Buccinasco e il programma elettorale: la scuola pubblica

Siamo sempre nella illustrazione dei temi di un programma della amministrazione richiesti a Città Ideale come urgenti, più urgenti della Materna Romano Banco. Il che non è perché Romano Banco è una emergenza cui mettere riparo subito, ma quando si devono trovare giustificazioni a posizioni che si rivelano deboli, sbagliate, è umana la ricerca di scusanti.

Il tema Istruzione e scuola è in via diretta e indiretta più volte affrontato da Città Ideale. Il lettore che anche in questi giorni frequenta il blog, è in grado di conoscere o derivare abbastanza puntualmente quale può essere il contenuto. Hanno molto contribuito nell’approfondire il tema le vicende che hanno riguardato due strutture pubbliche (sottolineo pubbliche) che sono a Buccinasco.

Il sistema scolastico della Comunità è composto da:  alcune strutture statali o comunali, nonchè  dalle due strutture altrettanto pubbliche, ma a conduzione autorizzata/delegata, essendo il conduttore in entrambi i casi una cooperativa. Insomma il nostro sistema istruzione pubblico si compone di  gestioni  statali (con integrazione di costi comunali); comunali (il comune pensa a tutto) e di gestione non pubblica ma soggetta ad autorizzazione.

Primo principio da rendere operativo: il sistema istruzione di Buccinasco va visto come un unicum; insieme fatto di entrambe le strutture che devono interagire e confrontarsi, per quanto possibile. Per giungere ad una intercambiabilità quando genera miglioramenti organizzativi e funzionali, per una pianificazione dei sistemi di istruzione, per una analisi che abbia carattere complessivo.

UNO: Partiamo da quello che non c’è: un bilancio del sistema istruzione dettagliato, distinto per scuola. Provenienza delle risorse, quando paga il comune diviso per categorie, quanto contribuisce lo Stato, sempre diviso per categorie di spesa, quale è il costo unitario. Il sistema istruzione di Buccinasco per Città Ideale dovrà essere una casa di vetro ove tutti possono sapere e vedere.

DUE: Uno screening, una analisi delle esigenze non coperte dal sistema attuale: un monitoraggio accurato, che permetta per ciascun plesso di avere una fotografia delle esigenze. Le spese da affrontare devono essere programmate e conosciute. Fatte conoscere ai Cittadini, distribuite ai genitori, per ciascuna scuola.

TRE: Piano di intervento e copertura discusso con ciascuna scuola, comitati di docenti e genitori compresi, individuando congiuntamente l’ottimizzazione delle risorse impiegate. Incoraggiare e assistere in ogni modo il supporto volontaristico o parzialmente supportato, verso i genitori, se fosse necessario.

QUATTRO: Supporti ed ausili formativi e scolastici di diverso livello volti ad accrescere la preparazione scolastica a Buccinasco; si punta a realizzare una struttura che si distingua, che si qualifichi. Arricchire gli strumenti  disponibili e sfruttare tutte le opportunità date dai mezzi di comunicazione; integrazione formativa che riguardi anche la famiglia.

CINQUE: Integrazione nel rapporto fra scuola e vita professionale e lavorativa in forma e contenuti diversi in funzione dell’età, come parte di un percorso che avvicina e ottimizza il mondo dell’istruzione e il lavoro, la professione. Ricorso sistemico alla formazione permanente per tutte le età lavorative e per le diverse capacità professionali: l’obiettivo è l’aggiornamento e l’arricchimento delle competenze che migliorino la occupabilità dei Cittadini.

SEI: Strutture specialistiche che riguardano le diverse forme di handicap cercando di costruire centri sovracomunali che diano la massima possibilità di esplicazione delle capacità e inserimento utile nella vita professionale e sociale, con gestione diretta o accogliendo nel territorio attività già esperte e di sicura  competenza e risultati.

SETTE: In fondo perché non definibile nei tempi, ma primario impegno di Città Ideale è conseguire la autonomia gestionale e amministrativa alla scuola pubblica. Basta con gli stipendi eguali per tutti, appiattiti. Solo l’anzianità che scatta automaticamente.

Basta il maestro che arriva da chissà dove in base a una graduatoria provinciale ove si iscrivono tutti. Basta con il direttore che si trova docenti venuti da chissà dove, che hanno preparazione e competenze che non conosce, che deve metterli in un posto che non ha scelto lui. Basta con il bidello che vien da una graduatoria della provincia.

L’amministrazione di Città Ideale chiede e sostiene l’autonomia di chi la scuola la gestisce: assegna a lui la responsabilità ed è lui a scegliersi personale e piani didattici, progetto educativo. Lui deve avere una variabilità retributiva in funzione del merito. Deve ottenere premi di risultato, ecc. Un mondo rivoluzionario di vedere l’istruzione?

Ma noo! È il modo attuale del fare istruzione che è incartapecorito, ai limiti dell’assurdo. Che costa moltissimo ed è fatto male. Se i risultati a scuola vengono, se funziona il processo educativo statale questo viene per l’impegno e la capacità di molti operatori (non moltissimi, ma nemmeno pochi) che si impegnano nonostante il sistema. Convinti di svolgere un ruolo importante nella vita degli alunni, vi si dedicano superando intralci e problemi ogni giorno.

Oltretutto Città Ideale è arciconvinta che dalla autonomia gestionale e amministrativa della scuola pubblica si avrà sovrabbondanza di risorse e una enorme crescita in termini di risultati, di qualità dell’istruzione, della formazione di Cittadini di una Città Ideale.

Sembra un sogno, ma è giusto e le cose giuste i Cittadini devono imparare a chiederle, a pretenderle.  Città Ideale non è un sogno. È la volontà di un mondo che corrisponda a ciò cui i Cittadini oggi aspirano.

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