Buccinasco: i costi comunali delle materne. Che figuraccia ci fanno i politici

Su quanto viene erogato dal comune alla materna di Romano Banco (chiamiamola così che mi sembra più omogeneo) si sono fatte lotte politiche e amministrative. Si sono sprecate critiche e accuse di lucrare a spese della Comunità. I frequentanti dell’asilo che approfittano dei soldi del comune.

Soldi del comune che fino a qualche anno fa venivano tutti dallo Stato, poi venne l’ICI ed adesso l’IMU, che fa rimanere a Buccinasco un po’ più delle tasse che si pagano. La convenzione fatta nel 1983 probabilmente deve essere riveduta per una serie di questioni normative. Perché la modalità con cui viene stabilito il contributo può essere superata da disposizioni o interpretazioni legislative.

Probabilmente quindi la decisione del commissario può essere considerata legittima quanto al rinnovo, delle modalità e dei criteri: ad esempio può essere giustificato che si stabilisca un importo unitario per residente che frequenta l’asilo. Il comune non è giusto che finanzi frequentanti che vengono da comuni vicini.

Fin da subito Città Ideale si è posta la domanda: come avrà fatto il commissario a stabilire un importo come quello che ha determinato? La delibera non fornisce motivazioni; appare una valutazione apodittica, ma qualche criterio l’avrà usato. Non sappiamo a chi si sia rivolta. Tuttavia  i dati che le sono stati forniti non sembrano realistici: sono molto al di sotto del reale risparmio di costi che la struttura materna di Romano Banco apporta al Comune.

Abbiamo allora provato a costruire una simulazione andando ad identificare le poste di costo che sono a carico del comune per ciascun alunno che  frequenta la materna statale. Pochi dati sono analiticamente desumibili dalla contabilità perché specifici delle materne. Diversi altri sono stimabili: è stata fatta una stima prudenziale (le cifre reali sono probabilmente superiori).

VEDI il risultato della analisi. Ci sarà qualche errore e sarebbe davvero buona cosa che in un confronto con gli uffici tecnici le singole voci fossero meglio precisate. Con i limiti che si vorranno mettere ne esce una “prova verità” che rende perlomeno non comprensibile la decisione quantitativa del commissario.

Il contributo di 500 euro per alunno del commissario è di ben 707, 28 euro inferiore a quanto il comune direttamente spende per ciascun alunno: 1.207,28 euro. Questo il costo per il comune di un alunno (escluso il personale che viene pagato dallo stato).

Quindi un rimborso minimo equo deve partire dalla cifra di 1.207,28 euro. Se il Comune riconosce questo importo non regala nulla: semplicemente riconosce la stessa cifra che spende per gli alunni delle materne statali. Sarebbe quindi dovuto alla materna Romano Banco un importo complessivo di oltre 400mila euro se gli alunni residenti sono 332.

Forse non è sufficiente, anche perché la materna Romano Banco per ogni alunno che gestisce, fa risparmiare ogni anno ben 3500 euro allo Stato!  Qualcuno alla Regione o al Ministero vorrà incoraggiare l’asilo a costruirgli risparmi magari dando il 20% dell’importo risparmiato? Facciamo altri 230mila euro?

Vediamo allora che alla materna Romano Banco diventa ragionevole (anzi vantaggioso)  riconoscere ai numeri attuali 630mila euro. Se fossi io il presidente della materna pretenderei anche dallo Stato una pergamena ogni anno che riporti il valore del risparmio conseguito al paese. Sarebbe gradita la firma del Presidente della Repubblica.

Una domanda residua: ma questi politici di mestiere. questi partiti tanto “ingiustamente” denigrati a Buccinasco, che vantano tanta esperienza e competenza, che figura ci fanno?  Chiedetelo a loro se volete saperlo, ma per cortesia andando a votare evitate di consegnare loro il timone. Il rischio di andare a scogli non sembra da trascurarsi, visto l’esempio che hanno appena fornito.

Tag: , ,

  1. #1 scritto da Pierluca il 22 febbraio 2012 09:25

    Ciao Luigi, il lavoro che hai fatto rende evidente la verità, che è così palesemente e stoltamente negata da molti utilizzando l’arma del pregiudizio ideologico.

    E la verità è che dove c’è una scuola non gestita dallo stato, lo stato, e il pubblico in genere, risparmia.
    E parecchio.

    Cioè risparmiamo tutti perchè il non statale genera molti meno costi.

    Altro che “senza oneri per lo stato”, comma di un articolo costituzionale, così scioccamente brandito contro l’esistenza stessa di scuole (di ogni ordine e grado), che non siano direttamente gestite dallo stato.

    Dovrebbe valere anche il contrario: “senza che lo stato ci guadagni alle spalle delle famiglie che scelgono tali scuole”.

