La scuola: statale o parificata? Devono convivere

La vicenda della materna Romano Banco (Asilo parrocchiale) come sempre si cerca di buttarla in politica. Tutti i Cittadini di buon senso si augurano conclusa velocemente e favorevolmente nel senso di una fruizione piena delle disponibilità per i bambini che a Buccinasco ne hanno l’esigenza,

Ecco allora rispuntare il sempiterno problema  che dai lavori per la costituente imbroglia le carte fra scuola pubblica  e scuola privata, risolto nella nostra Magna Charta in senso aperto purché “senza oneri per lo stato”. Termine di carattere generale, proprio di una carta dei principi, che nella applicazione deve passare per l’interpretazione, soggetta nel tempo a mutare; con il mutare delle situazioni.

Senza farla lunga il principio della scuola pubblica può essere esercitato dallo Stato anche affidandolo a strutture non statali cui viene rilasciata autorizzazione, a condizioni normative vincolanti di dotazioni, sistemi e contenuti, soggetti a verifiche nella applicazione. Che questa possibilità corrisponda alla Costituzione lo stabiliscono leggi, sentenze, giurisprudenza. Superfluo discuterlo.

Naturale che, dal momento che la scuola pubblica può essere statale o parificata, la definizione della Costituzione: “senza oneri per lo Stato” richieda una interpretazione.   In questo contesto appare naturale e ragionevole che il termine “oneri” sia da cogliersi nel senso “non superiore a quanto allo Stato costa (per alunno)  la scuola gestita direttamente.

Allo Stato costa 100 l’alunno che frequenta una sua scuola? questo 100 non può essere superato nel costo complessivo quando il diritto alla istruzione pubblica è affidato ad una scuola parificata. Si tratta di un termine massimo, non di un obbligo. Allo Stato la scuola parificata può costare eguale o meno e lo Stato non è obbligato a integrare sempre e comunque l’erogazione fino alla parità.

Per contro, essendo pubblica, è naturale che la scuola parificata deve rivolgersi a tutti, che non deve selezionare in base a credo religioso, o convinzioni politiche, alla provenienza, ecc. Svolge una funzione pubblica e come tale a questa funzione deve rispondere.

La scuola parificata è legittimamente operante; la scuola parificata può ricevere contributi ed erogazioni da enti pubblici diversi (centrali o locali), con il limite sopra detto. Ogni polemica che contesti questa situazione è quindi superata (se mai ha avuto ragione di essere), non corrispondente alle leggi, alla Costituzione. Con buona pace di Cittadini e politici che continuano nella confusione di termini (sempre contro le scuole parificate).

Nella applicazione del principio possono sussistere situazioni diverse: ad esempio è naturale che se i posti disponibili sono eccedenti in un determinato territorio è improprio che lo Stato autorizzi e finanzi scuole parificate. Se l’eccedenza si manifesta nel tempo a causa di una riduzione degli iscritti è logico e giusto  che lo Stato cercando di ottimizzare le risorse destinate all’istruzione riduca le scuole che sono più costose.

Se al contrario vi fossero richieste superiori alle disponibilità di posti, si genera un condizione nella quale lo Stato deve incoraggiare l’apertura di scuole private se queste sono meno costose nel rispetto delle qualità formative richieste. Quando una convenzione ha contenuti superati dalle normative, questa può essere cambiata e ridefinita. Questi cambiamenti possono anche riguardare, oltre alle modalità, anche la misura del contributo riconosciuto.

Fin qui credo sia tutto chiaro. Cambiare la misura in senso restrittivo ha però dei limiti: non può superare il livello di sopravvivenza della scuola parificata che ne è colpita, perché in questo modo lo Stato viene meno al suo obbligo costituzionale, privando il territorio interessato di un servizio che è suo compito garantire. Inoltre nella applicazione deve rispettare il ciclo scolastico e  adeguarvisi gradualmente.

Non solo. Se le risorse dello Stato portassero a ridurre gli stanziamenti verso la scuola, l’intervento dovrebbe ricercare il taglio nelle strutture che più sono costose, essendo insito nella motivazione l’obiettivo di contenere al massimo la diminuzione del servizio. Diversamente la decisione si rivela impropria rispetto ad una gestione coerente delle risorse pubbliche.

