Proseguiamo nella analisi della delibera del Commissario e nel definire gli impegni che ne derivano per la politica locale. Per farlo però la politica e soprattutto i Cittadini, devono conoscere bene i termini del problema. Da quanto scrivono i politici, dalle posizioni che assumono, devo dire dal sapore pilatesco (non per lavarsene le mani, ma per tenersele libere), sfiorano il problema e non lo affrontano per quello che è.
La giunta che nel 1983 a Buccinasco a deliberato la modalità “paritetica” di trattamento ha certamente assunto un impegno non usuale per l’epoca. Coraggioso; scopo all’epoca era far partire un asilo in un comune dalla crescita vorticosa, ormai prossimo ai 15mila abitanti (la metà di adesso). Quasi 15mila abitanti e una domanda di asili molto forte.
In un paesone ove i genitori nella gran parte lavoravano fuori e rientravano per dormire. Lo stato poco attento al problema. Si capisce l’urgenza, l’interesse per la amministrazione dell’epoca, nel garantirsi che un asilo partisse e in fretta. Un asilo che non costasse di più rispetto agli altri, per consentire ai genitori di lasciare i figli non dovendo subire costi maggiori. Questa credo sia stata la motivazione delle origini.
Si è ragionato sui costi, sull’esigenza di garantire ai genitori un pari trattamento. Un asilo parrocchiale quindi diverso dai molti che si sono diffusi. Ha coperto una esigenza primaria, mentre in genere gli asili non statali si rivolgono a famiglie che non hanno alternative e sono disposte per questo ad accollarsi un sovraccosto.
Questi asili dal carattere integrativo, non statali (per lo più condotti da religiosi, ma non solo) ottengono dai comuni un contributo che consente di attenuare la retta. La scelta delle famiglie rimane basata sul presupposto di un sovraccosto da dover pagare, per cui il contributo erogato dal comune è più contenuto. Ciò da luogo ad una stratificazione sociale, a un target di utenti fatto da chi può o agisce per scelta; il comune si impegna ad integrare il costo in misura parziale, a volte molto parziale.
L’asilo parrocchiale di Buccinasco non è così, è nettamente diverso. Copre una utenza che rappresenta il 40% della domanda. Qui si sono sempre iscritte le famiglie che hanno voluto perché mai hanno dovuto versare di più. La scelta delle famiglie e l’accoglienza aperta dell’asilo consentono la perfetta integrazione dell’asilo parificato parrocchiale con gli asili statali locali.
Se di questa peculiarità non si tiene conto quando si esamina il problema e si interviene su di esso, alterando l’equilibrio iniziale si commette un errore. Un errore grave che è una ingiustizia. Non tanto per la parrocchia, che pure vede svanire la sua funzione storica di struttura aperta a tutti, compresi i meno abbienti, ma soprattutto verso le famiglie di Buccinasco.
E’ ovvio che nelle condizioni attuali l’iscrizione all’asilo è soprattutto determinata dalla prossimità rispetto alla abitazione. Scaricare le famiglie che non possono farsi carico di un aggravio pesante della retta è una evidente ingiustizia sociale che così si viene a creare.
Se si parte da queste incontestabili riflessioni la politica ha una base ed un obiettivo certo da determinare: come mantenere l’equilibrio sociale nella gestione asili di Buccinasco? A questa domanda deve darsi la risposta.
Ne parliamo nella terza puntata di queste riflessioni, indicando le terapie possibili. Perché le soluzioni ci sono; basta volerle ed agire di conseguenza. Se invece si vuol fare la guerra all’asilo parrocchiale considerarlo una anomalia da comprimere, ridurre, emarginare, allora la faccenda può diventare critica.
#1 scritto da David Arboit il 10 febbraio 2012 09:29
Perseverare con una ormai stucchevole polemica contro i politici non mi pare sia utile a risolvere il problema.
Tanto più che su questo tema ha preso posizione solo e soltanto il candidato sindaco del Centrosinistra, e non mi risulta ci siano altri “politici” sulla piazza che siano scesi in campo con una qualche idea.
Affermare che la presa di posizione del candidato sindaco del Centrosinistra è pilatesca è una menzogna e dimostra al contrario faciloneria e superficialità nell’affrontare il problema.
Certe posizioni da Capitan Fracassa sono rischiose e possono alla lunga dimostrarsi (vedi scuola Nova Terra) demagogiche, propagandistiche e degne della peggior politica.
Serietà e prudenza sono oggi la regola base di chiunque si accinga ad assumersi delle responsabilità politiche, è finita l’era del ghe pensi mi, degli illusionismi, dei giochi di prestigio, delle televendite, del meno tasse per tutti, e delle seguenti cocenti delusioni e pesantissime ripercussioni economiche e fiscali, è ora che qualcuno se accorga.
Il comportamento del Primo ministro Mario Monti docet.