    In Europa lo hanno capito da lungo tempo.
    Infatti le scuole non statali, realizzate da espressioni della base, cioè dal popolo, sono favorite e sollecitate.

    L’apparato statale, con la sua organizzazione, è al servizio del popolo, per aiutare il popolo a stare meglio, per contribuire al benessere di ogni singolo cittadino.
    Non è il contrario!

    E’ davvero una questione di cultura.
    Dove il pregiudizio e i luoghi comuni erronei, perchè da esso generati, sono veramente difficili da demolire.

    RE Q
  2. #2 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 febbraio 2012 10:04

    Ottimo lavoro Saccavini.
    Prendendo evidentemente per buoni i numeri, che immagino esaminati congiuntamente con l’ufficio comunale preposto a questo servizio, le risultanze sono eclatanti ed in linea con quanto era stato valutato anche molti anni fa quando mi occupai del problema.

    Dimostrano altresì che l’argomento sia da considerare nel suo insieme e che per non creare discriminazioni od inaccettabili privilegi, il costo unitario per bambino residente di cui il Comune si fa carico debba essere la linea di valutazione e di intervento, almeno nell’immediato, in attesa che si possa esaminare più a fondo il problema per verificare con lo Stato e le Amministrazioni superiori come si possa ottimizzare il tutto.

    Non ho visto commenti circa l’indispensabile azione verso gli organi centrali che il Comune (ed il Commissario) a mio parere dovrebbero aver attivato, proprio sulla base delle evidenze che lei ha egregiamente raccolto e riepilogato.

    Bando quindi alla speculazione dialettica o ideologica, ma caliamoci nel merito con sano pragmatismo e serenità.

    RE Q
  3. #3 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 10:34

    Difficili i pregiudizi da demolire, hai ragione Pierluca.
    Difficile però non vuol dire impossibile; è solo più lento e faticoso.
    Dobbiamo insistere e spiegare bene come sono le cose.
    Se si cerca di entrare nei numeri ci si arrende all’evidenza; ce ne facciamo una ragione.

    Sono convinto che i difensori della scuola statale siano in buona fede nella gran parte.
    Sono convinto che spiegando, facendo ragionare, ciò che oggi è precluso poi verrà sciolto e una condizione scolastica libera diventerà parte della cultura comune dei Cittadini .
    Condizione nuova nella quale anche la scuola statale possa essere efficiente, venga messa nelle condizioni di esserlo.

    Non si tratta tanto di essere pro o contro la scuola statale o la scuola parificata: possono essere valide ed efficienti entrambe, possono convivere bene e farsi reciprocamente del bene.

    Adesso però facciamo di tutto perché questa sfortunata vicenda si chiuda in fretta.
    Abbiamo dalla nostra parte la ragione e l’evidenza dei numeri: l’ottimismo però non ci faccia demordere, dobbiamo impegnarci tutti.

    RE Q
  4. #4 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 10:39

    I numeri non sono certificabili perché non è agevole ottenerli analiticamente e delle stime sono state indispensabili.
    Le stime sono state assunte con prudenza e devon oritenersi credibili.
    Diciamo che l’area dei costi è quella ed è su questi numeri che bisogna ragionare.

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 22 febbraio 2012 10:56

    Sig. Saccavini,
    innanzitutto complimenti per lo sforzo fatto.
    Per rendere più reale (e non contestabile) il confronto, visto che molti
    dei dati da Lei presentati sono stati necessariamente stimati e quindi
    soggetti a critiche (immotivate), suggerisco di dare un’occhiata a
    questo link:

    http://www.scuolenidi.re.it/allegati/bilancio_sociale%20andato%20in%20stampa.pdf

    Si tratta del bilancio sociale del Comune di Reggio Emilia per il 2008.

    Ho scelto Reggio per tre motivi:
    1) Fanno davvero un’ottima comunicazione, completa e trasparente (c’è molto da imparare)
    2) Sarà difficile per i soliti furbetti dire che non fa testo e che è
    tutto frutto dell’influenza di CL: sindaco di csx eletto al primo turno
    col 52,45% dei voti nel 2009.
    3) Dal 2003 Reggio ha un organismo separato per la gestione dei Nidi e
    delle Scuole dell’Infanzia con una gestione autonoma e un bilancio
    proprio (Istituzione), per cui i valori non vanno dedotti o estrapolati,
    ma sono tutti chiaramente indicati.

