccavini il 8 agosto 2012 23:05

    Cittadini tutti, stiamo attenti ai demagoghi, anche di casa nostra.

    Individuano il nemico da incolpare di tutto, per coprire l’incapacità di dare risposte appropriate o meglio perché le risposte giuste mettono in discussione il proprio potere.

    Diventa necessario trovare l’autore da indicare a dito, indispensabile.
    La responsabilità è sua e solo sua: è la risposta facile per tutto e trova consensi di pancia.

    Successe per almeno 600 anni con le “streghe”: quando non pioveva o c’era carestia, quando l’intero raccolto andava distrutto dalla grandine o una cascina finiva bruciata, quando una infezione faceva morire gran parte del gregge, .. era indispensabile individuare un responsabile della crisi, perché così la disperazione non si indirizzasse verso le scorte del castello e si sfogasse in ira verso qualcuno.
    Quasi sempre la risposta era collaudata e sicura: individuare una “strega”, torturarla, farla “confessare”, mandarla al rogo.
    La “roba” era salva.

    La “roba” di questi tempi è “la spesa pubblica”, che non bisogna toccare.

    Tutto purché non si tocchi “la spesa pubblica”: guai. Fossimo nel Settecento si rischierebbe il rogo!
    In alternativa si propongono medicine impossibili, come far pagare gli evasori, ordinare ai capitali scappati che rientrino (mandando l’esercito?): risposte facili, tanto facili…

    Basta che non si tocchino gli sprechi, la spesa pubblica insostenibile che ha prodotto l’enorme debito che ci troviamo.

    Come amano la spesa pubblica i partiti, e i nostri politici “progressisti” (e meno); come la difendono!
    Stanno affossando il paese: a Roma come a Vattelapesca; a Buccinasco come a Palermo.
    Sono diverse le dimensioni, non i metodi, i riti per salvare la “roba”.

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth