Buccinasco Castello: un esame dei progetti; una traccia per Maiorano. Cittadini informati

Città Ideale si è assunta il compito di informare i Cittadini circa la gestione della nostra Casa Comune e ritiene importante essere per quanto possibile precisa nel porre a conoscenza di tutti le questioni che toccano direttamente le nostre tasche (attraverso le tasse che poi al comune dobbiamo pagare).

Una delle modalità attraverso le quali le amministrazioni locali oggi fanno il bello e cattivo tempo è riconducibile alla informazione: apparentemente diffusa (tutti gli atti dell’albo pretorio sono pubblici sul sito, così come il bilancio e altro) di fatto la struttura comunicativa informa poco o nulla. Troppo tecnica e complessa, il Cittadino non ci capisce, viene portato a disinteressarsene.

Indispensabile crediamo sia una funzione di interfaccia che si sostituisca alla amministrazione, decodificando i dati, rendendoli comprensibili, ponendo i Cittadini in condizione di capire e ragionare, mettendo più direttamente gli amministratori a informare a loro volta, a risponderne.

Riprendiamo allora l’analisi con Buccinasco Castello su cui si dovrebbe sapere già tutto, per quanto se ne è parlato. Come sempre però le parole e i numeri messi giù qui e là, in modo incongruo rendono la situazione confusa: pochi ci capiscono e in questa confusione chi amministra è più libero di fare ciò che vuole.

Siamo andati a vedere i numeri per cercare di capire lo stato dell’arte ed è venuta fuori la sorpresa: il progetto presentato dal commissario Iacontini  ha avuto anche un obbiettivo immediato: tamponare il buco emergente nel corrente anno in conseguenza delle minori entrate e trasferimenti dallo stato, ed ecco che la trattativa con i costruttori si è focalizzata su quanto da loro era possibile ottenere in termini di entrate certe per salvaguardare l’equilibrio di gestione.

Ecco cosa è venuto fuori dalla analisi comparata dei diversi progetti presentati (VEDI). Il prospetto richiede qualche spiegazione e chiediamo al lettore interessato di seguirci nella illustrazione dei diversi aspetti.  Prendiamo i progetti ed osserviamo: la volumetria prevista (salvo errori) è quanto in  metri cubi il progetto complessivamente comprende, la volumetria esistente (diversa in funzione delle diverse aree considerate (compreso ad esempio tettoie o simili), e per differenza il differenziale in aumento.

Infine aggiungiamo a queste le possibilità di ulteriore aumento previste nel singolo progetto. I numeri sono lì da vedere, pur tenendo conto del mutato clima e mercato immobiliare, negli anni interessati. Si va da una volumetria massima possibile di 115mila (Carbonera), 123mila compreso la volumetria del Castello (Cereda), 69mila (Commissario). Non vi sono parole… visti i numeri.

Parliamo del Castello: I progetti delle amministrazioni Carbonera e Cereda riguardo al castello lasciano la proprietà al proponente (costruttore o proprietario): prevedono un uso sociale, pubblico o privato (con oneri per il comune se poi decidesse l’acquisto o la locazione). Il progetto del Commissario risolve la proprietà e il restauro, anche avvalendosi di preordinati intendimenti costruiti da Cereda, con finanziamento della Provincia ed utilizzo trentennale al PASM.

Il comune con il progetto Commissario diventa proprietario del Castello  senza affrontare costi; sia pure affidato in uso al PASM per 30 anni. Anche qui le migliori condizioni rispetto alle precedenti non sono da poco, tanto più che l’immobile non costa un euro al Comune, mentre la sede in loco per le iniziative e manifestazioni di EXPO 2015 da un ritorno non trascurabile.

La chiesetta:  come viene affrontata? Nulla al riguardo nei progetti precedenti. Il progetto del commissario prevede il restauro a cura del proponente e la donazione alla Parrocchia Romano Banco se questa intende accettarla e farsene carico per il mantenimento in uso.  La parrocchia avrebbe già accettato e i lavori di sistemazione sarebbero già partiti.

Per ora ci fermiamo qui. Commenteremo puntualmente in un articolo ulteriore le condizioni relative ai cambiamenti su beni che divengono comunali (e al costo di manutenzione conseguente) e alle proprietà che generano reddito. Alla prossima puntata.

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