Buccinasco: disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati

Il titolo è preso esattamente dal decreto governativo che tratta la materia. Ciò che Città Ideale intende porre in evidenza è un senso, un obiettivo che sui media non è passato: “riduzione della spesa a servizi invariati” (VEDI il comunicato stampa ufficiale su carta intestata del Governo).

Tutti a piangere per i tagli. Se non si mette nella giusta evidenza l’obiettivo: “a servizi invariati”  ecco che fiorisce la critica tanto banale quanto sbagliata del Governo che taglia, perché pressato dalla odiata Merkel, mentre ciò che propone è eliminare gli sprechi. Gli sprechi, signori Cittadini che agiscono entro la Pubblica Amministrazione: “taglio agli sprechi a servizi invariati.”

Che nella pubblica amministrazione vi siano sprechi non ho mai sentito un governante, un politico che si proponesse di affermarlo; a livello nazionale o locale. A Buccinasco la nuova amministrazione al riguardo si propone di fare qualcosa? Un punto generico nel programma letto da Maiorano. Finora nient’altro. Un po’ poco, con i chiari di luna che dobbiamo affrontare.

Prendiamo allora le proposte illustrate dal Governo per declinare su Buccinasco quelle che riguardano la amministrazione. Finora tutti zitti, salvo i teorici della “macelleria sociale”. Quanto incidono e quanto possono essere prese come metro di indirizzo per migliorare la gestione della Casa Comune? C’è da imparare, credo. E non poco. Cominciamo dal principio essenziale che viene ribadito nel comunicato stampa emanato dal Governo (ben poco raccolto dai media..).

La riduzione degli eccessi di spesa delle pubbliche amministrazioni, per la parte relativa ai beni e servizi, è frutto dell’analisi svolta del Commissario straordinario per la spending review, Enrico Bondi. L’analisi ha permesso di individuare un benchmark di riferimento – o indicatore di valore mediano di spesa

L’indicatore, che tiene conto delle peculiarità di ciascuna amministrazione, costituisce la base analitica per superare una metodologia di riduzione della spesa che colpisce nella stessa proporzione i soggetti virtuosi e quelli meno virtuosi, disincentivando il perseguimento di comportamenti efficienti. Il nuovo metodo allinea i centri di spesa meno performanti a quelli efficienti ed è, quindi, la premessa per operare riduzioni di spesa selettive.

Ecco: i centri di attività della nostra Buccinasco dovrebbero essere oggetto di una analisi organizzativa e funzionale per individuare il benchmark di riferimento comune e porre in evidenza le attività performanti e quelle carenti, al fine di determinate obiettivi di risultato in termini sia di efficienza che economici (prima di piangere sulla polizia locale andando a dire che sono sotto organico, che bisognerebbe assumerne una decina, come ha fatto ad esempio il nostro Vice Sindaco, senza che si renda conto che è parte di peso della istituzione).

Tra le iniziative segnalate più frequentemente come esempi di buone prassi spiccano “Cielobuio” (che propone una riduzione dei tempi e dei punti di illuminazione negli edifici pubblici), l’esternalizzazione del trasporto pubblico locale (già sperimentata con successo da alcune amministrazioni locali) e la riduzione del parco auto (con oltre il 20% della segnalazioni) ricorrendo a soluzioni alternative come il car sharing o il car pooling.

Ecco suggerimenti che vengono dai Cittadini, inviati al Governo che li ha fatti propri, indicandoli come buone pratiche per migliorare il rapporto costi servizi. C’è solo da prendere nota e provare ad organizzare i corretti sistemi di miglior gestione. Spese in meno nel Comune, tasse in meno da versare da parte di noi Cittadini. Questo si chiede a chi ci amministra.

Le ferie e i riposi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto prevedono gli ordinamenti dell’amministrazione di appartenenza e in nessun caso danno diritto alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi.