    Il documento è tutto molto interessante, ma lo sono in particolare i
    dati alle pagine 71-73:
    - Il Comune di Reggio Emilia stanzia il 15,5% per l’Istituzione Nidi e
    Scuole dell’infanzia! Ha letto bene il 15,5% del bilancio (pag. 71) SOLO
    per i nidi e per la scuola dell’infanzia.
    - Il costo medio mensile per un bambino della scuola dell’infanzia
    COMUNALE è di 657 euro, pari a € 7.884 annui
    (dato 2008, a pag. 72)!
    - Il contributo medio MENSILE per le cooperative convenzionate (che
    comprende senza distinzioni nidi, più costosi, e scuole dell’infanzia) è
    di €548. Al mese!!! (sempre a pga. 72)
    - Il tutto per una copertura complessiva nella scuola dell’infanzia
    (statale, comunale, paritaria) di circa il 90% delle richieste (pag.
    56). Faccio notare che a Buccinasco siamo praticamente al 100%!

    RE Q
  6. #6 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 11:03

    Ottimo il contributo e la lettura dell’allegato è istruttiva.

    Una indicazione di come i dati del bilancio devono essere resi concreti e comprensibili ai Cittadini.
    Che lo faccia Reggio Emilia va benissimo: dimostra ai nostri di casa quanto si può fare di meglio nel far politica e coinvolgere i Cittadini alla sua gestione.

    I moderati ne terranno conto: nel programma vi è già l’impegno di redigere i bilanci di settore che oltre alle scuole comprendono rifiuti, verde, ecc.
    Politica etica e trasparente; giriamo pagina.

    RE Q
  7. #7 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 febbraio 2012 12:08

    Grazie Andrea D. per il pregiato documento messo in rete.
    Davvero interessante ed istruttivo.
    Mi sembrerebbe un ottimo esempio da considerare e da emulare da parte dell’Ufficio Comunale preposto al settore, per valorizzare il loro lavoro ed aiutare il cittadino a conoscere, comprendere e quindi avallare con cognizione di causa.
    Fatte le debite proporzioni dimensionali tra Reggio E. e Buccinasco, dovrebbe essere un compito non impossibile da realizzare.

    RE Q
  8. #8 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 14:15

    Come sempre i moderati prendono il buono da dove c’è: una cultura radicata di socialità e statalismo che, gestita da persone assennate, genera gestione efficace e dialoga, coinvolge i cittadini, informaodo e formando.

    Funziona?
    Bravi e grazie; complimenti.
    cercheremo di imitare, di fare bene; se possibile di far meglio.

    Quando mai capiranno a casa nostra la vitalità e la libertà di pensiero ed azione che viene dal liberarsi dalle ideologie che tutto danno per risolto…

    RE Q
  9. #9 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 18:01

    Quanto alla apertura culturare, alla disponibilità al confronto, devo sottolineare adesso il comportamento opposto.

    Da diverse parti (ma tutte di area progressista), su diversi blog, si sta mettendo in dubbio l’analisi.
    Sottolineo l’analisi: cioè il macro dato che genera le differrenze macro: che fotografa la realtà.
    (che i dati contengano elementi stimati, ma con cautela e più che attendibili, è scritto e si conferma)

    La cosa che non va giù, di cui si teme la diffusione, che si deve oscurare, è l’evidenza: la scuola statale costa uno sproposito e non può andare avanti così, il mondo dell’istruzione deve aprirsi.
    Io la definirei paura del cambiamento: se si entra in una erogazione dell’istruzione che ha carattere misto si temono situazioni che peggiorano.

    Il che può anche essere, ma sul presupposto che dal punto di vista economico e qualitativo la situazione migliora (liberalizzando anche la scuola statale attraverso il decentramento gestionale e amministrativo), i rischi che si temono possono essere considerati, individuando i giusti contrappesi e le correzioni di rotta che si rendessero necessarie.

    Invito i lettori che hanno di questi timori, ad approfondire, a riflettere.
    Non chiudiamoci a riccio rispetto al mondo che cambia (ed oggi cambia ogni giorno obbligandoci a continui adattamenti per non perdere la bussola, per non rimanere indietro).

    Città Ideale non ha nemici, invita a ragionare e a confrontarsi sulle cose concrete.

    RE Q
  10. #10 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 febbraio 2012 18:21

    Caro Saccavini,

    Purtroppo, non c’è più da stupirsi.

    Quando si mette in evidenza la pretestuosità di certe posizioni, il risultato è la chiusura a riccio e l’attacco, che ovviamente perpetuano nel loro circuito per continuare ad alimentare … l’illusione.

    Una volta dissi (ed ancora ci credo), che le buone idee non hanno colore, … salvo specifiche eccezioni

    RE Q
  11. #11 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 18:32

    Le idee degli altri devono trovarci aperti per capirle, per apprezzarle.
    Il buono può venire da tutti: credo che questo concetto, impropriamente definito relativismo (poiché ciascuno porta con se i propri principi che lo guidano, ma che in economia, nella gestione di impresa o di un paese devono essere a visione molto ampia) anche a Buccinasco stia gradualmente facendo presa.

