Amministrative e voto disgiunto: una opportunità da conoscere

Non è che le condizioni che oggi regolano il voto amministrativo siano oggi perfette. Io almeno trovo diversi aspetti che mi lasciano perplesso. Ad esempio vedo con perplessità i poteri assegnati al Sindaco, quasi totali, almeno in apparenza. Il Sindaco nomina e esonera i suoi assessori. Se ha una maggioranza coesa, fatta da un consenso largo fra gli elettori, è quasi un podestà.

Vi sono nella pratica aspetti curiosi, forse imprevedibili: a Buccinasco è successo che un Sindaco giudicato dalla grande maggioranza in termini positivi: Lanati, nelle ultime elezioni, per condizionamenti nella composizione della coalizione cui partecipava, venne praticamente costretto a farsi da parte e scegliere il suo successore. L’accordo gli assegnava un assessorato di pregio.

Neppure un anno ed era messo fuori, da un giovane rampante quanto debole. Si rese conto poi che aveva perso un asso e dovette condurre una navigazione fra scogli e marosi, sempre più condizionato. Divenuto quasi un re travicello. Quindi il grande potere assegnato al Sindaco non è sempre automatico e totalitario. Se Lanati avesse resistito sarebbe stata un’altra storia.

Un altro limite, questo lo trovo più serio, è l’indicazione di una sola preferenza. Non lo trovo giusto perché il Cittadino è costretto ad indicare uno solo dei sedici componenti del Consiglio. Forse consentire all’elettore di indicare la squadra ideale del Consiglio con sedici preferenze è complesso, ma non poi tanto. Ciascuno è libero di indicare quanti ne conosce abbastanza e li ritiene adatti al compito, libero di indicarne anche uno solo.

Costringere noi Cittadini elettori a questa limitazione la trovo una riduzione seria del potere di eleggere il Consiglio: una sola preferenza la vedo come una democrazia asfittica, una dieta ingiusta. Votare più di un candidato al Consiglio: se nella stessa lista salva il voto al Sindaco ma annulla le preferenze. Se le preferenze sono espresse su più liste, si rischia l’annullamento.

Vi è però una opportunità che le attuali regole elettorali assegnano.  Una facoltà interessante, poco conosciuta e ancor meno usata. Ai partiti, alle singole liste, non piace che sia descritta questa possibilità per l’elettore. Sono quelle notizie che magari si sentono in Tv nelle asettiche istruzioni su come si vota (tanto notarili che nessuno vi da retta).

Ne abbiamo già parlato (VEDI). Vale la pena ripeterci: parliamone noi allora, noi di Città Ideale, che siamo fra le liste in lizza. Il Cittadino elettore ha la possibilità di votare per una lista il Sindaco e un candidato al Consiglio che si trova in un’altra lista. Il voto è perfettamente valido: sia per il Sindaco, sia per la il candidato trascritto.

Si può votare un membro di lista del partito cui si è affezionati o che si vuole votare e contemporaneamente votare il candidato Sindaco di un’altra lista, magari una lista civica. Possiamo scegliere il Sindaco che si preferisce fra i candidati, quello che si vorrebbe alla guida di una giunta ed il “proprio” partito scrivendo il voto per il candidato presente entro la lista del  partito. 

Anche il contrario naturalmente. Il Sindaco indicato dal partito ma la preferenza ad un nome che si apprezza, presente in una altra lista. In questa fase di incertezza, ove per votare un partito qualsiasi cui si è abituati diventa un esercizio faticoso, che si è portati a rinunciare (altro che turarsi il naso, come diceva Montanelli), il voto disgiunto può essere utile.

“Questa volta il partito proprio non lo voto, non lo merita: a Sindaco voterò uno fuori dai partiti che mi convince di più. Però il mio amico del partito lo voto lo stesso, lui con le bruttezze del partito non c’entra”. Ecco: Cittadini, è possibile farlo, esprimendo meglio la nostra volontà. Approfittiamone quando è il caso.