Si prenda nota e qualora non già applicato, si provveda. E’ legge e deve essere adottata. La polemica dei giorni scorsi sulle ferie “forzate” ad Agosto e Natale, polemica che avrà fatto dare di matto coloro che lavorano in aziende non pubbliche, che da tempo immemorabile hanno la norma della non remunerabilità delle ferie non godute. La polemica si diceva, adesso è chiusa.

 il decreto stabilisce che le amministrazioni stipulino convenzioni con il MEF (Ministero Economia e Finanza) per omogeneizzare il sistema di pagamento degli stipendi, oppure rinegozino i contratti vigenti, con un abbattimento del costo del servizio non inferiore al 15%.

Ecco che si scopre un’altra chicca. Le pubbliche amministrazioni hanno una struttura dello stipendio molto simile se non identica. Ci vuole un decreto legge perché le amministrazioni facciano massa e contrattino un costo standard del cedolino paga.  I costi rilevati da Bondi devono essere così fuori mercato da mettere per legge una riduzione “a prescindere” almeno del 15%! Vedremo cosa applica la nostra Buccinasco.

 E’ fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di detenere partecipazioni in società controllate, direttamente o indirettamente che abbiano conseguito per l’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90%. Le società a partecipazione totalitaria verranno sciolte entro il 31 dicembre 2013, ovvero, in caso di mancato scioglimento, non potranno ricevere affidamenti diretti di servizi;

Questa è la norma che porta alla abolizione della ASB S.p.A. (Azienda Speciale Buccinasco), essendo questa controllata interamente dal comune, che presta servizi solo per il comune. E’ sperabile che, invece di nominare il nuovo CdA (che dovrà comunque essere di 3 membri,  non di più) venga subito messa in liquidazione, risparmiando i compensi relativi.

 a decorrere dal 1° gennaio 2013 le pubbliche amministrazioni possono acquisire a titolo oneroso servizi di qualsiasi tipo, anche mediante la stipula di convenzioni, da enti di diritto privato soltanto in base a procedure previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

-         al fine di evitare distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori nel territorio nazionale, a decorrere dal 1° gennaio 2014 le pubbliche amministrazioni devono acquisire sul mercato di beni e servizi mediante le procedure concorrenziali previste dal codice appalti;

 Queste norme sono sufficientemente chiare, e saranno adottate, ma a Buccinasco c’è un buco grande come una casa: buco che distribuisce ad ogni ufficio tecnico il potere di selezionare fornitore o assegnare lavori, indire gare d’appalto. Si deve invece istituire un unico ufficio che unico, detiene il potere di spesa (ufficio acquisti). Incaricato di eseguire le decisioni di spesa dei singoli reparti e della amministrazione.

Senza parlare, poi, delle cooperative di vario tipo e umanità per le quali l’intento di questa amministrazione è superare il concetto di economicità ed affidare loro comunque servizi. Concetto cosiddetto “sociale” dietro il quale possono celarsi strutture e attivtà “di area” o gestite da “amici”. Cooperative che veicolano danari dei contribuenti  verso lidi sicuri. Adesso il presupposto diventa l’efficienza.

Ed ecco descritti i compiti che ha la nostra amministrazione: questo riepilogo essenziale fornisce già non pochi spunti di interesse. Cominciamo con una analisi organizzativa ben fatta che individui le ragnatele e permetta di dare una bella ripulita e lucidatura alla macchina. Dopo le ferie si faranno i compiti e vedremo i voti da dare, in base ai soldi che ci  fanno risparmiare “a servizi invariati”, come dice il nostro Presidente del Consiglio. Si finisca quindi di ventilare minori servizi ogni volta che si propone la riduzione della spesa: adesso l’obiettivo è la ricerca e l’eliminazione degli sprechi (dove esistono).

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 11 luglio 2012 10:56

    Purtroppo la spending review sembra essere la classica montagna che partorisce il topolino: 11 Mld di risparmi previsti nel 2014 (4,5 nell’anno corrente) a fronte di una spesa pubblica di oltre 720 Mld di euro (dato 2010 al netto degli interessi)!
    La riduzione, per quest’anno, arriva alla stratosferica cifra dello 0,6% della spesa.
    Sono terrorizzato, riusciremo a sostenerla?