Credo che in termini generali, la situazione che si verifica a Buccinasco è quella qui descritta. Chiediamo allora che lo Stato esegua  bene, al meglio, i suoi compiti. La decisione presa si presta a miglioramenti logici che sarebbe improprio trascurare.  Anche perché potrebbero aversi vertenze che nel settore è bene cercare di evitare: causerebbero conseguenze serie sul piano sociale ma anche costi e danni per tutti.

Infine la politica. Proprio non può tenersi fuori: deve partecipare attivamente ad una composizione. I partiti e la politica locale (a sinistra in particolare) tengano conto della situazione ed evitino di sollevare polveroni a vuoto che generano solo confusione: rischiano di comportarsi come venditori televisivi di prodotti costosi ed inutili, buggerando ascoltatori e Cittadini. I danni che ne verrebbero per i Cittadini e il Comune sarebbero responsabilità loro; anche loro.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 23 febbraio 2012 13:57

    Ottimo riassunto e ricostruzione di concetti che non dovrebbero poter essere messi in discussione.

    Quello che mi sorprende delle posizioni espresse da alcuni sul tema è l’interrogativo:

    - ma se dalla prossima stagione scolastica non ci fosse la Scuola Materna Romano Banco (o non la si volesse in alcun modo finanziare), dove dovrebbero andare i circa 300 bambini RESIDENTI (ancora in età pre-scolare) che quest’anno frequentano tale struttura?

    Se l’offerta pubblica sul territorio è carente per circa 1/3 rispetto alla domanda/necessità, è evidente che l’intera domanda sarebbe soggetta ad una riduzione e ad una graduatoria di ammissibilità (davvero di dubbia formulazione ed applicabilità) e che quindi anche una parte dei bambini RESIDENTI, oggi iscritti e frequentanti le Materne Statali, si troverebbero senza disponibilità di posto.

    Dove dovrebbero/potrebbero andare tali bambini?

    Non so se il Commissario (e gli uffici del Comune preposti alla materia) hanno già risposto e trovato soluzioni a questo interrogativo.
    Nel qual caso prego Saccavini di chiarirci il punto.
    Grazie.

    RE Q
  2. #2 scritto da saccavini il 23 febbraio 2012 14:18

    Per il candidato sindaco Maiorano, che è andato in comune a reperire i dati (quindi a suo parere)

    quelli che rimarrebbero fuori, da sistemare, sono SOLO 85 bambini

    ammesso che sia vero, che i conti siano giusti, per lui si tratta evidentemente di un problema minore.

    Prioritario è non tagliare gli altri costi che secondo lui sono già ottimizzati e incomprimibili.
    Si dichiara a priori incapace di ridurre i costi presenti del bilancio di di un 7 per mille (o di reperire le entrate per un tale importo in corso d’anno).

    Ognuno da quello che arriva a poter dare..

    RE Q
  3. #3 scritto da Giambattista Maiorano il 23 febbraio 2012 19:01

    Caro Saccavini, capisco la ricerca dei voti.

    Ma se riporti quanto da me scritto e visto che era in risposta ad un commento di Anonimo successivamente integrato con un post a tuo nome dichiarando che l’Anonimo in questione eri tu, permettimi di riportare quanto da me esattamente riferito.

    Diversamente diamo i numeri e di questi tempi ne vedo veramente tanti.

    Te lo riporto pari pari in modo che ne possano venire a conoscenza i tuoi lettori che potrebbero essere non frequentatori del sito del PD.

    Caro Anonimo (post n.10) …………..
    ………. Se vogliamo dare i numeri non diamoli a casaccio facendoli passare come veri. A me risulta (fonti del Comune) che complessivamente sono n. 313 gli alunni che lasceranno la materna per le scuole primarie quest’anno. Risulta anche che complessivamente, materna “parrocchiale” compresa, le disponibilità ammontano a 910 che può diminuire di qualche unità nel caso di presenza di disabili.

    Diciamo quindi che, ferma restando l’iscrizione di quelli attuali (compresi i non residente ufficialmente otto) e ipotizzando che tutti i nati nel 2009 (n. 224) siano iscritti per l’anno 2012/2013 arriviamo a n. 821 che, rispetto alla disponibilità complessiva (910), manifesta un surplus di 89 posti.

