Buccinasco: scuole libere. Si può pensare ad un filiera integrata?

Quanto alle scuole statali o comunque con personale dello stato, Città Ideale per Buccinasco  auspica e sostiene una richiesta al Ministero perché si adotti per loro una sperimentazione della durata di almeno 5 anni, che consenta la autonomia gestionale e amministrativa alle strutture scolastiche pubbliche del territorio, a parità di risorse economiche.

Un progetto complesso ma l’unico possibile nella nostra Comunità per uscire dal vicolo chiuso che non permette di vedere chiari costi, spese, efficienza e risultati. Che appiattisce stipendi, compiti, funzioni, che una professione fra le più nobili, l’istruzione, è ridotta ad essere un “posto” anziché  la dignità di un “lavoro” che impegna una vita e molto determina delle nostre nuove generazioni, del nostro futuro.

Altra e diversa valutazione riguarda le strutture parificate presenti nel nostro territorio la modalità di intervento può essere più concreta, più facile e vicina. Si può cominciare a progettare e ragionare direttamente, in modo pratico, affrontando le questioni che si presentano e trovando le risposte condivise.

Sussiste il vantaggio di contiguità per entrambe le strutture: scuola materna (Asilo Romano Banco)  e scuola primaria (Nova Terra) sono esperienze che sul territorio  hanno superato i vent’anni, che sono cresciute, riconosciute e valutate con soddisfazione dagli utenti (genitori e alunni).

Altro elemento che unisce è una matrice cattolica comune, interna alla visione di Don Giussani. Comunità di agire e di obiettivi che genera un filo integrato di progetto formativo. Questo credo possa essere un elemento su cui riflettere per progredire e se possibile fare meglio.

La riflessione la declino, da uomo di impresa, su un processo di continuità integrata per quanto si rivela possibile rendere sinergico; quanto può realizzarsi in termini di economia di scala e di efficacia nei risultati. Mi permetto di fare alcuni esempi su possibili aree di intervento.

Il progetto ha un carattere di prima proposta sulla quale invito a riflettere le due strutture. Non è un tema che richiede risposte urgenti, che richiede i suoi tempi e la adesione convinta, essendo la volontà libera delle parti. Certo che una struttura complessiva delle attività educative parificate (che può avere carattere consortile delle due componenti che restano in un contesto di autonomia giuridica con le storiche cooperative) che si interfacci sul territorio come realtà unica e integrata, aumenta rappresentatività e forza contrattuale, oltre che solidità e credibilità.

UNO. Individuare un Percorso Unico  che vada dalla materna alla fine della scuola media interagendo con i genitori per raggruppare indirizzi ed aspettative fin dalla fase prescolastica. Moduli che possono mutare durante il percorso, in una visione che unisce le tre fasi materna, primarie, medie inferiori.

DUE. Studiare il modello che mette in comune funzioni simili come la gestione amministrativa, le basi informatiche della gestione, quanto è realizzabile il netting finanziario giornaliero con il sistema bancario. Una integrazione delle funzioni che può razionalizzare e rende più organiche quelle comuni.

TRE. Rendere più lungo e più integrato il passaggio fra pre scuola e primarie, magari con percorsi e scambi programmati. Fare scelte più appropriate nella composizione delle aule grazie ad un accresciuto e vivo  scambio di informazioni e valutazioni fra le due strutture.

QUATTRO: individuare scambi reciproci di rappresentanti nei consigli di amministrazione, come base per scambi di esperienze e conoscenze. Una valutazione più strutturata delle problematiche e delle situazioni. Istituire un canale unico ma stabile nei confronti della amministrazione comunale e della autorità territoriale del Ministero.

Parlare di queste prospettive in questa fase, con le scuole attaccate frontalmente, quasi un tentativo di espellerle dalla vita della Comunità o comunque di ridimensionarle, può sembrare prematuro. Mi piace invece anche in questo caso sfruttare le condizioni di criticità per individuare i percorsi di uscita e di crescita, in positivo.

Non va dimenticato che anche qui, come nella scuola statale, le risorse andranno diminuendo. La scuola parificata ha il compito di distinguersi senza limitarsi ai tagli lineari come temo avverrà ancora per la statale. Questa che Città Ideale suggerisce, può essere una delle soluzioni su cui riflettere. Sono convinto che se ne parlerà ancora: il sasso nello stagno è gettato. .

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