    Considerando la prevista contrazione del PIL, l’incidenza della spesa pubblica sul PIL, già oggi superiore al 50% (comprensiva di interessi), è destinata ad aumentare in misura consistente: se poi si esclude il sommerso ci avviciniamo a soglie di tassazione reale totalmente fuori controllo (oltre il 60%!).

    Sulla spesa pubblica suggerisco un bell’articolo che ne illustra, prendendolo dal Guardian, la composizione (VEDI); per chi fosse interessato, seguendo il link si arriva al sito del Guardian che rimanda a altri interessanti documenti (open data della contabilità nazionale).

    Per capire l’andamento “esplosivo” della spesa pubblica, che è passata dal 23,6% del PIL del 1951 al 51,2% del PIL nel 2010, suggerisco quest’articolo
    (VEDI).

    La dinamica della spesa pubblica al netto degli interessi dell’ultimo decennio di “crescita zero” per la nostra economia, poi, è a dir poco terrificante: +24,4%

    (VEDI)!

    Per capire meglio il documento, sarebbe utile leggere il rapporto preliminare che individua le necessità di razionalizzazione delle spese

    (VEDI).

    Faccio notare che, in base al documento, se i risparmi andranno a regime si eviterà l’aumento di due punti dell’IVA, ma solo fino al primo semestre 2013, dopo verrà applicata e, presumibilmente, produrrà un’ulteriore contrazione di consumi, già vistosamente in calo!

    Per quanto concerne l’ASB di Buccinasco, a mio avviso, non ricade nelle maglie della legge per lo scioglimento in quanto la presenza della farmacia porta la quota di fatturato ben al di sotto delle soglie previste, mentre dovrebbe essere valido, salvo cavilli che dal documento non si possono desumere, l’obbligo di un CdA di 3 persone di cui 2 dipendenti; ciò non toglie che l’ASB per come è ora sembra avere poco senso.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 11 luglio 2012 11:50

    Come sempre molto interessanti le analisi di Andrea D.

    L’impressione che se ne può ricavare può essere:
    a) il governo da segnali forti di tagli (350mila dipendenti pubblici in meno) ma non li mette subito in atto per ragioni politiche (la maggioranza che lo sostiene; il rischio che una azione così decisa faccia da leva sul consenso ai movimenti fuori sistema);
    b) per la medesima ragione non prende in esame altre razionalizzazioni forti che sono indispensabili: liberalizzazione della assicurazione malattia, e pensionistica, dell’istruzione, ecc..
    c) il Governo potrà mettere in pista queste decisioni dopo le elezioni: il solo annuncio (l’esecuzione potrà richiedere anche più di cinque anni) porterebbe una riduzione di spesa attesa di un 15% ed oltre. Il rischio italia non ci sarebbe più.

    Forse sono ottimista e spero che il futuro Governo lo faccia.

    Per adesso diamoci da fare a Buccinasco e impariamo a tagliare gli sprechi, a ottimizzare la spesa (chi farà il Bondi a Buccinasco?)….

    RE Q
  3. #3 scritto da Saccavini il 11 luglio 2012 15:24

    Ancora sulla situazione che ci troviamo in Italia ad affrontare.

    Stamani il Governatore Visco e il presidente del Consiglio si sono affannati a ribadire che il 2013 torneremo a superare le spese ed il PIL sarà di novo in grado di generare la riduzione del debito.
    Peccato che il FMI (fondo monetario internazionale) è l’OCSE esprimano oggi ancora una previsione negativa di almeno un punto percentuale sul 2013, con conseguente debito pubblico che aumenta.

    E’ su questa previsione che ancorano le loro decisioni gli investitori; se poi seguono valutazioni fortemente negative in Europa circa la percezione di corruzione che esprime l’Italia (giudicata da tutti i paesi europei come quello ove la corruzione è maggiore).

    Soprattutto l’ultimo non è un fattore dal carattere oggettivo, incide però su compotamenti a tutti i livelli e certo non aiuta a conferire credibilità al paese nel suo sforzo di risanamento.

