Buccinasco: la Destra e le scelte che i Cittadini dovranno correggere

Quando penso alla Destra  della mia Buccinasco capita spesso di trovarmi a nono condividere su come la struttura si manifesta. Storicamente la Destra, anche la più conservatrice, ha assunto caratteri ad un tempo liberistici (grande fiducia nel mercato e nella iniziativa individuale, nella libertà nei rapporti di lavoro) e diffidenti verso ogni strumento di assunzione pubblica dei compiti di compensazione negli squilibri economici, di Cittadini o di categorie.

Il mercato si autoregola e ogni strumento che limiti il suo libero sviluppo si  tramuta in una onerosa inefficienza che si trasforma in tasse. C’è del vero, parecchio di vero in questi principi (che probabilmente non devono essere assoluti). A seconda delle situazioni probabilmente i principi fondanti richiedono correttivi, ma temporanei, legati al superamento di una situazione contingente. La fiducia autoregolante del mercato credo debba essere un metro costante dell’agire economico e politico.

Qui però siamo alle teorie, che nella Destra molto spesso si sono accompagnate ad una applicazione rigorosa dei principi, dello stato di diritto (anche se non sono mancate deviazioni). Applicazione rigorosa dei principi anche se il controllo sociale conseguente ad una applicazione dei principi economici con poca attenzione al sociale (e alle reazioni conseguenti)  ha volte portato a scorciatoie di tipo autoritario, rivelatesi sempre fasulle, anche drammatiche.

Ecco: il rigore nei principi. E’  questo che non trovo nella Destra della mia Città Ideale. Sembra se ne siano dimenticati, che sia questione che viene dopo… dopo cosa? Girano persone sveglie ed anche capaci, che però sono troppo spesso trovate con le dita sporche di marmellata, con inchieste che fanno seguito a probabili irregolarità varie. Persone ripresentate come se nulla fosse… Una concezione liberista del mercato che da l’impressione di essere interpretata come libertà anche nei nella applicazione del diritto, delle regole.

Intendiamoci: può succedere. Anche qui vi sono uomini e possono capitare sbagli o comportamenti censurabili. Le condanne assolute che vengono dall’altra parte (come al rovescio, sia chiaro: dalla nostra Destra verso i progressisti), le trovo strumentali e di un moralismo di comodo. Il problema è come ci si comporta dopo: chi sbaglia o si trova in condizioni  potenzialmente censurabili dovrebbe fare il passo indietro. Da prassi: senza farne un dramma.

Questo passo indietro spesso non succede e questo non va bene. A sinistra si fa la morale e basta; poi ci si comporta nello stesso modo. Sono anche meno soggetti ad inchieste della magistratura (almeno finora), nonostante comportamenti e scelte amministrative per lo meno degne di inchieste e verifiche. Qualche sospetto su percorsi pilotati da parte di inquirenti, trova più di una coincidenza.

Anche la Destra  fa uso strumentale delle accuse delegittimanti. Il che diventa una recita: Destra e Sinistra che gestiscono la nostra Casa Comune fanno uso di presupposti ideologici diversi ma sono molto simili, fanno le stesse cose, commettono gli stessi sbagli. Una identità che proprio non mi piace, che vorrei non fosse.

La Destra di Buccinasco sbaglia e nell’approccio a queste elezioni  ha sbagliato in modo evidente, a mio parere. Presentarsi ad elezioni solo amministrative con un simbolo di partito, per un’area che dovrebbe avere riferimenti ideologici più basilari ed essenziali, interessata soprattutto ad un gestire pratico ed efficiente, mentre i partiti nazionali hanno lasciato il campo ai tecnici, ha un che di stonatura. Dovrebbe oggi essere abbastanza chiaro che nelle amministrative il partito non è un simbolo che aiuta, che aggrega. Anzi.

Vado giù più chiaro: sarebbe stato naturale partecipare e contribuire alla costruzione delle liste civiche moderate che si sono unite. Un segnale ai Cittadini di voler partecipare e contribuire al cambiamento; fare parte della Buccinasco che intende rinnovarsi, portando le proprie idee e valori. Aiutare nella costruzione di un rinnovamento che tutti adesso sentono  indispensabile.

Una partecipazione che non significa disconoscimento di un partito ma partecipazione attiva ad un processo di cambiamento. Quando poi si andasse alle politiche, le scelte potranno riferirsi al partito con cui si trova maggior sintonia. Molto più difficile che si verifichi a sinistra, dove il pregiudizio ideologico e un’autostima sempre più risibile circa la superiorità culturale, li rende chiusi ai cambiamenti: progressisti fermi. Immobili come un granito.

I Cittadini che partecipano e si sentono parte della Destra, se lasciano da parte interessi di bottega (ovvero coloro che questi interessi rappresentano), in una casa dei moderati, nella nostra Buccinasco, si trovano davvero a casa loro. fanno la cosa utile.  Possono e potranno fornire il loro contributo di idee e attività. Soprattutto nelle condizioni politiche ed economiche attuali, a livello locale. La scelta giusta per queste amministrative sono le liste civiche unite per Fiorello Cortiana.

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