Buccinasco le scuole: parità di trattamento, compatibilmente al bilancio

L’abbiamo sentito dire da molti candidati prima delle elezioni, affrontando il tema della Materna Don Stefano Bianchi di Romano Banco. Tanto giusta e tanto naturale, perfino ovvia questa subordinata. Qualsiasi cosa il Comune deve impegnare delle proprie risorse (che poi sono  tasse dei Cittadini, soldi nostri, non dimentichiamolo mai), gli amministratori hanno davanti un limite ineludibile: se le risorse sono disponibili.

La compatibilità comincia ad avere un sapore diverso se accanto il Sindaco dicesse: compatibilmente alle risorse disponibili, tuttavia considerando la scuola una priorità: Assoluta;  oppure successiva al sostegno di anziani o famiglie in difficoltà, o altro. Oppure come a qualcuno degli eletti verrà subito in mente: solo dopo che abbiamo accontentato tutti, compreso le luminarie per la festa patronale.

Questo sarebbe parlar chiaro. Non è stato precisato e quindi l’affermazione pre elettorale del  Sindaco Maiorano vale quel che vale per lui: deciderà lui il range, la graduatoria delle priorità. E non avrà bisogno di smentirsi, perché questa graduatoria lui non la ha fatta. Pochi o tanti Cittadini che magari frequentano materne o scuole si sono accontentati e lo hanno votato. Serva di lezione dopo l’esperienza che avranno da questa amministrazione.

Vi è poi un’altra questione, anche questa primaria,  sulle scuole di Buccinasco, perché la nostra cittadina ha la fortuna di disporre di materne, elementari e medie parificate, in dimensioni complessive che riguardano 800 frequentanti. Quindi il sistema scolastico nel suo complesso a Buccinasco riguarda le scuole statali (Materne), le scuole a gestione provinciale (Medie), le scuole a gestione comunale (primarie o elementari che dir si voglia) e le scuole parificate per ciascuna dei tipi (Nova Terra compresa).

In questo contesto, come deve intendersi la parità di trattamento? la risposta diretta, semplice, non contestabile è: tutti i bambini che frequentano scuole pubbliche, siano esse statali o parificate, debbono ricevere il medesimo trattamento, i medesimi sostegni, il medesimo aiuto da parte della Comunità. Non un ghello in più se si vuole , ma neppure un ghello in meno: questa è parità di trattamento.

Il neo Sindaco Maiorano la ha più volte promessa (dopo aver archiviato un infelice volantino distribuito all’uscita dalla chiesa, che proclamava altro) la parità di trattamento.  Adesso viene il momento di dare conto delle promesse e applicarle: a cominciare dalla Materna Romano Banco, oggetto di una convenzione Commissariale che ha il sapore di decisione affrettata, presa per sistemare una prima formulazione che avrebbe avuto effetti traumatici sulla Comunità.

Sistemazione che corrisponde a quanto Città Ideale ha portato avanti e documentato: facendo emergere il dovuto trattamento paritario cui la Materna è per decenni stata privata (VEDI). I conti non si è potuto averli in modo puntuale, semplicemente perché a bilancio frastagliati fra le più diverse destinazioni e uffici e si è dovuto ricorrere a stime di massima. Che il principio fosse grosso modo corrispondente lo ha certificato il commissario, con la sua convenzione.

Quale è il problema ? per adottare la parità di trattamento negli impegni di spesa del Comune è necessario uno strumento contabile di cui il Comune sembra non disporre. Il bilancio di settore delle scuole, comprendente tutte le spese, suddiviso per categoria di scuola e per plessi scolastici, con le erogazioni che a qualsiasi titolo il Comune dispone per le scuole.

Ripetiamo: tutte le scuole pubbliche. Siano esse  statali: gestite con le tasse dei Cittadini, che pubbliche parificate: pagate dai genitori frequentanti con le rette che volontariamente versano, una sorta di tassa ulteriore che genera alle casse pubbliche un risparmio annuo di circa 2,6 miliardi di euro. A Buccinasco un paio di milioni. Annui: Reperita juvant…

In buona sostanza, per applicare la parità di trattamento da parte del Comune verso i propri Cittadini che frequentano scuole pubbliche, è necessario che i comune stabilisca il quantum complessivo destinato al sostegno scolastico con proprie risorse. Ciò fatto, della somma totale si ripartiscano le quote per categorie di intervento (mensa, manutenzioni, pulizie, buono libri, ecc., suddivisa per classi scolastiche); quindi di ciascuna categoria si effettua la ripartizione unitaria per alunno:  per tutti gli alunni di scuole di Buccinasco, che a Buccinasco risiedono. Semplice e corretto; oppure no?

Oppure i residui estimatori dello statalismo che occupa tutto ed esclude una gestione che non sia statale, vorranno ancora sostenere che i Cittadini residenti alunni nelle scuole non statali sono oggetto di diritti minori, da rinchiudere in una sorta di ghetto, indegni (a parità di reddito) di beneficiare del sostegno che la Comunità ritiene di dover accordare ai propri alunni ?

Siamo al momento della verità e staremo a vedere. Questa volta però, a vedere e pretendere che i nostri alunni vengano trattati da eguali, come garantisce la Costituzione, art. 33:

……….

 La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

………..

Più chiaro di così?   Vogliamo che venga assicurato ai nostri alunni un trattamento scolastico parificato, così come sono parificati gli obblighi dell’istruzione?

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