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 11 luglio 2012 18:12

    Intanto lo spread veleggia abbondantemente sopra i 450 punti. Ma c’era proprio bisogno del governo Monti?
    Se anche un governo di larghe intese, perché di fatto ci sono dentro quasi tutti, non riesce a prendere decisioni “importanti”, come possiamo pensare che queste decisioni vengano prese da un governo di maggioranza che, nella migliore delle ipotesi, sarà composto da 4 o 5 forze politiche che si dissoceranno alla prima occasione?

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 11 luglio 2012 18:57

    Eppure non abbiamo alternative: la soluzione la dobbiamo trovare noi e dovremo per forza liberalizzare i giacimenti enormi di inefficianza che ci costano e non generano PIL.

    Saremo capaci di farlo?

    Dovremo esserlo: certo che partiamo da uno stato dell’economia, della cultura economica, del vetero statalismo diffuso come valore prioritario, che rende il percorso irto di ostacoli.

    Se non lo faremo, se non saremo capaci di superare queste prove, andremo a fondo.

    Del resto è questa incertezza che genera lo spread che ci troviamo davanti.

    RE Q
  6. #6 scritto da Saccavini il 11 luglio 2012 22:34

    Per finire, ripetiamolo ancora perché si tratta della cosa più importante:

    se andremo a fondo, tutto il paese farà un bel pezzo di strada indietro e ci metterà almeno 5 anni a ripartire, dal basso.

    Pagheremo tutti, anche fra le imprese molte salteranno in aria.
    Molti degli abbienti resteranno ancora abbienti ma lo saranno meno

    Chi pagherà?
    Per chi sarà più dura?

    Chi vive del lavoro e lo perderà; perderà quasi ogni forma di protezione, sarà alla fame. vivrà di contributi di emergenza.
    La mensa, i trasporti facili perché le auto si ridurranno di un 30/40%.
    Aumenteranno cicli e motocicli (anche d’inverno, quando piove).

    I giovani dovranno industriarsi per rincorrere lavoretti semplici che con i loro studi non hanno nulla a che fare, quando ci saranno…

    pensioni ridotte quasi allo zero,….

    Pagheranno i più deboli, come sempre.

    Grazie all’immobilismo statalista che difende le ferie, le festività, le mensilità agiguntive gli straordinari pagati, il lavoro fisso, e via stando fermi.
    Tutte cose chei poveri lavoratori tedeschi hanno messo da parte per crescere in un mondo dove vendere è diventato più difficile.
    In Italia vi sono i difensori incartapecoriti di un mondo che è finito da trent’anni almeno.
    Ci manderanno a fondo se vincono loro.

    Purtroppo non esagero: il 2mila miliardi di debito pubblico, se non riusciremo a ripartire sacrificandoci adesso e fancendolo con ordine, non potremo pagarli mai.

    RE Q
  7. #7 scritto da Saccavini il 12 luglio 2012 07:28

    Perché pubblico non va bene? Pillole di macroeconomia

    Momento uno (oggi):
    PIL 1800 mld
    dip pubblici 3,5mio
    dip servizi e industrie 20mio
    deficit 2% (1,6mld)
    debito pubblico 2.000 mio

    Momento due (obiettivo):
    PIL 1800 mld
    dip pubblici 2,5 mio
    dip servizi e industrie 21mio
    avanzo: 31 mld
    debito pubblico 1.969 mio

    cosa fa cambiare lo scenario con il momento due?
    Il PIL è eguale ma 1 mio di dipendenti pubblici sono diventati privati: si riduce la spesa pubblica, aumenta la capacità di export.

    Quindi:
    per rientrare dal debito l’Italia deve tagliare i costi del sistema paese.
    Ci metterà dieci anni, ma l’aggiustamento da fare è questo.

    Naturale che la sintesi è generica; le variabili che ne escono sono ben più complesse, ma l’essenziale resta lo scenario descritto.

    RE Q
  8. #8 scritto da Saccavini il 12 luglio 2012 09:57

    Basta con le comunicazioni ad effetto, forzate, su cui si fa polemica gratuita per difendere posizioni insostenibili.
    Non se ne può più!