    Lentamente lo percepisce chi questa visione aperta già adotta, ma il trend è questo.
    Oltretutto la globalizzazione, con la sua veloce trasmissione delle novità e dei migliorameni, ci spinge ad agire con mente elastica e soprattutto ad individuare i giacimenti di inefficienza, di spreco, per superarli velocemente, pena la permanenza della crisi.

    Il domani è già oggi, rendiamocene conto e adeguiamo i nostri comportamenti.
    Gli schemi del passato ci aiuteranno sempre meno e sempre più saranno di intralcio al nostro vivere del tempo presente.

    RE Q
  12. #12 scritto da saccavini il 22 febbraio 2012 18:45

    Andrea riprendiamo il conto allora.
    A Reggio Emilia nel 2008 il comune eroga 548euro mese alle cooperative (di ogni colore ma dove il rosso non mancherà), per i nidi e le materne un importo che, su una materna di 332 alunni, arriva a 2.183.232 l’anno!
    Duemilioni e duecentomila l’anno, erogati dal comune in costi diretti e indiretti, se la materna Romano Banco si trovasse nel comune di Reggio!

    Ci rendiamo conto di che si sta trattando ?
    Neanche un quarto di ciò che, in forma forse da migliorare, viene erogata da Buccinasco.

    Vien da dire a tutti: per cortesia cambiate mestiere che proponete solo danni.

    RE Q
  13. #13 scritto da Loris Cereda il 22 febbraio 2012 23:50

    Caro Saccavini, il suo lavoro ha confermato quanto ho cercato in ogni modo di spiegare proprio qui ad Uggeri, la prego però di non usare il termine “politici” in modo generalizzato e denigratorio.

    Non dico certo che, siccome in questo caso la penso come lei, debba godere di un giudizio positivo a priori, ma nemmeno che i politici (spesso diventati tali per passione ed occasionalmente) debbano sempre e comunque essere messi sotto accusa.

    Su ogni tema che si discute c’è chi fa delle scelte, a volte condivisibili e altre no, ma non sempre i politici sono dalla parte sbagliata.

    RE Q
  14. #14 scritto da saccavini il 23 febbraio 2012 11:24

    Assolutamente la politica, i politici non sono categoria da infamare in quanto tale.
    Quando ci si riferisce a certo modo di comportarsi della politica locale l’intento è specifico e riguarda politici specifici, non coloro che sono estranei alle posizioni improprie.

    Non aderire alla proposta bi-partisan continuo a considerarla un grave errore.
    Una irresponsabilità per chi fa politica e si disinteressa delle conseguenze che la sua inazione o la sua decisione ha sui Cittadini che ne vengono colpiti.

    Responsabilità che è bene additare ai lettori di Città Ideale (i quali sono naturalmente liberi di condividere o meno, se vogliono anche di scriverlo).

    RE Q
  15. #15 scritto da mauro il 24 febbraio 2012 14:35

    Beh, leggendo questo articolo e relativi commenti, mi pare che si renda palese una verità.

    Laddove i numeri dan ragione alla necessità di mantenere una convenzione con l’asilo parrocchiale, per l’esigenza di servizio sposata al risparmio dei contribuenti, si nota l’assenza di commenti di coloro (i “nuovi” politicanti del paese) che negli altri articoli non fanno che attaccare ideologicamente tale struttura e difendere posizioni irragionevoli di chi la convenzione la vuole sopprimere.

    Grazie Saccavini, grazie a tutti coloro che esprimono solidarietà e formulano proposte concrete di risoluzione; stiano pure a casa gli aspiranti progressisti che vorrebbero grattare consensi screditando iniziative funzionali e virtuose, ignorando (o facendo finta di) oltretutto il fatto che i loro stessi elettori (oltre che figli, nipoti, e pronipoti) usano e “godono” di tali strutture.

    Noi genitori siamo stufi, scandalizzati e molto, molto arrabbiati.
    Non è proprio il caso di continuare a sfidare la nostra pazienza. Abbiamo bisogno di servizi che funzionino e vogliamo essere liberi di sceglierli. L’inerzia e le polemiche sterili e ideologiche non servono, soprattutto quando sono funzionali solo alla conquista del famoso “cadreghino” (seggiolina).

    RE Q
  16. #16 scritto da Alessandra il 28 febbraio 2012 17:35

    E’ davvero bello e chiaro il documento del comune di Reggio, sarebbe favoloso applicarlo anche a Buccinasco.ho osservato che il numero delle sezioni nelle scuole dell’infanzia non supera le 5..ne deduco che la nostra parrocchiale sia da record: ben 11 sezioni.

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth