Buccinasco: parliamo dell’istruzione, dell’asilo parrocchiale

La struttura di questo blog è un po’ tiranna. Per la natura di Città Ideale sono molti, direi prevalenti, i commenti che hanno un respiro degno di riflessione, da posizionare come articolo.  Che ritengo debbano essere posti in uno stato di maggiore visibilità.

E’ il caso di questo commento del  Professor Ciocca, che prende la palla lanciata con il mio articolo di oggi e la rilancia. Merita attenzione ma ciò che soprattutto voglio cogliere è la presa d’atto di una condizione non ideologica ma di insieme comunitario cui dare la soluzione.

Un bel passo avanti per Buccinasco, se uno pensa solo a qualche anni addietro, vedo con piacere che l’autore sia Cittadino che milita attivamente in formazione politica decisa, quale l’area che si colloca a sinistra del PD. Il grazie è di Città Ideale al professor Ciocca, sui cui contenuti si può rilevare anche ciò che è manchevole o da integrare. .

La Città Ideale si confronta sulle cose; che avvenga in clima ormai elettorale mi rende felice. Ecco l’intervento di Vittorio Ciocca.

 Gentile signor Saccavini, come sempre, anche se con qualche venatura polemica di troppo, le Sue argomentazioni sono stimolanti.  Per quanto mi riguarda, da “politico” ho sempre cercato di esprimere le mie opinioni; da dirigente scolastico di una scuola pubblica statale mi sento addirittura in dovere di farlo.

L’ho fatto in occasione della vicenda Nuova Terra (ho offerto i locali della scuola pubblica a fronte di una disponibilità, negata, di insegnanti che l’Ufficio Scolastico Territoriale avrebbe dovuto mettere a disposizione) e lo faccio ora volentieri a proposito della scuola Parrocchiale.

In questi giorni di presentazione della scuola ai genitori i cui figli sono soggetti alle nuove iscrizioni, una mamma mi ha chiesto se la scuola dell’Infanzia di via dei Mille, ma le scuole statali di Buccinasco in generale, fossero disponibili ad accogliere i 300 alunni della scuola Parrocchiale.

La mia risposta è stata diretta e scontata:  NO! Non abbiamo spazi sufficienti e, nel caso della scuola dell’Infanzia, avremmo anche dei problemi ad ottenere l’apertura di nuove sezioni perché, non essendo scuola dell’obbligo, la loro attivazione non è automatica.

Partendo da questi presupposti, riconosco ovviamente la sussidiarietà del servizio parrocchiale e, da questo punto di vista, l’Amministrazione non può non riconoscere risorse all’Asilo. Altro discorso è quello del voler fare i conti in tasca al Comune sulle spese per la scuola statale, di cui è proprietario degli immobili.

Poiché, in coscienza, posso dimostrare che non esistono sperperi, non solo sono contento degli impegni di spesa che vanno in quella direzione, ma ne rivendico quantitativamente altri, che giudico leciti, auspicabili e necessari.

Faccio un esempio concreto: la cifra stanziata dal Comune per il sostegno agli alunni disabili è stata la stessa dello scorso anno.  In tempi di ristrettezze si può leggere come fatto positivo; non lo è se si considera che, nel frattempo, il numero di bambini in difficoltà è numericamente lievitato. Vittorio Ciocca

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  1. #1 scritto da Giambattista Maiorano il 5 febbraio 2012 15:43

    Il ragionamento del mio amico Ciocca non fa una grinza. Non è per nulla dissimile al mio ed a conferma di ciò basterebbe leggere con attenzione quanto da sempre scrivo nel merito.

    C’è un concetto che ci differenzia ed è il significato della sussidiarietà che non può, a mio avviso, essere considerata semplicemente perché nel nostro contesto non sono state approntate adeguate alternative.

    La funzione della materna, ospite nei locali parrocchiali, corrisponde a quella di un serivizio pubblico che lo vede accanto a quello statale per di più gestito da un’entità che non possiamo non definire di privato sociale con tutti i limiti e le ricchezze che questo può significare.

    Non sento quindi una particolare sofferenza per questo, ci mancherebbe.

    Quello che da sempre sottolineo è che il tutto deve essere inserito all’interno delle compatibilità del bilancio comunale senza inficiare quest’ultimo da ciò che deriva dalla fiscalità generale.

    Sotto questo profilo non ritengo affatto che ci sia “grave discriminazione” da parte del Comune. Mi rendo perfettamente conto della gravità del taglio operato, ma, come più volte detto, il Commissario ragiona con in mano i numeri per cui due più due fa quattro.

    Altro è l’agire della politica: usa l’algebra.
    Attenzione però: questo non può significare non tener conto del quadro generale.
    La coperta, anche per Buccinasco, è corta, cortissima. Ritengo, per esempio, che ciò che Ciocca fa presente (problema dei disabili) meriti particolare attenzione e non può né deve essere sacrificato.

    Anche l’algebra ha le sue regole e, alla fine, il risultato non può che coincidere.
    Non è possibile allora, caro Luigi, continuare a chiedere ai candidati (per il momento sono il solo!)a dover chiarire, spiegare, pronunciarsi. Credo di averlo fatto abbastanza.

    Credo di aver detto in tempi meno sospetti che è necessaria una soluzione di equilibrio e quindi un equilibrato intervento dell’Amministrazione.

    Ho detto anche che nessuno pensi che tutto possa restare come prima.

    Temo e sarebbe gravissimo l’apertura di una guerra tra guelfi e ghibellini. Temo l’emergere delle posizioni più estreme e più conservatrici.

    Temo la fine di un’esperienza rivelatasi nei tempi positiva.

    Non giova a nessuno portare elementi dal vago sapore di ricatto quale l’invito ad “iscriverli tutti alle materne statali”.

    Lo dice il prof. Ciocca: non c’è spazio! E lo dice a ragion veduta.

    Ed io aggiungo: non c’è spazio proprio per garantire una presenza come questa rispettata da tutte le amministrazioni che si sono succedute.

    Giocare una guerra ideologica sulla pelle dei bambini e sull’insicurezza delle famiglie sarebbe quanto di più grave possa esserci in questo momento. Non ci sarebbero vincitori e vinti. Saremmo tutti sconfitti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Roberto il 5 febbraio 2012 17:23

    Saccavini buongiorno,
    le riporto una parte delle dichiarazioni del consigliere Comunale Filippo Licastro(PDL ) durante il “famoso” consiglio comunale del 3 giugno 2010 in cui si discuteva degli appartamenti da assegnare di via Guido Rossa.
    ……”Questo punto gli “amici” di CL non lo votano perchè i pretesti che stanno prendendo anche stasera……La stessa oculatezza che hanno portato in questa convenzione( Guido Rossa ndr) la invito ad averla quando discuteremo molto presto della convenzione della Scuola Materna Parrocchiale fatta nell’83 senza scadenza e senza niente,550.000 euro l’anno in dieci anni ci facevamo quattro asili completi di arredamento e maestri piu un rustico,11 miliardie300milioni di lire. Di questa convenzione molto presto dobbiamo discutere perchè questa è una spesa che non possiamo piu sostenere………”

    Io sono distante mille miglia ,politicamente da AN e dal PDL di Buccinasco ma queste parole non hanno avuto molta risonanza tra i cittadini di Buccinasco,ma solo tra gli addetti ai lavori, forse perchè, proseguendo il discorso del Consigliere sopracitato…”…Ora ,meno male che la gente quì (in Consiglio Comunale ndr.) non viene perchè se no veniva qui con i forconi e ci cacciava fuori!! Ha ragione Benedetti (Consigliere di opposizione ndr) quì non c’è senso di responsabilità,qui c’è il senso che ognuno si porta l’acqua al suo mulino e basta….”

    Che il vero problema, in fondo, sia stato la scarsa partecipazione dei cittadini di Buccinasco che si erano rassegnati ???

    RE Q
  3. #3 scritto da saccavini il 5 febbraio 2012 22:06

    I calcoli che riporti Roberto sono fuorvianti, come la considerazione che a suo tempo ha fatto il consigliere del PDL.

    Manca un raffronto corretto con il costo bambino degli asili pubblici statali.
    Ammesso che gli asili statali costassero meno (ma è da vedere ed i conti del comune oggi non lo consentono), il maggior costo sarebbe la differenza; non l’intero importo.

    Devono entrare nel concetto del Cittadino comune che asilo pubblico significa:

    uno: un asilo che può essere gestito dallo stato o da enti privati (sul presupposto che lo stato non debba subire oneri (maggior costo rispetto alla gestione diretta)

    due: la presenza di asili (e scuole) statali e parificati genera una condizione emulativa a far bene, non può che migliorare la qualità complessiva dell’insieme

    tre: per far ciò anche la scuola statale deve essere messa in condizione di fare efficenza, dando autonomia gestionale alla direzione scolastica, con dipendenti non più statali ma assunti e gestiti dalla scuola.

    Vale anche per tutti gli altri commenti di area progressista, che vogliono che tutto resti come è, che se le scuole parificate spariscono è tanto meglio: cosi bloccano il paese e il suo sviluppo.

    RE Q
  4. #4 scritto da saccavini il 5 febbraio 2012 22:46

    Stasera Maiorano mi va storto.
    Sono portato a evidenziare le cadute negli argomenti e nel suo fare il pesce in barile (non riuscendoci).