    Il Presidente del Consiglio professor Monti non è un idiota e non ha mai detto che la concertazione con le parti sociali non si deve fare!
    E’ una stupidaggine affermarlo ed è una stupidaggine che venga così riassunto il suo pensiero su quasi tutti i quotidiani e le TV di oggi.

    Che riportano la risposta della dottoressa Camusso segretaria della CGIL: risposta che questa da, sulle “interpretazioni” dei giornali e non su quanto esprime il Presidente del Consiglio (che certamente lei ben conosce, ma fa finta di aver capito come titolano i giornali).

    Ecco il virgolettato come sentito direttamente e riportato da ilsole24ore di oggi:
    “esercizi profondi di concertazione in passato hanno generato i mali contro cui oggi combattiamo…. Le giovani generazioni sono state danneggiate dal modo di comporre i conflitti fra le parti.”
    Sindacati e imprese: “non devono essere soggetti nei confronti dei quali il potere pubblico dia in outsourcing responsabilità politiche”.

    Affermazione chiarissima e incontestabile:
    sostanzialmente la concertazione non può diventare un potere di veto, diversamente si delega un potere politico che le parti sociali non hanno e non devono avere.

    Oppure dagli statalisti pro-con alla Camusso si pretende che lo abbiano?

    L’Italia non è una Repubblica dei soviet (dei consigli di operai e contadini) ove il potere è in mano a chi conduce i soviet (e difatti Lenin la definì dittatura).
    Non ci si rende più conto neppure di ciò che si dice e si va avanti a ruota libera, come in un infinito talk show da bar sport.

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 12 luglio 2012 12:03

    Chiusura dei piccoli tribunali: razionalizzazione necessaria o scelta un po’ troppo di comodo?

    In questi giorni si conferma la chiusura di un certo numero di piccoli tribunali che, non raggiungendo certe soglie dimensionali, non sarebbero produttivi.

    Non ho elementi sufficienti per confutare i calcoli effettuati, ma qualche riflessione andrebbe fatta: il Tribunale è, essenzialmente un servizio e, come tale, ben poco soggetto ad economie di scala, ma ha certamente una serie di costi fissi (amministrazione, gestione e, sopratutto, sicurezza) che hanno un impatto sul costo finale (in realtà le economie di scala in questi casi procedono a scatti o a soglie: occorre 1 persona che può servire fino a 100 utenti, oltre quella soglia ne servono 2 e così via).

    Come per la maggior parte delle scelte che riguardano i servizi pubblici, i costi sono essenzialmente monetari, i ricavi lo sono solo in parte. Ora mi chiedo: di fronte a un cittadino che per recarsi in tribunale a presentare una citazione (anche solo al giudice di pace per ricorrere contro un multa ingiusta) e che deve percorrere, tra andata e ritorno, oltre 200 Km e poi altri 200 per l’udienza e magari altri 200 per andare a prendere la sentenza che risposta dà lo Stato?

    Possibile che tra le molteplici strade percorribili per aumentare la produttività questa fosse l’unica attuabile?
    Una semplificazione dei codici e delle procedure, una maggior informatizzazione, una razionalizzazione di apparati e strutture non avrebbero forse fornito un risultato migliore in termini di risparmi, senza privare i cittadini di un servizio di prossimità che risulta, in alcuni casi, essenziale?

    Lo stesso discorso vale, in una certa misura, per i piccoli ospedali, ma in questo caso le economie di scala sono ben più elevate: macchinari costosi e rapidamente obsoleti, equipe complesse, servizi interconnessi e via dicendo.
    In ogni caso rimane sempre il problema della prossimità!
    Oltre una certa distanza si muore nel tragitto.

    Possibile che venga considerato servizio universale e “imprescindibile” la consegna della posta e non lo siano sanità e giustizia?

    Per problemi così seri occorrerebbe avere il coraggio e la forza di ripensare il sistema nel suo complesso (scardinando molti dei privilegi corporativi che oggi ci sono un po’ a tutti i livelli), ma questo non viene fatto e si operano scelte che, a mio avviso, risultano troppo spesso di comodo, ottenendo un sistema certamente meno costoso (di poco, quasi nulla), ma ancora largamente inefficace e inefficiente!