    Certo che se la Materna “parrocchiale” scomparisse l’assorbimento della differenza (n. 329 – 110 uscenti – 8 risultanti non residenti) per un totale di n. 211 escluderebbe la possibilità di inserire l’intera nuova leva dei nati nel 2009.

    Un guaio certamente per tantissime famiglie alle quali bisognerebbe dare una plausibile spiegazione. Bisognerebbe spiegare, per esempio, perché mai l’ampliamento della Materna “parrocchiale” sia stato fortemente possibile con il contributo dell’intera comunità cittadina. Almeno saprebbero chi ringraziare.

    Questo sarebbe il risultato certo di un muro contro muro che può far felice soltanto i pasdaran dell’una e dell’altra parte che costituiscono la vera palla al piede di tutti, compresi tanti di voi.
    Ti interessa veramente risolvere il problema? Se sì, cerchiamo insieme di ragionare e non di porre modalità dal sapore ricattatorio un tanto al pezzo.
    Di Giambattista Maiorano (inviato il 20/02/2012 @ 08:04:37)
    Questo giusto a chiarimento riprendendomi l’impegno a vietarmi di intervenire ancora in questo sito per completa ormai incomunicabilità e strumetalizzazione di una vicenda seria che avrebbe meritato ben altro trattamento.
    Grazie per l’attenzione.

    RE Q
  4. #4 scritto da saccavini il 23 febbraio 2012 22:56

    Quanto alla ricerca di voti, lascio valutare ai lettori.
    (anche se fosse, non è certo argomento che riduce il peso degli argomenti).

    Quanto ai numeri: io ho indicato un esubero di 85 posti, citando a memoria.
    Maiorano riporta 89…. in un contesto che motiva e riduce il peso dell’impatto, non indicando soluzioni per questo esubero.
    Ci spiega Maiorano che la materna venne ampliata è stata finanziata con danari della Comunità.
    Non ho conoscenze al riguardo.
    Mi sono informato e mi dicono che la struttura ampliata su richiesta del Comune (sindaco pro tempore Guido Lanati), è stata finanziata al 40% con non so quali capitali provenienti dal Comune non so da dove prelevati. Cosi mi vien riferito: se vi fossero irregolarità e finora queste non sono state rilevate dalle giunte successive e dai consiglieri succedutisi, ne saranno responsabili.
    Io per primo mi attiverei per agire contro chi ha male operato (a favore o beneficio di chiunque, parrocchia compresa se vi fossero responsabilità, che però sono certo non esistano).

    Non so a cosa serve questa nota di Maiorano, se non a dare della materna parificata una immagine di struttura favorita con danaro pubblico.
    Sarebbe forse più onesto che predesse atto, conti alla mano, che ogni anno un alunno che frequenta la struttura parificata fa risparmiare al sistema statale integrato 3mila (tremila) euro. Ogni anno, ogni alunno.
    Non è obbligato a ringraziare, ma prenderne atto sarebbe un gesto di onestà.

    Polemica elettorale?
    No. Solo l’esigenza di trovare una soluzione tampone che permetta iscrizioni regolari alle materne di Buccinasco.

    RE Q
  5. #5 scritto da saccavini il 24 febbraio 2012 12:20

    Finanziamenti a strutture religiose o annesse, compreso aree ricreative, oratori, scolastiche.
    Una legge regionale (art.71 e 72 legge 12 del 2005) impone di destinare l’8% ad opere al servizio della comunità, della quota che obbligatoriamente il Comune destina a questo impiego.
    L’importo riguarda non strutture primarie ma oneri secondari. L’importo annuale è modesto, intorno a 20/30mila euro (per tutto il comune, per tutte le strutture rteligiose del comune).
    Destinazione obbligatoria, in forza di una legge regionale: si può discutere la congruità della legge. Richiedere la sua abolizione o ridimensionamento, ovvero modificarne l’impiego.
    Tutto legittimo. si proceda pure.
    Frasi indirette che lasciano intendere accordi o qualocosa di poco conveniente, diciamo che sono poco eleganti e poco corette?

    Ma perché, mi domando, questa acrimonia?

    RE Q

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