    La sussidiarietà non può essere considerata(?!), perché…. eccetera.

    Che vita pacifica sarebbe per Maiorano se l’asilo (e la scuola parificata) non esistessero.
    Della sussidiarietà non si dovrebbe parlare, almeno nella scuola.

    Non gli conviene poi diffidare i genitori che si trovassero a dover pagare rette che non riescono a sostenere, a non iscriversi alle scuole statali.
    Cosa dovrebbe fare, Maiorano?
    Puniti perché hanno iscritto i piccoli all’asilo parrocchiale e assoggettarsi al doppio, triplo o più?

    Non si rende conto che proprio qui sta il problema?
    Sarà inevitabile che un certo numero di iscrizioni alle scuole statali arrivino. Se si è in grado di reggere, bene.
    Diversamente è compito della politica trovare la soluzione.
    Compito di un candidat oSindaco di suggerire la strada giusta: cosa concretamente farebbe se fosse lì.

    Già ma lui, la scuola parificata è come una radice che sporge dal sentiero del bosco: un intralcio che può rischiare di farlo cadere.

    RE Q
  5. #5 scritto da saccavini il 5 febbraio 2012 23:08

    (un pomeriggio di faccende familiari e sono anticipato da commenti diversi).
    Parliamo adesso dell’intervento di Vittorio Ciocca e delle osservazioni che ne derivano.

    La questione principale è dove sono le alternative: che non ci sono, non ci sono posti, come afferma Ciocca.

    Ora in una gestione normale i cambiamenti che non si possono realizzare subito perché impediti dalla assenza di strutture adeguate, occorre una pianificazione e tempo.
    Se la questione dell’asilo si pone davvero in termini economici di maggior esborso (bisogna dimostrarlo), bisogna allora avere tempo e danari per la realizzazione di strutture alternative (valutando la convenienza).

    Oggi è evidente che l’asilo parrocchiale svolge una funzione sociale che permette iscrizioni a tutti, senza questioni di reddito.
    Diventa indispensabile un bilancio di settore che riguardi gli asili, verificare i costi diretti ed indiretti e stabilire come allocare le risorse.

    Perché oggi il Comune versa un importo che comprende tutto.
    Sarebbe invece logico che il comune cominciasse a misurare quanto gli costa mediamente ad alunno ciò che nell’asilo parrocchiale non genera uscite: manutenzione immobili, materiali, mensa, ecc.
    Poi si può parlare con i dati alla mano e capire quanto della cifra versata eccede rispetto al costo unitario.
    Non basta: posto che vi siano differenze il Comune ha la possibilità di chiedere integrazioni agli enti sovrastanti, dimostrando quanto lo stato risparmia.

    Infine sui conti del Comune: la trasparenza non è una facoltà che chi amministra può applicare o meno.

    I conti del sistema scolastico comunale devono essere oggetto di un bilancio specifico con l’indicazione analitica di tutte le forme di entrata e correlati tipi di uscita.

    Non si tratta di fiducia ma di trasparenza, di chiarezza e conoscenza che ai Cittadini è dovuta (che fino ad ora ai Cittadini è stata negata)

    RE Q
  6. #6 scritto da nando uggeri il 5 febbraio 2012 23:58

    Roberto, lascia stare. Qui non vale neanche la matematica!
    Puoi portare tutti i numeri che vuoi e citare perfino i nostri avversari politici, ma la ragione della difesa di privilegi da paesotto con evidenti sperperi milionari che sono processati ovunque ci sia buonsenso qui è più forte.
    Il conservatorismo becero di chi offende chiamando conservatori coloro che credono nella buona gestione del denaro pubblico è evidente.
    Ma se i cittadini sapranno capire (quelli veri, non le 300 famiglie che si servono di un servizio mantenuto dalle altre 10 mila famiglie), allora non ci sarà bisogno dei forconi per sgonfiare uno strumento vergognoso dello spreco.
    E poi i cattivi saremmo noi!

    RE Q
  7. #7 scritto da vittorio ciocca il 6 febbraio 2012 09:07

    A questo punto vorrei spiegare perchè, pur partendo dal presupposto che possano esistere le cosiddette “scuole libere”, ma “senza oneri per lo Stao” (vincolo costituzionale ancor oggi in vigore), non concordo con le posizioni di Nando Uggeri e vorrei capire meglio le argomentazioni di Luigi Saccavini.

    L’Asilo Parrocchiale svolge a Buccinasco un indubbio ruolo educativo in un contesto in cui OGGI il Comune, tramite anche le risorse statali, non potrebbe garantire la frequenza di tutti i bimbi.

    E’ partendo da questo presupposto che il Comune DEVE riconoscere un contributo a detta struttura.

    L’entità del contributo va però elargita attraverso un ragionamento che analizzi l’offerta educativa di quella scuola dell’Infanzia e alcuni paramentri quali, per esempio, il numero dei frequentanti residenti.

    E ancora:una delle variabili potrebbe essere la presenza o meno di liste d’attesa alle scuole statali.

    Oggi ci sono e non sono facili da esaurire, ma in un prossimo futuro potrebbe essere un altro aspetto interessante su cui discutere.

    In fondo già si ragiona così: se un alunno necessita del sostegno e non è residente a Buccinasco, è il Comune di provenienza che se ne accolla gli oneri.
    Vittorio Ciocca

    RE Q
  8. #8 scritto da nando uggeri il 6 febbraio 2012 09:07

    Saccavini, anche Lei fa finta di non capire…

    A parte la Sua idea che un asilo statale debba avere l’autonomia per assumere del personale, che potrebbe essere una soluzione per impiegare gente del posto anziché immigrazione, quale selezione pensa che possa fare la scuola, se non quella legata al profitto?

    Vorremmo mandare i nostri figli in scuole dove i docenti guadagnano poco accontentandoci della poca professionalità offerta?

    Secondo punto (e grave) è il suo attacco alla politica locale che non affronterebbe il problema.
    Certo, non lo affronta come Lei desidera.

    Qui ci sono almeno 2 (due) Forze politiche che sostanzialmente dicono la stessa cosa: Un privato (Parrocchia) mette a disposizione dei locali per allestire un asilo “parificato” nel principio di sussidiarietà. Bene.

    Gli venga riconosciuto un dovuto giusto contributo che consiste nel riconoscere l’affitto della struttura! Dov’è il rischio di intrapresa, se la si fa coi soldi pubblici?

    Diciamo (e mi sembra di aver capito che anche Maiorano ecc. sono d’accordo) che non è uno scandalo la somma offerta dal Commissario.

    E mi sembra di aver capito che la Politica si sia espressa in tema.

    La fine differenza sta nel fatto che Maiorano, vista la sua estrazione socio culturale e i suoi riferimenti, si difende dietro la coperta corta e che i soldi non ci sono. Noi, molto più responsabilmente, diciamo che (tanti o pochi che siano) i sodi pubblici vanno corrisposti con totale oculatezza, perché i tempi di Craxi ecc. sono finiti!

    E sappiamo come! Il Menu alla Carta è finito!
    La Politica locale si è espressa chiaramente! Manca forse una parte di parte che sappiamo come la pensa.
    Vedremo se i cittadini la premieranno!

    RE Q
  9. #9 scritto da saccavini il 6 febbraio 2012 09:42

    Uggeri, vorrei ricondurre i suoi ragionamenti dai principi generali (a mio parere discutibili) sulle decisioni che oggi deve prendere la Comunità.

    Il commissario ha il merito di aver sollevato un problema contrattuale.
    Con un occhio al bilancio individua nell’asilo la possibilità di risparmiare 300mila euro.
    Può insistere e può decidere.
    Spalmare 300mila euro sulle rette di 330 bambini viene un importo annuo in aumento medio di 1000 euro cadauno ((nell’ipotesi molto probabile che risparmi entro la gestione se ne possano fari pochi).

    Cosa succede a Buccinasco se non si ragiona sulla questione ?

    a) Un numero consistente dei bambini chiederanno iscrizione agli asili statali.

    b) Gli asili statali non hanno posti e ciò aumenta liste d’attesa rilevanti.

    c) l’asilo parrocchiale si svuoterà dei bambini che non sono in grado di pagare la nuova retta.

    d) il personale dell’asilo parrocchiale si dovrà ridurre (diciamo 20 persone in meno)

    e) a Buccinasco ci si troverà nell’assurda situazione di avere oltre un centinaio (se non più) di bambini senza asilo e un asilo parrocchiale sottoutilizzato.

    A questo problema occorre dare risposta, qui i nostri amministratori devono dire come e cosa intendono fare, Uggeri.

    Vogliamo ragionarci sopra e cercare di dare una risposta ragionevole?

    Io qualcosa ho già scritto; dai nostri politici o candidati non arriva nulla, solo parole generiche (con l’eccezione del direttore didattico Vittorio Ciocca, che il problema lo ha ben presente).

    nb
    che poi una parrocchia sia parificabile ad una impresa che ha come suo principale scopo di essere il profitto bèh, ci rifletta un secondo o si spieghi molto meglio, perché di persone disposte a seguirla in questo senso non credo ne trovi molte (almeno a Buccinasco).

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 6 febbraio 2012 10:03

    E’ veramente triste vedere i ragionamenti fatti da Roberto e da Uggeri che, da esponenti della Lega, dovrebbero essere federalisti e autonomisti oltre misura.

