Buccinasco e il Commissario Francesca Iacontini: proviamo a fare un bilancio?

Parliamo di una stagione commissariale non brevissima (ha ormai superato l’anno) e in questo periodo sono avvenute tante cose, tanti cambiamenti. Sono state prese decisioni anche importanti. La stagione Commissariale sta volgendo alla fine e si può già fare un primo riepilogo di quanto realizzato e  come.

Città Ideale, lo confesso, non  imparziale. Ha visto fin da subito la gestione del Commissario con apertura e interesse, per la necessità che Buccinasco di una normalizzazione di cui l’evidenza dei fatti faceva percepire l’urgenza. Devo dire fin da subito la politica messa da parte, tutta la politica, ha visto con sospetto e diffidenza l’intervento di una gestione dello Stato.

Si è ricorsi subito all’immagine di una democrazia ridotta, di una penalizzazione  della “assemblea elettiva”, unica titolata a rappresentare democraticamente la Comunità. Vero: quella del commissario è una situazione di emergenza. Rifletta la politica locale sulle ragioni che hanno portato alla emergenza: nomina del commissario.

Parliamo dell’anno trascorso e dei fatti di rilievo: in primis, l’obiettivo del pareggio dei conti, che rischiavano un rosso. Sarà stata una gestione ragionieristica, come è stato detto, con tagli lineari, andando a cercare dove si poteva spender meno, giù quasi con l’accetta. Tagli anche dolorosi quando relativi a categorie sociali deboli o bisognose.

Bisogna però ammettere onestamente che se l’intervento è urgente e di normalizzazione non si può andare troppo per il sottile. L’urgenza e l’efficacia delle decisioni diventa preminente: se mai questo aspetto venga tenuto presente dai politici nuovi eletti perché sulle scelte e sulla organizzazione della macchina comunale agiscano per tempo, con metodo, razionalizzando le spese, ottimizzando la struttura. Agendo con i tempi dovuti e pianificando la messa a regime dell’equilibrio si può fare bene e con ordine, evitando lo stato di emergenza.

Il Commissario ha agito sulle decisioni e conseguentemente ha dovuto affrontare una serie di questioni in corso d’opera, o servendosi degli strumenti e della struttura esistente. Ha purtroppo toccato con mano una condizione di precarietà normativa, un procedere disorganico, un vivere su documenti o procedure che hanno mostrato limiti seri. Una precarietà che poi si fa in fretta a farla considera utile,  funzionale ad un fare della politica-affari.

Chi viene da fuori e mette mano ad una struttura trova sempre qualcosa che non va. Qualcosa però, non una macchina precaria piena di buchi, ove ogni cosa che si deve affrontare fa emergere questioni da sistemare, assenze o imprecisioni normative, carenze nelle decisioni precedenti,  documenti incerti o mancanti. L’impressione è che tutta la politica ha vissuto e approfittato da questo andazzo, da qusta carenza di metori e di regole.

Il richiamo alle regole del Commissario è stata forse la questione più importante che nell’anno di attività ha lasciato alla nostra macchina comunale. Chi degli eletti subentrerà ha l’onere di raccogliere il testimone e proseguire su questa strada. I Cittadini devono scegliere candidati che al riguardo siano una garanzia assoluta: non si dovrà tornare indietro. Le Regole si dovranno fare dove mancano o dove l’esperienza ci dice che sono necessarie: si dovranno applicare.

Nelle decisioni pratiche che più hanno colpito e fatto notizia si può citare: la questione Nova Terra e il blocco temporaneo della attività. Il Commissario ha agito con i fatti ed è stato certamente fra i protagonisti che hanno portato la proprietà a ritornare sui suoi passi, riaprendo la scuola.

Continuiamo con la questione dei Sinti: affrontata con decisione e attenzione. Anche scontrandosi con un modo di gestire fatto finta comprensione sulla precarieta, di pacche sulle spalle e carenze normative. E’ stato necessario assumere decisioni forti perché agli accordi seguisse la loro puntuale esecuzione. Tutto sta andando a norma e questa è la premessa perché finalmente si possa richiedere agli enti sovrastanti la necessaria autorizzazione. In dodici mesi;   non in cinque anni (ove si è girato a vuoto).

Parliamo di Buccinasco Castello. Un progetto rivoluzionato, un restauro conservativo riducendo drasticamente le cubature, deliberate dalle precedenti amministrazioni, rispettando l’ambiente e ottenendo una serie di benefici importanti per la Comunità. Un progetto che non poteva non tener conto della condizione di partenza: sull’area sono ormai dieci anni che le giunte elette hanno esaminato la trasformazione in area urbanizzata. Forse si poteva fare meglio in termini ambientalistici  nel rispetto della plurisecolare vocazione agricola dell’area: il commissario ha dovuto partire dallo stato dell’arte. Ha ottenuto per il comune la disponibilità del Castello interamente restaurato, alla Provincia e alla Comunità.

Parliamo della Materna Romano Banco: una convenzione superata dalle regole intervenute nel frattempo cui si è data una soluzione: forse affrettata, certamente sul piano economico non sostenibile. Siamo alle ultime battute per un opportuno aggiustamento, che consente di risolvere una questione affrontata sempre dalla politica in chiave ideologica e non gestionale. Antistorica e assurda: il commissario lascia una strada nuova, ben tracciata. Un percorso il cui perfezionamento  toccherà alla nuova amministrazione.

Ci sarebbe altro; non si finirebbe se si vanno a vedere le delibere assunte nel periodo. Credo basti per poter affermare  che il Commissario Prefettizio lascia una amministrazione molto migliore di quella che ha trovato. Ha dato un senso nuovo a tutta la squadra di tecnici, infondendo fiducia ed essend oesigente: invitandoli a responsabilizzarsi nei propri compiti.

Un esempio alla politica di come si può amministrare bene e correttamente. Un esempio che resta per tutti i Cittadini, un punto di riferimento per i nuovi amministratori. Grazie commissario per la sua opera: Città Ideale idealmente ma con calore le stringe la mano, riconoscente.

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  1. #1 scritto da Luciano il 18 marzo 2012 16:14

    Buongiorno, ha detto bene “Tagli anche dolorosi quando relativi a categorie sociali deboli o bisognose.”.

    Non so se è a conoscenza che anche il Centro Diurno Integrato di Via Lomellina, ha “subìto”, o meglio hanno subìto gli anziani accreditati, un aggravio sulle spese di frequenza.

    Di sicuro la quota mensile fino ad ora versata era, diciamo, simbolica. E’ giusto un adeguamento, ma ragionevole, visto che chi frequenta ha dei problemi sociali, di salute ha anche altre spese e non frequenta il CDI per passatempo.

    Credo che l’applicazione della tabella ISEE sia eccessivo.

    Una persona sola che percepisce una pensione di circa 1000 euro e possiede una casa di proprietà, acquistata con il sudore della propria fronte, credo non debba utilizzare la metà della propria pensione per poter frequentare la struttura.Cordialità

    RE Q
  2. #2 scritto da saccavini il 18 marzo 2012 20:12

    Luciano non si può non essere daccordo.
    I tagli lineari fatti sull’urgenza portano inevitabilmente a scelte non ponderate: l’urgenza fa diventare prevalente il risultato e si guarda meno agli effetti.

    Le spese migliorabili, non dico inutili ma non ponderate sono precedenti, e bisognerà partire da qui per rimettere in sesto il bilancio e il vivere sociale, l’attenzione per chi ha bisogno.

    Un compito che spetta alla nuova amministrazione, ai Cittadini eletti che finalmente cabino la musica.

    Lo faremo.

    RE Q

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