Asilo statale: la Voce di chi ci lavora

Città Ideale  riceve  un contributo da una assistente d’infanzia che vive la realtà pubblica a Buccinasco. Conosciuta e personalmente stimata, ritengo opportuno non indicarne il nome per evidenti ragioni. Sarebbe come dire l’altra campana? No!  È la medesima campana del sistema, in questo caso relativo agli asili. pubblici e privati.

Racconta il suo agire, il suo impegno, la sua partecipazione che, conoscendola, considero autentica. Il disagio per le risorse che diminuiscono e l’imbarazzo, direi quasi  la vergogna del dover chiedere supporti materiali ai genitori. L’insoddisfazione per l’assistere ad un deperire della struttura in cui opera.

Lo Stato che dà meno e la tendenza che si percepisce di ulteriori tagli lineari (assurdamente lineari, che trattano tutti, da Capo Passero a San Martino di Castrozza allo stesso modo). Come si fa a non essere solidali con una professionista così? A non partecipare al suo disagio: vero, reale?

È umano e vero, così come è comprensibile il suo vedere quanto accordato all’asilo parrocchiale come qualcosa che è tolto al suo asilo. Fosse davvero così sarebbe ingiusto e bisognerebbe intervenire subito.  Visto dall’alto però: osservando come vengono impiegate le risorse per alunno, la situazione cambia notevolmente: le strutture paritetiche fanno risparmiare e parecchio.

Vorrei davvero da concittadino e da amico che la assistente d’infanzia possa essere messa in grado di disporre delle risorse necessarie per una corretta e serena gestione del ”suo” asilo. Perché possa diventarlo io credo che il suo asilo debba avere una gestione pubblica o privata ma locale: costerebbe meno e non sarebbero più problemi da carenza di soldi. Un cambiamento che auguro avvenga presto. Davvero non ne possiamo più. Ecco le riflessioni di una che ci lavora davvero e si impegna.

 

Gli amministratori pubblici ( statali e locali) hanno il dovere di far funzionare al meglio le loro scuole per garantire a tutti gli studenti una istruzione e una formazione di qualità.

  Lavoro da più di 30 anni in una scuola dell’infanzia statale spendendomi in prima persona per far sì che ogni bambino possa avere tutte le attenzioni e gli stimoli per costruire le basi della sua formazione.

Lo faccio perché ci credo e per il grande rispetto che ho per l’utenza; lavoro con la stessa energia di sempre nonostante oggi sia diventato molto complicato.

Da circa 6/7  anni la scuola pubblica ha subito tagli enormi di personale (docente e non) di fondi per il funzionamento e per la manutenzione degli immobili stessi.

 Per far fronte a questa sofferenza sempre più le famiglie sono chiamate ad intervenire con contributi economici  (volontari e non). 

Nascono comitati di genitori per soccorrere una scuola sempre più in agonia in alcuni casi facendosi carico anche della manutenzione ordinaria.

 In questo scenario sarebbe assurdo che nulla cambiasse per le scuole private e paritarie che sino ad oggi hanno goduto di contributi pubblici.

 Nel caso specifico penso che il Comune di Buccinasco avrebbe dovuto provvedere sin dagli anni 80 a realizzare una sua scuola dell’infanzia per far fronte ad un bisogno dei cittadini e non dipendere dalla Parrocchia Romano Banco, solo così sarebbe stata  garantita la libertà di scelta per le famiglie.

 Per l’immediato credo sia giusto rivalutare i bisogni dell’utenza sulla base dei bambini con necessità d’iscrizione e posti disponibili nelle scuole pubbliche in modo che l’Amministrazione debba finanziare l’asilo parrocchiale solo per la quota di posti che il Comune non riesce a coprire con le sue strutture.

 In tempo di crisi l’equità diventa ancora più indispensabile ed i sacrifici vanno condivisi.

 

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  1. #1 scritto da Vittorio Ciocca il 18 febbraio 2012 14:24

    Finalmente un contributo che rende giustizia a questa nostra scuola pubblica!
    Grazie.
    Vittorio Ciocca

    RE Q

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