Chi quotidianamente scorre le pagine del “Il Giorno Milano Sud” e ancora oggi trova un articolo sull’asilo parrocchiale comincia a pensare di trovarsi di fronte a una martellante campagna di stampa che ha il sapore di una pressione lobbistica.
Se poi a questo si aggiungono conteggi economici truccati messi in circolazione su blog locali l’impressione di chi fa politica e quella di avere di fronte una società civile che a fronte di un situazione di crisi generale ragiona con il principio “la pappa per me e per gli altri se ce n’è”; insomma avete presente l’assalto alle scialuppe sul Titanic che affondava.
È la forma locale di quello che a livello di politica nazionale veniva definito “l’assalto alla diligenza” quando a tema c’era la discussione sulla legge finanziaria.
A questo proposito mi sento di sottoscrivere quanto affermato da Mario Monti negli Stati Uniti: l’Italia tutta, politici e società civile, ha bisogno di un profondo cambio di mentalità, di comportamenti, di “stile” soprattutto per quanto riguarda il rapporto fra società civile politici.
#2 scritto da saccavini il 10 febbraio 2012 10:14
Il commento di Arboit non è commentabile.
Capisco la condizione elettorale e la sensibilità verso rilievi o critiche, che sono colti non come un contributo, una spinta a far meglio.
Prevale la visione come attacco al candidato sindaco.
Esami ed analisi diventano quindi inutili: così il colloquio è chiuso.
Vadano avanti come stanno facendo e risolvano ciò che vedono come un problema facendo uso di aggettivi ed avverbi sparsi come il sale nell’insalata, a sostituire argomenti.
Più semplice e più comodo che entrare nel merito.
Contenti loro…
#3 scritto da Andrea D. il 10 febbraio 2012 10:30
Ciao David, hai ragione, credo che le critiche siano immotivate, visto che l’unica proposta seria e concreta è la vostra. Solo che io, evidentemente per miei limiti personali, non capisco bene il politichese, per cui ti sarei grato se potessi indicarmi, in parole semplici e chiare: quanto intendete dare come contributo? Prima era poco più di 500 adesso la proposta del Commissario è meno di 200, Voi quanto date? Senza trucchi, senza mistificazioni, per stare nel concreto! Me la sai dare una cifra?
#4 scritto da Rinaldo Sorgenti il 10 febbraio 2012 11:06
Beh, cosa si può concludere quando si pensa che Monti sia …”il salvatore della Patria” e che con tutti i balzelli ed aumenti della pressione fiscale che ha attuato, sta sanando gli sconquassi del “dissoluto” Governo precedente?
E’ davvero incredibile constatare a cosa porta il pregiudizio e la demagogia.
Tornando alla Scuola Parrocchiale, mi sembra ottima la ricostruzione/interpretazione che ne ha fatto Saccavini. Le cose vanno sempre contestualizzare al momento ed al periodo in cui le decisioni vengono prese.
Non conosco i dettagli recenti e se vi sono state evoluzioni tali da stravolgere il sistema di gestione ed i concetti che erano stati ben ponderati e definiti nel passato. Per quello che ricordo delle gestioni degli anni ’94-’98 il tutto reggeva su un equilibrio ponderato e ragionevole, mediando tra le esigenze del territorio e la realtà delle strutture pubbliche presenti e disponibili.
Quasi impossibile dare delle soluzioni senza avere sotto mano tutti gli elementi di merito per un’analisi appropriata del problema.
Quello che commentava Andrea D. mi pare del tutto condivisibile ed ispirato ad un pragmatico e a sano buon senso.
#5 scritto da saccavini il 10 febbraio 2012 11:18
Forse Andrea, quando leggeranno oggi alle 14.09 l’articolo già pianificato, messo su ieri pomeriggio, con le proposte che Città Ideale suggerisce ai Moderati sull’asilo parrocchiale.
Su come affrontare politicamente la questione potranno capire la differenza fra una espressione di intenti generici con subordinate che contrastano e una proposta politica precisa.
Da condividere o meno, criticabilissima, ma una proposta precisa.
Senza che questo generi offese, battute e svalutazioni.
I nostri politici locali non sembrano ancora usciti dal contrasto manicheo fra guelfi e ghibellini: chi non la pensa come l’uno deve avere qualcosa di non corretto, deve essere delegittimato; una reazione che credo faccia parte di uno schema mentale.
Quasi un automatismo; un uso degli strumenti retorici che conoscono per mettere l’avversario in cattiva luce.
(facendolo anche anonimamente, non individuabili, quindi non stando al gioco di chi vorrebbe buttarla in battute anziché discutere del merito)
Città Ideale è un’altra cosa: tutti possono esprimere tutto e le posizioni si cerca di valutarle nel merito, appunto (anche sbagliando; può succedere perché nessuno ha sempre ragione, correggersi in seguito è una qualità, non una diminutio), per un confronto che è utile e aiuta tutti a crescere.
Non sembra essere questo il periodo adatto.