    Efficacia ed efficienza (ed equità) sono i criteri che dovrebbero guidare le riforme, ma il tutto deve avvenire con una visione sistemica, altrimenti si fanno solo danni: se vado dal meccanico e mi lamento che la macchina tira a destra e io devo esercitare una certa forza per tenere dritto il volante, l’intervento da fare è quello di controllare i semiassi, sospensioni e convergenza, non quello di mettere un bel peso su un lato del volante che così sta dritto senza che io mi debba sforzare!

    Operando come si è fatto finora, invece, si ottengono piccoli risparmi di breve periodo poco significativi (un bel peso al lato del volante) e si mantiene sostanzialmente integra una macchina che funziona poco e male (la convergenza è da rifare) e che, paradossalmente, sarà ancora più disastrata a seguito delle scelte compiute (la capacità di dare risposte ai bisogni dei cittadini è diminuita, a mio avviso molto di più dei risparmi conseguiti, quindi si è persa ulteriore efficienza).

    RE Q
  10. #10 scritto da Saccavini il 12 luglio 2012 12:18

    Certo Andrea, hai ragione.

    nelle scelte contingenti siamo condizionati dalla ritrosia della politica nell’assumere decisioni impopolari. anziché prendere le desioni giuste, anche se pesanti.
    Decisioni quindi pensate in una chiave che sia di sistema e guarda al medio o lungo periodo, i governanti sono costretti a tamponare prendendo un po’ qui e un po’ là.
    L’importante è che l’impatto delle singole decisioni generi reazioni compatibili al mantenimento del sistema.
    Questa volta non sono tagli lineari, ma non è che si allontanano molto.

    Il sistema democratico come oggi declinato va benissimo in una società che ha davanti un trend di sviluppo.
    Non funziona o comunque va molto meno bene, se si devono fare sacrifici consistenti.
    Fino ad ora non abbiamo ancora un modello che contemperi la civiltà della Democrazia e la capacità di tirare la cinghia con efficacia quando arrivano i sette anni delle vacche magre.

    RE Q
  11. #11 scritto da Saccavini il 14 luglio 2012 17:09

    Ecco analisi economiche utili per Buccinasco, che vengono da “Cielo Buio”, la associazione che il Presidente del Consiglio cita nel suo comunicato sulla spending review.

    Una frase:
    “se confrontiamo il consumo pro capite dell’illuminazione pubblica con quello della Germania, ci accorgiamo che il nostr oè doppio. 105 kilowattora contro 42 mentre la media europea è 51″.

    Il bilancio di Buccinasco come si pone al riguardo?

    Il costo dell’energia del Comune, diviso per i 26.800 residenti quanti Kilowattora fa?

    Ce lo dica l’assessore al bilancio.
    Ecco: abbiamo un obiettivo su cui la nostra amministrazione deve lavorare.

    RE Q
  12. #12 scritto da Rinaldo Sorgenti il 15 luglio 2012 15:59

    Giuste le riflessioni di Andrea D. (post nr. 9).

    Il problema però esiste e per tamponare e ridurre, seppure parzialmente la spesa pubblica, diventa inevitabile tentare di razionalizzare queste strutture ed i relativi servizi.

    Ora, una discreta parte delle spese per queste “piccole” strutture di prossimità è dovuta alle sedi gli uffici, il personale di custodia e simili) che possono agevolmente essere ovviati con:

    - l’insediamento di piccole unità amministrative presso i Comuni (almeno quelli di una certa dimensione, dove non sarebbe certo difficile trovare le stanze dove sistemare queste funzioni decentrate di questi organismi;

    - l’informatica, che consente di dare poi seguito alle pratiche indipendentemente dal luogo di acquisizione degli atti.

    Sono solo un paio di riflessioni che nulla toglierebbero all’efficacio del SERVIZIO al Cittadino, ma farebbero certo risparmiare il sistema.

    E ce ne sarebbero molti altri di interventi simili che non producono particolari problemi ma consentono di ottimizzare i costi.

    RE Q

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