    Per quanto mi riguarda, il filo logico seguito da Saccavini è ineccepibile e qualunque politico Vi si dovrebbe adeguare: quanto costa al Comune ogni allievo dell’asilo parrocchiale e quanto costerebbe una soluzione diversa (mettendo nel computo tutti i costi, indipendentemente da quale ente, Comune, Provincia, Regione o Stato, finisca col sostenerli).

    Quanto al fatto che una quota di tali costi, sensibilmente maggiori di quanto si spende oggi, spetterebbe ad altri enti, dovere del politico locale, a mio modesto avviso, e in particolar modo di un politico federalista e autonomista, è quello di contrattare con gli enti preposti perché partecipino alla spesa, tra l’altro ottenendone anche un vantaggio (perché spenderebbero meno) arrivando, se necessario, allo scontro istituzionale e allo sciopero fiscale (l’IMU l’incassa il Comune e una parte la deve “girare” a Roma! Che se la vengano a prendere, se pensano, numeri alla mano, di avere ragione! Vediamo come la pensa la Corte Europea).

    Per il resto le considerazioni di Uggeri sono stucchevoli: se è convinto che solo il Pubblico può fare il bene della collettività, mentre il privato, interessato solo al profitto, finisce con l’offrire solo servizi scadenti dovrebbe stare con Prodi e battersi per il ritorno dell’IRI (bei tempi quelli), non nella Lega Nord!

    PS Sig. Ciocca è vero che ancora oggi esiste il vincolo Costituzionale, ma lo stesso può essere interpretato: se lo Stato per offrire il servizio spende 100 e se, invece, finanziando lo stesso servizio parificato (comunque pubblico) spendesse 80, ci sarebbe un risparmio netto di 20 e quindi si potrebbe affermare che il finanziamento è senza oneri.

    Per il resto sarebbe stato opportuno che il dettame costituzionale fosse stato integrato e reso meno discutibile, perché effettivamente si può anche interpretare il dettame Costituzionale in senso strettamente letterale, anche se tale interpretazione si rivela poi falsa nei fatti facendo aumentare gli oneri per lo Stato.
    Non trova?

    RE Q
  11. #11 scritto da saccavini il 6 febbraio 2012 10:22

    Il Cittadino Andrea D. alla fine mette il dito sul punto e affronta politicamente la questione. Il primo a farlo, nell’assenza dei politici locali (quasi totale).

    Il Cittadino Andrea D. sono convinto che esprima l’intento e la convinzione dei Cittadini di Buccinasco.
    Dimostrazione palmare di quanto la politica d’oggi sia estranea ai problemi veri, non sia capace di risolverli.

    Qui si dimostra che sono i Cittadini che devono andare a gestire la Casa Comune lasciando, per un giro almeno, i politici a guardare.
    Questa è la scelta giusta: così Bucicnasco potrà davvero guardare al futuro con fiducia.

    RE Q
  12. #12 scritto da Roberto il 6 febbraio 2012 11:41

    Caro Andrea D. siamo in uno stato Centralista e non Federalista…se non te ne sei accorto!
    Se fosse il contrario saremmo gia a posto….o quasi anche a Buccinasco!
    Non trovo “normale” che vi sia un “contratto o accordo” senza una naturale scadenza e non trovo normale che in trent’anni non si sia messo mano a questo problema risolvendolo con la politica locale. Ci voleva l’arrivo dell’ennesimo Commissario Prefettizio per capire che c’è un problema anche di regole da rispettare? E gli altri due Commissari precedenti,avevano visto il problema o hanno fatto finta di niente?

    RE Q
  13. #13 scritto da vittorio ciocca il 6 febbraio 2012 12:26

    Signor Cittadino Andrea, essere “Cittadini” come li intende Lei, può essere condizione necessaria ma non sufficiente.

    Non sempre la “società civile” ha espresso rappresentanti all’altezza del compito e chi non è vincolato ad un partito potrebbe addirittura sentirsi più libero di agire senza dover rendere conto a nessuno.

    Anche il “nuovismo” può essere un’arma a doppio taglio e una persona onesta e competente (Giambattista Maiorano ad esempio) potrebbe offrire più certezze.
    Vittorio Ciocca

    RE Q
  14. #14 scritto da nando uggeri il 6 febbraio 2012 12:27

    Ma non capisco… Posto così, sembra un ricatto che impone: o andiamo avanti così o saranno guai per tutti!

    Noi vogliamo semplicemente che questo accordo venga giustificato ai cittadini e venga discusso il prezzo!

    Mi sono espresso chiaramente: abbiamo sintonia con forze politiche distanti e con parte della politica di destra.

    Tutti d’accordo a dire che la questione della scuola è pesante, se a mantenerla sono i cittadini di Buccinasco!

    Sui docenti statali, che comunque sono sottoposti a selezione e a concorsi, mi sono già espresso circa l’auspicato reclutamento locale.

    Caro Andrea D., è inutile che mi ripeta: lo ha ribadito Roberto.

    Siamo in uno Stato centralista e manteniamo l’istruzione di tutta Italia. In più vorreste che i nostri già penalizzati concittadini mantenessero anche il Privato, oltre che il Pubblico.

    L’assurdità è che invece di auspicare la costituzione, a questo punto, di un altro asilo privato (magari laico), chiedete che ci sia uno scontro fra 2 monopoli!

    E’ questo il Vostro principio liberista?
    Veramente la liberalizzazione non la conoscete! E allora qualche sospetto, è giustificato!

    RE Q
  15. #15 scritto da saccavini il 6 febbraio 2012 12:35

    Due monopoli è una contraddizione in termini, Uggeri.
    La statalizzazione dle sistema scolastico sta costando moltissimo; ciononostante le risorse sono insufficienti.
    Creare un clima misto che consenta un confronto, una competizione a far bene, può solo far bene alla scuola.

    Soprattutto può fare molto bene al nostro debito pubblico, ridurre il peso del debito alle generazioni future, ai nostri figli, ai nostri nipoti.

    Qualche punto di contatto c’è: non sprecare i soldi dei contribuenti.

    RE Q
  16. #16 scritto da Andrea D. il 6 febbraio 2012 16:24

    Sig. Uggeri, Roberto, non contesto che lo Stato sia centralista e auspico, come Voi e forse più di Voi un cambio netto e una riforma federale, allo stesso tempo non credo che per combattere le “ingiustizie” e le “storture” dello Stato centralista se ne debba sposare la filosofia.

    Buccinasco offre una valida alternativa, a costi convenienti, per la soddisfazione di un bisogno che competerebbe allo Stato ed è giusto che si imponga per avere dallo Stato quello che gli spetta (e ora avrebbe tutti gli strumenti per poterlo fare agevolmente).

    Occorre la volontà politica di farlo! Roberto leggi con attenzione il mio post e ti accorgerai che quello che sostengo andrebbe nella direzione di premiare un’autonomia locale, che funziona, e che farebbe risparmiare tutti (Buccinasco, che avrebbe i contributi, e Stato, che spenderebbe meno che offrire il servizio in prima persona).

    Quello che sostieni tu non farebbe risparmiare Buccinasco, danneggerebbe la comunità locale, creerebbe disagi e costerebbe allo Stato molto di più!

    Stato che alla fine siamo comunque sempre noi, perché il maggior costo ci ritorna sotto forma di aumento della pressione fiscale statale.

    Vogliamo l’autonomia e allora facciamo in modo che lo Stato ci renda quello che ci spetta!
    Non distruggiamo quello che l’autonomia locale ha sapientemente e abilmente creato per fare un dispetto allo Stato centrale e fargli spendere così più soldi.

    Tagliarsi gli attributi per fare un dispetto alla moglie non è sintomo di intelligenza, non credi? Per cui, sì!, hai ragione, il problema andava affrontato, ma nella direzione di prenderete, con la ragione dei numeri e dei fatti alla mano, di più dallo Stato centrale (e con la voglia, la capacità e la determinazione di ottenerlo), non di scaricare sulle famiglie di Buccinasco l’incapacità politica di farlo.
    Probabilmente sono troppo autonomista anche per la Lega.

    Libertà vuol dire libertà di scelta e si ha libertà di scelta solo ed unicamente quando si hanno più alternative tra cui scegliere: se la scelta è una sola non c’è libertà.

    Io non voglio il monopolio e nemmeno un duopolio, voglio una situazione in cui ci sia una pluralità di offerte tra cui i cittadini possono scegliere (in libertà). Siete Voi che volete un monopolio statalista che, a mio modesto avviso, mal si concilia con i concetti di libertà, autonomia e federalismo. Perché se la situazione che immaginate è quella del fornitore unico (monopolio) lo Stato centralista già lo fa e allora converrebbe aumentare il centralismo.

    Sig. Uggeri i manager e i piccoli imprenditori (commercianti e artigiani) che, nonostante tutto, mandano avanti questo paese non sono sottoposti a selezione e concorsi pubblici, ma non mi pare che siano tutti una massa di imbecilli o incompetenti, non trova?
    E’ sorprendente una tale difesa e elogio della Pubblica Amministrazione, che essendo composta da personale selezionato e sottoposto a concorsi dovrebbe rappresentare la crème della società italiana, da un esponente della Lega. Stando così le cose, non capisco proprio perché abbiate fatto mancare il sostegno a Prodi.