#6 scritto da saccavini il 10 febbraio 2012 11:37
Guarda, guarda,… non ero sicuro e ricordando in modo incerto sono venuto a rileggermi l’articolo.
Dove mai si vede una critica alla politica?
Locale o nazionale?
Dove si può derivare una accusa?
(a meno che Arboit sia risentito della frase di chiusura perché si identifica fra coloro che intendono “comprimere, ridurre, emarginare l’asilo parrocchiale”… davvero è questo che intende portare avanti?)
#7 scritto da saccavini il 10 febbraio 2012 11:44
Un aggiornamento operativo per i genitori e tutti gli interessati.
Il comunicato inviato dal Comitato Genitori dell’asilo (vedi):
http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/wp-content/uploads/2012/02/10-02-12-COMITATO-GENITORI-ASILO-ROMANO-BANCO.pdf
Genitori che a quanto si legge, dipinti come lealisti vandeani: la piazza che vuole travolgere la politica.
Credo invece che si tratti di normalissime persone, nostri concittadini che intendono difendere ciò che considerano un loro diritto.
Almeno in questo caso lo si riconoscerà.
#8 scritto da David Arboit il 10 febbraio 2012 11:54
Luigi “Prevale LA VISIONE di un attacco al candidato sindaco”?
Sono un visionario?
Dire che il candidato sindaco del Centrosinistra si comporta da Ponzio Pilato non è un attacco?
Percepire questa affermazione come un attacco è una allucinazione elettorale condita con un po’ di paranoide mania di pesecuzione?
E quello poi che affermi qui sopra non è un attacco?
“Intenti generici” e “subordinate contratastanti” significano, se l’italiano non è una opinione, presa in giro dei cittadini.
Rilievi e critiche devono essere portati con stile, altrimenti ci si pone esattamente sul quel terreno della propaganda elettorale che poi si pretende pure di imputare agli altri chiamandosene fuori.
È un giochetto delle tre carte che non funziona.
Io faccio propaganda elettorale? No tu caro Luigi fai smaccatamente propaganda elettorale pro domo tua, cosa che peraltro ti avevo già fatto notare un bel po’ di tempo fa.
Tutti sanno che tu hai un candidato sindaco e che gli stai tirando la volata.
È legittimo, ma cerchiamo di essere seri per piacere.
Siamo in campagna elettorale, ognuno faccia il suo mestiere come è giusto che sia, ma non facciamo gli ipocriti, i sepolcri imbiancati, andando a dire tutti gli altri sono in campagna elettorale, io no, che tanto si vede bene che non è così.
Andrea.
Essere seri significa dire quello che è sensato dire allo stato attuale delle informazioni disponibili e delle valutazioni possibili rispetto alle informazioni. Essere poco seri significa avere la enorme presunzione di prospettare ora una soluzione, adesso, subito, senza avere un quadro definito del bilancio comunale, senza avere discusso con i funzionari del comune la questione, senza avere valutato delle priorità a tempo debito ecc. ecc. così solo per il gusto di andare a stanare l’avversario e metterlo in difficoltà, coglierlo in fallo e cercare voti per la propria parte. Forzare la mano su questo significa solo fare volgare e strumentale propaganda.
Il candidato sindaco del Centrosinistra ha detto: il taglio mi pare eccessivo, faremo il possibile per ridurlo.
“Si vuol tenete le mani libere” cioè vuole fare quello che gli pare e piace, non vuole prendere impegni precisi?
È una valutazione sprezzante, un disprezzo fondato sulla presunzione. Chi esige più di questo è disonesto o non capisce un tubo di amministrazione comunale pur atteggiandosi con arroganza a maestro.
Un neofita che si fa maestro, inaccettabile. Si consiglia una abbondantissima dose di umiltà.
#9 scritto da saccavini il 10 febbraio 2012 14:34
Non potranno più essere pubblicati commenti con questo tenore, di questo livore, di questo stravolgimento dello scrivere e soprattutto degli intenti che vengono attribuiti.
Chiunque può capire che accennare ad una visione (ad un modo di vedere un tema, nel caso politico) non significa attribuire a un interlocutore del visionario.
Mi fermo qui perché tutto il resto segue su questo uso strumentale o forzato di aggettivi e avverbi. chi avesse pazienza può andarsi a vedere articoli e commenti.
Non ho alcuna intenzione di rispondere sugli stessi toni, sarebbe fin troppo facile ma non servirebbe a ragionare, a capire e farsi capire.
Non è questa la stagione per approfondire temi importanti.
Prevale ancora la stagione politica da circo massimo con gladiatori che recitano la lotta all’ultimo sangue.
Città Ideale non vede in giro nemici; non ne ha (nessuno può ragionevolmente pensare di essere un nemico).
Qui si continua e si continuerà a parlare di problemi di Buccinasco, della politica necessaria per risolverli al meglio, di un piano che faccia crescere la nostra comunità.
Ne sono dispiaciuto ma non posso fare altro.