Buccinasco e amianto:compiti per l’autunno. Possiamo partire?

Dal 2009, so no oltre tre anni che si affronta il tema: prima entro Sosteniamo Buccinasco, poi ripreso su Città Ideale il tema dell’amianto e della sua soluzione possibile è stato affrontato. Sono state presentate e  ripresentate le situazioni esistenti e le basi di massima su come può affrontarsi il tema. Fino ad ora mai preso in seria considerazione. In pratica non si è fatto nulla.

Intendiamoci: Importante e prioritario il tema della salute, per la gravità delle conseguenze e il lungo periodo di incubazione che ci si può aspettare prima che si manifesti il mesotelioma pleurico che è bene ricordarlo non dipende dalla intensità della esposizione ma dalla semplice possibilità di una inalazione anche in giovane età. La materia richiede e merita tutta l’attenzione. Si rimanda al riguardo agli articoli che il lettore può trovare nella direttrice Amianto Buccinasco su questo sito.

Assume crescente rilievo e deve essere presa in esame con la dovuta attenzione l’entità dello sforzo che si richiede alla amministrazione ed insieme quanto viene richiesto alle proprietà immobiliari civili, industriali e di servizi. Occorre dedicare attenzione per individuare il percorso dal minore impatto economico e operativo, compatibile con la messa in sicurezza.

Un tema che deve essere quindi affrontato e pensato sul piano organizzativo distinguendo le macrotipologie che ci si trova di fronte: a) capannoni dismessi o inattivi con presenza di coperture vecchie e non mantenute da tempo; b) capannoni e strutture di servizio in attività su cui si devono individuare percorsi temporali e operativi di impatto leggero, che influenzino il meno possibile l’esercizio della attività; c) patrimonio immobiliare della Comunità (o comunque in proprietà ad enti o società pubbliche) , su cui si può procedere ad una analisi che funzioni anche da test riguardo alle tipologie e modalità di intervento; d) infine immobili residenziali abitativi ove ancora sussiste la presenza di strutture esterne in materiale che contiene amianto.

Proviamo a vedere quali possono essere i percorsi possibili? Su immobili dismessi è necessaria una valutazione non solo relativa alla salute ma anche una verifica sulla utilità successiva potenziale. Quando è necessario sarà opportuno valutare l’impatto amianto nel contesto di un ridisegnare il territorio entro il PGT. Evidentemente non utile una messa in sicurezza se l’utilità successiva dell’immobile è dubbia. In questi casi diventa però importante la tempestività delle decisioni da prendere.

Immobili industriali in attività: è da ritenersi opportuno un primo screening che ponga in evidenza le situazioni di maggiore degrado, tali da richiedere l’asportazione. Valutazione molto importante sia riguardo alla maggiore urgenza dell’intervento che questa condizione richiede, sia per l’impatto economico ed operativo che comporta. Non sarà male identificare anche eventuali percorsi operativi che consentano contributi o finanziamenti agevolati.

Immobili industriali e civili con situazioni di rischio non immediato ma potenziale. In questo caso sono da valutare le iniziative di protezione che evitano asportazione e discarica (con problemi e costi conseguenti), assicurando una protettura di un ventennio o più. Si veda al riguardo le  descrizioni (VEDI e VEDI).

Un processo di attività, che ha ormai il suo tempo e deve essere aggiornato, è stato suggerito già nel 2009,se ne consiglia la lettura perché ritenuta ancora utile al fine di avere una visione del problema d’insieme (VEDI). Un tema che dalla nostra amministrazione vorremmo fosse finalmente preso in esame cominciando da uno studio di fattibilità e dei costi relativi: partire con l’obiettivo di ottenere Buccinasco Libera Amianto, avendo fasi e tempi definiti.  Continuare nell’inazione, sarebbe colpevole.

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