    Sig. Ciocca non capisco il senso del Suo post (#13). Non ho inneggiato a nessun “nuovismo” né criticato Maiorano, che personalmente apprezzo per il senso di equilibrio e per la disponibilità al dialogo che ha dimostrato.
    Ho fatto delle considerazioni sul punto che non si allineano con quelle espresse da altri e che, probabilmente, inquadrano il problema sotto una luce non convenzionale, talmente radicata da permeare anche i candidati della Lega.
    Se è vero che non sempre la società civile ha espresso rappresentanti all’altezza e altrettanto vero che troppo spesso il sistema dei partiti ha espresso rappresentanti non all’altezza, non crede?

    Direi che la Sua candidatura alle primarie- che considero quella di un rappresentante della società civile (e che personalmente credo possa essere all’altezza della situazione, anche se posso non condividere tutte le Sue posizioni) – sia già una risposta implicita.

    RE Q
  17. #17 scritto da saccavini il 6 febbraio 2012 16:42

    Un aggiornamento di oggi: una settantina di genitori dell’Asilo Parrocchiale sono andati in Comune chiedendo di incontrare il Commissario prefettizio e recando non poco sconcerto.
    La preoccupazione dei genitori, di cui è poi stata ricevuta una rappresentanza, riguarda il futuro dei loro figli. Si troverebbero nella grande maggioranza a non poter accettare l’aumento delle tariffe annue (si parla di triplicare il valore).
    I rappresentanti dei genitori hanno richiesto caldamente e ripetutamente al Commissario di riaprire una discussione perché si individui una soluzione condivisa che contemperi le esigenze di equilibrio del Comune e salvaguardi la continuità dell’Asilo.
    Il Commissario non ha voluto esplicitamente impegnarsi ma ha assicurato che avrebbe riflettuto sulla proposta.

    Un incontro dove non sono mancati momenti vivaci ma svoltosi in un clima di civile confronto.

    RE Q
  18. #18 scritto da laura il 6 febbraio 2012 21:16

    Sig.Uggeri perche’ si ostina a dire che l’asilo parocchiale e’ un asilo privato?
    E’ un asilo che fa un servizio pubblico, per tutti.
    La maggior parte dei genitori che iscrive i propri figli all’asilo parrocchiale non sono di CL, ma lo fanno perche’ e al centro del paese e comodo per i nonni che possono accompagnare i lori nipoti, mentre i genitori sono gia’ al lavoro, senza dover usare l’auto.
    Sig. Uggeri per lei cosa vuol dire privato?

    RE Q
  19. #19 scritto da Giambattista Maiorano il 6 febbraio 2012 21:40

    Luigi, fai e disfi come ti pare.

    Se ti dico che intendo rispettare le regole ed i vincoli di bilancio non ti va bene.
    Se ti dico che la funzione svolta dalla materna “parrocchiale” è di tutta evidenza pubblica, non ti va bene.
    Se dico che la politica, chiunque vada a governare questo nostro comune, dovrà inevitabilmente riconsiderare la vicenda sempre tenendo conto della coperta corta, non ti va bene.
    Se parlo di sussidiarietà, non ti va bene, sembra per te materia appaltata ad altri perché tanto, nel tuo pensiero non posso che essere uno sporco statalista.
    Se critico nel merito del doloroso taglio le decisioni del Commissario non ti va bene.
    Se dico che i revisori dei conti hanno formulato precise obiezioni e che la stessa Corte dei Conti sembra abbia intenzione di verificare la cosa, non ti va bene.
    Ostrega, qualsiasi cosa adesso dica Maiorano, candidato Sindaco del centrosinistra è semplicemente catastrofico anzi, più propriamente, fa il pesce in barile.

    Cosa vuoi che dica e prometta che sono pronto a sacrificare la mia pensione e il mio patrimonio rispetto ad un intervento di possibili rilievi e sanzioni della Corte dei Conti?
    No, Luigi.
    Questo non lo prometto né a te né a chiunque altro.
    Solo un pazzo potrebbe farlo ed a questo punto non ci sono ancora arrivato.
    Cosa vuoi, Luigi, pensila come vuoi.

    Permettimi però di non pensarla come te e di esprimere le mie posizioni. Il pluralismo serve a questo non necessariamente a coincidere in ogni posizione.
    Non va bene Maiorano? Non va bene il centrosinistra?

    C’è solo e soltanto una strada in democrazia: scendere in campo, mettere sul piatto le proprie proposte, attendere l’esito elettorale.

    C’è un’altra strada ed è quella che intendo seguire e che seguirò: confrontarmi con tutte le realtà culturali ed associative, di volontariato e di non profit, di impresa e di lavoro per vedere meglio le problematiche, affinare la proposta, mettermi in gioco con qualcosa di ragionevole e di fattibile nella condizione data rifiutando il facile populismo e la demagogia.

    E’ questa la premessa del mio programma.
    Il resto, mi spiace, ma lo lascio volentieri a chi ha voglia di perdere tempo e di farlo perdere agli altri.
    Ai cittadini elettori poi l’ardua sentenza.

    RE Q
  20. #20 scritto da saccavini il 6 febbraio 2012 23:40

    Perché descriversi vittima indicando cose che chiaramente non si trovano ne si troveranno mai in Città Ideale?

    Tutto quanto mi addebita Maiorano non corrisponde al vero.
    Proprio non mi riconosco.
    Estrapola qualche mia critica dal suo contesto logico e generalizza.

    Una caduta che non è solo di stile: non è corretto un agire simile.

    Evidentemente tenta di rivolgersi ai lettori suoi potenziali elettori in questo modo cercando di replicare ad argomenti che sono puntuali, cercando di sviare il discorso, scendendo al personale.
    E’ proprio di chi manca di argomenti adottare questi mezzi.

    Sta diventando simile a Pruiti, attribuendo aggettivi denigranti anziché argomenti.
    Neppure un argomento, solo aggettivi e avverbi privi di un riscontro.

    La campagna elettorale genera brutti scherzi.

    RE Q
  21. #21 scritto da Giambattista Maiorano il 7 febbraio 2012 07:49

    Mi spiace che tu possa averla presa male. Sai che ti stimo e che ritengo stimolanti i tuoi interventi.
    Ovviamente questo non significa che condivida o possa condividere tutto ciò che affermi.
    Sarà un’impressione. Ma da qualche tempo, mi appari implacabile.

    Se permetti ripetitivo su argomenti da me ampiamente trattati e rispetto ai quali ho delineato quella che per me è la soluzione migliore.

    E tu inveve continui a chieder conto, a fare domande, a ritenere evasive ogni mia risposta.
    Ho cercato di farlo con argomenti e non inventandomi situazioni. E’ questo che a me spiace.
    Poi sai, nel confronto dialetico ci sta tutto e ciascuno di noi deve essere disposto ad incassare.
    L’importante che non venga meno l’educazione e non mi pare di averti mancato di rispetto.

    Prendila, se vuoi, come sfogo, ma la lettura che ho dato agli ultimi scritti è quella di un avversario politico.
    Se così fosse, non ci sono molte strade.
    Non so e non credo e se invece così dovesse essere, sappi che ritengo di avere, e spero sia reciproco, un avversario leale.
    Con tutta stima che ovviamente ti rinnovo.

    RE Q
  22. #22 scritto da Alessandro La Spada il 7 febbraio 2012 10:25

    Provo a proporre una soluzione concreta, che con le necessarie correzioni, qualche forza politica potrebbe impegnarsi a portare avanti.

    Parto dal concetto che la convenzione attuale sia un privilegio, e quindi è giusto modificarla (ho argomentato il perché). Politici e funzionari si muoveranno sapendo di fare una cosa necessaria. L’asilo avrà l’onestà di riconoscere il trattamento di favore ricevuto, senza montare i genitori contro l’ente pubblico.
    Su queste basi il commissario ferma il conto alla rovescia (200.000 euro o niente) e offre un periodo per la controproposta. Credo che ascolterà, come è già stato per altre situazioni del comune.

    Ecco un’ipotesi di lavoro:
    - L’asilo dichiara a quanti soldi può rinunciare dall’anno prossimo, contenendo l’incremento delle rette al massimo al 10% (circa 100 euro/anno, se non sbaglio). Questa è la buona volontà. E’ chiaro che, se l’autoriduzione sarà pari al maggior costo per le famiglie, non c’è nessuna buona volontà ed è bene saperlo.

    - In cambio dell’autoriduzione, la convenzione attuale non viene eliminata ma integrata. Intanto con una scadenza congrua. Non so quanto sia giusto, 5 anni?
    Questo per la necessità di non danneggiare le famiglie, non distruggere posti di lavoro e non creare nel comune una situazione ingestibile.

    - Altra integrazione: per iscrizioni ed eventuali assunzioni di personale, l’asilo accetta di integrare i suoi criteri con le liste delle scuole locali. Si farà una tabella di conversione.
    Questo per giustificare il mantenimento di un contributo comunale comunque più alto del normale.

    - La somma rinunciata dall’asilo viene messa a disposizione delle scuole pubbliche di Buccinasco, che potranno chiederla per aumentare offerta formativa e posti.
    Questo perché sulla scuola dopo gli ultimi tagli si deve solo investire. Personalmente non accetto più nessun intervento sulla scuola giustificato da “risparmio”.

    - A questo punto a Buccinasco la situazione sarebbe organizzata.
    Capitolo ministero: se legalmente deve pagare lui, si apre un apposito contenzioso.

