La scuola di oggi e di domani (in Finlandia): in Italia è arretrata di trent’anni

Quando prima delle elezioni i candidati sono stati invitati dal Comitato Genitori Materna don Stefano Bianchi, sono rimasto stupito della naturale ovvietà e accettazione dell’esistente quando il mondo dell’istruzione sta cambiando profondamente. La norma sta diventando nel mondo da decenni ormai,  una scuola pubblica nei contenuti, autonoma o a gestione privata la conduzione.

La discussione verteva sulla disponibilità a concedere una condizione di parità alle scuole statali. Nessuno, dico nessuno ha manifestato la coscienza del nuovo e del positivo che viene da una scuola gestita in autonomia, l’esigenza del cambiamento, l’urgenza di autonomia e responsabilizazione. Arriva adesso un interessante saggio sulla scuola finlandese: meditiamo tutti su questa realtà.

 Le notizie relative a questo articolo sono ricavate da Internazionale, rivista settimanale nel numero uscito il 09 Maggio. L’articolo-saggio a sua volta è rilevato da Smithsonian (mensile USA di scienza e cultura del 09/2011) l’autrice LynNell Hancock. Il titolo originale: “perché le scuole finlandesi hanno così successo?”…. Già, perché? (VEDI)

L’occhio con cui viene esaminato il sistema ha quale riferimento la struttura USA, naturalmente. Negli USA il sistema scolastico è molto più complesso per la presenza di stati confederati e strutture diverse, per lo più private. Le scuole pagate dagli stati sono in prevalenza destinate a categorie sociali meno abbienti. Esistono e stanno crescendo le charter school a gestione privata ma riconosciute e sovvenzionate dallo stato (raddoppiate negli ultimi dieci anni).

In Finlandia dalla metà degli anni Ottanta le scuole statali sono praticamente sostituite da gestioni locali: comunali in questo caso, con grande autonomia alle strutture dirigenti e dei docenti. L’effetto descritto da questa riforma si può condensare in pochi dati: una gestione orizzontale che ottiene il massimo di risultati al mondo (classifica PISA 2009); terza assoluta dopo Shanghai e Corea del Sud (gli Stati Uniti si trovano al 17mo posto, l’Italia al 29mo).

Una efficienza unica quella finlandese che consente di fornire la presenza e assistenza necessaria per sostenere tutti i frequentanti (con un tasso crescente di provenienti da paesi del terzo mondo), consentita dalla razionalizzazione delle risorse. Un sistema quasi sovietico quello precedente (noi diremmo italiano) totalmente statalizzato e centralistico, burocratico. “L’ispettorato ha chiuso all’inizio degli anni novanta, trasferendo responsabilità e compiti a presidi ed insegnanti”(Sahlberg).

Gli insegnanti obbligati a corsi di specializzazione e un anno o due di tirocinio. Una selezione forte in termini di qualità. L’insegnante che sul piano sociale è parificato a medici e professionisti, con uno status fortemente accresciuto.

I risultati semplicemente eccellenti, con uno sforzo ulteriore a migliorarsi: “ogni bambino ha diritto ad un’ottima scuola pubblica (non statale ndr). Se vogliamo essere competitivi, dobbiamo garantire a tutti un’istruzione di qualità. È questione di sopravvivenza” (Sahlberg).

L’articolo è tutto da leggere e cita esempi che sono ad un tempo piacevole ed interessante scoperta;  modello per noi inarrivabile finché manterremo la struttura tardo sovietica che anche in Finlandia imperava fino agli anni ottanta. 

Perché di queste esperienze non si parla? Perché le nostre scuole non affrontano il problema con l’enorme necessità che abbiamo di razionalizzare i costi e di investire nel nostro futuro? Possibile che per conoscere queste situazioni si debbano andare a spulciare riviste specialistiche e nei giornali, nei media tv vadano quasi esclusivamente programmi d’evasione?

Abbiamo bisogno di conoscere, abbiamo bisogno che i Cittadini siano informati perché si rendano convinti che viviamo in un mondo che deve essere cambiato. Perché mandino a casa il potere partitico che sta inchiodando il paese: Città Ideale presterà attenzione massima a come verrà gestito i sistema scolastico locale, cosciente come in Finlandia che: “è questione di sopravvivenza per il nostro futuro”.

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  1. #1 scritto da Saccavini il 16 maggio 2012 09:03

    Siamo indietro sul piano culturale, non siamo aggiornati.
    Se si va avanti così e non ci si mette a copiare gli altri paesi che fanno meglio, a studiare, a imparare bene coloro che ci superano, saremo destinati ad andar peggio…

    Lo dimostra un comunicato dell’Agesc ricevuto adesso:
    Le scuole parificate equiparate a spese ludiche private che rappresentano un fattore di capacità di reddito.
    Come le barche, i Suv, le case…

    Il cittadino che manda il figlio ad una scuola parificata già così contribuisce con almeno 2.500 euro alle entrate indirette dello stato, riducendone i costi.
    Parificare l’iscrizione ad una spesa voluttuaria non solo è improprio, ma sbagliato: si introduce un meccanismo che riduce l’attrattività dell’iscrizione alla scuola parificata e lo Stato ci rimette…

    vedi il comunicato Agesc:
    http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/wp-content/uploads/2012/05/spesometro-agesc14-MAGGIO-20121.pdf

    RE Q

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