Le istruzioni complete, in dettaglio, sono qui allegate (VEDI), grazie al contributo di Andrea Dalseno. Si consiglia il lettore di stampare e diffondere le istruzioni. Utile informazione ai Cittadini elettori di Bucicnasco. Meno voti errati, meno voti sbagliati: più corrispondente l’esito delle votazioni alla volontà degli elettori.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 14 aprile 2012 11:05

    Ritengo di fare cosa utile riportando per esteso tutte le varie modalità con cui è possibile esprimere un voto valido nelle elezioni nei Comuni con più di 15.000 abitanti (direttamente dal Sito del Ministero dell’Interno):

    ELEZIONI NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI (SCHEDA AZZURRA)
    La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.
    L’elettore può votare:
    • per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato;
    • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
    • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;
    • per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (c.d. “voto disgiunto”).
    L’elettore può altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale scrivendo, sull’apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato pre-ferito appartenente alla lista prescelta.
    Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.

    Per chi volesse avere un’idea di come possa apparire il voto disgiunto veda qui (nel caso dell’immagine di esempio è stata anche attribuita la preferenza, ma non è obbligatorio).

    RE Q
  2. #2 scritto da Roberto De Micheli il 15 aprile 2012 09:07

    Saccavini buongiorno,
    la ricostruzione che lei ha fatto della vicenda dell’elezione di Cereda e della vicenda dell’ultimo “buon Lanati di una volta”, come lo definisco io,mi trova parzialmente daccordo con lei.

    La “debolezza” di Cereda e di Lanati dopo la “vittoria di Pirro” delle Amministrative del 2007 stava in quello scarso 07 % ottenuto dalla Lista Lanati.

    Il grande bluff di Lanati era sì riuscito, ottenendo il Sindaco, ma dal giorno dopo la vittoria qualcun’altro si fregava le mani guardando al futuro sapendo che aveva i numeri dalla propria parte…!

    Per due volte di fila nelle ultime due elezioni Amministrative il PDL aveva sbagliato clamorosamente la scelta del proprio candidato sindaco….perchè Iocca aveva perso e Cereda aveva vinto con una percentuale bassissima della Lista Lanati e quindi un esponente qualsiasi del PDL, serio padre di famiglia, avrebbe vinto ugualmente al posto di Cereda !

    A queste elezioni il candidato Sindaco del centrodestra è una donna,come Letizia Moratti a Milano e vedremo cosa succederà, ma penso che pagherà inevitabilmente per le colpe d’altri…. !

    Tornando al voto disgiunto, credo che mai come in questo momento sia una delle cose più sagge che esistono nel sistema di voto, per riuscire a fare andare a votare tantissimi Cittadini che vorrebbero rimanere a casa !

    Conosceranno qualcuno di Buccinasco in mezzo alle 16 liste di cui si possono fidare, o no ?

    Alle Elezioni Amministrative contano le persone e meno, mooooolto meno, i Partiti !

    Tutti e sette i candidati Sindaci dovrebbero far passare questo messaggio, del voto disgiunto, forte e chiaro.

    RE Q
  3. #3 scritto da saccavini il 15 aprile 2012 09:51

    Il voto disgiunto credo proprio che sia la cosa che più temono i partiti storici.
    Il cambiamento non può essere rappresentato dai personaggi che hanno proposto; da loro non c’è da aspetarsi un cambiamento: purtroppo una politica già vista e mediocre.

    Soprattutto inadatta ad affrontare le questioni serissime che in questi anni anche a Buccinasco ci troveremo davanti: il sostegno alle imprese, il lavoro su tutti.., la sussidiarietà vera che genera servizi, lavoro e sviluppo; fare un programma di efficienza e razionalizzazione della spesa per non spremere le tasche dei Cittadini contribuenti.

    Adesso i costi del comune li dobbiamo pagare noi residenti: dallo Stato verrà pochissimo e sempre meno.

    Si richiede una svolta decisa; sono richieste competenze e persone per bene, disinteressate al proprio tornaconto.
    Cittadini come noi, impegnati solo a far girare al meglio una macchina comunale che disperde ancora molto, anche dopo i tagli drastici messi in atto dal commissario.

    Il voto disgiunto consente all’elettore di scegliere chi amministra ed eleggere del proprio partito il consigliere nel quale si riconosce…

    Dobbiamo informare e spiegare, come giustamente dice Roberto dobbiamo convincere i Cittadini sfiduciati e giustamente arrabbiati con partiti e politica, ad eleggere un loro concittadino che va ad amministrare impegnato in un servizio da compiere per la sua Comunità.

    RE Q

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