    - L’asilo avrebbe 5 anni per recepire le nuove condizioni che ora non è in grado di sopportare. Oppure potrebbe arrivare la presa in carico del ministero (con o senza contenzioso).

    - Se nessuna delle due, tra cinque anni si farà una gara aperta a tutti, come avviene nei Paesi evoluti quando ci sono di mezzo soldi pubblici. L’esperienza maturata dall’asilo parrocchiale in decenni di attività sarebbe tutelata con apposito punteggio.

    RE Q
  23. #23 scritto da saccavini il 7 febbraio 2012 10:42

    Una proposta interessante, Alex.
    Altre ne potrebbero uscire dal confronto fra le parti.

    L’obiettivo comune è un percorso che salvaguardi l’esperienza dell’Asilo Parrocchiale e ne permetta anche lo sviluppo.

    Credo che la risposta politica su cui lavorare riguardi iniziative rivolte a Regione e Ministero perché supportino i maggiori costi eventuali (sono comunque prima da quantificare con precisione, mettendo a confronto le gestioni), di cui finora il comune si è fatta carico.

    RE Q
  24. #24 scritto da saccavini il 7 febbraio 2012 10:59

    Riceviamo dal Comitato Genitori Asilo Parrocchiale quest’avviso per tutti gli interessati, che volentieri pubblichiamo.

    Questa mattina, dopo un po’ di attesa e calcando un po’ la mano….siamo stati ricevuti dal Commissario Prefettizio, eravamo circa una settantina tra genitori, insegnanti e semplici sostenitori. Ciascuno ha espresso come ha potuto il proprio dissenso, ha fatto le proprie considerazioni avanzando anche proposte, ma ahimè abbiamo trovato davvero poca disponibilità all’ascolto e al dialogo. Le abbiamo chiesto espressamente più e più volte di tornare sui propri passi ad aprire un tavolo di lavoro con il CDA della scuola al fine di arrivare a breve ad una soluzione del problema.

    Domani sera, martedì 7 febbraio alle 21.15, all’silo, all’incontro del Comitato Genitori vi racconteremo meglio!

    Intanto comunque continuiamo a raccogliere le firme e a pensare iniziative e momenti pubblici per far conoscere il problema a tutti i cittadini di Buccinasco.

    Domani 7 febbraio su Il giorno troverete un articolo sulla Scuola Materna Parrocchiale!

    Grazie a tutti! Per il comitato, Vanna

    RE Q
  25. #25 scritto da Andrea D. il 7 febbraio 2012 11:01

    Egr. Sig. Maiorano, è giusto e doveroso che si preoccupi del bilancio: chiunque sarà chiamato a governare dovrà fare i conti con le risorse limitate e dovrà darsi delle priorità. Se si farà qualcosa si dovrà necessariamente rinunciare a qualcos’altro.

    Quello che vorrei venisse approfondito e chiarito è se risponde al vero che l’asilo in questione offre un servizio pubblico, utile, apprezzato, idoneo e lo fa con un costo inferiore a scelte alternative (che, per inciso, non sarebbero nemmeno disponibili in tempi adeguati).

    Se la risposta è sì! allora la strada da percorrere è quella di contrattare con le altre istituzioni affinché partecipino alla spesa per, o in proporzione, a quanto sarebbe di loro spettanza.
    Questo con grande soddisfazione e risparmio di tutti, cosa che non potrebbe che essere gradita alla Corte dei Conti.

    In questa situazione, a mio avviso, non c’è spreco di denaro pubblico, anzi!
    Questo per stare nel merito e senza polemiche (che pure, viste certe coincidenze quantomeno sospette, sarebbero più che giustificate).

    Converrà che alcuni post non entrano affatto nel merito, qualificano (o meglio squalificano) la spesa come se fosse uno sperpero del denaro di tutti a beneficio di pochi e nascondo le loro motivazioni ideologiche e pretestuose (e totalmente disancorate dalla realtà) dietro il paravento, in questo caso specifico, dei vincoli di bilancio (che pure sono reali).

    RE Q
  26. #26 scritto da Andrea D. il 7 febbraio 2012 11:23

    Ciao Alex, c’è una cosa che non mi è chiara della tua proposta: quando dici al primo punto che l’asilo dichiara a quanti soldi può rinunciare senza aumentare le rette cosa intendi?

    Perché dal momento che l’asilo non produce dividendi da distribuire – è senza fini di lucro e non è che gli si stia chiedendo di abbassare i propri margini di profitto, che non ha- mi sembra chiaro che se rinuncia a una quota da una parte deve chiederne altrettanti dall’altra!

    Più in generale vorrei che fosse chiaro che un servizio è pubblico anche se non è gestito direttamente dallo Stato.

    I farmaci sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale anche se le farmacie che li vendono possono essere private.

    Non è che rimborsando i farmaci alla farmacia lo Stato stia dando dei soldi a un privato che beneficia, quindi, di un trattamento di favore (dovremmo rimborsare i farmaci solo se acquistati presso una farmacia comunale?).
    Mi sembra evidente che quando parli di dare soldi alle scuole pubbliche di Buccinasco, tu ti riferisca, invece, solo alle scuole statali.
    Sbaglio?

    RE Q
  27. #27 scritto da Alessandro La Spada il 7 febbraio 2012 13:03

    Ciao Andrea, intendo dire che l’asilo rilegge il suo bilancio e riduce le spese.

    Non gli si chiederebbe niente di nuovo o di straordinario rispetto a quanto fatto per moltissimo tempo dalle scuole statali.
    Neanche loro fanno profitti, eppure sono riuscite a tagliare un sacco di costi.
    Decisamente troppi, col risultato che la scuola pubblica oggi è sottofinanziata.

    L’aumento delle rette nella scuola pubblica si è già verificato: oggi le famiglie portano di tutto, il fondo cassa è una regola non scritta, tutte le attività extra si pagano a parte.
    Non ci piace e deve cambiare, ma è così e non ci è morto nessuno.

    All’asilo non si dovrebbe chiedere di fare quanto subìto dalla scuola pubblica (intaccare la carne del servizio), ma di fermarsi prima: dicci tu quanto puoi tagliare tra riduzioni di spesa e piccolo aumento della retta (quindi una parte rientra da lì, cosa che le scuole statali non hanno avuto).

    Sono d’accordo che il servizio dell’asilo sia pubblico ancorché gestito da un privato, però mi sembra che non influisca sulla decisione.
    Anche l’ENEL e la Telecom sono privati che fanno servizi “di pubblica utilità”, il bar è un privato che gestisce un “locale pubblico”.

    Tutto ok, è un fatto, ma non implica il diritto a trattamenti di favore, semmai l’obbligo di rispettare regole più rigide (es. se salta la corrente devono riattaccarla entro X ore).
    Per quanto ne so l’asilo parrocchiale è un ottimo istituto.

    Dicendo a disposizione delle scuole pubbliche davo per scontato che oltre all’asilo parrocchiale, a Buccinasco ci siano solo asili statali.
    In effetti è sbagliato, il criterio dovrebbe essere: degli istituti ‘colleghi’ dell’asilo parrocchiale.
    Purtroppo non conosco il termine tecnico.

    RE Q
  28. #28 scritto da Loris Cereda il 7 febbraio 2012 17:12

    Se dovesse davvero intervenire la Corte dei Conti siamo alla follia e all’apoteosi di quella che sta ormai diventando l’ingerenza di ogni tipo di Magistratura negli affari di una comunità.
    Il Tar annulla tutto ciò che è possibile, le Procure arrestano gli amministratori sulla base di indizi che rilevano possibili tangenti per 3.500 Euro, e la Corte dei Conti tornerebbe a verificare un’amministrazione già sottoposta solo 6 anni fa ad una pesante radiografia? Ma l’asilo parrocchiale c’è da 30 anni!!!
    Francamente da Monti al Commissario per finire con i tribunali trovo l’invadenza dei burocrati ormai fuori da ogni controllo, purtroppo l’anti-politica porta a queste conseguenze.

    RE Q
  29. #29 scritto da saccavini il 7 febbraio 2012 17:29

    C’è anche la politica che per giustificare il suo agire o la sua inazione fa ventilare possibili presunti interventi.

    Forse è il caso di decodificare certe posizioni di comodo per non decidere; prenderle per quelle che sono.

    RE Q
  30. #30 scritto da Loris Cereda il 7 febbraio 2012 17:36

    Giusto, aspettiamo.

    RE Q
  31. #31 scritto da Andrea D. il 7 febbraio 2012 19:45

    Ciao Alessandro, grazie per la precisazione. Non conoscendo nel dettaglio il bilancio dell’asilo non saprei dirti che spazi di manovra ci siano.

    C’è un dato su cui, però, vorrei focalizzare l’attenzione: il contributo pubblico per ogni alunno dell’asilo parrocchiale ammonta a circa 1.700 euro, il costo per ogni alunno della scuola dell’infanzia statale è, dato del 2006, di 5.828 euro (VEDI). Credo sarebbe opportuna una seria riflessione sull’entità di queste due cifre.

    Poi che il costo spetti allo Stato e non al Comune è una giusta osservazione che porta, a mio avviso, a dover fare la voce grossa con chi di dovere, che anche finanziando per intero la spesa conseguirebbe comunque un sensibile vantaggio economico (è probabile che il costo reale del servizio, a Buccinasco, sarebbe più basso di quello medio, ma in ogni caso superiore all’entità del finanziamento richiesto).

    RE Q
  32. #32 scritto da Alessandro La Spada il 8 febbraio 2012 10:36

    Andrea, grazie a te per le osservazioni chiare e documentate.

    Sono d’accordo sull’utilità dei numeri, spesso quando vengono da una parte in causa devono essere approfonditi (Il sussidiario è diretto da Giorgio Vittadini, ai vertici di Comunione e Liberazione, primario fornitore di servizi scolastici parificati).

    Vorrei sapere se i 1.700 euro/bambino della scuola privata includono:
    - Quota di partecipazione alle spese di sistema (ministero e provveditorati).
    - Quota di partecipazione alle sedi disagiate. Dev’essere stimolante aprire scuole a Milano (7.000 abitanti/kmq), non so fuori dalle metropoli. Lo Stato se ne fa carico, i privati?
    - Quota di manutenzione immobili. La scuola pubblica ha spesso sede in enormi edifici di pregio, con cui (anche) lo Stato garantisce il debito pubblico.

    Se il privato non partecipa a questi costi, toglili anche dai 5.800 euro/alunno della scuola pubblica, e vedrai che purtroppo il costo per alunno si avvicina.

    Dico purtroppo perché quasi mi piacerebbe che ci fossero tanti sprechi nella scuola pubblica, da riutilizzare in modo finalmente produttivo. Invece temo che non sia così.

    Tra poco ci saranno le elezioni, spero che tu ti faccia coinvolgere, in qualsiasi partito o lista civica, perché credo che tu possa dare un ottimo contributo al dibattito locale.

    RE Q
  33. #33 scritto da Andrea D. il 8 febbraio 2012 12:33

    Ciao Alessandro, i 1.700 euro a cui facevo riferimento erano quelli specifici che risultano dall’entità del finanziamento del Comune diviso per il numero dei bambini dell’asilo parrocchiale (cifra approssimata: ho diviso 510.000 euro per 300 bambini; se poi il dato puntuale fosse 1.730 piuttosto che 1.680 cambierebbe poco).

    Per il resto l’analisi da te fatta è corretta: un conto è offrire un servizio in aree ad alto interesse ben altro farlo in aree disagiate e visto che il servizio deve essere garantito a tutti ci devono essere le adeguate compensazioni (e infatti ho serenamente affermato che probabilmente il costo per alunno a Buccinasco è inferiore al costo medio).

    Questo è un problema già affrontato in altri ambiti (prevalentemente in paesi diversi dall’Italia, ma la cui esperienza può essere d’ispirazione) e che Monti ha correttamente illustrato parlando di liberalizzazione del servizio ferroviario.

    E’ chiaro che chi si trova in situazione di vantaggio deve sostenere un costo un po’ più alto di quello ottenibile in un mercato totalmente libero e quella differenza deve servire a finanziare il servizio “necessario” anche dove il mercato non lo consentirebbe (questo vale per le ferrovie, il servizio postale e, a maggior ragione, per un bene primario come l’istruzione).

    Dei 5.828 euro spesi oltre il 90% (o circa il 75% in base, però, a calcoli parziali che non sono in grado di verificare nel dettaglio, perché includono i contributi regionali e locali, pari a circa il 18% della spesa complessiva, per i quali non ho trovato il dettaglio) riguarda la spesa per il personale.

    Che include, è vero, anche il costo di struttura (provveditorati etc) che però vanno spalmati sui diversi ordini di scuola.

    Non so, dovrei approfondire, se il bilancio complessivo comprende i costi per gli affitti (anche solo figurativi), ma che poi si rendono necessari per una corretta manutenzione degli immobili e per il rinnovo delle attrezzature: visto lo stato generale sarei propenso a credere il contrario.

    Il problema è quello di mettere i numeri in chiaro e di non ammassarli tutti in modo che i cittadini non possano realmente capire.
    E’ chiaro che la scuola parificata deve coprire tutti i costi: quello che non ottiene con i contributi lo deve chiedere come retta o come sovvenzione a fondo perduto da privati benefattori.

    RE Q
  34. #34 scritto da saccavini il 8 febbraio 2012 23:14

    Il Commissario con delibera del sei Febbraio ha sciolto la convenzione elencando problematiche normative è formali della ormai trentennale convenzione, sempre prorogata di fatto.

    Sul piano normativo può avere ragione riguardo alla non rispondenza alla legge della convenzione, che supporta con argomenti e richiami a leggi e normative in premessa.

    Molto meno motivata la definizione economica che indica in una cifra tonda di 500 euro per ciascun iscritto.
    Aggiunge una piccola integrazione economica.

    Alcuni aspetti credo siano da considerare subito:
    a) la convenzione rimane comunque attiva fino al termine del corrente periodo scolastico;
    b) la trattativa per il rinnovo della convenzione sarà certamente da definire da parte della nuova amministrazione eletta entro il maggio prossimo;

    Da queste premesse occorre partire per un esame accurato della situazione, a partire dalla sicura difesa della parità di trattamento fra asilo parificato e asilo statale.

    Una riflessione più meditata sarà pubblicata a brevissimo dedicando un articolo sul problema che riguarda tutta la Comunità.
    A presto, per la difesa della parità di trattamento, effettiva.

    RE Q
  35. #35 scritto da nando uggeri il 9 febbraio 2012 01:48

    Quante parole scritte per una questione che per 30 anni è stata gestita in maniera anomala per non dire altro!
    Ma Cereda si capisce che non poteva fare altrimenti! Come avrebbe potuto governare?
    Ma invece di dire cosa avrebbe potuto fare continua a giustificare! E vorrebbe continuare a fare politica…
    Ormai, con quel modo vecchio di pensare la politica son rimasti in pochi e saranno dimenticati dagli elettori!
    Finalmente scopriamo che il miglior governo del paese è quello espresso da un Commissario.
    Offre una dote alle famiglie e una quota per il servizio alla struttura! Quale sindaco avrebbe fatto meglio?
    La soluzione è solo questa! Ma non perchè i soldi ci sono o non ci sono…
    E’ per una questione di giustizia verso tutti coloro che pagano le tasse ma non usano il servizio.
    Si potrà discutere sul valore del contributo… Ma non sul principio di equità!
    D’altronde la dote è un meccanismo già usato dalla Regione nell’istruzione e che ha dimostrato di funzionare!

    RE Q
  36. #36 scritto da saccavini il 9 febbraio 2012 08:22

    su una cosa sola posso ersere d’accordo, Uggeri: il principio di equità.
    credo che nessuno lo discuta e che anzi i genitori che si servono dell’asilo lo pretendano.

    Una cosa che non ha fatto, che non ha forse potuto fare il commissario, è il calcolo analitico che definisce l’equità.
    Ha stabilito un importo ad alunno e stop.
    Un metodo migliorabile…. Che il comune non abbia il bilancio funzionale della scuola: quante e da dove vengono le entrate, quante e dove vanno a finire le uscite, dimostra una amministrazione oscura da rendere trasparente. come per la gestione del verde, dei rifiuti, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, ecc.

    Poi se uno dice che chi ha amministrato prima deve andare a fare formazione perché sia in grado di amministrare la Casa Comune, parla male della politica e dei partiti…
    I Cittadini sono diventati esigenti e pretendono i numeri in fila in modo chiaro e comprensibile.
    Vedrà signor Uggeri che l’asilo parrocchiale fa risparmiare (adesso non abbiamo i numeri precisi del comune, ma sono disposto a scommetterci).

    RE Q
  37. #37 scritto da Andrea D. il 9 febbraio 2012 10:14

    Sig. Uggeri, riesce sempre a fare una confusione terribile: come può essere definita equa una soluzione se non viene specificato il criterio in base al quale è stato determinato il contributo?
    Può giudicare corretto il metodo (nulla da obiettare, anzi a mio avviso si potrebbe discutere sull’opportunità della quota fissa che potrebbe avere effetti distorsivi), ma se poi l’importo determinato non risulta corretto (equo), allora diventa sbagliato (iniquo). Perché 500 euro e non 250 o 1.000?

    Al di là della distinzione propria tra tasse e imposte, sta forse sostenendo che il sistema dell’Istruzione (dell’obbligo) in Italia deve essere mantenuto solo dalle famiglie che hanno figli che frequentano la scuola e non da tutti?

    RE Q
  38. #38 scritto da Elena M. il 9 febbraio 2012 12:24

    Sono una mamma dell’asilo parrocchiale che era presente lunedì alla consegna della lettera aperta al commissario prefettizio.

    Al di là della figura a dir poco imbarazzante che ha fatto la signora in quanto era certa di cose da noi puntualmente smentite (stipendi maestre, mensa scolastica…), sono certa di una cosa: la battaglia culturale è ancora lunga.

    Finché ci sarà gente (e amministrazioni) che ritiene che la qualità di un servizio risieda solo nelle strutture “statali” e la qualità dell’educazione risieda solo nelle graduatorie degli insegnanti, il nostro sistema scolastico andrà solo peggiorando…

    Nella vita scegliamo tutto per i nostri figli: dove fargli fare sport, a quale pediatra affidarli, ma sulla cosa più importante, cioè sulla loro formazione e crescita siamo costretti a far scegliere allo Stato!!!

    Mi sono rotta di sentire che l’asilo parrocchiale gode di un trattamento di favore solo per il fatto che le maestre non sono pagate dallo Stato?!?!?

    Quando abbiamo chiesto al Commissario dove avremmo mandato i nostri figli l’anno prossimo (io ne ho 5 e non posso sostenere una retta quadruplicata!) sapete cosa ci ha risposto?

    Che avremmo potuto mandarli nei comuni limitrofi (che naturalmente secondo lei ci stanno aspettando a braccia aperte!).

    L’asilo funziona egregiamente, ha un bilancio virtuoso (riconosciuto anche dalla commissione del Comune preposta a controllarlo) e questa signora che arriva da non so dove decide per me che vi devo rinunciare?

    Sono certa che il confronto tra i costi (comunale e privato)ci darà pienamente ragione, sempre che tale confronto il commissario lo voglia fare… e se c’è da tirare la cinghia, facciamolo tutti in ugual misura!!

    RE Q
  39. #39 scritto da saccavini il 9 febbraio 2012 12:45

    Complimenti signora Elena, per le idee e per i cinque figli…
    La immagino con una vita molto impegnata, con mille preoccupazioni ma anche con tanta felicità per la famiglia che ha intorno.

    Parliamo del problema Asilo che ora è importante.
    Città Ideale è impegnata in una analisi che è appena uscita nella sua prima parte.
    Vedremo di mettere in chiaro le linee da seguire perché la felice anomalia dell’asilo parrocchiale prosegua e addirittura migliori, se possibile.
    Questo deve essere il compito dei politici, dei cittadini che si mpegnano in politica e nel sociale.

    Quanto al Commissario, a mio parere ha concluso il suo compito e non farà altro.
    Passerà la mano alla prossima giunta, alla prossima amministrazione.

    Per questo diventa importantissimo, ancora più di quanto già non fosse, individuare e scegliere fra i diversi gruppi, quello che riguardo all’asilo parrocchiale sarà più impegnato per una soluzione davvero valida per i genitori, per i bambini, per Buccinasco; certamente nel rispetto dell’equità.

    Lui ha ragione da vendere, signora Elena…

    RE Q
  40. #40 scritto da Giambattista Maiorano il 9 febbraio 2012 15:00

    Cara Signora Elena, a differenza del mio amico Saccavini, io vivo miseramente questo mondo.
    La città ideale la sogno, ma so che la raggiungerò solo quando nostro Signore mi chiederà di presentarmi al suo giudizio.

    Non so, cara Elena, se ha avuto modo di leggere quanto da me scritto in più circostanze sull’argomnento. Sono certo invece che anche lei avrà avuto modo di sentire qualche riferimento in negativo su di me.

    Sono colui che qualche anno fa ha inutilmente tentato di dare nuova veste alla convenzione senza mettere in discussione l’onere per il Comune di erogare contributi ad un’opera comunque gestita dal privato sociale.

    Un privato sociale che si affianca ad un servizio dello Stato che, pur non definito essenziale e primario, ritengo decisamente importante e prioritario per le famiglie. E’ quindi un servizio pubblico quello che viene svolto. Questo dovrebbe ranquillizzarLa.

    Altri sono i dubbi e le perplessità.
    Parliamo di contributi, per esempio, e non di rimborso a piè di lista.

    Parliamo di fiscalità generale e fiscalità comunale, per esempio, ed affermo su queste basi che il cittadino di Buccinasco per la materna di via Siena paga due volte lo stesso servizio: una volta allo Stato che non l’eroga, l’altra al Comune che deve agire per ciò che lo Stato ritiene di non fare. Questo è il dato di fatto.

    Non sono stato felice della dimensione del taglio.
    Lo ho definito spropositato senza negare la necessità di chiamare alla compartecipazione delle famiglie visti i tagli a destra e manca che lo stesso Commissario ha operato.
    Di questo è opportuno che tutti ci si renda conto.

    Sono per una soluzione di equilibrio, ma di equilibrio vero.
    Perché vede, cara Elena, sarà pur vero che c’è un bilancio virtuoso.

    Sarebbe più virtuoso se fosse più chiaro, se tutte le poste fossero esposte in termini precisi, se non ci si rivalga sul Comune per le cifre ridotte se non azzerate che Stato e Regione ritengono di dare perché non obbligatorie.

    Ero parte del Comitato Tecnico. Ho tra le mani il bilancio relativo alla stagione 2009/2010.
    Avevo chiesto l’esposizione differenziata del contributo della Regione Lombardia e di quello dello Stato. Mi ritrovo con una cifra unica.

    Dimenticanza, certo, ma dovrà ammettere chiunque che questa modalità non consente, se non per aggregati generali, di fare raffronti. Le dico anche che, quando facevo l’assessore, per avere queste cifre ho dovuto chiederle al Provveditorato agli Studi (così si chiamava allora) e agli uffici della Regione.

    Nel bilancio troverà anche la mia firma coerentemente allo spirito della convenzione in essere ed alla presa d’atto delle cifre complessive. Ho sbagliato a firmare? Credo di no!
    Veda, Elena, la questione è un po’ più complessa di quanto oggi taluni vorrebbero far credere e nella mia qualità di candidato sindaco di centrosinistra potrebbe anche venirmi la tentazione di usare parole dolci e promesse grandiose per accalappiarmi qualche simpatia e magari qualche voto in più.
    Posso dirLe che sarei enormemente bugiardo e demagogo e che comincerei fortemente a dubitare della positività di quel giudizio fondamentale per chi è credente?

    Tutto in politica è possibile considerare e certamente chiunque andrà a governare questo benedetto comune dovrà farlo.
    Se dovesse toccare a me lo farò tenendo conto della storia passata e recente di questa materna indubbiamente positiva, dei rilievi fatti per la prima volta dai revisori dei conti, dei controlli in arrivo, da quel che si vocifera, della Corte dei Conti, delle reali disponibilità che il bilancio del Comune manifesterà quano saluteremo il Commissario non giunto per sua volontà o per puro caso.

    Massima apertura ed allo stesso tempo massima serietà.
    Diversamente, temo, ci prenderemmo in giro!

    Le assicuro, non ho alcuna voglia.
    Alla mia età non c’è più tempo per barare e tanto meno di giocare a nascondino o glissare su problemi la cui serietà la stiamo sperimentando tutti sulla nostra pelle.
    La ringrazio per l’attenzione.

    RE Q
  41. #41 scritto da saccavini il 9 febbraio 2012 20:19

    Dire e non dire, credo sia questo, il lungo discorso di Maiorano.
    Ad una tesi si accompagna la controtesi.
    Il tema non è lineare e la soluzione non semplice. Il nodo resta gordiano.
    Da un politico ci si aspetterebbe risposte nette; cosa farò, dove intervengo, quale è il punto di equilibrio cui penso di arrivare, ecc.

    Uno sforzo nella direzione della soluzione auspicata credo si debba fare.

    RE Q
  42. #42 scritto da Elena M. il 9 febbraio 2012 22:50

    Sig. Maiorano, francamente non ho capito molto del suo intervento, forse perché non parlo il politichese e non sono esperta di economia anche se sono costretta, ogni giorno, a fare i conti con le spese necessarie a far “funzionare” la mia numerosa famiglia….

    Quello che ho capito è che lei, se mai dovesse ricoprire la carica di sindaco, farà di tutto per trovare la soluzione migliore tenendo conto di tutti i fattori in gioco, beh, francamente questo mi sembra che lo possano e lo debbano dire tutti i candidati!

    Quello che mi aspetto sono risposte CONCRETE a domande altrettanto concrete:

    1.Se la retta aumenta DOVE pensa di mettere i 50, 100 0 300 bambini le cui famiglie non sono in grado di pagarla?

    2.Per quale motivo un servizio pubblico e per questo accessibile a TUTTI lo si vuole far diventare un servizio esclusivo per ricchi?

    3. Perchè i problemi di bilancio comunale devono essere sanati solo da 300 famiglie e non da tutti i cittadini?

    Mi sembra che si sia attuata una scorciatoia inaccettabile, profondamente ingiusta e antidemocratica … è come se dicessi a mia figlia sedicenne: siccome facciamo fatica ad arrivare a fine mese, d’ora in poi la spesa la fai tu!
    Io ho quadrato perfettamente il mio bilancio!

    Mi spiace di essere insistente ma è a queste domande che si devono dare risposte!
    Resto comunque dell’idea che il grosso problema è culturale: lo Stato dovrebbe agevolare e sostenere, invece che soffocare, le libere iniziative del privato se queste sono volte al bene comune per garantire così la vera libertà di scelta di ogni cittadino.

    Questa a mio avviso è l’unica strada verso una vera democrazia!

    RE Q
  43. #43 scritto da nando uggeri il 9 febbraio 2012 23:49

    Naturalmente si finisce per parteggiare per la scuola privata contro la scuola pubblica, Sig.ra Elena del 38.
    E allora Andrea D. non può scrivermi che la scuola privata la devono mantenere tutti! Leggendo che trattasi di scelta di parte, se la mantiene chi la vuole!
    Perchè i TUTTI già mantengono la scuola pubblica!
    Se andiamo a una cena a prezzo fisso costo X, ognuno spende costo X.
    Se poi qualcuno vuole qualcosa di meglio o fuori menu, se lo deve pagare! Mica la dobbiamo pagare tutti!
    A Bucci, trattandosi di un servizio compatibile con la sussidiarietà orizzontale, è certo dovuto un contributo!
    Sull’equità del contributo ho scritto che si può discutere… Perciò non capisco l’osservazione.
    Fra l’altro il fatto che trattasi di imposte e non di tasse, è irrilevante.
    A Milan se paghen i tass! E tas!

    RE Q
  44. #44 scritto da Andrea D. il 10 febbraio 2012 10:18

    Sig. Uggeri, a mio avviso è completamente fuori strada e sta facendo affermazioni che contrastano con la realtà! Stiamo parlando del sistema nazionale di istruzione che comprende le scuole statali e quelle parificate: Sistema Nazionale di Istruzione. Inoltre, mi pare che Lei confonda, impropriamente, il diritto allo studio con l’obbligo di avvalersi unicamente del servizio statale, tra l’altro, nemmeno disponibile sul territorio.

    Legge 10 marzo 2000, n. 62
    (in GU 21 marzo 2000, n. 67)

    Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione

    Articolo 1

    1. Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita.blockquote>

    RE Q
  45. #45 scritto da Giambattista Maiorano il 11 febbraio 2012 15:04

    Non voglio sottrarmi, signora Elena, ai suoi quesiti.
    Vorrei prima dirle che partecipo delle sue difficoltà e che il suo ultimo commento (n. 42) mi fa pensare che giustamente non si fa rappresentare da nessuno, neppure da Saccavini: ciascuno rimane se stesso.
    Cerco di risponderle sperando di essere finalmente esaustivo e accorpando la prima e la seconda domanda.
    Come me e come tutti, dovrà prendere atto che la scuola dell’infanzia non è considerata essenziale ed obbligatoria.
    E’ giusto? Non è giusto?
    Le nostre disquisizioni possono protrarsi all’infinito, ma è così. Personalmente, come lei, ritengo il servizio essenziale in particolare dedicato a quelle famiglie che hanno entrambi i coniugi (è oggi una fortuna!) in attività lavorativa.
    So cosa vuol dire e so, per esperienza, quanto importante è avere dei nonni disponibili e vicini.
    Per via del peccato originale (servizio non essenziale ed obbligatorio) la richiesta sovrasta abbondantemente l’offerta ed in questi casi, sa meglio di me che ci si mette in fila e si forma una graduatoria.
    E’ giusto? Non è giusto? Prendo atto: è così. E anche con lei vorrei riuscire a fare la giusta battaglia perchè la percentuale dei frequentanti si accosti sempre più al 100%.
    E’ una risposta di civiltà che qualsiasi governo ha posto come obiettivo ma la cui risposta è sonoramente insufficiente: governi di centrodestra e governi di centrosinistra.

    Ciò premesso mi sembra ovvia la risposta nel caso le famiglie, magari su suggerimento della materna di via Siena, dovessero rivolgersi tutte alle materne statali di Buccinasco. Non posso che rispondere quanto già affermato dal prof. Ciocca, non vedo alternative.
    Ci sarà una graduatoria e saranno assorbiti nel tempo soltanto quelli che rientrano nei numeri. Immagino, che lei come me, definisca una tale situazione imbarazzante e decisamente da respingere.

    Cosa può fare il Comune, visto che non è in grado di assicurare una completa e positiva risposta all’interno delle strutture gestite direttamente dallo Stato? Perché al bilancio comunale devono provvedere soltanto le 300 famiglie?
    Quanto è in grado di assicurarci Maiorano nella sua qualità di candidato sindaco? Sono le sue domande dirette ed implicite.
    Per l’ultima in realtà, c’è anche la petulante richiesta di qualche commentatore.
    Bene. Sulla prima: non credo che l’Amministrazione e non il Commissario possa immaginare di realizzare un plesso che, prevedibilmente al momento dell’inaugurazione, sarebbe costretta a cambiare funzione. Mi chiederà: come mai?

    Il tasso di natalità è in forte decrescita anche a Buccinasco e sarebbe vergongoso pensare ad un’alternativa per fare concorrenza ad un’esperienza che, comunque vista, ha funzionato e dato risultati importanti.
    Non è vero che il bilancio comunale sarebbe salvato dal concorso delle 300 famiglie.
    La motivazione sta nel fatto che il Comune di Buccinasco, dalla sottoscrizione dell’attuale convenzione, si è di fatto sostituito nella copertura di oneri che lo Stato avrebbe dovuto garantire con la fiscalità generale.
    I cittadini quindi, oltre ad essere spremuti dallo Stato, ad oggi hanno anche versato nella fiscalità comunale per garantire in parte decisamente consistente, il funzionamento della materna di via Siena. Le ricordo, per altro, che l’ampliamento è stato un esempio di partecipazione della cittadinanza attraverso le casse comunali.

    Posso io assicurare, qualora dovessi diventare Sindaco, di riportare le lancette indietro rispetto alle decisioni del Commissario?
    Sarebbe semplicemente folle che io od altri facessimo cifre, 10, 50, 100 o tutto. Posso assicurarla che comunque vadano le cose, la questione non potrà che essere ridiscussa quantomeno perché ho detto e scritto più volte che ritengo spropositato e quindi immotivato l’entità del taglio subito.
    Credo che vorrà consentire a me, come ad altri, quel naturale riserbo e quella prudenza utile a verificare le effettive poste di bilancio e gli spazi che potranno essere consentiti.
    Qualsiasi cifra dovessi prununciare sarebbe una presa in giro solenne e questo, per onestà intellettuale e per etica personale, non la farò se non al momento giusto.
    Sarebbe più facile per me condire il tutto con un po’ di demagogia ed accontentare le orecchie e la pancia e farmi magari qualche improvvisato sostenitore. Non mi interessa deludere dopo … preferisco dire le cose prima ed assumere impegni piuttosto che fare promesse che possono rivelarsi impossibili da mantenere.
    Non ho alcun dubbio, infine. ma anche questo è detto e ridetto, scritto e riscritto sulla funzione pubblica, al di là di ogni valutazione politica e di pregiudizio, che ha svolto e svolge la materna di via Siena.

    Solo chi non ha voglia di capire, continua a voler non capire. Mi sovviene e mi conforta il saggio antico e popolare che recita: lavare la testa all’asino significa perdere tempo e sapone.

    C’è spazio per lavorare insieme e migliorare le nostre condizioni complessive nel giusto rapporto pubblico/privato – pubblico/privato sociale. Non c’è bisogno, mi creda, di alcuna guerra tra guelfi e ghibellini quando poi non siamo in grado di stabilire chi sono gli uni e chi sono gli altri.
    La ringrazio, Elena, per l’attenzione e la saluto.

    RE Q
  46. #46 scritto da saccavini il 11 febbraio 2012 19:05

    La autorevolezza di un candidato sindaco si regge anche sulla capacità di capire e rispondere nel merito, signor Maiorano.
    Se questa manca, al di là delle proposte, valide o meno, il candidato rischia di vedere in ogni osservazione l’attacco di un nemico, la richiesa di chiarimento viene sentita come una stilettata e si reagisce con la polemica, con la lite.
    Se si imitano altri del nostro beato consesso, si tirano offese, si scrive sul sito di un Cittadino e non lo si nomina neppure, definedolo petulante commentatore.

    Ognuno da quello che ha, prendiamo atto. Pubblico comunque anche se per due due concetti ci si mettono seimila caratteri: meglio che i lettori si facciano la loro idea leggendo direttamente.

    Se poi pubblicando sono costretto a precisare, visto che Città Ideale è casa mia, che almeno non si faccia del vittimismo.

    Il merito: riportiamoci alla questione politica (sottolineo politica):
    UNO: i genitori della scuola parrocchiale non sanno quanto pagheranno a settembre, dopo il salasso. 1800 euro, se restano in 300 e passa; diversamente aumenteranno. Si iscrivono alla parrocchiale sperando che la situazione cambi (e nessuna sicurezza hanno dai politici); per coprirsi dal rischio di un sovraccosto che non possono sostenere si iscrivono anche alle statali
    DUE: non ci sono posti nelle scuole statali.
    TRE: durante tutta l’estate tutte le famiglie che hanno figli all’asilo non sanno cosa succederà (sia quelle che si iscrivono alla statale, sia quelle che hanno la doppia iscrizione)

    Cosa può fare la politica in queste condizioni?
    Fino ad ora quel che si può dire è un atteggiamento benevolo e condizionato, con niente di sicuro.
    Immaginano i politici cosa se ne possono fare di questo loro atteggiamento i genitori di Buccinasco?
    Quale utilità per loro?
    Che indirizzo possono ricevere i genitori?

    Ci ripetono (uso il plurare a proposito) che non possono fare niente.
    La politica del far niente.

    Poi si lamentano anche che i genitori si preoccupano, fanno le doppie iscrizioni, raccolgono petizioni…
    Sbagliano i genitori!
    Non dovrebbero far niente e stare a vedere cosa succederà a settembre.

    Bene. Credo proprio che i genitori abbiano il diritto di poter pretendere di più dalla politica (che ci sia il commissario o meno).

    Signora Elena, dai politici si deve accontentare dei ringraziamenti e saluti (dai politici che hanno esperienza)
    Città Ideale vedrà di smuovere le acque; sarà dura ma ce la faremo e in fretta, anche se siamo abbondantemente sotto lo zero.

    RE Q
 
 

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